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FRAGOMELI:L’IMU RIMANGA AI COMUNI PER FINANZIARE SERVIZI E OPERE

“Il nostro pensiero sull’IMU è chiaro: una tassa locale i cui introiti devono restare sul territorio per pagare le imprese, finanziare le opere pubbliche e i servizi ai cittadini.”

E’ perentorio Gian Mario Fragomeli, responsabile Enti Locali del P.D. lecchese  sul tema che in queste ultime settimane sta infiammando il dibattito politico nazionale e locale, dopo l’ultimo allarme in ordine di tempo lanciato negli scorsi giorni dai CAF sul caos relativo alle aliquote IMU.

“Possibile che tutti abbiano titolo a parlare di IMU, salvo i diretti destinatari, I COMUNI?!

Le variazioni approvate ieri in Senato attraverso l’emendamento presentato dai relatori in commissione ne è l’ulteriore prova: grazie  all’intervento dei CAF il cittadino pagherà in base alle aliquote base la prima tranche del 50% nel mese di giugno e, sulla base del gettito, lo Stato valuterà in un secondo tempo se rivedere nuovamente aliquote e detrazione per il saldo del mese di dicembre”

I comuni si troveranno dunque a vivere una situazione di totale incertezza nella quale la loro voce in capitolo è praticamente annullata.

Le ricadute sono principalmente due:

  • l’impossibilità di predisporre i bilanci o meglio di farli quadrare entro il 30 giugno, in quanto i Comuni già piegati dai tagli dei trasferimenti, si trovano senza le risorse per poter garantire ai propri cittadini i livelli minimi di servizi.
  • In second’ordine c’è una questione “etica”: lo stato trattiene il 50% dell’IMU (esclusa la 1^ casa)  e fa pesare esclusivamente sui Comuni la responsabilità dei quasi certi aumenti delle aliquote a fine anno!

Nessuno vuole esimersi, in una situazione critica come quella attuale, da dare il proprio contributo per il risanamento dei conti pubblici, ma si vuole altrettanto porre un limite al continuo ricorso alle risorse delle autonomie locali per fare cassa.

La presa di posizione dell’ANCI su questo tema è pienamente condivisibile, un scontro fra i livelli di Governo del Paese non ha senso, si cerchi invece di arrivare ad una soluzione condivisa che operi il risanamento ma che nello stesso tempo tuteli l’autonomia e il funzionamento dei comuni italiani

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Tagli e privilegi:Lega se (ancora) ci sei batti un colpo

Ebbene sì, inizio a credere che nei palazzi romani sia sempre primavera o forse semplicemente l'inverno duri poco. Così mentre noi piccoli comuni siamo "sotto zero" rispetto alle risorse finanziarie e restiamo in attesa che il tanto annunciato federalismo municipale trovi concretizzazione, leggo dell'approvazione di un emendamento al DL MILLEPROROGHE da parte della maggioranza parlamentare di centrodestra (presentato dal senatore Cutrufo del popolo della libertà) che ha dell'incredibile. Il testo - intitolato "disposizioni in materia di composizione dell'Assemblea capitolina" - prevede il passaggio da da 12 a 15 i membri di Giunta delle città con più di un milione di abitanti. In barba alla riduzione dei costi della politica e al contenimento della spesa pubblica che si chiede a quasi tutto il sistema-Italia, si decide che Roma è e rimane la città eterna anche sotto qualche altro punto di vista (!) Il Sindaco Alemanno certamente ringrazierà e avrà qualche problema in meno nella ricostituzione della nuova Giunta allargata alla destra di Storace e noi? Noi intanto dalla fredda Brianza aspettiamo che una forza come la Lega - rievocando i suoi moti storici - batta un colpo se ne ha ancora la forza..... Cordialmente 

Gian Mario Fragomeli, Sindaco di Cassago B.za

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Alla faccia del Federalismo

Martedì 25 gennaio 2011 alle ore 20.45 a Sirone (Sala Civica presso “Casa Corbetta”, Via Garibaldi 3) si terrà un incontro pubblico – promosso dal Circolo di Garbagnate Monastero, Molteno e Sirone del Partito Democratico di Lecco – sul tema “ALLA FACCIA DEL FEDERALISMO: SOLO TAGLI E IMPOSIZIONI”.

Relatori della serata saranno:

- VIRGINIO BRIVIO, Sindaco di Lecco: “I Comuni strozzati da Tremonti e dalla Lega: come far quadrare i conti ?”

- GIAN MARIO FRAGOMELI, Sindaco di Cassago Brianza: “I tagli al trasporto pubblico e l’aumento dei biglietti: tutti in macchina ?”

- AMBROGIO SALA, Coordinatore del Forum Sanità e Sociale: “I tagli al comparto socio assistenziale: quali conseguenze per le famiglie ?”

La serata vuole essere un’occasione per riflettere e confrontarsi sul tema dei tagli del Governo (tutti votati e approvati della LEGA … “alla faccia del federalismo” appunto) agli Enti Locali, ai trasporti pubblici, alla sanità e alle politiche sociali. Tralasciando in questa occasione – non certo per importanza – i tagli alla scuola, all’università, alla cultura …

Un solo esempio: nel 2011 arriveranno 4 milioni di euro in meno ai Comuni lecchesi con più di 5.000 abitanti, che per Lecco significa meno 1 milione e 300 mila euro (a questi tagli si aggiungono quelli dei trasferimenti da parte della Regione). E come dice l’Assessore al Bilancio del Comune di Lecco: “Il federalismo è uno specchietto per le allodole. A Lecco non arriverà un centesimo in più, né quest’anno né nei prossimi tre anni. Il federalismo è ancora una bella favola”.

E così “il rigore padano mette in crisi i Comuni virtuosi”. Una Lega che dal lunedì al venerdì vota sì a tutto e che nel weekend diventa il più grande partito di opposizione: un bel mistero che cercheremo di smascherare con gli autorevoli relatori dell’incontro.

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Federalismo,finanza locale,patto di stabilità

La proposta di attuazione del federalismo fiscale è stata apprezzata dal Partito Democratico che non ha ostacolato l’approvazione della legge delega n. 42 del 2009, ma che, insieme ad altri gruppi di opposizione, ha contribuito a scriverla in Parlamento.

A poco meno di sei mesi dalla scadenza della delega, e tenuto conto dei novanta giorni necessari per il parere della Conferenza unificata e della Commissione sugli schemi di decreti attuativi, lo stato di attuazione della legge n. 42 del2009 è di per sé allarmante. Lo è ancor di più se si osserva che tra le norme non attuate, o attuate solo parzialmente, vi sono quelle che qualificano maggiormente la legge.

Se poi si tiene poi conto dell’attuale situazione di estrema precarietà politica della maggioranza e del Governo che ne è espressione, è ragionevolmente prevedibile che la legge non possa essere completamente attuata nei tempi stabiliti dalla delega.

Siamo molto vicini ad un vero e proprio tradimento dello spirito e della lettera della legge 42 sul federalismo fiscale.  Finora il Governo non ha saputo affrontare i temi più importanti che derivano dalla sua piena e coerente attuazione, con il rischio che le innovazioni e le garanzie, pur contenute nella legge, restino lettera morta.

Il Partito Democratico vuole evitare che questo accada, perché la mancata attuazione della legge sul federalismo fiscale, o una sua attuazione parziale e superficiale, dettata solo da esigenze propagandistiche, sarebbe un grave danno per il Paese.

Per questo il PD, attraverso il proprio Gruppo della Commissione parlamentare per il federalismo fiscale, avanzerà proprie proposte, come ha cominciato a fare sul decreto relativo ai fabbisogni standard degli enti locali, da discutere con gli altri gruppi parlamentari presenti in Commissione, per una piena e coerente attuazione della legge n. 42 del 2009.

Oltre alla grave contraddizione che emerge da questa vicenda tra gli enunciati propagandistici e i comportamenti concreti, si rilevano altre conferme della non volontà di questa maggioranza governativa e della Lega verso l’attuazione del federalismo che dovrebbe ampliare l’autonomia  e la diretta responsabilità degli Enti locali.

L’inasprimento dei vincoli del patto di stabilità, infatti, non solo riduce l’autonomia degli Enti locali nelle loro decisioni di spesa, ma risulta una misura punitiva nei confronti dei buoni amministratori che hanno tenuto a posto i propri bilanci, a vantaggio dei meno buoni che si sono indebitati oltre misura: i primi sono costretti a non spendere per garantire i debiti dei secondi.

Da ultimo i pesanti tagli a trasferimenti statali, soprattutto nel campo del sociale, costringono comuni. Province e regioni a tagliare i servizi e ad aumentare le tariffe attraverso le quali si mettono le mani nelle tasche dei contribuenti in modo iniquo.

E tutto questo accade mentre lo Stato aumenta le proprie spese correnti e aumenta il debito pubblico.

I nostri comuni sono costretti ad affidarsi al volontariato anche per lo svolgimento di compiti istituzionali. A Roma e a Palermo, invece, attraverso le aziende comunali, si assumono allegramente centinaia di persone amici degli amici e per Roma, Palermo, Catania, Napoli, Reggio Calabria il Governo, con la benedizione della Lega, trova milioni di euro per ripianare i bilanci disastrati.

Ercole Redaelli, Segretario PD lecco

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