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Lo stato dei presidi ospedalieri pubblici e privati accreditati e sul futuro stesso dell’A.O. Lecco

Per dare un  contributo di riflessione, il Forum Sanità e Sociale del P.D. di Lecco,ha preparato un documento che contiene una prima lettura dei dati relativi ai ricoveri dell’anno 2009, pubblicati dalla Regione agli inizi di ottobre del 2010. E’ un documento “aperto”, nel senso che i membri del Forum che non sono solo iscritti, né solo operatori, ma cittadini anche con opinioni diverse dal PD, possono portare osservazioni, letture alternative. Alcune sono già arrivate, altre arriveranno. La prossima riunione del Forum si terrà giovedì 20 gennaio alle ore 21 presso la nostra sede provinciale a Lecco. Ecco le riflessioni finali:

  • Innanzitutto va preso atto che le cliniche private accreditate della nostra ASL sono, per la prima volta, un potenziale concorrente dell’Azienda Ospedaliera e, più marcatamente, del Manzoni di Lecco. Da rilevare il marcato sviluppo della Clinica Mangioni, presidio per acuti, che presenta parametri positivi, in alcuni casi molto positivi, in tutti i settori esaminati. Va sottolineato che la nuova proprietà (il quinto gruppo privato italiano) ha cambiato modo di porsi rispetto all’utenza.  Ha teso ad “accaparrarsi” i ricoveri non urgenti, quelli che i nostri ospedali pubblici non prendono. Sta mutando, altresì, la propria utenza attraendo pazienti anche da altre ASL, cosa che, nel passato, non avveniva.
  • L’Azienda Ospedaliera è come se fosse in una fase di stallo. Va complessivamente bene la parte riabilitativa, fatica sugli acuti. Nei ricoveri per acuti sopra un giorno, ad esempio, nel quinquennio perde il 6,46%, soprattutto al Manzoni (7,06%) e, nel 2009, è ferma, ma con i due presidi per acuti che indicano risultati completamente divaricanti: -1,72% il Manzoni e +3,17% il Mandic. Se il Mandic, con l’apertura avvenuta in questi giorni del nuovo ospedale di Vimercate dovesse “cedere utenti” soprattutto dal Casatese e dall’estremo sud del Meratese, potrebbe aprirsi una discussione sull’esistenza di un’Azienda autonoma del solo Lecchese. Con i tagli statali alle Regioni ed alla sanità (personale, farmaci ed edilizia sanitaria) tutte le regioni si apprestano a “razionalizzare” e, quindi, a “sforbiciate” sui livelli istituzionali. Come esempio ricordo che la Regione Marche ha mantenuto in vita una sola ASL in tutta la Regione e la gestisce direttamente l’Assessorato. Ricordo che nelle ASL marchigiane c’erano anche gli ospedali!

Questa seconda riflessione è la conferma di un precedente documento del P.D. provinciale del 9 giugno 2010 in cui si sottolineava “il rischio che l’organizzazione sanitaria lecchese, in mancanza di una strategia e di scelte precise che ne individuino e valorizzino le peculiarità che la rendono competitiva, si sfaldi a favore più forti ubicati nelle vicinanze.”

Rispetto, però, ai tre anni fa c’è un nuovo Piano Socio Sanitario, per la verità sinora non finanziato, che indica una strada molto diversa rispetto al passato. Indica lo sviluppo della medicina territoriale. Questo implica il coinvolgimento di tutti gli attori pubblici e privati, soprattutto in tempo di crisi economica e di tagli statali a tutte le autonomie locali. Nel documento dei democratici, prima citato, si proponeva per la nostra Provincia “la sperimentazione di un modello sanitario ….. innovativo rispetto all’attuale organizzazione sanitaria, che riconosca il ruolo degli enti territoriale e che punti al decentramento di servizi dell’Azienda Ospedaliera al territorio, anche nella logica di diminuire i costi”.

In questa logica anche l’ASL ha un ruolo, non solo vagamente programmatorio e di ufficiale pagatore, ma deve essere, come vuole la legge regionale 31/97 ed anche il nuovo Piano Socio Sanitario, l’Ente che convoca il tavolo per discutere e mettere insieme le sinergie. Sinora non è accaduto. Oggi spero che il nuovo Direttore Generale voglia farlo.

E’ una sfida anche per i Comuni che dovranno conoscere per decidere insieme.

Concludendo, sull’ospedale di Merate le attrezzature devono essere messe a disposizione del territorio soprattutto per lo sviluppo della medicina specialistica che è una risposta al territorio. Va riconfermata la scelta di un direttore di presidio con le caratteristiche da voi delineate. Con i cambiamenti in corso la conoscenza del territorio è fondamentale. Vedremo tra qualche mese come sarà andato il 2010 per il Mandic. Infatti, professionisti molto “gettonati” se ne sono andati. Allora si capirà anche come sarà l’apertura di Vimercate.

Approfondiremo più avanti, magari in occasione del documento di programmazione per il 2012, come intervenire su assistenza domiciliare, posti letto intermedi, medici di base e rapporti con le strutture comunali. Sono argomenti che per un territorio come quello Meratese sono cruciali insieme al rafforzamento del Mandic. Il punto comunque è il dialogo tra tutte le parti interessate a non scaricare sulle famiglie i soggetti in difficoltà.

Ambrogio Sala – Responsabile Forum Sanità PD

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Incontro con Livia Turco

Lunedì 25 ottobre alle ore 15,00 presso il Centro Sociale di Germanedo in via dell’Eremo a Lecco la già Ministro della Sanità interverrà per partecipare al dibattito che illustrerà la precaria situazione in cui versano le strutture socio sanitarie della nostra provincia dopo i tagli regionali alle politiche sociali del 2010 e gli ulteriori tagli alla Sanità (550 milioni) e l’azzeramento dei fondi sia delle politiche sociali che per la non autosufficienza previsti per il 2011.
L’arrivo di Livia Turco sarà anche l’occasione per visitare due importanti strutture del nostro territorio :l’Hospice “il Nespolo” di Airuno che fornisce assistenza ai malati terminali e l’Ospedale Manzoni di Lecco con la visita ad alcuni reparti del complesso

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