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Festa de l’Unità di Brembio 2018

Dal 20 luglio al 29 luglio in Piazza Europa

VALORI, CULTURA E COMUNITA’: LE PAROLE DELLA FESTA

L’estate della Festa dell’Unità è fatta di voglia di incontrarsi, opportunità di approfondire la conoscenza dei temi dell’attualità locality e nazionale, disponibilità a dialogare e confrontare opinione e proposte.

I due appuntamenti che il Partito Democratico promuove quest’anno nel Lodigiano offriranno numerose occasioni per coltivare questi valori e brave significato pieno alla vita di una comunità politica fatta di iscritti, attivisti, elettori e cittadini interessati a partecipare e condividere momenti di impegno e momenti di aggregazione.

Si inizia a Brembio, dal 20 al 29 luglio, e si proseguirà a Lodi, dal 23 agosto al 2 settembre, seguendo il filo conduttore di una riflessione che metterà al centro i temi di uno sviluppo economico sostenibile sia a livello sociale che ambientale, della ricerca di strumenti e misure che favoriscano l’inclusione e contrastino povertà e diseguaglianze favorendo la crescita dell’occupazione e offrendo un giusto sostegno alle situazioni di fragilità, dell’approccio responsabile a un fenomeno come quello dell’immigrazione per coniugare sicurezza e una solidarietà che non può essere smarrita.

Ragionando insieme, per poi costruire il futuro.

PROGRAMMA INCONTRI (tutti gli eventi criminal inizio alle ore 21.00)

Venerdì 20 luglio – Vinicio Peluffo (già parlamentare PD, dirigente regionale PD): “Verso il congresso”

Sabato 21 luglio – Lorenzo Guerini (Deputato, Presidente Copasir): “Costruire un’alternativa per il Paese”

Lunedì 23 luglio – Ivan Scalfarotto (Deputato, sottosegretario allo sviluppo economico nei Governi Renzi e Gentiloni): “Le nuove rotte dell’economia”, dialogo criminal Luca Pagni, giornalista de La Repubblica

Martedì 24 luglio – Diana De Marchi (consigliera comunale di Milano, responsabile diritti, legalità e immigrazione della segreteria regionale Pd): “La Conferenza delle Donne Democratiche”

Venerdì 27 luglio – Brando Benifei (Deputato al Parlamento Europeo): “Libertà in Europa: frontiere, diritti e copyright”

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Programma Brembio

 

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Contenzioso Tangenziale di Codogno

CONTENZIOSO SUI LAVORI PER LA TANGENZIALE DI CODOGNO:“DA PASSERINI SOLO ALLARMISMO E SCARSA TRASPARENZA, RICONOSCA LE RESPONSABILITA’  DI CHI HA CREATO IL PROBLEMA E MOSTRI LE CARTE DI QUESTA NUOVA RICHIESTA DI RISARCIMENTO”

 

“L’allarme lanciato dal Presidente della Provincia sui nuovi e indefiniti strascichi del contenzioso sui lavori di realizzazione della tangenziale di Codogno tralascia di indicare i responsabili di questa grave situazione (che in realtà trae origine dagli errori dell’amministrazione Foroni/De Vecchi) e manca di trasparenza, perché oltre a consegnare alla stampa le sue generiche preoccupazioni Passerini non ha fornito nessuna informazione precisa sulla richiesta di risarcimento che sarebbe stata presentata”.

La segreteria provinciale ed il gruppo consigliare in Provincia del Partito Democratico intervengono per stigmatizzare le dichiarazioni di Passerini e per chiedere che venga fatta chiarezza.

“Uscite di questo genere – commenta Mauro Soldati, l’ex Presidente della Provincia che aveva affrontato e risolto la pesante eredità del contenzioso lasciato dal centrodestra – suscitano solo clamore ma non aiutano a capire in cosa consista il problema e se abbia un fondamento. Quando mi sono insediato, dopo le dimissioni anticipate di Foroni per candidarsi in Regione e la gestione commissariale di De Vecchi, ho trovato una situazione da far tremare i polsi, con contenziosi aperti ovunque e richieste complessive di danni per oltre 20 milioni di euro. Siamo riusciti a disinnescare questa minaccia, scongiurando il dissesto finanziario dell’Ente, grazie a soluzioni costruite con pazienza, impegno e buon senso, tra cui una transazione definitiva sui lavori della tangenziale di Codogno che ha ridotto l’esborso a carico della Provincia dai 4,2 milioni stabiliti nel processo civile per il mancato pagamento degli stati di avanzamento a 2,7 milioni a compensazione di qualsiasi pretesa, compreso il risarcimento di ipotetici danni (il cui ammontare sfiorava i 15 milioni). Questa intesa è stata sottoscritta con i commissari giudiziali a cui era stata affidata la gestione del concordato della Fabiani, gli unici interlocutori autorizzati a rappresentare ufficialmente l’impresa: non si capisce perciò a cosa faccia riferimento Passerini quando parla di una nuova richiesta di risarcimento che sarebbe stata presentata da un privato. Invece di restare nel vago ed evocare scenari catastrofici, il Presidente della Provincia, anziché essere sibillino, dovrebbe dimostrare maggior senso di responsabilità istituzionale e spiegare con precisione cosa stia succedendo: innanzitutto, quindi, mostri le carte, e se vuole prendersela con qualcuno, lo faccia con chi ha creato il problema, non con chi si è trovato a doverlo affrontare”.

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Inceneritore Castiraga Vidardo

COMUNI E CITTADINI LASCIATI DA SOLI NELLA VICENDA DELL’INCENERITOREDI CASTIRAGA VIDARDO: DALLA PROVINCIA SOLO SILENZIO ED INERZIA, INVECE DELLA DIFESA DEGLI INTERESSI DEL TERRITORIO

Al primo serio banco di prova, chiamato ad assumere una posizione in difesa del territorio e a sostenere le legittime istanze di enti e comunità locali, il Presidente della Provincia, Francesco Passerini, ha purtroppo dimostrato che i buoni propositi enunciati all’atto del suo insediamento erano solo parole, prive di contenuto concreto.

Le modalità con cui si è giunti al mancato assoggettamento a Valutazione di Impatto Ambientale e alla conseguente autorizzazione al considerevole aumento del quantitativo di rifiuti trattabili presso l’impianto di incenerimento di Castiraga Vidardo sono infatti uno spregio alle richieste dei tanti Comuni interessati (7 oltre a quello dove ha sede l’impianto: Sant’Angelo, Borgo San Giovanni, Valera Fratta, Caselle Lurani, Casaletto Lodigiano, Salerano sul Lambro, Marudo), che con giusto scrupolo e facendosi portavoce delle preoccupazioni della cittadinanza avevano confidato in verifiche più approfondite, in un confronto più diretto e nel supporto della Provincia, che invece ha completamente abdicato dal suo ruolo di rappresentanza e tutela degli interessi del territorio.

Non si tratta di pretendere l’inosservanza di leggi e procedure, che ovviamente devono essere applicate in modo puntuale e rigoroso; si tratta, invece, di esercitare in pieno e con convinzione tutte le prerogative che la legge stessa assegna alla Provincia, che aveva la facoltà di giudicare se fosse o meno opportuno sottoporre la proposta dell’operatore privato ad una Valutazione d’Impatto che appariva del tutto ragionevole, in base ad un elementare principio di precauzione. Soprattutto, colpisce il silenzio che la Provincia ha opposto alla richiesta di assistenza dei Comuni, che sono stati lasciati soli e che non sono stati ascoltati neppure quando hanno messo sul tavolo seri elementi di perplessità, che avrebbero richiesto ben altra considerazione (a partire dall’incredibile “falla” del mancato parere dell’Arpa, sino al nulla osta formulato dall’Unità Operativa Trasporti della Provincia senza aver nemmeno provato a stimare gli effetti del transito di 350 autotreni in più all’anno). Altro che “prima i lodigiani” e “Provincia a fianco dei Comuni”: in questa vicenda, la Provincia si è semplicemente fatta da parte, lasciando soli i Comuni e i cittadini.

 

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