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Campagna “L’Italia sono anch’io” il sostegno del PD alla campagna

La scelta del Sindaco di Lecco Virginio Brivio di essere il primo firmatario (15 novembre 2011) in Città della campagna “L’Italia sono anch’io” è per il Partito Democratico una grande soddisfazione e un esempio importante per i comuni della Provincia e dell’intero Paese.

Le due proposte di legge di iniziativa popolare promosse con la Campagna nazionale prevedono che i bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari possano essere cittadini italiani e il diritto elettorale amministrativo ai lavoratori stranieri regolarmente presenti in Italia da cinque anni.

Tale iniziativa sta trovando un consenso importante in tutto il territorio nazionale, non solo è significativo il numero di associazioni che hanno dato vita alla Campagna, ma soprattutto è da constatare il dibattito che si sta sviluppando con serietà sui temi complessi e urgenti come l’integrazione e il diritto al voto anche nel nostro territorio. E proprio oggi il capo dello stato Napolitano ha chiaramente dichiarato che non è più ammissibile negare la cittadinanza ai bambini che nascono nel nostro Paese.

Il PD è sempre stato attento ai processi di integrazione delle persone non italiane e al riconoscimento dei loro diritti nella prospettiva di una cittadinanza attiva e responsabile. Il Forum Immigrazione della Federazione Provinciale del PD lavora avendo a cuore questi temi, promuovendo un dialogo che cerca di sviluppare sinergie tra associazioni, enti pubblici, buone pratiche. Con questo metodo di lavoro il Forum organizzerà a Lecco in data sabato 17 dicembre pomeriggio un incontro di approfondimento e confronto dal titolo “Nuovi Italiani. Partecipazione e Responsabilità” che vedrà coinvolti rappresentanti delle istituzioni pubbliche e delle associazioni di immigranti, ma non solo. Si tratta di un convegno di carattere regionale – organizzato insieme al Forum Immigrazione della Federazione Provinciale del PD di Como – che vuole essere un’occasione preziosa di incontro e riflessione a cui la politica non può e non deve sottrarsi.

La firma del Sindaco di Lecco rappresenta quindi una scelta politica precisa in totale discontinuità con le precedenti amministazioni, un segnale di civiltà di un Comune che non si limita a parlare di accoglienza, ma si impegna a garantire ad ogni persona i propri diritti, face
ndo di Lecco una Città aperta, interculturale, internazionale accettando quei nuovi scenari sociali e societari che sono già storia.

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Attenti ai cannibali

Anzitutto pochi dati:in materia di rifugiati ( cioè fuggitivi da situazioni di guerra, persecuzione e rivolgimenti politici) la Germania ne accoglie  oggi più di  7 ogni 1000 abitanti, la Gran Bretagna ben oltre 4, e così pure Svezia ed Olanda, l’Italia 1.

Nel 2010 la Germania ha accolto più di 48.000 rifugiati, la Francia, con cui il nostro governo si sta scontrando, ne ha accolti 51.000.   Si potrebbe ipotizzare che se venisse accolta l’apertura delle frontiere alla circolazione dei rifugiati su cui tanto insiste il governo Berlusconi-Bossi, gli altri Paesi ne trarrebbero un potenziale vantaggio se non fosse che nessun rifugiato desidera trasferirsi nel nostro Paese.   Ultimo dato: la libertà di circolazione prevista dal Trattato di Schengen vale per i cittadini dei Paesi dell’Unione e non per gli immigrati.   Il nostro Governo invoca allora la direttiva 55 sulla protezione temporanea per gli afflussi massicci di persone in fuga, ma allora occorreva trovare un accordo con gli altri Stati dell’Unione prima e non dopo aver deciso la concessione dei permessi temporanei.   Insomma la grave questione dei flussi migratori non sembra essere discussa ed affrontata sulla base di dati dal governo Berlusconi Bossi, ma piuttosto sulla base di interpretazioni emotive da usare per fini interni, fomentando le paure dell’opinione pubblica.   Ed infatti non v’è casa , strada od ambiente di lavoro ove questo non sia divenuto argomento di quotidiana preoccupazione, e non dovrebbe.   Allora due considerazioni. La prima. Ciò che effettivamente manca da parte dell’Europa è un atteggiamento comune non solo sul caso singolo dell’Italia ma sul problema della migrazione emergenziale nel suo insieme. La prova sta nel caso della guerra civile libica: nel momento in cui gli Usa hanno deciso per una linea di relativo disimpegno non è subentrata una politica europea, ma l’iniziativa di alcuni singoli Stati ( Francia e Gran Bretagna) che ha reso ancor più palpabile l’impressione di una conflittualità di interessi fra Paesi Ue . Quindi, con sempre maggior forza sosteniamo l’ineluttabile necessità di una politica estera che tuteli gli interessi economici e demografici europei nel loro insieme, in un quadro di cooperazione e non di conflitto con il resto del Mondo.   La seconda. Va smascherata la condotta del Governo attuale, basata sulla prassi del cannibalismo politico. Prassi  per cui anche le istituzioni ed i valori politici di fondo degli ultimi sessant’anni vengono trascinati nella lotta politica per la propria sopravvivenza. L’attacco condotto in simultanea da Berlusconi e Maroni all’Europa fomenta le paure  per farsene scudo e scaricare le proprie responsabilità su un soggetto esterno, l’Europa appunto, e catalizzare il consenso dell’opinione pubblica più smarrita.   Conclusione. Il cannibalismo politico è contagioso perché può essere elettoralmente utile. Oggi Berlusconi e Bossi in Italia , Marie Le Pen in Francia, ma quante altre idre della xenofobia populista si aggirano per l’Europa? Allora la risposta non può essere lasciata alle forze slegate dei singoli Paesi,  alla marea montante  della paura si risponde con grandi strategie e non con piccoli muri di contenimento. Occorre unire in una proposta unitaria tutte le forze riformatrici e democratiche d’Europa, in un disegno comune di rilancio della nostra società e del progetto Europeo Federalista.

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