Archivi categoria: Economia e lavoro

LODI: Stasera Gugliemo Epifani e Bruno Tabacci alla Festa Regionale PD

Sabato 23/6 alle ore 21.30 presso lo spazio dibattiti della Festa Regionale PD (Lodi – Area del Capanno sino al 24/6) si terrà l’incontro: “Lavoro, Sviluppo, Solidarietà”, con Guglielmo Epifani e Bruno Tabacci. Introdurrà il dibattito Laura Specchio, Responsabile Lavoro PD Lombardia

Presso la Festa saranno in funzione i servizi ristorante, pizzeria, bar e espositori, pesca e tombola.
Presso il Chiringuito GD musica diffusa, mentre presso l’area spettacoli si balla con l’Orchestra Tony Ligorio,

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Lavoro? Vogliamo una riforma utile.

Questa sera, alle ore 21 presso il Comune di Livraga, via Dante, n. 30, si terrà l’iniziativa Pd per approfondire il tema della Riforma del Mercato del Lavoro.
La situazione in cui si trova l’Italia è molto critica ed è figlia della mancata risoluzione di alcuni nodi strutturali della nostra economia. E in un momento così delicato, di fronte alla riforma del mercato del lavoro, che ha fatto emergere differenze tra le forze che sostengono il governo Monti, i sindacati e la società in generale, le domande che ci porremo avranno quindi l’obiettivo di riflettere in merito all’utilità di una riforma che possa servire ai lavoratori, al Paese, ai giovani e che ha la necessità di integrarsi con i provvedimenti necessari a rilanciare l’economia.

Interverranno:
Mauro Soldati – Segretario Provinciale Pd del Lodigiano
Domenico Campagnoli – Segretario Provinciale CGIL
Mario Uccellini – Segretario Provinciale CISL
Santino Bolognesi – Segretario Provinciale UIL

Modera:

Enrico Cremaschi – Portavoce Circolo Pd di Livraga

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Province, Soldati: “Basta ai piagnistei dei leghisti. Noi non ci sottraiamo alla sfida di ripensare il sistema delle autonomie locali”

Il rischio di fallimento per il Paese è dietro l’angolo e la manovra è dura, molto dura e questo noi ce lo aspettavamo, visto che abbiamo sempre detto che andavamo verso il disastro, mentre per tre anni ci hanno raccontato (Lega compresa) un sacco di storie e che non c’erano problemi; ma adesso siamo al dunque e mi auguro che gli italiani non dimentichino perché siamo arrivati sin qui.

Ci aspettavamo misure che dessero più il senso di uno sforzo collettivo, per questo motivo vorremmo più equità e abbiamo segnalato anche i punti, dove sarebbe possibile secondo noi intervenire. Abbiamo subito chiesto modifiche per quanto riguarda il sistema pensionistico e l’indicizzazione delle pensioni, attraverso un meccanismo più graduato di avvicinamento alla riforma strutturale della previdenza, perché ci sono delle persone a reddito basso che per avvicinarsi all’età della pensione non possono sopportare decurtazioni troppo forti…Abbiamo anche detto dove prendere i soldi e quindi apprezziamo che sia passato un principio sul quale ci siamo spesi molto, come la tassazione dei capitali scudati, anche se l’1,5% è solo un buffetto e rischia di apparire persino come una presa in giro. Altre cose al momento non convincono, dalla mancanza di una patrimoniale, alla mancata modifica degli scaglioni irpef sopra i 50mila euro, dalla lotta all’evasione, alla reintroduzione dell’Ici o Imu (prevista anche dalla riforma federalista della Lega) senza una forte progressione per le esenzioni e senza una riflessione che desse il senso di chi e cosa esentare e perché.

Il Pd è una forza responsabile, abbiamo deciso di sostenere il governo Monti nella consapevolezza piena di quel che rischia l’Italia, perché il rischio essere come la Grecia, oggi, sarebbe già una certezza. Mi auguro che il partito riesca a portare le nostre proposte e quelle delle classi più popolari all’interno del dibattito parlamentare che si svilupperà nei prossimi giorni, nella consapevolezza che in parlamento la destra ha un peso maggioritario, ma ripeto è necessario ristabilire il senso di uno sforzo collettivo, altrimenti il rischio di deprimere tutto e tutti renderà ingannevole ogni sforzo.

Quel che è certo e che noi abbiamo fatto un’operazione politica complessa con questo governo. L’abbiamo fatto perché abbiamo messo l’Italia davanti alle nostre esigenze di partito e questo è il nostro punto di partenza, dopodiché i gruppi parlamentari facciano quelle cose che non può fare il governo, dalla modifica dei regolamenti parlamentari alla legge elettorale, dalla riforma del bicameralismo al dimezzamento dei parlamentari.

Per quanto concerne il riassetto istituzionale, quindi, ribadiamo la nostra opinione: massima disponibilità, soprattutto di fronte ai sacrifici richiesti agli italiani, a partire dai rami alti fino a raggiungere i livelli territoriali.

Per quanto riguarda il tema delle Province, riteniamo che l’art. 23 del decreto “Salva Italia” appaia caotico e poco chiaro. Rispetto alla prima versione è stato eliminato il comma 18 che recitava “gli organi in carica delle Province decadono al momento dell’entrata in vigore delle Leggi Statali o Regionali di trasferimento delle funzioni e comunque decadono entro il 30 novembre 2012” e che ci appariva essere una norma assolutamente sbagliata e lesiva.

Nell’ultimo articolato, invece, si rimanda a legge statale per le norme di elezione (comma 16) e a legge regionale per il trasferimento delle funzioni ai Comuni o alle Regioni (comma 18). È inoltre fissato il numero dei componenti eletti (10) dagli organi elettivi dei Comuni ricadenti nel territorio della Provincia (comma 16).
Se ne ricava, insomma, una proposta di riforma alquanto disorganica e non rispondente alla reale esigenza di riorganizzazione dell’Ente Stesso.
Abbiamo chiesto ai nostri parlamentari presenti in Commissione Affari Istituzionali di Camera e Senato, di vigilare attentamente in merito al contenuto e all’iter di queste norme, e di tenere uno stretto collegamento con i territori per monitorare la situazione.

In generale, comunque, è confermata la necessità di un Ente intermedio tra Comuni e Province, ma l’impressione è che ormai siamo giunti a un punto di non ritorno. Pur non credendo che dal punto di vista economico ciò risolverà molto (i numeri sono quelli che tutti citano), non ci sottraiamo alla sfida e credo che da questo punto di vista, possa anche essere stimolante ripensare il sistema delle autonomie locali, partendo però da cosa devono fare gli enti, prima che da come devono essere governati.

Mauro Soldati
Segretario Pd del Lodigiano

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