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Incontro Forum Scuola

la riforma Gelmini ci presenta un conto salatissimo, che tra tagli diretti e agli Enti Locali consegna alle future generazioni, e a chi lavora nella scuola, un sistema “in ginocchio”.

Riteniamo quindi necessario sviluppare al meglio un’attenzione specifica e un forte coordinamento sull’istruzione, tra il Forum Scuola PD e gli Assessori all’Istruzione dei Comuni del Lodigiano, nonché con gli amministratori locali in genere, al fine di condividere informazioni e sviluppare al meglio la nostra attività politica e il supporto amministrativo.

A tal fine è convocato un incontro per:

Mercoledì 16 Febbraio alle ore 21,
c/o la Federazione PD del Lodigiano,
via Taramelli 8/10 (Area del Capanno) – Lodi

In attesa di incontrarvi è gradita l’occasione per porgere cordiali saluti.

Maria Grazia De Carolis                                        Mauro Soldati
Resp. Scuola PD Provincia di Lodi                    Segretario PD Provincia di Lodi

Scuola: la situazione nel Lodigiano.

Nel Lodigiano le scuole primarie hanno perso, in due anni, più di 40 insegnanti. Questo ha significato che nelle scuole a Tempo Pieno, di antica tradizione e di recente istituzione, così come nelle scuole a 27 o 30 ore, si sono dovute modificare  le assegnazioni dei docenti alle classi (se in una scuola ci sono un paio di insegnanti meno dello scorso anno chi rimane deve farsi carico anche delle loro classi!).

I bambini sono costretti a vedere 5/ 6 insegnati (altro che maestro unico!) e non c’è più un momento in cui ci sono 2 insegnanti insieme in classe.

Le scuole primarie, inoltre, subiranno il prossimo anno scolastico un altro taglio di circa 20 posti; tolte le compresenze, ridistribuiti gli insegnati rimasti, l’unica scelta possibile sarà quella di ridurre il tempo scuola.

Le scuole secondarie di 1° grado (la scuola media) hanno perso circa 35 posti. Questo ha significato ridurre il numero delle classi a tempo prolungato e creare classi molto numerose.

Agli Insegnanti di ruolo sono stati assegnati i cosiddetti “spezzoni” di cattedre (2, 3 ore di inglese o di tecnica o di artistica ma anche 6 di matematica), oltre al fatto che l’assenza di risorse indebolisce l’assistenza agli  studenti stranieri che necessitano di alfabetizzazione, agli alunni disabili e a tutti quelli che presentano problemi di apprendimento.

Le scuole secondarie di 1° grado subiranno il prossimo anno scolastico un ulteriore taglio di circa 18 posti, cosa che determinerà la creazione di classi 1° ancora più numerose, con ricadute anche sulle classi seconde.

Il personale di segreteria e i ” bidelli” hanno subito un taglio di circa 40 unità. Ogni scuola si è ritrovata con 1-2 bidelli in meno e con 1 persona in meno in segreteria. In molti casi il personale a disposizione non consente nemmeno il normale funzionamento della scuola (apertura, chiusura, sorveglianza, pulizia),  tanto che il Ministero ha dovuto fare “marcia indietro” restituendo una parte dei posti tagliati.

Per il prossimo anno è tuttavia previsto un taglio analogo a quello dello scorso anno; se le scuole non erano in grado di funzionare con i tagli dello scorso anno ci chiediamo come faranno a funzionare dopo gli ulteriori tagli.

Nelle scuole lodigiane, infine, manca attualmente circa il 25% dei dirigenti scolastici. Le scuole senza dirigente sono attualmente affidate “in reggenza” al dirigente di un altro istituto; in pratica un “preside part time”, costretto ad occuparsi di due istituti scolastici.

Per il prossimo anno scolastico, con il pensionamento di altri dirigenti, potremmo ritrovarci con 32 istituti scolastici e poco più di 20 dirigenti. E il ministero, nel frattempo, non ha avviato alcun concorso.

Di fronte ad una situazione come questa, il compito di una grande forza politica qual’é il Partito Democratico, oltre a denunciare con forza l’operazione di “macelleria” compiuta dal governo sulla scuola e sui servizi ad essa collegati, informando quindi le famiglie, ma anche tutti i cittadini indistintamente, è quello di evitare l’impoverimento della nostra società e di sviluppare le nostre proposte.

Com’è noto il PD Lodigiano è impegnato nell’organizzazione della propria conferenza programmatica. Le schede di lavoro sono presenti sul sito www.pdlodigiano.it e l’incontro previsto il 16 febbraio ha lo scopo di approfondire operativamente le risposte da mettere in atto nei prossimi mesi.

L’obiettivo che ci poniamo è di condividere sia necessità e soluzioni amministrative, sia valutazioni complessive sul sistema scolastico, sulla qualità della didattica, sull’inquadramento e il miglioramento professionale, sul funzionamento dell’istituzione scuola.

Federazione PD del Lodigiano

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La Locomotiva – # 2.01 – gennaio 2011

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Roma brucia… purtroppo non è un modo di dire. Il centro di Roma a ferro e fuoco non lo si vedeva da parecchio tempo e le immagini di violenza che tutti abbiamo visto rimandano ad anni decisamente bui.

Ma mentre l’Urbe era in fiamme, un gaio imperatore menestrello se ne stava al calduccio nel suo palazzo ad ammiccare a destra e… al centro, per cercare di portare a casa qualche voto in più. Secoli fa un altro menestrello di governo era anch’esso nel suo bel palazzo mentre Roma bruciava, si disse, per colpa dei cristiani. Non c’era l’indipendente Minzolini a quel tempo, ma le notizie giravano lo stesso. Il caro vecchio Nerone, che fece senatore non la sua escort, ma il suo cavallo, guardava Roma bruciare e componeva non barzellette da quattro soldi, ma poesie da quattro soldi.
Così, mentre la situazione sociale è tanto esasperata che si giunge alla violenza, non un giorno ogni tanto, ma quasi quotidianamente (pensiamo a Cagliari, La Scala, Terzigno, Roma…), si dispiega la ormai nota capacità di ascolto di questo governo: Maroni (già condannato per resistenza a pubblico ufficiale) invoca divieti incostituzionali di scendere in piazza, Alemanno (che, nel 1982 passò 8 mesi in carcere per aver lanciato una molotov contro l’ambasciata Sovietica, e vanta accuse di resistenza aggravata a pubblico ufficiale e aggressione, anche se poi fu sempre prosciolto) si rammarica per il normale e costituzionale lascio dei fermati e Gasparri (che nel 1993 appoggiò un assalto alla Camera del Fronte della Gioventù e fu accusato di “turbativa dell’attività parlamentare”) sbraita di normative da biennio nero per arrestare preventivamente gli studenti.
La violenza si commenta da sola e condannarla è quasi superfluo, anche se vale sempre la pena di farlo. Ma la violenza non è che un sintomo e una semplice condanna non risolve il problema da cui questa violenza proviene, perché essa non nasce per caso. Se la tensione sociale arriva a livelli così alti da degenerare in violenza, la gente deve essere veramente esasperata e non avere quasi altri mezzi per farsi ascoltare. La domanda che facciamo al Governo è quindi la seguente: volete andare avanti con i paraocchi senza dare ascolto ai problemi della società, per fare “legittimi” impedimenti vari e far pesare l’intera crisi economica sui più deboli (scuola, sanità, ricerca, pensioni, salari ecc.) oppure farete uno sforzo di dialogo prima che la situazione diventi davvero ingestibile?

Marcello Guarnieri
Giulia Acquistapace

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