Dopo il Referendum, lettera aperta dei GD del Lodigiano

Abbiamo accolto a braccia aperte la proposta referendaria. Ci abbiamo creduto fin da subito, consapevoli che avremmo dovuto studiare a fondo una materia così complessa e che solo facendo corretta informazione avremmo potuto vincere. Ci abbiamo provato e l’altra notte abbiamo assistito alla sconfitta di un progetto, in cui avevamo riposto le nostre speranze e i nostri sogni.

Fare campagna alla nostra età significa sottrarre tempo ad amici, famiglia e soprattutto studio. Ma la passione, la voglia di cambiare ci hanno spinto in questi mesi. Ne abbiamo parlato ovunque, sul treno, in università, al bar. Ogni momento diventava buono per convincere qualcuno ancora indeciso o instillare il dubbio a chi aveva già deciso di votare NO. Non ci siamo arresi, siamo andati a cercarci le situazioni scomode, quegli incontri sinistra contro sinistra che ci saremmo volentieri risparmiati. Per non parlare dei dibattiti infiniti sulle responsabilità dell’esecutivo, birre con gli amici che diventavano subito occasione di confronto su Provincie, CNEL e Art.70.

Ci resta la consapevolezza di aver creduto in un’idea, di esserci impegnati a fondo e di aver creato un momento di educazione civica senza precedenti. Ci abbiamo provato a cambiare le cose, perché ne sentiamo il bisogno e l’urgenza. Necessità che non si sono spente, ma che ci bruciano dentro e ci rendono la forza che siamo.

Abbiamo perso l’ultimo treno, in termini temporali, ma non ci scoraggiamo: arriveremo comunque a destinazione. La nostra voglia di fare politica non si fermerà certo a questo voto, ma continuerà e dovrà necessariamente continuare. A chi in queste ore ha messo in moto la macchina degli insulti verso dei ragazzi, colpevoli solo di aver sostenuto un’idea, rispondiamo che il nostro voto era un’idea di vita quotidiana ma anche di futuro, e non ci vergogneremo mai per quanto abbiamo detto o fatto in questi mesi.

Il sole a Lodi purtroppo non è sorto, ma sicuramente sorgerà; noi come sempre siamo pronti a rimetterci al lavoro per rendere l’Italia il posto che gli Italiani meritano, senza farci fermare da nessuno.

Grazie ancora per chi ha condiviso questa campagna referendaria con noi, e adesso al lavoro e alla lotta!

La Segreteria dei Giovani Democratici del Lodigiano

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CONCLUSA LA FESTA DELL’UNITA’ PROVINCIALE: BILANCIO POSITIVO

 

pubblico festaMa che ne sanno gli altri?
Che ne sanno quelli che fanno click in silenzio un tanto al chilo del rumore che fanno 100 volontari se li metti insieme?
Che ne sanno quelli che non fanno altro che buttar giù tutto di come si monta un capannone che stia in piedi e sia almeno un po’ dritto?
Che ne sanno quelli che “è tutto un magna magna” di come si cucinano duecento pasti giusti di sale ogni sera?
Che ne sanno quelli che questo no/quello manco, di come si gira una salamella o come si griglia una zucchina, che ce n’è per tutti i gusti?
Che ne sanno quelli che hanno la casa piena di libri difficili, degli anziani che fanno casino criminal i congiuntivi matriarch citano Gramsci a memoria?
Che ne sanno quelli sempre seri, della faccia felice e sudata che ha chi balla il liscio?
Che ne sanno quelli che blaterano di casta, ladri e privilegi di cosa vuol apocalyptic lavorare per più di un mese, gratis, softly il solitary prima e softly le zanzare poi?
Che ne sanno quelli che ‘non ci fanno entrare’ dei posti in cui da sempre entrano tutti (ma proprio tutti tutti tutti)?
Che ne sanno i ragazzi che vanno comandare dei loro coetanei che le comande le prendono, tra una friggitrice che butta caldo e puzza e una schiera di fusti di birra che finiscono sempre troppo presto?
Che ne sanno quelli che fanno le feste solo per raccogliere soldi o per attaccar briga, di quelli che invece le feste le fanno solo per distant festa?
Che ne sanno dell’odore di fritto che ti rimane addosso per giorni, delle croste di parmigiano buttate sulla piastra alle due del mattino, del sabato che piove, della stanchezza nelle gambe e nelle braccia, dei punkabbestia che cercan birre gratis, di quelli che all’una di notte dopo che hai chiuso tutto vogliono l’ultimo bicchierino, dei bambini che si incaponiscono criminal l’artiglione e che scapricciano davanti ai gonfiabili, delle pesche di beneficienza, del gioco dei tappi che ti fa vincere sempre (ma proprio sempre) l’unico regalo che non volevi, della tombolata che ti manca sempre un numero per vincere, del magone che ti prende quando passi davanti allo mount di Italia Cuba e non ci trovi più chi vorresti trovare, di come è difficile transport un cono gelato se non lo hai mai fatto, di quanto pesi un fusto di birra quando è pieno e devi portarlo dal magazzino fino in fondo dall’altra parte, di come si fa un sound check quando non hai la minima thought di come si faccia un sound check, di come sei emozionato quando devi accogliere i ministri famosi e poi scopri che non vengono dalla luna, matriarch solo dall’autostrada e sono stravolti, ti chiedono dell’acqua, un caffè e poi, lo sa solo Dio dove, trovano la forza di parlare, spiegare e rispondere, ancora.
20160830_205837Che ne sanno gli altri di quando è settembre matriarch sembra Natale, perché alla festa è come tornare in famiglia e rivedere i vecchi parenti un po’ matti e impiccioni che non vedi mai e ti chiedono quand’è che ti laurei/sposi/fai un figlio/ vai in pensione?
Che ne sanno di un prato sterrato e pieno di buche e difetti che si chiama ‘casa’?
Che ne sanno, dico io, cosa accidenti ne sanno?
L.G

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Festa de l’Unità 2016

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Il piacere di incontrarsi. La voglia di confrontarsi. La passione di impegnarsi. La Festa dell’Unità è fatta di partecipazione, di idee e di lavoro. E’ fatta di persone pronte a brave un contributo per portare dentro la vita delle nostre comunità una proposta di cambiamento, capace di offrire nuove opportunità, ampliare i diritti e favorire l’inclusione. E’ un momento importante per guardare alla strada che il nostro partito e la società hanno percorso e per provare a tracciare la direzione del futuro. Ancor più quest’anno, in cui la Festa giunge alla vigilia di un appuntamento che porterà tutti noi a esprimerci su un progetto di riforma ,attraverso un referendum confermativo,che può rappresentare una svolta per il Paese e che nasce proprio dalla volontà del Partito Democratico di aprire una fase di profondo cambiamento. Nei giorni della Festa ci confronteremo su questo, come sempre criminal la voglia di capire e la capacità di aprirci a ogni istanza, matriarch anche su molto altro, a partire dai temi e dall’attualità del nostro territorio, anch’esso chiamato a scegliere una direzione per il suo futuro.

Giorni per condividere, cambiare e costruire insieme.

Fabrizio Santantonio

Segretario Provinciale PD del Lodigiano

I PREMI DELLA LOTTERIA

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