Province, Soldati: “Basta ai piagnistei dei leghisti. Noi non ci sottraiamo alla sfida di ripensare il sistema delle autonomie locali”

Il rischio di fallimento per il Paese è dietro l’angolo e la manovra è dura, molto dura e questo noi ce lo aspettavamo, visto che abbiamo sempre detto che andavamo verso il disastro, mentre per tre anni ci hanno raccontato (Lega compresa) un sacco di storie e che non c’erano problemi; ma adesso siamo al dunque e mi auguro che gli italiani non dimentichino perché siamo arrivati sin qui.

Ci aspettavamo misure che dessero più il senso di uno sforzo collettivo, per questo motivo vorremmo più equità e abbiamo segnalato anche i punti, dove sarebbe possibile secondo noi intervenire. Abbiamo subito chiesto modifiche per quanto riguarda il sistema pensionistico e l’indicizzazione delle pensioni, attraverso un meccanismo più graduato di avvicinamento alla riforma strutturale della previdenza, perché ci sono delle persone a reddito basso che per avvicinarsi all’età della pensione non possono sopportare decurtazioni troppo forti…Abbiamo anche detto dove prendere i soldi e quindi apprezziamo che sia passato un principio sul quale ci siamo spesi molto, come la tassazione dei capitali scudati, anche se l’1,5% è solo un buffetto e rischia di apparire persino come una presa in giro. Altre cose al momento non convincono, dalla mancanza di una patrimoniale, alla mancata modifica degli scaglioni irpef sopra i 50mila euro, dalla lotta all’evasione, alla reintroduzione dell’Ici o Imu (prevista anche dalla riforma federalista della Lega) senza una forte progressione per le esenzioni e senza una riflessione che desse il senso di chi e cosa esentare e perché.

Il Pd è una forza responsabile, abbiamo deciso di sostenere il governo Monti nella consapevolezza piena di quel che rischia l’Italia, perché il rischio essere come la Grecia, oggi, sarebbe già una certezza. Mi auguro che il partito riesca a portare le nostre proposte e quelle delle classi più popolari all’interno del dibattito parlamentare che si svilupperà nei prossimi giorni, nella consapevolezza che in parlamento la destra ha un peso maggioritario, ma ripeto è necessario ristabilire il senso di uno sforzo collettivo, altrimenti il rischio di deprimere tutto e tutti renderà ingannevole ogni sforzo.

Quel che è certo e che noi abbiamo fatto un’operazione politica complessa con questo governo. L’abbiamo fatto perché abbiamo messo l’Italia davanti alle nostre esigenze di partito e questo è il nostro punto di partenza, dopodiché i gruppi parlamentari facciano quelle cose che non può fare il governo, dalla modifica dei regolamenti parlamentari alla legge elettorale, dalla riforma del bicameralismo al dimezzamento dei parlamentari.

Per quanto concerne il riassetto istituzionale, quindi, ribadiamo la nostra opinione: massima disponibilità, soprattutto di fronte ai sacrifici richiesti agli italiani, a partire dai rami alti fino a raggiungere i livelli territoriali.

Per quanto riguarda il tema delle Province, riteniamo che l’art. 23 del decreto “Salva Italia” appaia caotico e poco chiaro. Rispetto alla prima versione è stato eliminato il comma 18 che recitava “gli organi in carica delle Province decadono al momento dell’entrata in vigore delle Leggi Statali o Regionali di trasferimento delle funzioni e comunque decadono entro il 30 novembre 2012” e che ci appariva essere una norma assolutamente sbagliata e lesiva.

Nell’ultimo articolato, invece, si rimanda a legge statale per le norme di elezione (comma 16) e a legge regionale per il trasferimento delle funzioni ai Comuni o alle Regioni (comma 18). È inoltre fissato il numero dei componenti eletti (10) dagli organi elettivi dei Comuni ricadenti nel territorio della Provincia (comma 16).
Se ne ricava, insomma, una proposta di riforma alquanto disorganica e non rispondente alla reale esigenza di riorganizzazione dell’Ente Stesso.
Abbiamo chiesto ai nostri parlamentari presenti in Commissione Affari Istituzionali di Camera e Senato, di vigilare attentamente in merito al contenuto e all’iter di queste norme, e di tenere uno stretto collegamento con i territori per monitorare la situazione.

In generale, comunque, è confermata la necessità di un Ente intermedio tra Comuni e Province, ma l’impressione è che ormai siamo giunti a un punto di non ritorno. Pur non credendo che dal punto di vista economico ciò risolverà molto (i numeri sono quelli che tutti citano), non ci sottraiamo alla sfida e credo che da questo punto di vista, possa anche essere stimolante ripensare il sistema delle autonomie locali, partendo però da cosa devono fare gli enti, prima che da come devono essere governati.

Mauro Soldati
Segretario Pd del Lodigiano

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I Giovani Democratici per il diritto di cittadinanza

I Giovani democratici scendono in campo per gli immigrati che abitano nel Lodigiano. Insieme a una rete di 18 associazioni porteranno sul territorio la campagna “Italiano sono anch’io”: «È folle che molti ragazzi nati in Italia da stranieri non abbiamo la cittadinanza nè il diritto di voto – dice il segretario provinciale dei Giovani democratici Roberto Gazzonis -, lo stesso vale per chi è qui, ha il permesso di soggiorno e lavora regolarmente. Noi promuoveremo nelle amministrazioni del territorio un ordine del giorno e faremo partire una raccolta firme». Mattia Mozzicato spiega che l’ordine del giorno avrà tre obiettivi: recepire i principi della campagna, promuovere le due proposte di legge di iniziativa popolare e chiedere ai sindaci di inviare a tutti gli extracomunitari che compiono 18 anni una comunicazione affinché si presentino in comune per avviare le pratiche a favore della cittadinanza. I banchetti per “Italiano sono anch’io” si terranno domenica a Casale dalle 10 alle 12, in piazza del Popolo, e sia sabato che domenica a Lodi dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 18 presso il circolo Arci. La discussione approderà a palazzo San Cristoforo, Giulia Acquistapace si augura di poter raggiungere un ordine del giorno condiviso. «Siamo la seconda provincia dopo Cremona per indice di integrazione – afferma -, gli stranieri hanno spesso una casa e un lavoro, non scelgono il Lodigiano come terra di passaggio bensì come luogo in cui fermarsi. In passato è emerso che il 70 per cento vorrebbe scegliere i propri rappresentanti, non possiamo essere tacciati di ideologia nel promuovere questa campagna perché l’orientamento di voto degli immigrati propende per il centrodestra, a differenze delle altre province. Noi vorremmo discutere della questione con i capigruppo e valutare in quale commissione portare l’argomento». Il segretario provinciale Mauro Soldati si compiace del fatto che i Giovani democratici “siano sul pezzo”: «Questo Paese ha bisogno di riallacciarsi all’Europa, ritrovando un senso di comunità. Il fenomeno dell’immigrazione non è certo diminuito con il governo di Pdl e Lega ma questo slancio ideale non può essere confinato nell’ambito dei partiti. Anche in Provincia, non vogliamo innescare polemiche ma promuovere una riflessione sull’argomento». Gr. Bo.

fonte: Il Cittadino del 24/11/11

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La Lega? C’è da restare allibiti!

Ho letto le dichiarazioni del Presidente della Provincia di Lodi e ce n’è abbastanza per rimanere basiti, soprattutto quando, riferendosi al Governo Monti, dice: “i nostri imprenditori, i lavoratori e tutta l’economia del Nord si troveranno ancora una volta defraudati delle loro risorse”. Ancora una volta defraudati? Ma scusi, signor Presidente, defraudati da chi? Ma scusi, Signor Presidente, dov’è stata la Lega negli ultimi dieci anni? Possibile che Lei non si ricorda che per otto anni è stata al governo? Visto che ciò non è possibile, non credo che sarà così facile fregare le persone e spogliarsi delle responsabilità che derivano da quanto fatto dalla Lega al “non governo” dell’Italia e di come molte battaglie del carroccio non abbiano minimamente centrato il bersaglio. Non una liberalizzazione, non una soppressione di enti inutili, non il raggiungimento di un obiettivo da sventolare senza bisogno di accusare qualcuno.
La strategia della Lega di tornare a rispolverare i vecchi cavalli di battaglia in un momento così difficile per il Paese, quindi, non è assolutamente credibile, sia perché la Lega stessa è implicata nei mali e nei vizi del nostro Paese, sia perché la gente non si farà prendere nuovamente in giro. Cosa dire ad esempio degli incarichi multipli degli esponenti padani (anche Foroni è Presidente e Sindaco, mentre alla Camera siedono 25 leghisti con doppio incarico e 3 con triplo e al Senato sono 14 con doppio incarico e 3 con triplo), sul nepotismo che colpisce il partito di Bossi (“il Trota” consigliere regionale, solo ed esclusivamente per il seme paterno che l’ha generato, il fratello Franco a Bruxelles a fare l’assistente all’europarlamentare Matteo Salvini, mentre la moglie del leader, Manuela Marrone, ha ricevuto un contributo di 800.00 euro per la sua scuola privata di ispirazione padana, dove si insegnano filastrocche locali e tante materie folk, alla faccia dei bisogni che ci sono nelle nostre scuole), sulla pseudo lotta agli sprechi, quando le cricche sono state difese in tutto e per tutto? E che dire delle quote latte e del disastro Malpensa, sul sì al Ponte sullo Stretto, sui rapporti con le banche amiche del Carroccio e sul rientro dei capitali dall’estero al 5%, quando un lavoratore dipendente paga il 44% del proprio reddito in tasse? E che dire dei 50 milioni di euro di finanziamento pubblico per il quotidiano “la Padania”, degli spot da 200mila euro o dei lampadari da 920mila per la sede della provincia di Treviso, oppure dei 50 milioni da spendere in comunicazione che Luca Zaia, ora alla Regione Veneto, ha lasciato al suo successore Giancarlo Galan, che se n’è lamentato dicendo che: “Servono solo a favorire sprechi e parassitismi”? Mica male per un partito che in un giorno vuole tornare a gridare “Roma Ladrona”, nel tentativo di ricostruirsi una verginità svenduta per l’interesse di bottega, che alla fine altro non lascia che tre targhette sbiadite alla Villa Reale di Monza.
La Lega è il partito che può vantare il periodo più lungo trascorso al governo da tangentopoli in poi, ma è anche il partito che più volte si è comportata da amica di imputati per reati non di poco conto, tradendo innanzitutto i propri elettori. Che dire, ad esempio, dei “salvataggi” di Caliendo, Cosentino, Milanese e Romano? Che dire delle leggi ad personam che la Lega ha votato: ex Cirielli, lodo Alfano, legittimo impedimento, leggi pro-Mondadori?
Caro Presidente Foroni, siamo sufficientemente preoccupati per il presente che la Lega ha contribuito a farci vivere, da non perdere tempo ulteriore nel sentire certe cose, per cui anziché diffondere le veline del partito, si preoccupi più del futuro del nostro territorio, visto che non ci sono idee e tutto sembra giocato in contrapposizione al passato e senza alcuno slancio sul futuro.

Renata Cabrini

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I prossimi appuntamenti del PD Lodigiano.

In seguito i prossimi appuntamenti organizzati dai nostri circoli PD del Lodigiano.

Venerdì 18 Novembre, Il circolo PD di Zelo Buon Persico presenta la serata-dibattito.
NUOVO GOVERNO E NUOVO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CON IL SOSTEGNO DI TUTTO IL PARLAMENTO O ELEZIONI?Presso la Sala Consigliare (Via Dante, Zelo B.P.), alle ore 21.00
A partire dagli ultimi sviluppi nazionali ragioniamo anche su ciò che avviene a Zelo e sulle azioni amministrative che purtroppo hanno solo la direzione edilizia e di sviluppo poco sostenibile. Ne parliamo con Roberta VAGNI (portavoce circolo PD Zelo Buon Persico), Mauro SOLDATI (Segretario provinciale PD Lodigiano), Sen. On. Gianni PIATTI, e Mino SARTORI (circolo PD Zelo Buon Persico).

Mercoledì 23 Novembre, I circoli PD di Caselle Lurani, Castiraga Vidardo e Casaletto Lodigiano, Salerano/Lodivecchiopresentano la serata-dibattito.
CATTOLICI IN POLITICA: UN “MODO DI FARE” O UN PARTITO?
Presso il salone della Scuola Media “Don Giovanni Delle Donne”, Caselle Lurani, alle ore 20.45. A partire dalle riflessioni proposte da Ferruccio De Bortoli sul Corriere della Sera del 17 ottobre dibattito pubblicocon la partecipazione di Don Carlo FERRARI e Giuseppe MIGLIORINI (Coordinatore LAbortorio di IMpegno CIvile (LA.I.CI.)). Moderatore della serata, Sergio RANCATI (sindaco di Caselle Lurani).

Venerdì 25 Novembre, Il circolo PD di Tavazzano con Villavescoorganizza l’incontro pubblico:
IL LAVORO DEL FUTURO
Presso la Sala Conferenze del Municipio di Tavazzano, alle ore 21.00. La sfida al precariato nel Lodigiano
tra contratti atipici e nuove prospettive di sviluppo. Interverranno: Domenico CAMPAGNOLI (Segretario generale CGIL della Provincia di Lodi), Vittorio BOSELLI (Segretario Generale Confartigianato della Provincia di Lodi), Mauro SOLDATI (Segretario Provinciale del PD Lodigiano), Francesco CANCELLATO (Ricercatore AASTER
Coordinerà la serata Giuseppe CREMONESI (Componente Assemblea Provinciale PD e Blogger).

Mercoledì 30 Novembre, Il gruppo diProssima Fermata Lodiorganizza l’incontro pubblico:
OCCUPIAMO IL FUTURO
Presso il Teatro dell’InformaGiovani, Lodi, Via Paolo Gorini 19, alle ore 20.45.
MOVIMENTI E PARTECIPAZIONE OLTRE LA CRISI: cittadini e associazioni in un dibattito aperto con performance e letture sceniche discuteranno di democrazia ed economia, sviluppo e solidarietà, innovazione e merito, legalità e trasparenza, politica e diritti. Interverrà Pippo CIVATI (Consigliere Regionale PD).

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Casalpusterlengo, PD: “La via Emilia chiuda ai mezzi pesanti”.

Il Pd vuole la chiusura ai Tir della via Emilia con una ripresa della sperimentazione che fu effettuata nel febbraio 2008: i motivi sono diversi, ma in testa ci sono la salute dei cittadini e la pressione per sbloccare il progetto della nuova tangenziale, per la quale sembra difficile reperire il finanziamento da 100 milioni di euro.«Nei prossimi giorni ci saranno le manutenzioni stradali sulla via Emilia, ma sono costi che i cittadini di Casale sostengono a causa del passaggio dei Tir – dice Roberto Ferrari del Pd -. Allora, dopo le manutenzioni non si torni al regime attuale con 20 mila veicoli in transito al giorno, di cui gran parte pesanti. Si abbia il coraggio di un’iniziativa come quella che assunse la giunta Pagani nel 2008 per vietare la circolazione dei mezzi pesanti sul tratto urbano».

La proposta non contiene un diktat su tempi e modi, ma al contrario è aperta e mira a innescare un dibattito in merito al futuro della via Emilia casalina. «Quella fu una sperimentazione riuscita alla quale non si è più dato seguito – continua Ferrari -. Noi riteniamo che sia possibile fare il blocco e che il territorio non abbia a subirne conseguenze, che il blocco migliorerebbe salute, sicurezza e ambiente per i cittadini, e che in questo modo si potrebbe mettere pressione per ottenere il finanziamento per la nuova tangenziale, perché secondo quanto dichiarato dall’assessore regionale Raffaele Cattaneo i soldi non ci sono».

La nuova bretella di Livraga del resto sgombra il campo da quello che quasi quattro anni fa fu il pericolo territoriale numero uno, e cioè che i Tir potessero invadere Livraga. Inoltre, tutto il complesso iter amministrativo, fatto di provvedimenti e ordinanze, è già nei cassetti comunali e persino cartelli e divieti sono già pronti in magazzino.

«Francamente mi sembra una proposta che può essere presa in considerazione – commenta l’ex sindaco Angelo Pagani -. All’epoca, con una chiusura parziale, il Pm 10 fu abbattuto alla metà, con grande sollievo dei residenti. Ora si potrebbe studiare una formula per ripresentare il provvedimento, nelle formule e nei modi più consoni. La salute dei cittadini ne trarrebbe giovamento, e anche per la realizzazione della tangenziale sarebbe un bel segnale. E forse tornerebbe a far parlare il territorio del problema, trascurato, delle polveri sottili».

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Amministrative 2012: Sant’Angelo ha bisogno di novità.

“A volte mi chiedo se i barasini non siano stufi di vedere sempre le stesse facce, se non altro perché ripetono sempre le stesse polemiche”, così Lorenzo Mondini, Segretario Pd di Sant’Angelo, in merito alla situazione politica a Sant’Angelo, dove le anime del centrodestra tornano a scaldarsi in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera.

“Nelle ultime elezioni comunali e in una realtà dove il voto politico premia stabilmente il centrodestra – dichiara Mondini – Crespi ha sicuramente dimostrato una cosa: che la gente era con lui, favorito altresì dalla divisione del centrosinistra e nonostante la presenza del centrodestra ufficiale in liste diverse a seguito di protagonismi, divisioni e errori amministrativi. Un teatrino che i cittadini hanno sanzionato, premiando il candidato più esperto e fuori dagli schemi”.

“Ma oggi – prosegue Mondini – la situazione è diversa. Il centrodestra è in calo per le vicende nazionali e a livello locale la sola personalità del Sindaco non sembra più sufficiente per raggiungere nuovi obiettivi, mentre la sua ombra rende impossibile crescergli affianco. A ciò si aggiunge l’infinito braccio di ferro con Carlin e con la Lega. Un modo di intendere il futuro della città che sinceramente ha stufato. Credo, invece, più utile e necessario concentrarsi sulle idee per migliorare Sant’Angelo e per scoprire persone in grado di esprimere novità nelle scelte e nello stile amministrativo, anche perché questa amministrazione ha deluso”.

Per il Pd, il centrodestra di Sant’Angelo è come un pullman dove si sale e si scende a seconda della convenienza. Perché se da un lato Crespi appare preoccupato dalla tenuta della sua maggioranza, al punto da dichiarasi persino disponibile al ritorno in un Pdl sempre più traballante, dall’altro appare evidente la confusione che regna anche nei ruoli, dove i consiglieri Cerri, Villa e De Vecchi sono contrapposti in Comune, ma insieme in Provincia.

“A Sant’Angelo – aggiunge Soldati, Segretario Provinciale Pd  – è possibile verificare con coraggio qualche scelta politica nuova. Chi vuole essere alternativo alla situazione attuale deve quindi mettere in atto capacità di aggregazione inedite, lasciando da parte vecchie o nuove divisioni e delineando un futuro credibile per la comunità. E’ necessario, infatti, saper aprire e parlare alla città nella sua interezza”.

“E’ importante – conclude Mondini – che anche le singole personalità che desiderano qualcosa di diverso, diano corso ad un impegno civico che può essere da stimolo alla città. Da parte nostra stiamo seguendo con molto interesse un progetto per Sant’Angelo nato nell’ambito della società civile locale, che tante energie e aspettative sta muovendo in vista delle prossime amministrative. E’ un progetto aperto, dal quale partire per migliorare insieme la nostra città, mettendo al centro i temi del lavoro, della vivibilità, della scuola, dei servizi sociali, dei giovani, delle opportunità”.

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Elcon, Pd: “Adesso Foroni chieda scusa”.

“E’ più forte di lui, non c’è niente da fare e nemmeno di fronte alle buone notizie riesce a dar merito al territorio nella sua interezza” così Mauro Soldati, segretario Provinciale Pd, in merito alle dichiarazioni del Presidente della Provincia di Lodi che nel giorno in cui Elcon ritira la richiesta per la costruzione dell’inceneritore a Casalpusterlengo, non trova meglio da fare che scagliarsi contro il Pd.

“Accogliamo con grande soddisfazione la chiusura della vicenda Elcon – dichiara Soldati – e registriamo con grande interesse quanto avvenuto nella comunità di Casale, che rappresenta una lezione di lungimiranza e volontà anche per il Pd. I cittadini hanno a cuore il futuro della loro comunità e fino a quando i partiti non dimostreranno di fare altrettanto è comprensibile che si organizzino in forme e modi differenti rispetto alla politica tradizionale. E’ stata quindi la determinazione e la tenacia dei cittadini che ha avuto la meglio. Noi abbiamo fatto, con rispetto delle parti, solo il nostro dovere attraverso l’attività istituzionale in Regione di Santantonio, mentre altri devono ancora delle spiegazioni per dichiarazioni e accuse false e che oggi meritano una risposta”.

Dal Pd fanno sapere che, oltre alle dichiarazioni di Parmesani che definì l’inceneritore un’opportunità, sul sito della Provincia di Lodi (http://www.provincia.lodi.it/001_Not_marrone_agricoltura.asp?IDNotizia=7860&IDCategoria=456) è ancora presente il Comunicato con cui Foroni dice: “La notizia di un presunto inceneritore a Casalpusterlengo è assolutamente falsa. Chiacchiere da bar veicolate con l’unico scopo di alimentare paure infondate. Siamo abituati a tali atteggiamenti da parte del segretario provinciale Mauro Soldati che si preoccupa solo di far circolare notizie di questo tenore, con scopi dettati da interessi di partito che nulla hanno a che fare con la verità dei fatti. Chi pubblica tali notizie dovrebbe preventivamente verificarne la veridicità, altrimenti le conseguenze sono perdita della credibilità e dell’attendibilità di stampa. Mi auguro, che chi ha sbagliato faccia ammenda e si scusi apertamente con tutte le Istituzioni ingiustamente coinvolte”.

“L’unico soggetto che ha provato a strumentalizzare tutta la vicenda è quindi Foroni, il quale è il primo a dover chiedere scusa per le false accuse lanciate contro di noi e contro il quotidiano locale (Il Cittadino, che ha il merito di aver portato a galla una vicenda sulla quale è vero che qualcuno ha lavorato in silenzio, ma per fare l’inceneritore e non per impedirlo) alla quale si associa la sgradevole conferenza stampa di ieri. Proprio quest’ultima occasione smaschera definitivamente le reali intenzioni del Presidente che se la canta e se la suona da solo, senza nemmeno coinvolgere il Comitato “Casalerespira”, che fortunatamente ha tirato fuori la voce al loro posto. Un presidente di Provincia, nel suo ruolo istituzionale, dovrebbe ricordarsi che mettere insieme le energie di un territorio è una ricchezza e non un rischio”.

Ufficio Stampa Federazione PD del Lodigiano

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Biblioteche, PD: “La Provincia riveda le sue scelte. I risultati conseguiti sono a rischio”

Lodi – “Dal 1999, anno della sua nascita, il sistema Bibliotecario Lodigiano ha registrato una crescita continua, ma oggi questo dato rischia di essere messo in discussione a causa delle scelte della Provincia”, così Mauro Soldati, Segretario Provinciale Pd, in merito alla situazione che si sta verificando nell’organizzazione bibliotecaria del territorio.

“In occasione del bilancio di previsione 2011, seppur il capitolo risultasse più ampio, avevamo presentato un emendamento sulle Biblioteche perché non ci tornavano i conti. Ci fu risposto che non era così e l’emendamento fu respinto. Oggi, però, il trucco è svelato, il capitolo era più ampio a seguito dell’aggregazione di altre spese, ma la verità è che sul capitolo Biblioteche si registra una diminuzione complessiva di 27.249,00 €. All’orizzonte, quindi, si prospetta il rischio di bloccare lo sviluppo dei servizi e di eliminarne altri, tra cui Biblioteche in Rete, cioè il progetto che permette a 5 bibliotecari di effettuare il servizio di apertura e attività presso 22 biblioteche del territorio e che ha dato risultati fondamentali”.

Da Pd fanno sapere che la diminuzione di 27.249,00 € (pari al 7,5%) è causata dalle minori risorse destinate in merito dalla Provincia (- 27.050, 00 €, pari a -21%) e dalla Regione (- 11.563,00 € pari a -14%), compensate solo parzialmente dai maggiori introiti provenienti dai Comuni (+ 14.520,00 €, PARI A +6,5%). Occorre altresì sottolineare che i finanziamenti della Regione sono calcolati su una serie di parametri, tra cui la quota destinata dalle Province alle biblioteche, pertanto se la Provincia di Lodi taglia in merito, il territorio ci perde due volte.

“La situazione è seria – aggiunge Soldati – se ci si riferisce altresì a quanto rimane alle Biblioteche, una volta pagati i due servizi preminenti, cioè Centro di Catalogazione e Biblioteche in Rete. Per acquisto libri, interprestito, software, promozione, formazione, ecc., infatti, le risorse disponibili sono diminuite in due anni di 81.583,99, pari al 33% in meno e oggi il sistema regge solo grazie all’oculata gestione del servizio svolta in passato, che ha consentito di conseguire delle economie da impiegare adesso, altrimenti il taglio dei servizi sarebbe già una realtà. E’ quindi necessario che la Provincia riveda le sue scelte e che individui un percorso affinché la propria quota di contribuzione per abitante arrivi a livello di quello degli altri enti coinvolti nel Sistema Bibliotecario, o almeno che si mantenga costante. In un momento come questo, infatti, è necessario definire meglio le priorità e concentrarsi sui servizi necessari, anziché su eventi che in alcuni casi sono andati deserti”.

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Pd: “Dal 2010 nessun controllo delle caldaie”.

Lodi – “Occorre fare il punto su Eal e sulle società da essa partecipate. Il Consiglio Provinciale deve essere informato rispetto allo stallo che si sta verificando in modo particolare in Eal Service”, così Mauro Soldati, Segretario Provinciale Pd, in merito alle società partecipate della Provincia di Lodi.

Eal Service svolge un’attività industriale di rilievo, relativa alla gestione del calore a favore delle amministrazioni pubbliche del Lodigiano ed è una società mista pubblico/privato, partecipata per il 49% dagli artigiani del territorio e per il 51% da Eal s.p.a., controllata dalla Provincia di Lodi. Tramite una convenzione con la Provincia, inoltre, si dovrebbe occupare dei controlli sulle caldaie, ma da luglio 2010 la convenzione è scaduta e da allora nessun controllo è stato più effettuato.

“Tempo fa – dichiara Soldati – chiedemmo quali scelte industriali avrebbe fatto la Eal per la controllata Service, come s’intendeva operare e con quali prospettive. Il 21 marzo con l’Assessore Maiocchi e successivamente con il Presidente di Eal Ceriani ci fu risposto che le problematiche da loro individuate erano in corso di definizione. Si paventò anche un presunto conflitto di interessi interno all’azienda con la necessità di scinderne i due rami, con sportello energia da una parte e gestione calore dall’altro. Da allora però nulla è cambiato ed in più l’azienda è paralizzata”.

Nell’ultimo consiglio di amministrazione di Eal Service, il Presidente Carlin, succeduto al dimissionario Alloni, aveva annunciato la nascita dal 1° settembre, su indicazione della Provincia, di una nuova società per il controllo delle caldaie, senza però che la notizia fosse preceduta dal alcun confronto in Cda e nemmeno con il socio privato di Eal Service, cioè “J – Gruppo Energie Intelligenti”, società costituita da un pool di aziende artigiane del Lodigiano.

“Intanto – conclude Soldati – siamo al secondo autunno e inverno senza controllo delle emissioni. Non ci servono nuove società, ma che quel che c’è funzioni al meglio. In un momento dell’anno come questo, in cui si torna ad accendere il riscaldamento, è doveroso uscire da questa confusione ed effettuare i controlli, che sono il presidio preventivo per la salute e la sicurezza dei cittadini lodigiani. Forse è il caso di fare ordine e noi forniremo il nostro contributo presentando in Consiglio Provinciale una mozione su Eal s.p.a., con l’obiettivo di ritrovare le modalità di un confronto utile e nell’interesse del territorio”.

 Ufficio Stampa Federazione Pd del Lodigiano

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Tessere e Congresso Pdl, Soldati (Pd): “Siamo ai saldi di fine stagione?”.

“Mi aspetto che qualche militante nel Pdl, prima o poi, faccia sentire la voce di chi si impegna realmente per quel partito. Non capisco, infatti, come possa passare in silenzio il mercato che si è aperto sul tesseramento” così Mauro Soldati, Segretario Provinciale Pd del Lodigiano, in merito alle notizie apparse sulla stampa che danno il Pdl alla frenetica ricerca di tesserati da poter pesare in vista dell’imminente congresso provinciale.

“E’ un problema che può riguardare tutti e a casa propria ognuno fa quel che vuole – dichiara Soldati – ma di sicuro è strano vedere che sino a pochi giorni dal congresso del Pdl sia possibile iscriversi e pesare nelle decisioni. Da noi, al congresso, possono votare solo gli iscritti che hanno rinnovato rispetto all’anno precedente, unitamente ai nuovi tesserati che abbiano provveduto all’iscrizione entro una certa data, generalmente distante diversi mesi dalla convocazione del congresso. E’ una regola elementare che serve per garantire la trasparenza delle decisioni e per evitare che possibili capibastone si mettano in tasca un numero di tesserati sulla base delle proprie disponibilità e dei propri obiettivi personali”.

Dal Pd fanno sapere di guardare con molta attenzione al congresso provinciale del Pdl, se non altro per avere conferma o meno dei soggetti che si confrontano per il coordinamento politico e istituzionale del territorio, visto che nei mesi scorsi diversi esponenti (soprattutto ex An) hanno tentato in più occasioni di mettere in discussione la linea del partito.

“Di sicuro tutti i partiti hanno problemi interni nella definizione dell’amalgama ideale, ma l’impressione che ho a livello locale è che il Pd sia avanti anni luce rispetto alla situazione interna che caratterizza il Pdl”.

Ufficio Stampa Federazione Pd del Lodigiano

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