DALLA LEGA DI LODI UNA VERGOGNOSA SPECULAZIONE POLITICA DELL’INCHIESTA SU ONLUS E MIGRANTI

DALLA LEGA DI LODI UNA VERGOGNOSA SPECULAZIONE POLITICA DELL’INCHIESTA SU ONLUS E MIGRANTI: LE ACCUSE ALLA SINISTRA DI FALSITA’, IPOCRISIA E PERSINO COMPLICITA’ CON IL TURPE BUSINESS SCOPERTO DALLA MAGISTRATURA SONO INACCETTABILI E SMENTITE DAI FATTI CHE EMERGONO

 

La frenesia di strumentalizzare l’inchiesta su Onlus e migranti allo scopo di scatenare una squallida polemica politica e l’arroganza di ritenersi sempre al di sopra di qualsiasi principio di cautela e verità hanno fatto commettere alla sezione di Lodi della Lega un riprovevole scivolone.

L’equivalenza tra “coop rosse” e sfruttamento criminale dell’accoglienza degli immigrati insinuata nel comunicato dei leghisti lodigiani suona ancor più vergognosa e offensiva se si considera che tra le persone colpite da provvedimenti cautelari figura anche un ex consigliere comunale di un paese del territorio eletto in una lista civica di centrodestra appoggiata da Lega e Forza Italia.

Le accuse di falsità e di ipocrisia lanciate dalla Lega di Lodi alla sinistra, nonché quella infamante di complicità nel traffico illegale di esseri umani, vengono quindi respinte.

Il meccanismo criminale portato alla luce dagli inquirenti (che devono essere ringraziati e sostenuti per il loro lavoro e la loro vigilanza) indigna ogni cittadino onesto, ma l’inqualificabile tentativo di speculare sulla vicenda per dipingere gli avversari politici come in qualche modo responsabili (per inerzia, per sottovalutazione, se non persino per sostanziale connivenza) non può essere accettato e va ben al di là di qualsiasi schermaglia dialettica. A differenza della Lega, il Partito Democratico non commetterà l’errore di giungere a conclusioni affrettate e non cadrà nella maldestra tentazione di avventurarsi in accuse politiche generiche.

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La provincia querela il sindaco di Castiraga Vidardo sulla vicenda dell’ampliamento dell’inceneritore

GRAVE LA DECISIONE DELLA PROVINCIA DI QUERELARE IL SINDACO DI CASTIRAGA VIDARDO SULLA QUESTIONE DELL’AMPLIAMENTO DELL’INCENERITORE: UN CONFLITTO CHE NON FA BENE A NESSUNO E CREA UNA FRATTURA NEI RAPPORTI

La decisione della Provincia di querelare il Sindaco di Vidardo per i contenuti di un volantino sulla vicenda dell’autorizzazione al potenziamento dell’inceneritore lascia interdetti e desta forte preoccupazione. Si tratta di una prova di forza che va nella direzione opposta a quella che avevamo auspicato dopo che il rinnovo di presidenza e consiglio aveva consegnato l’amministrazione provinciale interamente al centrodestra e che segna un inasprimento dei contrasti tra i Comuni ed un ente che invece dovrebbe trovare proprio nel rapporto di collaborazione con le realtà locali la sua missione prioritaria.

Nel caso di Vidardo le richieste del Comune (sostenute anche dalle amministrazioni di altri 7 paesi del circondario, oltre che dalla cittadinanza) erano infatti chiarissime e puntavano ad ottenere un supplemento di verifiche sulle ricadute ambientali di un progetto di ampliamento che avrebbe comportato l’aumento di un quarto del quantitativo di materiale da incenerire (restando per una inezia al di sotto della soglia che rende obbligatoria la Valutazione di Impatto Ambientale) e di oltre la metà di quello del materiale stoccabile.

Il principale valore in gioco in questa vicenda era quello della tutela della salute della popolazione, in nome del quale dovrebbe sempre avere prevalenza il principio di cautela. Dalla Provincia ci si attendeva proprio questo, vale a dire un atteggiamento rigorosamente prudente, in grado di cogliere le preoccupazioni dei Comuni e della popolazione interessati, esercitando la facoltà di chiedere all’azienda una Valutazione di Impatto Ambientale che avrebbe contribuito in caso positivo a rassicurare tutti ed in caso contrario ad individuare fondati motivi per negare il potenziamento dell’inceneritore.

Queste aspettative sono invece andate deluse, mettendo in discussione il ruolo della Provincia nei confronti degli enti e delle comunità locali del territorio.

Il giudizio su questa vicenda è di ordine politico, perché quello che le comunità coinvolte speravano era che la Provincia esercitasse la sua facoltà politica di disporre accertamenti più rigorosi, che non erano dovuti per legge ma neppure esclusi dalla legge.

L’unico piano giudiziario sul quale era corretto portare la questione è semmai quello della giustizia amministrativa, per una analisi sulla completezza del procedimento autorizzativo, ed è proprio questa la strada che è stata scelta dal Comune di Castiraga Vidardo, con un ricorso al Tar che consentirà di mettere a confronto ragioni e motivazioni, con l’intento costruttivo di ottenere un chiarimento definitivo, anche a beneficio di chi dovesse affrontare in futuro situazioni analoghe.

Quella della querela è invece una strada conflittuale, che non porta a nessun approdo utile per il territorio.

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Analisi della situazione in provincia dopo il voto europeo

Lodi, 14.06.2019

 

NELL’ASSEMBLEA PROVINCIALE DEGLI ISCRITTI L’ANALISI DELLA SITUAZIONE DOPO IL VOTO EUROPEO: LA TENUTA ELETTORALE DEL PD PUNTO DI PARTENZA PER LA COSTRUZIONE DI UN CENTROSINISTRA APERTO AD ESPERIENZE CIVICHE E AREA MODERATA PER PROPORRE AL PAESE UNA ALTERNATIVA CREDIBILE

I risultati delle recenti elezioni europee e della concomitante tornata di voto amministrativo (che anche nel Lodigiano ha coinvolto decine di Comuni) hanno evidenziato una ripresa del consenso e del ruolo del Partito Democratico, attestando in particolare come una credibile ed efficace alternativa all’attuale asse di governo Lega-M5S non possa che fare riferimento al Pd, attorno a cui è possibile costruire un’ampia area di convergenza su valori e temi fondamentali quali lo sviluppo all’iniziativa economica per creare opportunità di lavoro, la sostenibilità ambientale (con l’esigenza di coinvolgere i tanti giovani che stanno dimostrando sensibilità nei confronti dell’argomento, la solidarietà sociale.

Sono state queste le riflessioni emerse nel corso della riunione dell’Assemblea Provinciale degli iscritti del Partito Democratico che si è svolta la sera di giovedì 13 giugno presso la sede di via Taramelli a Lodi, presieduta da Aurelio Ferrari e con la partecipazione della segretaria provinciale Roberta Vallacchi e del parlamentare lodigiano Lorenzo Guerini.

Quest’ultimo ha sottolineato come l’obiettivo di ridare slancio alla vocazione maggioritaria di un ampio schieramento di centrosinistra (capace di includere esperienze di impegno civico e di risultare attrattivo per l’area del voto moderato) sia profondamente legato al consolidamento del ruolo centrale del Pd e alla definizione di un rinnovato profilo identitario del partito, tema che sarà sviluppato nella “Costituente delle idee” proposta dal segretario nazionale Zingaretti.

La tenuta testimoniata dalle elezioni europee, dopo la significativa battuta d’arresto delle politiche 2018, rappresenta in questa chiave un punto di partenza, da cui deve prendere avvio un percorso che deve essere caratterizzato in particolare da due elementi essenziali, vale a dire l’unità all’interno del partito e un lavoro impostato sui contenuti della proposta che si intende presentare al Paese.

Valutazione condivisa dai partecipanti all’Assemblea è che l’attuale esperienza di Governo si sia rivelando profondamente dannosa per il Paese, con una serie di problemi concreti che stanno emergendo in modo sempre più evidente e rapido, imponendo la realtà dei fatti rispetto alle illusioni propagandate sia in campagna elettorale che nell’azione di governo.

Tutti i dati di economia ed occupazione sono negativi, imprese e lavoratori pagano il prezzo di scelte sbagliate e talora della mancanza di scelte della maggioranza gialloverde e l’Italia appare per giunta sempre più isolata in Europa: una situazione che per il bene del Paese e degli italiani deve concludersi il prima possibile.

 

 

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