Aumento RC auto: dalla Provincia motivazioni non convincenti e troppe ambiguità.

“Ha ragione De Vecchi, siamo alla canna del gas, quello prodotto dalle sue dichiarazioni, le quali però hanno un effetto esilarante”, così Mauro Soldati, segretario provinciale Pd, replica all’Assessore al Bilancio di Palazzo San Cristoforo, il quale nei giorni scorsi aveva sostenuto, a seguito delle sue perplessità in merito alla tangenziale di Codogno e della richiesta di spiegazioni da parte del Pd, di essere oggetto di attacchi strumentali.

“Per prima cosa prediamo atto delle precisazioni dell’Assessore, che provano a recuperare le banalizzazioni, definite infelici anche dal Pdl, con le quali è intervenuto sulla tangenziale di Codogno – dichiara Soldati – ribadendo quindi l’importanza dell’opera. Ma quel che sorprende è il riferimento che fa De Vecchi alle sue deleghe, dicendo che capirebbe la posizione del Pd se fosse riferita alle manovre di bilancio. Nessun problema, è proprio qui che la faccenda si fa ancora più incomprensibile”.

I Democratici fanno riferimento a quando dichiarato da De Vecchi in merito alla stangata sulla Rc auto per i lodigiani, annunciata nei giorni scorsi dalla Provincia, con l’imposta che passerà dal 13,5% al 16% e che porterà nelle casse di San Cristoforo circa 700 mila euro in più rispetto allo scorso anno.

“Per motivare l’aumento e nel tentativo di rifarsi una verginità, La Lega le prova tutte – prosegue Soldati – ma De Vecchi sbaglia sia nelle premesse sia nelle conclusioni. Nelle premesse perché non è vero che il taglio dei trasferimenti è dovuto ai soli provvedimenti del governo Monti, che ci mette del suo, ma che in grande parte sono ascrivibili al governo di Bossi/Berlusconi, visto che “maturano” i tagli di 585 mila euro effettuati nel Luglio 2011, replicati anche per il 2012 e ai quali si sommano altri 390mila euro di tagli con la manovra estiva di Tremonti. Quel che però stupisce è che De Vecchi arriva a sostenere che grazie alle loro scelte, la Provincia potrebbe anche rinunciare al milione di euro ancora trasferito dallo Stato. Ma se le cose stessero davvero così, allora perché tassare i lodigiani con un aggravio delle Rc auto?”

“La Lega – conclude Soldati – è il partito che da tangentopoli ad oggi è stato più di tutti gli altri al governo e non può far finta di niente. Sarebbe quantomeno più corretto caricare sul carroccio maggior responsabilità, anziché tentare di confondere l’opinione pubblica scaricando su altri i problemi che essa stessa ha causato”.

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Scuola: Lunedì 13 febbraio incontro con Cremaschi

“Gli obiettivi di Europa 2020 chiedono a tutti gli Stati membri di promuovere una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile. Per il futuro dell’Italia, per tornare ad avere alti tassi di occupazione, produttività e coesione sociale, è quindi necessario investire sui saperi, scommettendo sulla qualità del capitale umano del nostro Paese e su una società della conoscenza diffusa”, così Maria Grazia Decarolis, Responsabile Scuola Pd del Lodigiano, nel presentare l’iniziativa organizzata per lunedì 13 febbraio, alle ore 20.45, presso il Teatrino di via Gorini a Lodi, dove il Pd affronterà il tema della scuola.

“Negli ultimi anni – dichiara Decarolis – diversi ministri si sono succeduti al Ministero dell’Istruzione, tutti determinati a cambiare la scuola, ma il confronto si è arenato persino su questioni marginali. Con l’iniziativa del 13 diamo il via ad una serie di incontri dedicati all’analisi e alle proposte sulla scuola, il primo dei quali sarà con Claudio Cremaschi, autore del libro “Malascuola”, mentre il prossimo, il 15 marzo, sarà con Francesca Puglisi, responsabile nazionale scuola Pd. L’obiettivo è quello di coinvolgere il territorio, nella definizione del programma che presenteremo per le politiche del 2013”.

Lunedì 13 febbraio, Claudio Cremaschi sarà quindi a Lodi per presentare il suo libro “Malascuola”, un libro che vede in copertina due simpatiche orecchie d’asino e un lungo sottotitolo “se io fossi il ministro dell’istruzione raddoppierei lo stipendio agli insegnanti”!

Un volume scritto bene, da una persona che vive nella scuola e ne ha una conoscenza profonda. Cremaschi è un dirigente scolastico, ex insegnante di matematica e si vede: i riferimenti a statistiche (sia nazionali che internazionali) sono puntuali e ricorrenti, le numerose proposte sono sempre corredate da calcoli precisi su possibili risparmi e conseguenti reimpieghi (ad esempio proprio per raddoppiare questo benedetto stipendio..).

I vari capitoli prendono in esame l’intera architettura del sistema scolastico italiano, fornendo sempre, per ogni elemento (l’orario, l’articolazione dell’anno scolastico, gli esami, la dimensione delle scuole, il reclutamento e la carriera degli insegnanti e molto altro..) qualche proposta concreta, a volte provocatoria e, spesso, utili confronti internazionali. E’ particolarmente apprezzabile l’approccio: i problemi di un sistema complesso come la scuola sono considerati in modo organico.

“L’incontro con Cremaschi rappresenta un’occasione – conclude Decarolis – per conoscere un contributo concreto e aggiornato al dibattito sulla scuola italiana. Su alcuni punti, come Pd, abbiamo anche idee diverse, ma lo scopo è proprio quello di discutere, per capire e proporre, oltre ad evitare le banalizzazioni sentite in questi anni”.

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Tangenziale di Codogno, De Vecchi chiarisca o si dimetta

“Vale esattamente l’opposto di quel che ha dichiarato De Vecchi: per fortuna che hanno ereditato la tangenziale di Codogno e i lavori sono in uno stato avanzato, cosicché il loro intervento non creerà problemi”, così Mauro Soldati e Giovanni Ghilardelli, rispettivamente segretario Provinciale e di Codogno del Pd, all’indomani delle dichiarazioni dell’Assessore Provinciale della Lega, il quale ha sostenuto che se fosse possibile bloccherebbe i lavori relativi alla Tangenziale di Codogno.

“De Vecchi in un colpo solo – dichiara Soldati – riesce a riconoscere il lavoro della precedente amministrazione provinciale e questo non è poco visto i continui tentativi messi in atto dal centrodestra di appropriarsi di quell’opera, ma arriva anche a negare l’importanza di un impegno fondamentale per la bassa, mettendo tra l’altro in chiaro tutti gli artefici con i quali la Provincia sta scaricando il peso del patto di stabilità su aziende e privati”.

“Non si capisce poi – continua Soldati – che senso abbia mettere in relazione i costi della 235 con quelli della 234, come se le opere fossero equivalenti, o ciò viene fatto semplicemente per addurre, senza alcuna motivazione, un presunto eccesso di costi? Ovviamente è evidente a tutti che la non esecuzione dell’opera avrebbe fatto sfumare tutti i finanziamenti, i quali non erano certo dirottabili altrove, senza dimenticare che l’esecuzione di quell’opera, oltre alla necessità in sé, rappresenta un’importante occasione di lavoro per le aziende impegnate nella sua realizzazione”.

“E’ proprio il caso di dire – aggiunge Giovanni Ghilardelli, segretario Pd di Codogno – che l’abbiamo scampata bella. Di fronte a dichiarazioni di questo tipo se da una lato vien da dire per fortuna che la giunta Felissari aveva stanziato i fondi e fatto il bando, dall’altro ci chiediamo cosa possa aspettarsi Codogno da questa amministrazione provinciale, che arriva addirittura a disconoscere un’opera fondamentale per la seconda città del Lodigiano, dato che devierà all’esterno tutto il traffico “pesante” ora concentrato sulle strade interne alla città, migliorando sensibilmente la vita dei nostri concittadini. Se invece le cose stanno come dichiarato dall’esponente della Lega, non abbiamo altra strada che chiedere le dimissioni dell’Assessore De Vecchi, mentre aspetto fiducioso una vigorosa presa di distanza da parte del centrodestra di Codogno”.

Dal Pd, infine, fanno sapere di aver già presentato un’interrogazione in Provincia, affinché l’amministrazione prenda le distanze dalle dichiarazioni dell’Assessore De Vecchi.

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Neve, Soldati (Pd): “Qualcuno sa che fine ha fatto il modello altotesino?”

“Fa un certo effetto sentire, da chi non riesce ad iniziare alcuna riflessione senza attaccare il centrosinistra, che qualche problema c’è stato nel servizio di sgombero neve messo in atto dalla Provincia”, così Mauro Soldati, segretario provinciale del Pd, commenta le parole dell’Assessore Provinciale Capezzera, la quale ha ammesso le criticità riscontrate nel lo sgombero della neve da alcune strade provinciali.

“Stranamente l’Assessore Capezzera non imputa la nevicata al centrosinistra – dichiara ironicamente Soldati – e questo, per quanto scontata, è già una novità. Noi abbiamo una cultura e uno stile amministrativo differente, che ci permettono di registrare le cose con oggettività al punto che, come in passato, i problemi sono ascrivibili alla realizzazione dell’intervento, che è soggetto a molte variabili e non sempre alla cattiva realizzazione della programmazione. Certo, se usassimo il loro stesso metro di confronto politico sarebbe facile innescare polemiche e chiedere: qualcuno sa che fine ha fatto il modello “altoatesino” di gestione della viabilità provinciale in caso di neve? Probabilmente non se ne ricorda più neppure l’assessore provinciale competente, che pure tre anni fa all’atto del suo insediamento aveva promesso un’efficienza tale da fare invidia, appunto, alla risaputa abilità dell’amministrazione bolzanina nel far fronte alle conseguenze di una nevicata”.

“A distanza di tanto tempo – continua Soldati – non solo dell’annunciata “rivoluzione” non c’è traccia, ma ci tocca persino leggere dichiarazioni dell’assessore Capezzera che scarica sugli “uffici” la responsabilità dei disagi che si sono verificati su alcune strade del Lodigiano: chissà come saranno contenti i dipendenti del servizio viabilità della Provincia…Sarebbe bastata una semplice espressione: Scusateci”.

Per il Pd tutto ciò è ancora più noioso se si pensa alla leggerezza con cui l’assessore Capezzera, che oltre ad essere in estrema difficoltà nel gestire le cose di sua stretta competenza, non ha neppure il bon ton di accettarne le relative responsabilità e interviene persino ad ogni piè sospinto per sentenziare su questioni che riguardano altri enti: vedi, non molto tempo fa, la pretesa di spiegare al Comune di Lodi come dovrebbe organizzare l’intervento della Polizia Locale per gestire il traffico nelle ore di punta sul piazzale del Belfagor, dimenticandosi di spiegare che se i bus che portano gli studenti a Lodi si fermano in quel punto, indubbiamente critico, è solo per una scelta della Provincia.

“Mi auguro – conclude Soldati – che l’occasione sia utile per un bagno di umiltà e di maggior consapevolezza in merito alla complessità degli interventi”

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Referendum e scelte: Legge elettorale e Acqua del Lodigiano.

In questi giorni sono due le decisioni che non sono all’altezza delle attese dei cittadini, che s’intrecciano tra il livello nazionale e quello locale e che hanno come elemento comune il significato dell’istituto referendario e come la politica interpreta le domande che provengono dal Paese.

Di percezione più immediata è quella relativa alla decisione della Consulta, che ha dichiarato inammissibili entrambi i quesiti referendari sulla legge elettorale: sia, dunque, quello che chiedeva l’abrogazione totale del “porcellum” di Calderoli, sia quello che ne chiedeva l’abrogazione per parti.
In questo caso, quindi, il referendum non ci sarà e chi come noi ha dato un aiuto decisivo alla raccolta di firme, non può certo gioire per la decisione della Consulta, ma la rispettiamo e nei prossimi giorni ne leggeremo le motivazioni nella sentenza.

A questo punto spetta al Parlamento agire e questa è una delle esigue possibilità che ha per dimostrare che mantiene ancora qualche contatto con il Paese.
L’attuale legge, infatti, è insostenibile e inaccettabile e non cambiarla significherebbe offendere il sentimento democratico dei cittadini, che se oggi dovessero tornare a firmare supererebbero anche il milione e duecentomila firme raccolte questa estate. E’ il momento, quindi, di misurare la volontà riformatrice e la sincerità delle forze politiche che a grande maggioranza hanno detto di voler cambiare la legge. Il Pd è l’unica forza politica ad aver presentato formalmente la propria proposta di riforma elettorale per cancellare il “porcellum” e introdurre il sistema a doppio turno (assegnazione 70% collegi su base uninominale, 30% su base proporzionale – www.partitodemocratico.it), al fine di ristabilire il giusto rapporto tra elettori, eletti e territori e consentire ai cittadini di esprimere un giudizio sulla persona che aspira a essere eletta in Parlamento. Vedremo, adesso, chi si tirerà indietro.

Ma se in questo caso, pur in assenza del pronunciamento referendario (ma alla presenza di un’evidente richiesta generale) la politica nazionale ha ancora la possibilità (prima del termine della legislatura) di interpretare la richiesta di cambiamento espressa dal Paese, in un altro caso, invece, è la politica locale che non è stata in grado di cogliere quanto avvenuto con il successo di un altro referendum, quello sull’acqua, dove oltre al merito della questione, che tonerà ancor più alla ribalta nei prossimi mesi, è stato raggiunto un altro importante risultato, quello della partecipazione, con significative parti della società (e della politica) che hanno rafforzato e in alcuni casi “ri”scoperto l’impegno diretto per il bene comune. Pur senza un legame diretto, credo ci sia, però, da riflettere su come quel senso di partecipazione sia stato frustrato dalle recenti decisioni riguardanti l’istituzione della nuova Azienda Speciale Provinciale per la regolazione e il controllo della gestione del servizio idrico integrato. Non si è trattato solo per l’incomprensibile chiusura dell’amministrazione provinciale a ogni proposta di modifica da noi presentata, ma quel che è mancata è stata un’attenzione generale e trasversale sulla possibilità, poi sfumata, di inserire all’interno del Cda (o in subordine all’interno dell’Assemblea), con il solo “diritto di tribuna”, un auditore in rappresentanza delle realtà che svolgono attività associativa a favore dell’acqua pubblica.
Mi auguro che su questi aspetti ci sia la possibilità di rilanciare il confronto, nella convinzione della “permeabilità” del livello locale, a patto che venga colta l’opportunità che anche il Lodigiano ha nel costruire un pezzo di risposta nei confronti delle domande generali che la Società rivolge alla Politica.

Mauro Soldati
Segretario Pd Provincia di Lodi

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Province, Soldati: “Basta ai piagnistei dei leghisti. Noi non ci sottraiamo alla sfida di ripensare il sistema delle autonomie locali”

Il rischio di fallimento per il Paese è dietro l’angolo e la manovra è dura, molto dura e questo noi ce lo aspettavamo, visto che abbiamo sempre detto che andavamo verso il disastro, mentre per tre anni ci hanno raccontato (Lega compresa) un sacco di storie e che non c’erano problemi; ma adesso siamo al dunque e mi auguro che gli italiani non dimentichino perché siamo arrivati sin qui.

Ci aspettavamo misure che dessero più il senso di uno sforzo collettivo, per questo motivo vorremmo più equità e abbiamo segnalato anche i punti, dove sarebbe possibile secondo noi intervenire. Abbiamo subito chiesto modifiche per quanto riguarda il sistema pensionistico e l’indicizzazione delle pensioni, attraverso un meccanismo più graduato di avvicinamento alla riforma strutturale della previdenza, perché ci sono delle persone a reddito basso che per avvicinarsi all’età della pensione non possono sopportare decurtazioni troppo forti…Abbiamo anche detto dove prendere i soldi e quindi apprezziamo che sia passato un principio sul quale ci siamo spesi molto, come la tassazione dei capitali scudati, anche se l’1,5% è solo un buffetto e rischia di apparire persino come una presa in giro. Altre cose al momento non convincono, dalla mancanza di una patrimoniale, alla mancata modifica degli scaglioni irpef sopra i 50mila euro, dalla lotta all’evasione, alla reintroduzione dell’Ici o Imu (prevista anche dalla riforma federalista della Lega) senza una forte progressione per le esenzioni e senza una riflessione che desse il senso di chi e cosa esentare e perché.

Il Pd è una forza responsabile, abbiamo deciso di sostenere il governo Monti nella consapevolezza piena di quel che rischia l’Italia, perché il rischio essere come la Grecia, oggi, sarebbe già una certezza. Mi auguro che il partito riesca a portare le nostre proposte e quelle delle classi più popolari all’interno del dibattito parlamentare che si svilupperà nei prossimi giorni, nella consapevolezza che in parlamento la destra ha un peso maggioritario, ma ripeto è necessario ristabilire il senso di uno sforzo collettivo, altrimenti il rischio di deprimere tutto e tutti renderà ingannevole ogni sforzo.

Quel che è certo e che noi abbiamo fatto un’operazione politica complessa con questo governo. L’abbiamo fatto perché abbiamo messo l’Italia davanti alle nostre esigenze di partito e questo è il nostro punto di partenza, dopodiché i gruppi parlamentari facciano quelle cose che non può fare il governo, dalla modifica dei regolamenti parlamentari alla legge elettorale, dalla riforma del bicameralismo al dimezzamento dei parlamentari.

Per quanto concerne il riassetto istituzionale, quindi, ribadiamo la nostra opinione: massima disponibilità, soprattutto di fronte ai sacrifici richiesti agli italiani, a partire dai rami alti fino a raggiungere i livelli territoriali.

Per quanto riguarda il tema delle Province, riteniamo che l’art. 23 del decreto “Salva Italia” appaia caotico e poco chiaro. Rispetto alla prima versione è stato eliminato il comma 18 che recitava “gli organi in carica delle Province decadono al momento dell’entrata in vigore delle Leggi Statali o Regionali di trasferimento delle funzioni e comunque decadono entro il 30 novembre 2012” e che ci appariva essere una norma assolutamente sbagliata e lesiva.

Nell’ultimo articolato, invece, si rimanda a legge statale per le norme di elezione (comma 16) e a legge regionale per il trasferimento delle funzioni ai Comuni o alle Regioni (comma 18). È inoltre fissato il numero dei componenti eletti (10) dagli organi elettivi dei Comuni ricadenti nel territorio della Provincia (comma 16).
Se ne ricava, insomma, una proposta di riforma alquanto disorganica e non rispondente alla reale esigenza di riorganizzazione dell’Ente Stesso.
Abbiamo chiesto ai nostri parlamentari presenti in Commissione Affari Istituzionali di Camera e Senato, di vigilare attentamente in merito al contenuto e all’iter di queste norme, e di tenere uno stretto collegamento con i territori per monitorare la situazione.

In generale, comunque, è confermata la necessità di un Ente intermedio tra Comuni e Province, ma l’impressione è che ormai siamo giunti a un punto di non ritorno. Pur non credendo che dal punto di vista economico ciò risolverà molto (i numeri sono quelli che tutti citano), non ci sottraiamo alla sfida e credo che da questo punto di vista, possa anche essere stimolante ripensare il sistema delle autonomie locali, partendo però da cosa devono fare gli enti, prima che da come devono essere governati.

Mauro Soldati
Segretario Pd del Lodigiano

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I Giovani Democratici per il diritto di cittadinanza

I Giovani democratici scendono in campo per gli immigrati che abitano nel Lodigiano. Insieme a una rete di 18 associazioni porteranno sul territorio la campagna “Italiano sono anch’io”: «È folle che molti ragazzi nati in Italia da stranieri non abbiamo la cittadinanza nè il diritto di voto – dice il segretario provinciale dei Giovani democratici Roberto Gazzonis -, lo stesso vale per chi è qui, ha il permesso di soggiorno e lavora regolarmente. Noi promuoveremo nelle amministrazioni del territorio un ordine del giorno e faremo partire una raccolta firme». Mattia Mozzicato spiega che l’ordine del giorno avrà tre obiettivi: recepire i principi della campagna, promuovere le due proposte di legge di iniziativa popolare e chiedere ai sindaci di inviare a tutti gli extracomunitari che compiono 18 anni una comunicazione affinché si presentino in comune per avviare le pratiche a favore della cittadinanza. I banchetti per “Italiano sono anch’io” si terranno domenica a Casale dalle 10 alle 12, in piazza del Popolo, e sia sabato che domenica a Lodi dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 18 presso il circolo Arci. La discussione approderà a palazzo San Cristoforo, Giulia Acquistapace si augura di poter raggiungere un ordine del giorno condiviso. «Siamo la seconda provincia dopo Cremona per indice di integrazione – afferma -, gli stranieri hanno spesso una casa e un lavoro, non scelgono il Lodigiano come terra di passaggio bensì come luogo in cui fermarsi. In passato è emerso che il 70 per cento vorrebbe scegliere i propri rappresentanti, non possiamo essere tacciati di ideologia nel promuovere questa campagna perché l’orientamento di voto degli immigrati propende per il centrodestra, a differenze delle altre province. Noi vorremmo discutere della questione con i capigruppo e valutare in quale commissione portare l’argomento». Il segretario provinciale Mauro Soldati si compiace del fatto che i Giovani democratici “siano sul pezzo”: «Questo Paese ha bisogno di riallacciarsi all’Europa, ritrovando un senso di comunità. Il fenomeno dell’immigrazione non è certo diminuito con il governo di Pdl e Lega ma questo slancio ideale non può essere confinato nell’ambito dei partiti. Anche in Provincia, non vogliamo innescare polemiche ma promuovere una riflessione sull’argomento». Gr. Bo.

fonte: Il Cittadino del 24/11/11

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La Lega? C’è da restare allibiti!

Ho letto le dichiarazioni del Presidente della Provincia di Lodi e ce n’è abbastanza per rimanere basiti, soprattutto quando, riferendosi al Governo Monti, dice: “i nostri imprenditori, i lavoratori e tutta l’economia del Nord si troveranno ancora una volta defraudati delle loro risorse”. Ancora una volta defraudati? Ma scusi, signor Presidente, defraudati da chi? Ma scusi, Signor Presidente, dov’è stata la Lega negli ultimi dieci anni? Possibile che Lei non si ricorda che per otto anni è stata al governo? Visto che ciò non è possibile, non credo che sarà così facile fregare le persone e spogliarsi delle responsabilità che derivano da quanto fatto dalla Lega al “non governo” dell’Italia e di come molte battaglie del carroccio non abbiano minimamente centrato il bersaglio. Non una liberalizzazione, non una soppressione di enti inutili, non il raggiungimento di un obiettivo da sventolare senza bisogno di accusare qualcuno.
La strategia della Lega di tornare a rispolverare i vecchi cavalli di battaglia in un momento così difficile per il Paese, quindi, non è assolutamente credibile, sia perché la Lega stessa è implicata nei mali e nei vizi del nostro Paese, sia perché la gente non si farà prendere nuovamente in giro. Cosa dire ad esempio degli incarichi multipli degli esponenti padani (anche Foroni è Presidente e Sindaco, mentre alla Camera siedono 25 leghisti con doppio incarico e 3 con triplo e al Senato sono 14 con doppio incarico e 3 con triplo), sul nepotismo che colpisce il partito di Bossi (“il Trota” consigliere regionale, solo ed esclusivamente per il seme paterno che l’ha generato, il fratello Franco a Bruxelles a fare l’assistente all’europarlamentare Matteo Salvini, mentre la moglie del leader, Manuela Marrone, ha ricevuto un contributo di 800.00 euro per la sua scuola privata di ispirazione padana, dove si insegnano filastrocche locali e tante materie folk, alla faccia dei bisogni che ci sono nelle nostre scuole), sulla pseudo lotta agli sprechi, quando le cricche sono state difese in tutto e per tutto? E che dire delle quote latte e del disastro Malpensa, sul sì al Ponte sullo Stretto, sui rapporti con le banche amiche del Carroccio e sul rientro dei capitali dall’estero al 5%, quando un lavoratore dipendente paga il 44% del proprio reddito in tasse? E che dire dei 50 milioni di euro di finanziamento pubblico per il quotidiano “la Padania”, degli spot da 200mila euro o dei lampadari da 920mila per la sede della provincia di Treviso, oppure dei 50 milioni da spendere in comunicazione che Luca Zaia, ora alla Regione Veneto, ha lasciato al suo successore Giancarlo Galan, che se n’è lamentato dicendo che: “Servono solo a favorire sprechi e parassitismi”? Mica male per un partito che in un giorno vuole tornare a gridare “Roma Ladrona”, nel tentativo di ricostruirsi una verginità svenduta per l’interesse di bottega, che alla fine altro non lascia che tre targhette sbiadite alla Villa Reale di Monza.
La Lega è il partito che può vantare il periodo più lungo trascorso al governo da tangentopoli in poi, ma è anche il partito che più volte si è comportata da amica di imputati per reati non di poco conto, tradendo innanzitutto i propri elettori. Che dire, ad esempio, dei “salvataggi” di Caliendo, Cosentino, Milanese e Romano? Che dire delle leggi ad personam che la Lega ha votato: ex Cirielli, lodo Alfano, legittimo impedimento, leggi pro-Mondadori?
Caro Presidente Foroni, siamo sufficientemente preoccupati per il presente che la Lega ha contribuito a farci vivere, da non perdere tempo ulteriore nel sentire certe cose, per cui anziché diffondere le veline del partito, si preoccupi più del futuro del nostro territorio, visto che non ci sono idee e tutto sembra giocato in contrapposizione al passato e senza alcuno slancio sul futuro.

Renata Cabrini

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I prossimi appuntamenti del PD Lodigiano.

In seguito i prossimi appuntamenti organizzati dai nostri circoli PD del Lodigiano.

Venerdì 18 Novembre, Il circolo PD di Zelo Buon Persico presenta la serata-dibattito.
NUOVO GOVERNO E NUOVO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CON IL SOSTEGNO DI TUTTO IL PARLAMENTO O ELEZIONI?Presso la Sala Consigliare (Via Dante, Zelo B.P.), alle ore 21.00
A partire dagli ultimi sviluppi nazionali ragioniamo anche su ciò che avviene a Zelo e sulle azioni amministrative che purtroppo hanno solo la direzione edilizia e di sviluppo poco sostenibile. Ne parliamo con Roberta VAGNI (portavoce circolo PD Zelo Buon Persico), Mauro SOLDATI (Segretario provinciale PD Lodigiano), Sen. On. Gianni PIATTI, e Mino SARTORI (circolo PD Zelo Buon Persico).

Mercoledì 23 Novembre, I circoli PD di Caselle Lurani, Castiraga Vidardo e Casaletto Lodigiano, Salerano/Lodivecchiopresentano la serata-dibattito.
CATTOLICI IN POLITICA: UN “MODO DI FARE” O UN PARTITO?
Presso il salone della Scuola Media “Don Giovanni Delle Donne”, Caselle Lurani, alle ore 20.45. A partire dalle riflessioni proposte da Ferruccio De Bortoli sul Corriere della Sera del 17 ottobre dibattito pubblicocon la partecipazione di Don Carlo FERRARI e Giuseppe MIGLIORINI (Coordinatore LAbortorio di IMpegno CIvile (LA.I.CI.)). Moderatore della serata, Sergio RANCATI (sindaco di Caselle Lurani).

Venerdì 25 Novembre, Il circolo PD di Tavazzano con Villavescoorganizza l’incontro pubblico:
IL LAVORO DEL FUTURO
Presso la Sala Conferenze del Municipio di Tavazzano, alle ore 21.00. La sfida al precariato nel Lodigiano
tra contratti atipici e nuove prospettive di sviluppo. Interverranno: Domenico CAMPAGNOLI (Segretario generale CGIL della Provincia di Lodi), Vittorio BOSELLI (Segretario Generale Confartigianato della Provincia di Lodi), Mauro SOLDATI (Segretario Provinciale del PD Lodigiano), Francesco CANCELLATO (Ricercatore AASTER
Coordinerà la serata Giuseppe CREMONESI (Componente Assemblea Provinciale PD e Blogger).

Mercoledì 30 Novembre, Il gruppo diProssima Fermata Lodiorganizza l’incontro pubblico:
OCCUPIAMO IL FUTURO
Presso il Teatro dell’InformaGiovani, Lodi, Via Paolo Gorini 19, alle ore 20.45.
MOVIMENTI E PARTECIPAZIONE OLTRE LA CRISI: cittadini e associazioni in un dibattito aperto con performance e letture sceniche discuteranno di democrazia ed economia, sviluppo e solidarietà, innovazione e merito, legalità e trasparenza, politica e diritti. Interverrà Pippo CIVATI (Consigliere Regionale PD).

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Casalpusterlengo, PD: “La via Emilia chiuda ai mezzi pesanti”.

Il Pd vuole la chiusura ai Tir della via Emilia con una ripresa della sperimentazione che fu effettuata nel febbraio 2008: i motivi sono diversi, ma in testa ci sono la salute dei cittadini e la pressione per sbloccare il progetto della nuova tangenziale, per la quale sembra difficile reperire il finanziamento da 100 milioni di euro.«Nei prossimi giorni ci saranno le manutenzioni stradali sulla via Emilia, ma sono costi che i cittadini di Casale sostengono a causa del passaggio dei Tir – dice Roberto Ferrari del Pd -. Allora, dopo le manutenzioni non si torni al regime attuale con 20 mila veicoli in transito al giorno, di cui gran parte pesanti. Si abbia il coraggio di un’iniziativa come quella che assunse la giunta Pagani nel 2008 per vietare la circolazione dei mezzi pesanti sul tratto urbano».

La proposta non contiene un diktat su tempi e modi, ma al contrario è aperta e mira a innescare un dibattito in merito al futuro della via Emilia casalina. «Quella fu una sperimentazione riuscita alla quale non si è più dato seguito – continua Ferrari -. Noi riteniamo che sia possibile fare il blocco e che il territorio non abbia a subirne conseguenze, che il blocco migliorerebbe salute, sicurezza e ambiente per i cittadini, e che in questo modo si potrebbe mettere pressione per ottenere il finanziamento per la nuova tangenziale, perché secondo quanto dichiarato dall’assessore regionale Raffaele Cattaneo i soldi non ci sono».

La nuova bretella di Livraga del resto sgombra il campo da quello che quasi quattro anni fa fu il pericolo territoriale numero uno, e cioè che i Tir potessero invadere Livraga. Inoltre, tutto il complesso iter amministrativo, fatto di provvedimenti e ordinanze, è già nei cassetti comunali e persino cartelli e divieti sono già pronti in magazzino.

«Francamente mi sembra una proposta che può essere presa in considerazione – commenta l’ex sindaco Angelo Pagani -. All’epoca, con una chiusura parziale, il Pm 10 fu abbattuto alla metà, con grande sollievo dei residenti. Ora si potrebbe studiare una formula per ripresentare il provvedimento, nelle formule e nei modi più consoni. La salute dei cittadini ne trarrebbe giovamento, e anche per la realizzazione della tangenziale sarebbe un bel segnale. E forse tornerebbe a far parlare il territorio del problema, trascurato, delle polveri sottili».

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