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Lega Nord e 150mo dell’unità d’Italia. Perle di saggezza…

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A difesa della Costituzione, Se non ora quando? LODI, 12 Marzo ore 16.

Segnaliamo e sosteniamo l’iniziativa nazionale del 12 marzo, “A difesa della Costiuzione, Se non ora quando?”. In contemporanea alla manifestazione nazionale nella capitale, a Lodi concerto di Raffaella Destefano, testimonianze dell’ANPI, letture recitate, interventi, interviste, a cura del gruppo delle Donne del Lodigiano. Info: donnelodigiane@gmail.com. CLICCA QUI per maggiori informazioni.

L’Italia non è un paese per donne, e noi vogliamo che lo sia.

Abbiamo la fortuna di avere una Costituzione viva e moderna,
attenta alla dignità della persona,
al diritto al lavoro, alla tutela della famiglia, alla libertà di informazione,
al pluralismo religioso e culturale.
Oggi la Costituzione italiana è minacciata, come lo è la dignità della donna.
Incontriamoci il 12 marzo per ricordare il valore di entrambe:
attraverso letture recitate di brani e poesie, interviste, testimonianze,
e il concerto di Raffaella Destefano,
per la bellezza della nostra Costituzione
e la realtà delle nostre splendide donne.

La partecipazione degli uomini è richiesta e benvenuta,
così come ogni lettura o testimonianza da portare o da segnalare.

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Parole senza senso!

In una delle ormai consuete uscite di Berlusconi, che hanno il solo scopo di distrarre l’opinione pubblica dai problemi del Paese e dai suoi guai giudiziari, ecco riemergere la demolizione della scuola pubblica.

Seppur parole e argomenti sono gli stessi degli ultimi 16 anni, la posta è troppo grande per far finta di nulla.

Da Berlusconi arriva uno schiaffo inaccettabile. Con richiami di sapore antico, il premier se la prende con comunisti e gay, insultando ancora una volta l’intelligenza e la coscienza civile del Paese, e all’elenco stavolta aggiunge gli insegnanti della scuola pubblica. Uno schiaffo inaccettabile a chi lavora con dedizione in condizioni rese sempre più difficili dal Governo. Dire che i professori sono ideologizzati e non insegnano ciò che dovrebbero, che “inculcano principi diversi da quelli delle famiglie”, è un’offesa clamorosa. Alla scuola pubblica, dai primi gradi fino alle superiori passando poi all’Università, il governo Berlusconi ha presentato il conto più salato in termini di risorse mancate, dignità negata agli insegnati, impoverimento dei percorsi formativi. Lo sanno le famiglie e gli studenti che ogni giorno misurano l’abbandono in cui versa uno dei settori strategici per il futuro del Paese e che resiste al collasso solo grazie alla passione e al lavoro quotidiano dei tantissimi docenti che non si rassegano alla violenza con cui sono trattati e considerati. E’ inoltre e addirittura patetico l’atteggiamento della Gelmini, che difende Berlusconi invece che la scuola pubblica. Dovrebbe dimettersi subito, se solo avesse il minimo rispetto del proprio ruolo e la minima coscienza di ciò che vuol dire essere Ministro della Pubblica Istruzione.

Liberta d’insegnamento? La Costituzione è quotidianamente irrisa e considerata un intralcio, sacrificata sull’altare del destino personale del Presidente del Consiglio e del suo Governo. Berlusconi conosce solo il significato della parola arbitrio, come dimostra la sua costante insofferenza per la legge che cerca sempre di aggirare o di piegare per tutelare i suoi interessi.

Maria Grazia De Carolis
Resp. Scuola PD Provincia di Lodi

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