Inceneritore Castiraga Vidardo

COMUNI E CITTADINI LASCIATI DA SOLI NELLA VICENDA DELL’INCENERITOREDI CASTIRAGA VIDARDO: DALLA PROVINCIA SOLO SILENZIO ED INERZIA, INVECE DELLA DIFESA DEGLI INTERESSI DEL TERRITORIO

Al primo serio banco di prova, chiamato ad assumere una posizione in difesa del territorio e a sostenere le legittime istanze di enti e comunità locali, il Presidente della Provincia, Francesco Passerini, ha purtroppo dimostrato che i buoni propositi enunciati all’atto del suo insediamento erano solo parole, prive di contenuto concreto.

Le modalità con cui si è giunti al mancato assoggettamento a Valutazione di Impatto Ambientale e alla conseguente autorizzazione al considerevole aumento del quantitativo di rifiuti trattabili presso l’impianto di incenerimento di Castiraga Vidardo sono infatti uno spregio alle richieste dei tanti Comuni interessati (7 oltre a quello dove ha sede l’impianto: Sant’Angelo, Borgo San Giovanni, Valera Fratta, Caselle Lurani, Casaletto Lodigiano, Salerano sul Lambro, Marudo), che con giusto scrupolo e facendosi portavoce delle preoccupazioni della cittadinanza avevano confidato in verifiche più approfondite, in un confronto più diretto e nel supporto della Provincia, che invece ha completamente abdicato dal suo ruolo di rappresentanza e tutela degli interessi del territorio.

Non si tratta di pretendere l’inosservanza di leggi e procedure, che ovviamente devono essere applicate in modo puntuale e rigoroso; si tratta, invece, di esercitare in pieno e con convinzione tutte le prerogative che la legge stessa assegna alla Provincia, che aveva la facoltà di giudicare se fosse o meno opportuno sottoporre la proposta dell’operatore privato ad una Valutazione d’Impatto che appariva del tutto ragionevole, in base ad un elementare principio di precauzione. Soprattutto, colpisce il silenzio che la Provincia ha opposto alla richiesta di assistenza dei Comuni, che sono stati lasciati soli e che non sono stati ascoltati neppure quando hanno messo sul tavolo seri elementi di perplessità, che avrebbero richiesto ben altra considerazione (a partire dall’incredibile “falla” del mancato parere dell’Arpa, sino al nulla osta formulato dall’Unità Operativa Trasporti della Provincia senza aver nemmeno provato a stimare gli effetti del transito di 350 autotreni in più all’anno). Altro che “prima i lodigiani” e “Provincia a fianco dei Comuni”: in questa vicenda, la Provincia si è semplicemente fatta da parte, lasciando soli i Comuni e i cittadini.

 

Articolo scritto in Comunicati.



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