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Prospettive della scuola italiana.

Dalle emergenze come l’edilizia scolastica, le liste d’attesa in alcune scuole dell’Infanzia, il dimensionamento e le classi pollaio, sino alle proposte di riforma che comprendono gli intereventi sul sistema di valutazione, l’organico funzionale, la formazione iniziale e il reclutamento dei docenti, ma anche la valorizzazione dell’autonomia scolastica e l’attuazione del Titolo V della Costituzione e senza dimenticare i cosiddetti “nativi digitali”, i bambini di oggi che hanno bisogno di un piano straordinario di infrastrutture e strutture tecnologiche.

Sono i temi che il Pd del Lodigiano affronterà nell’appuntamento organizzato per giovedì 15 marzo, alle ore 21, presso la sala Antonella Granata (ex sala San Paolo) in via Fanfulla, 3 a Lodi, al quale parteciperà Francesca Puglisi, Responsabile Nazionale Scuola Pd, che illustrerà il documento presentato nei giorni scorsi dai democratici al Ministro Profumo e ai sottosegretari Rossi Doria e Ugolini.

“Proseguiamo negli appuntamenti dedicati alla scuola – dichiara Maria Grazia Decarolis, responsabile scuola Pd del Lodigiano – con l’obiettivo di coinvolgere il territorio nella definizione del programma che presenteremo per le politiche del 2013. La disponibilità di Franscesca Puglisi è importante proprio per capire cosa sta succedendo e per raccogliere i contributi che possono emergere dal territorio”.

“Occorre una legge – continua Mauro Soldati, Segretario Provinciale del Pd – che rimotivi nella scuola la partecipazione degli studenti, delle famiglie e di tutto il personale scolastico

Il documento del Pd è consultabile all’indirizzo

http://www.partitodemocratico.it/doc/231331/emergenze-riforme-prospettive-della-scuola-italiana.htm

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Scuola: Lunedì 13 febbraio incontro con Cremaschi

“Gli obiettivi di Europa 2020 chiedono a tutti gli Stati membri di promuovere una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile. Per il futuro dell’Italia, per tornare ad avere alti tassi di occupazione, produttività e coesione sociale, è quindi necessario investire sui saperi, scommettendo sulla qualità del capitale umano del nostro Paese e su una società della conoscenza diffusa”, così Maria Grazia Decarolis, Responsabile Scuola Pd del Lodigiano, nel presentare l’iniziativa organizzata per lunedì 13 febbraio, alle ore 20.45, presso il Teatrino di via Gorini a Lodi, dove il Pd affronterà il tema della scuola.

“Negli ultimi anni – dichiara Decarolis – diversi ministri si sono succeduti al Ministero dell’Istruzione, tutti determinati a cambiare la scuola, ma il confronto si è arenato persino su questioni marginali. Con l’iniziativa del 13 diamo il via ad una serie di incontri dedicati all’analisi e alle proposte sulla scuola, il primo dei quali sarà con Claudio Cremaschi, autore del libro “Malascuola”, mentre il prossimo, il 15 marzo, sarà con Francesca Puglisi, responsabile nazionale scuola Pd. L’obiettivo è quello di coinvolgere il territorio, nella definizione del programma che presenteremo per le politiche del 2013”.

Lunedì 13 febbraio, Claudio Cremaschi sarà quindi a Lodi per presentare il suo libro “Malascuola”, un libro che vede in copertina due simpatiche orecchie d’asino e un lungo sottotitolo “se io fossi il ministro dell’istruzione raddoppierei lo stipendio agli insegnanti”!

Un volume scritto bene, da una persona che vive nella scuola e ne ha una conoscenza profonda. Cremaschi è un dirigente scolastico, ex insegnante di matematica e si vede: i riferimenti a statistiche (sia nazionali che internazionali) sono puntuali e ricorrenti, le numerose proposte sono sempre corredate da calcoli precisi su possibili risparmi e conseguenti reimpieghi (ad esempio proprio per raddoppiare questo benedetto stipendio..).

I vari capitoli prendono in esame l’intera architettura del sistema scolastico italiano, fornendo sempre, per ogni elemento (l’orario, l’articolazione dell’anno scolastico, gli esami, la dimensione delle scuole, il reclutamento e la carriera degli insegnanti e molto altro..) qualche proposta concreta, a volte provocatoria e, spesso, utili confronti internazionali. E’ particolarmente apprezzabile l’approccio: i problemi di un sistema complesso come la scuola sono considerati in modo organico.

“L’incontro con Cremaschi rappresenta un’occasione – conclude Decarolis – per conoscere un contributo concreto e aggiornato al dibattito sulla scuola italiana. Su alcuni punti, come Pd, abbiamo anche idee diverse, ma lo scopo è proprio quello di discutere, per capire e proporre, oltre ad evitare le banalizzazioni sentite in questi anni”.

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Parole senza senso!

In una delle ormai consuete uscite di Berlusconi, che hanno il solo scopo di distrarre l’opinione pubblica dai problemi del Paese e dai suoi guai giudiziari, ecco riemergere la demolizione della scuola pubblica.

Seppur parole e argomenti sono gli stessi degli ultimi 16 anni, la posta è troppo grande per far finta di nulla.

Da Berlusconi arriva uno schiaffo inaccettabile. Con richiami di sapore antico, il premier se la prende con comunisti e gay, insultando ancora una volta l’intelligenza e la coscienza civile del Paese, e all’elenco stavolta aggiunge gli insegnanti della scuola pubblica. Uno schiaffo inaccettabile a chi lavora con dedizione in condizioni rese sempre più difficili dal Governo. Dire che i professori sono ideologizzati e non insegnano ciò che dovrebbero, che “inculcano principi diversi da quelli delle famiglie”, è un’offesa clamorosa. Alla scuola pubblica, dai primi gradi fino alle superiori passando poi all’Università, il governo Berlusconi ha presentato il conto più salato in termini di risorse mancate, dignità negata agli insegnati, impoverimento dei percorsi formativi. Lo sanno le famiglie e gli studenti che ogni giorno misurano l’abbandono in cui versa uno dei settori strategici per il futuro del Paese e che resiste al collasso solo grazie alla passione e al lavoro quotidiano dei tantissimi docenti che non si rassegano alla violenza con cui sono trattati e considerati. E’ inoltre e addirittura patetico l’atteggiamento della Gelmini, che difende Berlusconi invece che la scuola pubblica. Dovrebbe dimettersi subito, se solo avesse il minimo rispetto del proprio ruolo e la minima coscienza di ciò che vuol dire essere Ministro della Pubblica Istruzione.

Liberta d’insegnamento? La Costituzione è quotidianamente irrisa e considerata un intralcio, sacrificata sull’altare del destino personale del Presidente del Consiglio e del suo Governo. Berlusconi conosce solo il significato della parola arbitrio, come dimostra la sua costante insofferenza per la legge che cerca sempre di aggirare o di piegare per tutelare i suoi interessi.

Maria Grazia De Carolis
Resp. Scuola PD Provincia di Lodi

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Incontro Forum Scuola

la riforma Gelmini ci presenta un conto salatissimo, che tra tagli diretti e agli Enti Locali consegna alle future generazioni, e a chi lavora nella scuola, un sistema “in ginocchio”.

Riteniamo quindi necessario sviluppare al meglio un’attenzione specifica e un forte coordinamento sull’istruzione, tra il Forum Scuola PD e gli Assessori all’Istruzione dei Comuni del Lodigiano, nonché con gli amministratori locali in genere, al fine di condividere informazioni e sviluppare al meglio la nostra attività politica e il supporto amministrativo.

A tal fine è convocato un incontro per:

Mercoledì 16 Febbraio alle ore 21,
c/o la Federazione PD del Lodigiano,
via Taramelli 8/10 (Area del Capanno) – Lodi

In attesa di incontrarvi è gradita l’occasione per porgere cordiali saluti.

Maria Grazia De Carolis                                        Mauro Soldati
Resp. Scuola PD Provincia di Lodi                    Segretario PD Provincia di Lodi

Scuola: la situazione nel Lodigiano.

Nel Lodigiano le scuole primarie hanno perso, in due anni, più di 40 insegnanti. Questo ha significato che nelle scuole a Tempo Pieno, di antica tradizione e di recente istituzione, così come nelle scuole a 27 o 30 ore, si sono dovute modificare  le assegnazioni dei docenti alle classi (se in una scuola ci sono un paio di insegnanti meno dello scorso anno chi rimane deve farsi carico anche delle loro classi!).

I bambini sono costretti a vedere 5/ 6 insegnati (altro che maestro unico!) e non c’è più un momento in cui ci sono 2 insegnanti insieme in classe.

Le scuole primarie, inoltre, subiranno il prossimo anno scolastico un altro taglio di circa 20 posti; tolte le compresenze, ridistribuiti gli insegnati rimasti, l’unica scelta possibile sarà quella di ridurre il tempo scuola.

Le scuole secondarie di 1° grado (la scuola media) hanno perso circa 35 posti. Questo ha significato ridurre il numero delle classi a tempo prolungato e creare classi molto numerose.

Agli Insegnanti di ruolo sono stati assegnati i cosiddetti “spezzoni” di cattedre (2, 3 ore di inglese o di tecnica o di artistica ma anche 6 di matematica), oltre al fatto che l’assenza di risorse indebolisce l’assistenza agli  studenti stranieri che necessitano di alfabetizzazione, agli alunni disabili e a tutti quelli che presentano problemi di apprendimento.

Le scuole secondarie di 1° grado subiranno il prossimo anno scolastico un ulteriore taglio di circa 18 posti, cosa che determinerà la creazione di classi 1° ancora più numerose, con ricadute anche sulle classi seconde.

Il personale di segreteria e i ” bidelli” hanno subito un taglio di circa 40 unità. Ogni scuola si è ritrovata con 1-2 bidelli in meno e con 1 persona in meno in segreteria. In molti casi il personale a disposizione non consente nemmeno il normale funzionamento della scuola (apertura, chiusura, sorveglianza, pulizia),  tanto che il Ministero ha dovuto fare “marcia indietro” restituendo una parte dei posti tagliati.

Per il prossimo anno è tuttavia previsto un taglio analogo a quello dello scorso anno; se le scuole non erano in grado di funzionare con i tagli dello scorso anno ci chiediamo come faranno a funzionare dopo gli ulteriori tagli.

Nelle scuole lodigiane, infine, manca attualmente circa il 25% dei dirigenti scolastici. Le scuole senza dirigente sono attualmente affidate “in reggenza” al dirigente di un altro istituto; in pratica un “preside part time”, costretto ad occuparsi di due istituti scolastici.

Per il prossimo anno scolastico, con il pensionamento di altri dirigenti, potremmo ritrovarci con 32 istituti scolastici e poco più di 20 dirigenti. E il ministero, nel frattempo, non ha avviato alcun concorso.

Di fronte ad una situazione come questa, il compito di una grande forza politica qual’é il Partito Democratico, oltre a denunciare con forza l’operazione di “macelleria” compiuta dal governo sulla scuola e sui servizi ad essa collegati, informando quindi le famiglie, ma anche tutti i cittadini indistintamente, è quello di evitare l’impoverimento della nostra società e di sviluppare le nostre proposte.

Com’è noto il PD Lodigiano è impegnato nell’organizzazione della propria conferenza programmatica. Le schede di lavoro sono presenti sul sito www.pdlodigiano.it e l’incontro previsto il 16 febbraio ha lo scopo di approfondire operativamente le risposte da mettere in atto nei prossimi mesi.

L’obiettivo che ci poniamo è di condividere sia necessità e soluzioni amministrative, sia valutazioni complessive sul sistema scolastico, sulla qualità della didattica, sull’inquadramento e il miglioramento professionale, sul funzionamento dell’istituzione scuola.

Federazione PD del Lodigiano

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La Locomotiva – # 2.01 – gennaio 2011

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Roma brucia… purtroppo non è un modo di dire. Il centro di Roma a ferro e fuoco non lo si vedeva da parecchio tempo e le immagini di violenza che tutti abbiamo visto rimandano ad anni decisamente bui.

Ma mentre l’Urbe era in fiamme, un gaio imperatore menestrello se ne stava al calduccio nel suo palazzo ad ammiccare a destra e… al centro, per cercare di portare a casa qualche voto in più. Secoli fa un altro menestrello di governo era anch’esso nel suo bel palazzo mentre Roma bruciava, si disse, per colpa dei cristiani. Non c’era l’indipendente Minzolini a quel tempo, ma le notizie giravano lo stesso. Il caro vecchio Nerone, che fece senatore non la sua escort, ma il suo cavallo, guardava Roma bruciare e componeva non barzellette da quattro soldi, ma poesie da quattro soldi.
Così, mentre la situazione sociale è tanto esasperata che si giunge alla violenza, non un giorno ogni tanto, ma quasi quotidianamente (pensiamo a Cagliari, La Scala, Terzigno, Roma…), si dispiega la ormai nota capacità di ascolto di questo governo: Maroni (già condannato per resistenza a pubblico ufficiale) invoca divieti incostituzionali di scendere in piazza, Alemanno (che, nel 1982 passò 8 mesi in carcere per aver lanciato una molotov contro l’ambasciata Sovietica, e vanta accuse di resistenza aggravata a pubblico ufficiale e aggressione, anche se poi fu sempre prosciolto) si rammarica per il normale e costituzionale lascio dei fermati e Gasparri (che nel 1993 appoggiò un assalto alla Camera del Fronte della Gioventù e fu accusato di “turbativa dell’attività parlamentare”) sbraita di normative da biennio nero per arrestare preventivamente gli studenti.
La violenza si commenta da sola e condannarla è quasi superfluo, anche se vale sempre la pena di farlo. Ma la violenza non è che un sintomo e una semplice condanna non risolve il problema da cui questa violenza proviene, perché essa non nasce per caso. Se la tensione sociale arriva a livelli così alti da degenerare in violenza, la gente deve essere veramente esasperata e non avere quasi altri mezzi per farsi ascoltare. La domanda che facciamo al Governo è quindi la seguente: volete andare avanti con i paraocchi senza dare ascolto ai problemi della società, per fare “legittimi” impedimenti vari e far pesare l’intera crisi economica sui più deboli (scuola, sanità, ricerca, pensioni, salari ecc.) oppure farete uno sforzo di dialogo prima che la situazione diventi davvero ingestibile?

Marcello Guarnieri
Giulia Acquistapace

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