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Contenzioso Tangenziale di Codogno

CONTENZIOSO SUI LAVORI PER LA TANGENZIALE DI CODOGNO:“DA PASSERINI SOLO ALLARMISMO E SCARSA TRASPARENZA, RICONOSCA LE RESPONSABILITA’  DI CHI HA CREATO IL PROBLEMA E MOSTRI LE CARTE DI QUESTA NUOVA RICHIESTA DI RISARCIMENTO”

 

“L’allarme lanciato dal Presidente della Provincia sui nuovi e indefiniti strascichi del contenzioso sui lavori di realizzazione della tangenziale di Codogno tralascia di indicare i responsabili di questa grave situazione (che in realtà trae origine dagli errori dell’amministrazione Foroni/De Vecchi) e manca di trasparenza, perché oltre a consegnare alla stampa le sue generiche preoccupazioni Passerini non ha fornito nessuna informazione precisa sulla richiesta di risarcimento che sarebbe stata presentata”.

La segreteria provinciale ed il gruppo consigliare in Provincia del Partito Democratico intervengono per stigmatizzare le dichiarazioni di Passerini e per chiedere che venga fatta chiarezza.

“Uscite di questo genere – commenta Mauro Soldati, l’ex Presidente della Provincia che aveva affrontato e risolto la pesante eredità del contenzioso lasciato dal centrodestra – suscitano solo clamore ma non aiutano a capire in cosa consista il problema e se abbia un fondamento. Quando mi sono insediato, dopo le dimissioni anticipate di Foroni per candidarsi in Regione e la gestione commissariale di De Vecchi, ho trovato una situazione da far tremare i polsi, con contenziosi aperti ovunque e richieste complessive di danni per oltre 20 milioni di euro. Siamo riusciti a disinnescare questa minaccia, scongiurando il dissesto finanziario dell’Ente, grazie a soluzioni costruite con pazienza, impegno e buon senso, tra cui una transazione definitiva sui lavori della tangenziale di Codogno che ha ridotto l’esborso a carico della Provincia dai 4,2 milioni stabiliti nel processo civile per il mancato pagamento degli stati di avanzamento a 2,7 milioni a compensazione di qualsiasi pretesa, compreso il risarcimento di ipotetici danni (il cui ammontare sfiorava i 15 milioni). Questa intesa è stata sottoscritta con i commissari giudiziali a cui era stata affidata la gestione del concordato della Fabiani, gli unici interlocutori autorizzati a rappresentare ufficialmente l’impresa: non si capisce perciò a cosa faccia riferimento Passerini quando parla di una nuova richiesta di risarcimento che sarebbe stata presentata da un privato. Invece di restare nel vago ed evocare scenari catastrofici, il Presidente della Provincia, anziché essere sibillino, dovrebbe dimostrare maggior senso di responsabilità istituzionale e spiegare con precisione cosa stia succedendo: innanzitutto, quindi, mostri le carte, e se vuole prendersela con qualcuno, lo faccia con chi ha creato il problema, non con chi si è trovato a doverlo affrontare”.

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Inceneritore Castiraga Vidardo

COMUNI E CITTADINI LASCIATI DA SOLI NELLA VICENDA DELL’INCENERITOREDI CASTIRAGA VIDARDO: DALLA PROVINCIA SOLO SILENZIO ED INERZIA, INVECE DELLA DIFESA DEGLI INTERESSI DEL TERRITORIO

Al primo serio banco di prova, chiamato ad assumere una posizione in difesa del territorio e a sostenere le legittime istanze di enti e comunità locali, il Presidente della Provincia, Francesco Passerini, ha purtroppo dimostrato che i buoni propositi enunciati all’atto del suo insediamento erano solo parole, prive di contenuto concreto.

Le modalità con cui si è giunti al mancato assoggettamento a Valutazione di Impatto Ambientale e alla conseguente autorizzazione al considerevole aumento del quantitativo di rifiuti trattabili presso l’impianto di incenerimento di Castiraga Vidardo sono infatti uno spregio alle richieste dei tanti Comuni interessati (7 oltre a quello dove ha sede l’impianto: Sant’Angelo, Borgo San Giovanni, Valera Fratta, Caselle Lurani, Casaletto Lodigiano, Salerano sul Lambro, Marudo), che con giusto scrupolo e facendosi portavoce delle preoccupazioni della cittadinanza avevano confidato in verifiche più approfondite, in un confronto più diretto e nel supporto della Provincia, che invece ha completamente abdicato dal suo ruolo di rappresentanza e tutela degli interessi del territorio.

Non si tratta di pretendere l’inosservanza di leggi e procedure, che ovviamente devono essere applicate in modo puntuale e rigoroso; si tratta, invece, di esercitare in pieno e con convinzione tutte le prerogative che la legge stessa assegna alla Provincia, che aveva la facoltà di giudicare se fosse o meno opportuno sottoporre la proposta dell’operatore privato ad una Valutazione d’Impatto che appariva del tutto ragionevole, in base ad un elementare principio di precauzione. Soprattutto, colpisce il silenzio che la Provincia ha opposto alla richiesta di assistenza dei Comuni, che sono stati lasciati soli e che non sono stati ascoltati neppure quando hanno messo sul tavolo seri elementi di perplessità, che avrebbero richiesto ben altra considerazione (a partire dall’incredibile “falla” del mancato parere dell’Arpa, sino al nulla osta formulato dall’Unità Operativa Trasporti della Provincia senza aver nemmeno provato a stimare gli effetti del transito di 350 autotreni in più all’anno). Altro che “prima i lodigiani” e “Provincia a fianco dei Comuni”: in questa vicenda, la Provincia si è semplicemente fatta da parte, lasciando soli i Comuni e i cittadini.

 

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La relazione di fine mandato del segretario provinciale Fabrizio Santantonio

ALL’ASSEMBLEA PROVINCIALE LA RELAZIONE DI FINE MANDATO DEL SEGRETARIO SANTANTONIO: “GEOGRAFIA POLITICA DEL LODIGIANO PROFONDAMENTE MUTATA IN DUE ANNI, MA IL PD RESTA UNA PRESENZA VIVA E PROPOSITIVA, PUNTO DI RIFERIMENTO PER DIFENDERE E CONSOLIDARE, NELLE ISTITUZIONI E NELL’ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI, L’IDEA DI UN TERRITORIO UNITO, MESSO IN DISCUSSIONE DA TROPPO SCELTE DIVISIVE”

 

Si è tenuta la sera di lunedì 18 giugno l’assemblea provinciale degli iscritti e degli elettori del Partito Democratico. Di fronte ad un pubblico numeroso, che ha riempito la sala “A.Granata” di via Solferino, il segretario provinciale Fabrizio Santantonio (coadiuvato al tavolo dalla presidente dell’assemblea Anna Zeni e dal tesoriere della Federazione del Lodigiano, Federico Moro, alla presenza dell’onorevole Lorenzo Guerini) ha svolto la relazione introduttiva ai lavori, proponendo un’analisi degli avvenimenti che hanno caratterizzato la politica locale nell’ultimo anno e tracciando un bilancio del lavoro svolto dalla segreteria nel corso del mandato che si avvicina a conclusione. Nell’occasione, Santantonio ha comunicato la decisione di dimettersi dalla carica di segretario in lieve anticipo rispetto alla scadenza naturale e alla convocazione del congresso provinciale, prevista entro la fine del 2018.

Tale scelta, motivata dall’impossibilità personale di continuare a garantire la necessaria continuità di impegno richiesta dalla carica, è stata assunta (con identiche motivazioni) anche dal responsabile enti locali, Luca Marini, e dalla responsabile organizzativa, Erika Bressani. Nel percorso di avvicinamento al congresso, la segreteria sarà gestita in modo collegiale dai restanti membri in carica (la vice segretaria Roberta Vallacchi, il tesoriere Federico Moro, il responsabile della Festa dell’Unità provinciale Roberto Gazzonis, la delegata alla comunicazione Laura Tagliaferri, la segretaria dei Giovani Democratici Carolina Faccini, il segretario del circolo di Lodi, Andrea Ferrari, il consigliere regionale Patrizia Baffi ed i delegati Mariagrazia De Carolis, Mattia Mozzicato, Angela Opizzi e Claudio Filippucci), che saranno coadiuvati dai membri cooptati Lorenzo Guerini, Osvaldo Felissari, Giuseppe Russo (capogruppo Pd in consiglio provinciale), Alberto Vitale (in rappresentanza dei sindaci Pd del territorio) e Giuseppe Sozzi (presidente dell’Associazione Comuni del Lodigiano).

Nel suo intervento, a conclusione del mandato quale segretario provinciale, Fabrizio Santantonio ha ringraziato “tutte le persone con cui ho avuto la preziosa opportunità di collaborare in questi anni; grazie per la passione, per la voglia di continuare a capire ed approfondire (come con le numerose e apprezzate iniziative di formazione), per la capacità organizzativa (a partire da quell’autentica impresa che è l’allestimento della Festa dell’Unità), per la disponibilità a farsi carico di problemi e responsabilità, dimostrando cosa significhi fare politica cercando di rendere migliore il presente e di costruire un futuro di maggiori opportunità per tutti”.

In merito alla situazione politica, Santantonio ha fatto riferimento “ad una fase che per il Pd è sicuramente di difficoltà, in termini di consenso e di capacità di incidere sulle scelte politiche sia nazionali che locali; tuttavia questa difficoltà oggettiva non può cancellare l’evidenza che il Partito Democratico continua ad essere una presenza viva e concreta, con valori da testimoniare e proposte da proporre, al Paese e al territorio. Nel Lodigiano il Pd mantiene una significativa rappresentanza nelle istituzioni e una apprezzabile capacità di iniziativa, a partire dal protagonismo del nostro partito nel dibattito sul futuro del territorio, sulle sue prospettive di sviluppo e sulla necessità di tutelare e di consolidare un “sistema territorio” che molti mettono avventatamente in discussione e di cui abbiamo invece ancor più bisogno, anche se a volte possiamo avere l’impressione di essere rimasti l’ultimo e unico baluardo della coesione territoriale, pesantemente messa in discussione dalle scelte sempre più divisive fatte da altre forze politiche. E’ invece urgente e indispensabile ribadire la nostra posizione su temi come l’autonomia territoriale, la progettazione del futuro sociale ed economico delle nostre comunità, la preservazione di servizi fondamentali in campo sanitario e socio-assistenziale, la ricerca di un giusto equilibrio tra l’inevitabile proiezione verso le opportunità che il rapporto con Milano può offrire al Lodigiano e l’attenzione a non finire inglobati e marginalizzati. E’ questa la direzione che abbiamo tenuto in questi anni, pur nelle difficoltà di un cambiamento di governance che in un paio d’anni ha visto ribaltati i rapporti politici sul territorio, insidiando risultati di gestione e di programmazione dei servizi locali che avevano rappresentato una conquista e che ora devono invece essere difesi. Il Pd ed il centrosinistra non guidano più il Comune capoluogo, né due degli altri tre principali centri del territorio, né la Provincia, ma esprimono ancora l’amministrazione della maggior parte dei Comuni lodigiani ed hanno confermato una rappresentanza istituzionale in Parlamento e recuperato quella in Regione, dopo una legislatura di assenza. Si tratta di un potenziale politico considerevole, di cui dobbiamo essere consapevoli e da cui dobbiamo e possiamo ripartire; certamente il partito ha bisogno di ridefinire direzione e obiettivi, anche mettendosi in discussione, ricostruendo alleanze e rielaborando la piattaforma politica. In questa prospettiva di ricostruzione, che parte dall’ancoraggio a valori e principi che restano saldi e chiari, c’è indubbiamente bisogno di un passaggio congressuale che segni un confronto vero e concreto sui contenuti, per individuare con lucidità i problemi del territorio e trovare strumenti efficaci per affrontarli”.

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