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Ai blocchi di partenza la Festa de l’Unità di Brembio

Carissime, carissimi,

anche quest’anno siamo giunti al consueto appuntamento con la Festa dell’Unità di Brembio (dal 19 al 28 luglio) che mette in campo un’ampia offerta di intrattenimento e convivialità e, soprattutto, opportunità di incontro e di confronto con un programma dibattiti dove trovano spazio temi cruciali per il nostro partito e il nostro paese.

La Festa è un regalo che tante donne e tanti uomini fanno ogni anno alla nostra comunità, all’insegna della gratuità, della cura e dell’accoglienza: insomma gli ingredienti della coesione sociale del nostro paese, che vogliamo ribadire con forza e semplicità.

E’ un’esperienza che trova saldo ancoraggio in una lunga consuetudine ma che sa volgere lo sguardo al futuro, vivendo un presente costruito dal lavoro di tante volontarie e tanti volontari, ai quali va sin d’ora il ringraziamento di tutti noi.

Vi aspettiamo!

Un caro saluto

Silvia Ghidotti-Segretaria circolo Pd di Brembio

Roberta Vallacchi-Segretaria provinciale Pd

 

Festa di Brembio fronteFesta di Brembio retro

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Lodi Vecchio, un attacco alla serenità del confronto politico e alla coesione sociale

DALLA CANDIDATA SCONFITTA NELLE URNE UN GRAVE E IMMOTIVATO ATTACCO ALLA SERENITA’ DEL CONFRONTO POLITICO ED ALLA COESIONE SOCIALE DELLA CITTA’ DI LODI VECCHIO  

 

L’iniziativa di Eva Pizzi (candidata sconfitta alle elezioni per la scelta del nuovo sindaco di Lodi Vecchio) di ricorrere al Tar contro il risultato del voto, sulla base di gravissime ipotesi di brogli che sarebbero frutto di oscuri complotti, lascia interdetti e suscita fortissime preoccupazioni per la piega che in alcune situazione sta prendendo il confronto politico.

Anche se conforta che dai partiti della coalizione che l’ha sostenuta in campagna elettorale siano giunte immediate e chiare prese di distanza da questa decisione avventata ed inaudita, resta una clamorosa infrazione alla correttezza dei rapporti, ma soprattutto l’inqualificabile tentativo di creare divisioni nella comunità civica di Lodi Vecchio mai prima d’ora neppure immaginate. Il messaggio che è stato diffuso (neppure troppo tra le righe) è che una parte della cittadinanza (ed in definitiva la stessa democrazia elettorale) sarebbe stata deliberatamente truffata, generando potenzialmente una spaccatura e frizioni tanto esasperate che a Lodi Vecchio e per la verità in qualsiasi altro Comune lodigiano non si sono mai viste e che vanno al di là di qualsiasi contrapposizione accesa e a tratti magari anche aspra. Quella di Lodi Vecchio è in realtà una comunità che vive in un clima di coesione, dove il giorno delle elezioni ognuno prende in piena libertà le scelte che ritiene più opportune per designare chi deve amministrare la città, ma dove dal giorno dopo ci si ritrova uniti nella quotidianità di relazioni fatte di attività economiche, sociali e culturali che vedono le persone confrontarsi e collaborare fianco a fianco senza alcuna distinzione o etichetta.

Chi ha deciso di partire a testa bassa con questo inqualificabile ricorso, facendosi sopraffare dalla delusione di una sconfitta netta, non ha purtroppo riflettuto sulle pesanti conseguenze, a scapito prima di tutto della serenità e della concordia di una comunità che non desiderava questo inutile trambusto. Resta da auspicare che, seppure in ritardo, questa consapevolezza possa farsi largo ed affermarsi, nell’interesse primario di Lodi Vecchio e dei ludevegini, qualsiasi opinione politica abbiano e qualsiasi voto abbiamo espresso il 26 maggio.

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DALLA LEGA DI LODI UNA VERGOGNOSA SPECULAZIONE POLITICA DELL’INCHIESTA SU ONLUS E MIGRANTI

DALLA LEGA DI LODI UNA VERGOGNOSA SPECULAZIONE POLITICA DELL’INCHIESTA SU ONLUS E MIGRANTI: LE ACCUSE ALLA SINISTRA DI FALSITA’, IPOCRISIA E PERSINO COMPLICITA’ CON IL TURPE BUSINESS SCOPERTO DALLA MAGISTRATURA SONO INACCETTABILI E SMENTITE DAI FATTI CHE EMERGONO

 

La frenesia di strumentalizzare l’inchiesta su Onlus e migranti allo scopo di scatenare una squallida polemica politica e l’arroganza di ritenersi sempre al di sopra di qualsiasi principio di cautela e verità hanno fatto commettere alla sezione di Lodi della Lega un riprovevole scivolone.

L’equivalenza tra “coop rosse” e sfruttamento criminale dell’accoglienza degli immigrati insinuata nel comunicato dei leghisti lodigiani suona ancor più vergognosa e offensiva se si considera che tra le persone colpite da provvedimenti cautelari figura anche un ex consigliere comunale di un paese del territorio eletto in una lista civica di centrodestra appoggiata da Lega e Forza Italia.

Le accuse di falsità e di ipocrisia lanciate dalla Lega di Lodi alla sinistra, nonché quella infamante di complicità nel traffico illegale di esseri umani, vengono quindi respinte.

Il meccanismo criminale portato alla luce dagli inquirenti (che devono essere ringraziati e sostenuti per il loro lavoro e la loro vigilanza) indigna ogni cittadino onesto, ma l’inqualificabile tentativo di speculare sulla vicenda per dipingere gli avversari politici come in qualche modo responsabili (per inerzia, per sottovalutazione, se non persino per sostanziale connivenza) non può essere accettato e va ben al di là di qualsiasi schermaglia dialettica. A differenza della Lega, il Partito Democratico non commetterà l’errore di giungere a conclusioni affrettate e non cadrà nella maldestra tentazione di avventurarsi in accuse politiche generiche.

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