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Il Ministro Delrio a Lecco

Lunedì, 1 luglio, il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, On. Graziano Delrio, è intervenuto al secondo appuntamento del ciclo di conferenze “Parlamento e Territorio”. Questa serie di convegni, ideati e promossi dall’On. Gian Mario Fragomeli, sono pensati per offrire un contributo sostanziale alla costruzione di un rapporto sempre più diretto tra Territorio e Governo Nazionale. L’incontro pubblico, tenutosi nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale di Lecco, è stato preceduto da una riunione ristretta che ha avuto luogo nella sede della Camera di Commercio, ed alla quale hanno partecipato Sindacati e rappresentanti delle Associazioni di Categoria del Lecchese.
Nel corso di questo primo colloquio, il Ministro Delrio ha accolto le istanze delle rappresentanze locali che non hanno perciò mancato di esporre una serie di richieste molto precise e puntuali.
Tema principale degli interventi è stata l’assoluta necessità di ridare impulso all’economia del Territorio, che – nell’ambito delle competenze del Ministro Delrio – deve intendersi come una richiesta di chiarificazione delle disposizioni normative, uno snellimento della burocrazia ed una razionalizzazione degli Enti Intermedi. Altri argomenti proposti sono stati la richiesta di attenzione alla questione del disagio sociale – conseguente lo stato di profonda crisi del settore manifatturiero lecchese; la perdita di competitività delle imprese a seguito della lentezza e della sovrapposizione di normative e, non ultima, la necessità di concentrarsi sui tagli agli sprechi. Nel rispondere, il Ministro ha ribadito che, data l’esperienza vissuta come amministratore locale, è perfettamente conscio di come sia fondamentale riuscire a “cambiare passo”; riferendosi quindi alla recente uscita dell’Italia dalla procedura di deficit, ha immediatamente indicato alcuni elementi positivi che ne sono diretta conseguenza: lo sblocco dei pagamenti alle imprese, la disponibilità di capitali da utilizzare per ridare accesso al credito ed il posizionamento di un adeguato fondo di garanzia. Ha affermato poi di condividere in pieno l’idea secondo cui la Pubblica Amministrazione debba, necessariamente, velocizzarsi e semplificarsi – anche attraverso un deciso processo di informatizzazione. Sempre sul tema del lavoro ha quindi ribadito la volontà di volersi concentrare soprattutto sugli interventi di manutenzione e non unicamente su quelli di emergenza, ricorrendo anche a una serie di fondi europei – troppo spesso lasciati inutilizzati – e ad una incentivazione alle ristrutturazioni soprattutto nell’ambito del risparmio energetico. Ha continuato infine specificando che la riforma degli Enti Locali non sarà “altra burocrazia che va ad aggiungersi a quella già esistente” ma che, al contrario, l’avvicinamento dei livelli di governo è stato pensato esclusivamente nell’ambito di un aumento della produttività: le funzioni amministrative saranno lasciate ai Comuni ribadendo come quelli più piccoli non dovranno essere costretti a “sparire” ma saranno invece incentivati ad “unirsi” tra loro al fine di poter funzionare meglio e con maggiore efficienza. Terminato l’incontro in Camera di Commercio, il Ministro ha raggiunto la Sala Consiliare di Palazzo Bovara, dove ha potuto incontrare Sindaci e Amministratori del Territorio. La discussione ha preso avvio con l’introduzione dell’On. Fragomeli, il quale ha immediatamente messo in evidenza quelle che sarebbero state poi le principali richieste avanzate dai Sindaci presenti in sala. Dopo aver sottolineato come gli interventi normativi messi in atto dal governo che ha preceduto l’attuale, abbiano avuto un carattere fondamentalmente “punitivo” e siano stati applicati in maniera “non ben ponderata”, ha avanzato alcune fondamentali istanze: le problematiche legate alle società partecipate, la questione della trasparenza dell’amministrazione e le difficoltà della gestione associata. A seguire, il Sindaco di Lecco, Virginio Brivio, si è rivolto al Ministro chiedendo che venga tenuto in considerazione il principio costituzionale delle pari dignità, evidenziando come non debba esserci necessariamente una contrapposizione tra risanamento dei conti pubblici, recupero di efficienza degli Enti Locali e sviluppo economico. Infine, alle parole del Presidente della Provincia, Daniele Nava – che ha posto l’accento sulla grave situazione in cui versano i fondi per la spesa corrente della Provincia di Lecco – sono seguiti il saluto ed i ringraziamenti al Ministro Delrio da parte dell’On. Veronica Tentori e del Prefetto di Lecco, Dott.ssa Bellomo. Tra le puntuali richieste rivolte al Ministro da parte dei Sindaci che hanno preso la parola, ampio spazio hanno avuto le domande relative alla revisione del patto di stabilità, alla mancanza di risorse che pregiudica la tenuta del welfare sul territorio, il tetto di indebitamento, l’obbligo di far fronte a mutui accesi per l’esecuzione di opere che però non vengono messe in cantiere e la questione della mancanza di liquidità per i comuni “virtuosi” che hanno già fatto fronte al pagamento dei fornitori. I Sindaci, stante la situazione attuale, si dicono poi estremamente preoccupati nel merito dei tempi relativi all’approvazione dei bilanci 2014, alle questioni legate alla programmazione, alla rappresentanza ed alla incertezza della comunicazione riguardante IMU e Tares, nonché sulla necessità di essere messi in condizione di poter utilizzare le risorse che spettano loro senza d’altra parte pretenderne di ulteriori. Ha chiuso la sequenza di interventi il Presidente di Anci Lombardia, Attilio Fontana, ribadendo la richiesta di risposte certe riguardo la questione dell’approvazione dei bilanci ed auspicando maggiore considerazione per la dignità degli Enti Locali e per il lavoro prestato dagli amministratori nel cercare di preservare quanto più possibile i servizi al Cittadino, pur con tutte le difficoltà del momento. Ampie le argomentazioni fornite in risposta dal Ministro che ha esordito affermando come “questo Paese abbia ora bisogno di dirsi la verità” ed ammettendo di essere oltremodo convinto che “Spending Review e Patto di stabilità, così come sono, non vanno assolutamente bene” e che “il vero stimolo alla ripresa non risieda tanto nella decontabilizzazione, quanto nella riduzione del Patto di stabilità che andremo a proporre a settembre”. Da qui perciò la proposta di una prossima revisione dei criteri di gestione che ricorra alla logica del fabbisogno standard, concentrandosi quindi sulla questione del federalismo in opposizione ad una stagione di “assoluto centralismo”. Il Ministro ha proseguito dichiarando di essere intenzionato a liberare risorse per interventi di messa in sicurezza – individuando di conseguenza quelli di maggior stimolo all’economia del Territorio – e puntualizzando come la spesa in conto capitale, anche se immediatamente conteggiata dall’Unione Europea, dovrà necessariamente essere aumentata. “Essendo infatti usciti dalla procedura di infrazione”, ha continuato, “abbiamo 12-13 miliardi di euro da spendere in conto capitale, ed è nostra precisa intenzione utilizzarli l’anno prossimo”. Nell’ambito della questione riguardante le società partecipate, ribadisce poi come sia stata fatta una “proroga” che ne accompagni la liquidazione seguendone con attenzione il percorso: “il decreto che ne stabiliva la chiusura, necessitava una serie di ricognizioni che, a distanza di un anno, non erano ancora state eseguite e non aveva perciò senso depauperare il patrimonio delle comunità locali senza un motivo fondato”. Il Ministro si è quindi espresso, più specificatamente, nel merito della riforma degli Enti Locali, affermando come la volontà sia quella di diminuire i livelli di governo al fine di aumentarne in maniera sostanziale l’efficienza, proprio laddove la sua mancanza è causa dell’aumento smisurato dei costi e del taglio di risorse. “Garantendo l’autonomia amministrativa dei Sindaci, dobbiamo fare in modo che essi possano agire direttamente all’interno dell’area vasta, lavorando in collaborazione con la Regione. Sappiamo che il problema della spesa non sta nei piccoli comuni e nel loro numero, tuttavia la loro unione deve essere il mezzo per trovare ‘la giusta misura’ che permetta loro di funzionare in maniera sempre più efficiente”. Riguardo il tema dell’eliminazione delle province poi, conferma che saranno abolite “non con un decreto legge ma attraverso una riforma costituzionale elaborata dai ‘saggi’. Il mio dicastero si limiterà unicamente ad un atto ordinamentale, rivolto in direzione delle aree vaste in cui le province verranno inquadrate come enti di secondo livello”. Dopo avere riaffermato l’impegno a far ripartire l’economia anche attraverso il ricorso alle “piccole opere” gestite, con indipendenza decisionale, dai Comuni, il Ministro Delrio ha ricordato poi come il nostro Paese sia diventato “grande” quando “dalla fine del Medio Evo in avanti, all’epoca dei primi Comuni, ha trasformato il concetto di autonomia in una vera e propria risorsa per lo sviluppo del territorio”. Ha quindi concluso il suo intervento dando una tempistica precisa riguardo i prossimi obiettivi: “entro agosto metteremo in atto la piena separazione delle competenze tributarie, stabiliremo la ridefinizione del concetto di casa di lusso – fermo restando il valore assoluto del concetto di casa per la famiglia italiana – e dando ai comuni maggiori certezze riguardo la questione della programmazione”. Alla riunione ristretta hanno partecipato i rappresentanti di A.N.C.E., A.P.I., Camera di Commercio di Lecco, Compagnia delle Opere, C.N.A., Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, Lariodesk ed i Segretari Provinciali di CGIL e CISL. Alla conferenza pubblica sono intervenuti oltre quaranta rappresentanti dei Comuni della Provincia di Lecco e diversi esponenti del Consiglio Regionale e di quello Provinciale. Un doveroso ringraziamento va al Ministro Delrio, al Sindaco di Lecco, al Presidente della Camera di Commercio di Lecco, Dr. Vico Valassi e a tutti gli Amministratori e rappresentanti di categoria intervenuti al convegno.

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Festa Democratica di Lecco

Come tutti gli anni a giugno parte la Festa Democratica di Rancio. Quest’anno, in accordo con il Circolo Libero Pensiero, abbiamo voluto dare alla Festa una dimensione più cittadina. Sarà quindi la Festa del PD della Città di Lecco.
All’interno del programma, molto ricco, troverete serate politiche, con la partecipazione di rappresentanti locali, regionali e nazionali, serate di cultura e di approfondimento, concerti di ogni genere musicale e spettacoli teatrali.
La Festa, per i suoi contenuti e la sua tradizione, sarà un sicuro riferimento anche per il territorio provinciale con particolare riferimento al circondario lecchese.

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Elezioni amministrative a Calolziocorte

Si avvicina l’appuntamento elettorale per il rinnovo dell’Amministrazione comunale di
Calolziocorte, domenica 26 e lunedì 27 maggio prossimi.
Dopo la positiva esperienza delle Primarie, la coalizione di centrosinistra ti invita a essere
nuovamente parte attiva del cambiamento proponendoti un’utile occasione di partecipazione,
attraverso una assemblea aperta:
sabato 13 aprile alle ore 10
presso la Sala civica, in via Galli (zona stazione) avremo il piacere di presentarti il nostro
candidato Sindaco Cesare Valsecchi e l’opportunità di ascoltare le tue proposte, osservazioni,
confrontare insieme le idee per la nostra Città.

Luca Valsecchi – Circolo PD Calolziocorte

Eleonora Rota – Coordinamento provinciale SEL

visualizza il sito : www.pattocivicocalolziocorte.it

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Il Ministro Profumo alla Festa Democratica

venerdì 7 settembre (ore 21.00) il Ministro dell’Istruzione e dell’Università Francesco Profumo interverrà alla Festa Democratica di Osnago.

La serata, intitolata “Università e ripresa economica”, sarà introdotta da Maurizio Martina, Segretario regionale del PD.

Sul palco, per la discussione insieme al Ministro, insieme al Sen. Antonio Rusconi ci sarà il Prof. Giovanni Azzone, Rettore Politecnico Milano e dunque riferimento autorevolissimo anche per le prospettive della nuova sede di Lecco.

Si tratta di un appuntamento estremamente importante anche perché posto alla vigilia dell’inaugurazione della nuova sede del Politecnico di Lecco e con la consapevolezza che, come accaduto recentemente in Germania, la ripresa economica non può prescindere da un investimento forte sul sapere e sulla ricerca. Infatti, non è secondaria la considerazione che il Ministro Profumo, prima di rivestire questo ruolo, è stato Rettore del Politecnico di Torino e Presidente del CNR.

 

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Inaugurata la Festa Democratica Interprovinciale

È stata inaugurata ieri sera (giovedì 30 agosto) la terza edizione della Festa Democratica Interprovinciale di Osnago promossa dalle Federazioni Provinciali PD di Lecco e Monza-Brianza. Significativi i saluti istituzionali che hanno visto il Sindaco di Osnago Paolo Strina – commentando positivamente l’arrivo della pioggia, attesa da tutto il Paese soprattutto da coloro che lavorano nel settore agricolo – accennare alle difficoltà in cui versano i Sindaci italiani, costretti a lavorare in regime di continua emergenza, sia per la ristrettezza delle risorse a loro disposizione, sia a causa delle continue modifiche legislative.

Ercole Redaelli, Segretario Provinciale PD Lecco, ha richiamato l’importanza della Festa “per noi rappresenta l’occasione di ragionare nel merito delle questioni, sui temi principali del nostro futuro politico, nella prospettiva di un imminente governo per il quale il PD è pronto”.

La scelta di Monza-Brianza e Lecco di fare la festa insieme è senza dubbio premiante per Luca Gaffuri, Capogruppo PD nel Consiglio di Regione Lombardia, non solo in termini di risultati, ma soprattutto di dialogo tra due province e realtà territoriali che devono mettersi a dialogare. “Stiamo avviandoci verso delle elezioni politiche ma anche regionali, sulle quali il PD lombardo sta lavorando da tempo” ha sottolineato Gaffuri “abbiamo ormai definito che anche per scegliere il candidato presidente faremo le primarie, e proprio in questi giorni Maurizio Martina ha spiegato che saranno primarie un po’ “all’americana” nel senso che ci saranno diversi turni elettorali in tutta la regione e programmi diversi a seconda dei territori. Il PD è e dovrà essere forza trainante per tutte le forze politiche (Sel, Idv, Udc) in Regione Lombardia, ma dovrà anche saper valorizzare il civismo lombardo (associazioni, volontariato, ecc..) per questo avvieremo un comitato civico in Lombardia un po’ come accadde per le prime elezioni di Prodi”.

Per il Consigliere Regionale Enrico Brambilla il PD deve portar fuori l’Italia da questa crisi e solo il PD può guidare Paese oltre di essa. “Siamo l’unico vero grande partito organizzato sul territorio nazionale” ha precisato “un partito che non ha paura di dirsi tale, di chiamarsi partito e sa che solo mettendo a fattor comune le forze si potrà svolgere fin oin fondo il difficile compito che ci attende. Abbiamo la passione e l’idealità necessarie per vincere queste difficili sfide”.

 

DIBATTITO: Le nuove province tra vincoli legislativi e identità territoriali

 

Intervento introduttivo di Aldo Bonomi, Sociologo, Presidente Consorzio Aaster, a seguire Alessandro Alfieri, Vicesegretario Regionale PD, Consigliere Regionale PD; Gigi Ponti, Segretario Provinciale PD Monza e Brianza; Ercole Redaelli, Segretario Provinciale PD Lecco; Roberto Rampi, Responsabile Organizzazione PD Lombardo e referente PD Monza e Brianza progetto Province; Gian Mario Fragomeli, Sindaco di Cassago, Componente della Direzione regionale ANCI, Responsabile Enti Locali PD Lecco.

 

Prof. Aldo Bonomi

Ridisegnare la provincia significa ridisegnare – per usare un termine sociologico – la sovrastruttura di un paese e per fare questo occorre porre attenzione anche all’economia che ne rappresenta la struttura. Cambiare le istituzioni non è facile soprattutto se la logica di fondo è quella della riduzione delle spese piuttosto che la riorganizzazione reale degli assetti istituzionali, questo processo porterà a far scomparire una geografia di tutto ciò che è intermedio e che caratterizza il nostro territorio.

Come si riorganizzeranno i partiti? Come verrà ripensato il ruolo delle Camere di Commercio? Queste sono domande che bisogna porsi.

Dobbiamo tenere presente che questo cambiamento è figlio di una crisi e questo dato ci fa riflettere in modo significativo.

L’azione del Governo ha messo in fibrillazione diverse aree del nostro Paese. Da Cuneo a Gorizia, le terre alte, si è aperto un dibattito sulle autonomie locali e sulle comunità montane; tutte le piattaforme pedemontane – Brianza compresa – si chiedono se mantenere il capitale produttivo manifatturiero che caratterizza il territorio; c’è un dibattito sulla “macro regione” del nord come sull’asse Napoli-Bari (Taranto compresa); il problema dell’autonomia della regione Sicilia è lampante e l’evoluzione delle aree metropolitane che assegna al PD un ruolo importante per l’intero Paese con Milano guidata da Pisapia e con Roma che vedrà come candidato molto probabilmente Zingaretti.

Possiamo suddividere la Lombardia in quattro aree che partono dal distretto alpino, seguono la Pedemontana, l’area Metropolitana e i territori da Pavia a Mantova. In questa geografia il Partito Democratico, nello scenario che si sta aprendo sul tema delle province, vuole riorganizzare i territori seguendo la via orizzontale o quella verticale?

In questa fase di trasformazione un ruolo fondamentale lo ricopriranno i Sindaci che potranno anche supportare il processo di ricupero – doveroso – della società di mezzo, cioè i partiti e il sistema delle rappresentanze, per ripensare agli assetti istituzionali andando oltre i localismi.

 

Per Alessandro Alfieri, Vicesegretario Regionale PD, Consigliere Regionale PD, è importante partire dalla Spending Review considerando i suoi aspetti positivi perché non si può adottare un metodo solo di critica. “Negli ultimi anni grazie a Tremonti non si è mai promosso un dialogo forte sulla riorganizzazione della pubblica amministrazione”  ha sottolineato il Consigliere “ogni anno la Finanziaria frammentava il progetto complesso articolato nel Codice delle Autonomie. Il PD se vuole elaborare una proposta forte e credibile deve ascoltare i territori e promuovere un progetto di provicia policentrica con una governance diversa da quella attuale”.

 

Per Gian Mario Fragomeli, Sindaco di Cassago, Componente della Direzione regionale ANCI, Responsabile Enti Locali PD Lecco è importante che questa trasformazione degli assetti non si fondi solo sul taglio dei costi, ma anche sul fabbisogno dei territori. È doveroso in questa evoluzione ripensare all’asse viabilisto e al fatto che alcuni comuni del lecchese non hanno mai digerito la fusione con la Provincia di Lecco sentendosi più vicini a Bergamo, il tema delle identità merita quindi di essere affrontato in modo serio.

 

 

“La politica non è mai stata capace di riorganizzare gli assetti istituzionali” ha sottolineato Roberto Rampi, Responsabile Organizzazione PD Lombardo e referente PD Monza e Brianza progetto Province “il PD deve impegnarsi per portare avanti riforme cruciali per lo sviluppo del Paese raggiungendo l’obiettivo di governare l’Italia”.

 

Gigi Ponti, Segretario Provinciale PD Monza e Brianza ed Ercole Redaelli, Segretario Provinciale PD Lecco hanno sottolineato l’importanza del dibattito. Per i Segretari la scelta di iniziare la Festa con il tema delle Province non è stata casuale, ma significativa anche per il lavoro che le Federazioni stanno promuovendo sui rispettivi territori in merito alla Spending Review.

Ercole Redaelli in particolar modo ha precisato che il tempo che resta per ascoltare i territori è poco e quindi è doveroso progettare bene questa fase che in parte è stata già avviata dal PD attraverso i Circoli. “Partire con una legge che vuole risparmiare” ha concluso “certo non favorisce un buon lavoro soprattutto per quanto riguarda la riorganizzazione dei servizi che è tutt’altro che facile. Se un ruolo decisivo l’avrà il Consiglio delle Autonomie Locali temo che si potrà frenare un certo cambiamento in quanto nel Consiglio sono rappresentate le istituzioni attuali che difficilmente vorranno perdere il loro attuale ruolo civile”.

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Autonomia? Enti Locali al collasso

Grande partecipazione ieri sera al convegno “Autonomia? Enti locali al collasso” tenutosi presso la sala conferenze della sede lecchese della Banca Popolare di Sondrio. Dopo l’introduzione del sen. Antonio Rusconi, hanno preso la parola Lorenzo Guerini (sindaco di Lodi), Daniele Bosone (presidente della provincia di Pavia) e Virginio Brivio (sindaco di Lecco). All’on. Giuseppe Fioroni il compito di chiudere la serata.

Tra i numerosi presenti molti i sindaci, gli amministratori del territorio e le personalità politiche.

Al centro dell’attenzione la situazione di grande difficoltà in cui si trovano le amministrazioni degli enti locali, strette tra l’esigenza di gestire sul territorio una situazione economica difficile e i rigidi vincoli di spesa cui sono sottoposte, in particolare dal patto si stabilità.

Antonio Rusconi ha sottolineato come l’incontro nascesse dall’esigenza di parlare di problemi concreti, affinché le necessarie misure di contenimento della spesa, dai vincoli imposti dal Patto di stabilità ai tagli previsti dal decreto relativo alla spending review, non calino dall’alto con logiche centralistiche, ma si misurino con le necessità e le indicazioni provenienti da chi la crisi la vive in prima linea, come per esempio i sindaci. Rusconi ha quindi sollevato il problema centrale, ossia l’assurdità di un patto di stabilità che, non solo impone a tutti i Comuni sanguinosi tagli nei servizi, ma impedisce anche a quelli virtuosi di poter spendere i soldi che hanno. Quanto ai tagli previsti dalla spending review, giusti e necessari in via di principio, vanno però pensati dentro una logica virtuosa, capace di discriminare tra i costi “buoni” e quelli “cattivi”. Bisogna accantonare i ragionamenti da tifosi – continua Rusconi – e porre al centro il tema dell’efficienza della pubblica amministrazione, rivendicare le differenze e saper distinguere restituendo responsabilità e spazio alle autonomie locali. Politicamente emerge la necessità di parlare con una voce sola, l’esigenza di fare fronte comune affinché la politica nazionale, il Governo, nel prendere le misure necessarie per consentire all’Italia di continuare sulla via del rigore, non prescinda più dalle necessità e dalle richieste che vengono dal basso – e questo, ovviamente, non certo per la difesa di prerogative o rendite di posizione: quanti soldi si potrebbero ricavare dall’abolizione dei tanti enti inutili, enti che spesso fanno tutti la stessa cosa?

Lorenzo Guerini, da un lato si è trovato d’accordo nel manifestare l’esigenza di fare fronte comune spingendo le amministrazioni locali a parlare con una voce sola, per esempio nel tentativo di modificare la logica punitiva che sembra animare il centralismo del patto di stabilità; dall’altro, ha denunciato il grave scandalo prodotto dal fatto che, mentre cresce il bisogno di sostegno alle famiglie e alle imprese, scompare dal dibattito il tema delle politiche sociali. È in questa direzione, secondo il sindaco di Lodi, che il PD dovrebbe procedere con più decisione.

Anche da Daniele Bosone si è levata la richiesta di fare fronte comune contro una logica centralistica che caratterizza non solo in Governo nazionale, ma anche quello regionale. L’effetto è quello di un pericoloso svuotamento politico dei territori.

Virginio Brivio ha denunciato quello che definisce come “neocentralismo” del Governo. Procedendo da un’autocritica, quella che sottolinea come la scure dei tagli colpisce in effetti spese eccessive che i Comuni per anni si sono troppo facilmente concesse, si è però poi associato alla critica al patto di stabilità, considerato troppo rigido e quindi punitivo. Il sindaco di Lecco ha sottolineato quindi il ruolo degli enti locali nello sviluppo economico del Paese e, attingendo allo spirito della Costituzione, ha spronato i parlamentari, anche in vista delle prossime elezioni, a non dimenticare il legame profondo tra le autonomie locali e le economie concrete del territorio.

A Giuseppe Fioroni è spettato il compito di chiudere la serata e, in quanto personalità di spicco nel PD, di illustrare quale secondo lui deve essere la posizione del Partito rispetto alle richieste provenienti dai territori. Il tema centrale è quello di procedere con attenzione e estrema lucidità nella direzione dei tagli: la spending review, se mal concepita, può rappresentare una pietra tombale per l’economia italiana. S’impone la necessità di chiarire innanzitutto qual è la concezione di ente locale che si ha in mente. Chiaro ormai a tutti il fallimento della visione leghista-bossiana del federalismo, sostiene Fioroni, quello a cui bisogna puntare è un federalismo dei Comuni capace di ribellarsi alla logica neocentralista impersonata non solo dal Governo centrale, ma anche dalle Regioni. I tagli vanno fatti, ma perché non barattare i tagli ai Comuni virtuosi con l’eliminazione di molte tra le inutili municipalizzate? Perché invece di chiudere le Province non si incide sulla pletora di enti inutili?

 

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Festa Democratica del Lago

Si terrà sabato 7 e domenica 8 luglio la prima Festa Democratica del Lago organizzata dalle Federazioni di Lecco e Sondrio

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SEN. RUSCONI: “LECCO CITTA’ ALPINA 2013, UN’OCCASIONE STRAORDINARIA”

Il parlamentare lecchese Antonio Rusconi, vice presidente dell’Associazione Amici della Montagna, ha partecipato al seminario di presentazione LECCO CITTA’ ALPINA 2013 svoltosi lunedì 25 giugno presso il Salone Consiliare del Comune di Lecco.

“Si tratta di un’occasione straordinaria per la Città di Lecco e mi sembra una conquista importante per la Giunta Brivio, soprattutto per le opportunità che si apriranno per il turismo, visto che questa iniziativa coinvolge tutte le Regioni alpine per un totale di 14 milioni di abitanti. Lecco è la città di Cassin, dei Ragni, del Cerro Torre, di una grande tradizione alpinistica per cui è conosciuta e stimata in tutto il mondo. Ho avuto la fortuna di organizzare per il mio ruolo di parlamentare due grandi iniziative alpinistiche, la prima grazie allo scomparto Daniele Chiappa, per la celebrazione del trentennale della conquista del Cerro Torre, la seconda nel 2009 con i Ragni per la conquista del Cerro Piergiorgio e dunque mi ritengo a disposizione del Comune di Lecco e delle diverse realtà associazionistiche per le iniziative che riterranno opportune”.

“Per Lecco, conclude Rusconi, è un’occasione attraverso l’alpinismo per intessere rapporti importanti anche da punto di vista economico”.
Antonio Rusconi

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Festa Interprovinciale di Lecco e Monza Brianza

Si svolgerà presso la Fiera di Osnago, dal 29 agosto al 9 settembre, la prossima Festa Democratica Interprovinciale che, anche quest’anno, sarà organizzata in collaborazione tra le Federazioni provinciali di Lecco e di Monza e Brianza.
Per diverse ragioni si è reso necessario attuare il turn over parziale del Gruppo dirigente che ha garantito la buona riuscita della Festa negli scorsi anni e, per questo motivo, è stato costruito un gruppo di lavoro composto da alcuni membri di Lecco ed altri di Monza.

Si sono già svolte diverse riunioni e incontri organizzativi con i vari responsabili di settore e con i responsabili della fiera.  Dovrà essere particolarmente curata tutta la partita dei permessi e della gestione contabile/fiscale: andranno rispettate alla lettera tutte le norme, che dall’anno scorso, per quanto riguarda i permessi, sono molto stringenti. Ciò comportera l’adozione di misure di sicurezza che coinvolgeranno soprattutto le cucine e la gestione dei ristoranti. Anche sul fronte dei costi si porrà attenzione ad evitare le spese poco produttive. E’ stato eliminato, ad esempio, il tendone del liscio.
Per quanto riguarda la collaborazione dei circoli, si chiede, innanzitutto, una valutazione delle forze disponibili. E’ fondamentale che si riesca a comporre un elenco di persone disponibili, con una certa regolarità, per le fasi di montaggio e durante la festa stessa.  Ogni circolo dovrebbe essere in grado di dire anche in che giorni queste persone possono garantire la presenza alla festa. In questo modo gli organizzatori potranno organizzare la loro presenza in punti e momenti precisi della festa. Ci sono dei settori critici che richiedono molto impegno: come la presenza pomeridiana in cucina (dalle 14 alle 19 circa), ma anche il turno di notte, che va sempre svolto almeno da due o tre persone. Se invece il numero dei volontari per circolo risultasse elevato, si potrebbe destinare un intero gruppo omogeneo nella gestione di un settore (un esempio potrebbe essere il bar centrale, come supporto al gruppo già esistente, o altri settori che necessitano di supporto), con anche una certa alternanza tra i volontari, per rendere meno stancante il lavoro.
Anche quest’anno i circoli tratterranno il 50% dell’incasso dei biglietti della lotteria. Ricordiamo che questo comparto rappresenta una delle entrate più importanti della festa, perché caratterizzato da un guadagno netto essendo le spese di realizzazione molto contenute. E anche i circoli hanno la possibilità di rimpolpare i propri bilanci. Ciò sarà particolarmente importante a partire dal bilancio 2013 a causa dei tagli già decisi al finanziamento pubblico dei partiti.   Le Segreterie delle due Federazioni provinciali stanno definendo il programma politico, anche raccogliendo le indicazioni provenienti dai Forum e dai Circoli. Il tema conduttore del programma di quest’anno sarà il riordino delle autonomie locali e le modalità della loro collaborazione per la resa ottimale dei servizi, con particolare riferimento ai servizi sociali.   Per comunicazioni o chiarimenti preghiamo di fare riferimento aglli uffici della Federazione.

Stefano Cazzaniga – Responsabile provinciale Feste democratiche Ercole Redaelli – Segretario provinciale

vedi l’elenco delle feste in provincia di Lecco

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Italiani nel mondo:sostegno a manifestazione di Basilea

“Come Partito Democratico   accogliamo con soddisfazione la mobilitazione svizzera a favore dei corsi di   lingua e cultura che rischiano di essere soppressi a fine anno scolastico per   mancanza di fondi”.Inizia così una nota stampa del Partito Democratico a sostegno   dell’iniziativa organizzata per sabato 5 maggio a Basilea dal Gruppo   promotore del Comitato per la difesa dei corsi di Lingua e Cultura italiana e   firmata dai capigruppo delle commissioni cultura di Camera e senato, Manuela Ghizzoni   e Antonio Rusconi, dal Responsabile nazionale del PD all’estero   Eugenio Marino, dalla Responsabile nazionale scuola Francesca Puglisi   e dal Responsabile nazionale cultura Matteo Orfini. “Non è più   sostenibile – continua la nota – che si proceda con tagli lineari che   interessano indiscriminatamente tutti i capitoli di spesa del MAE”.

“Chiediamo al Governo – continuano i dirigenti del PD – di assumersi la responsabilità di operare delle scelte e, in questo caso, noi pensiamo che la diffusione della lingua e cultura italiana all’estero sia una priorità irrinunciabile nell’ambito delle politiche per gli italiani nel mondo e che non possa essere risolta con pericolose e dannose contrapposizioni tra lavoratori e insegnanti residenti in Italia o all’estero”.

“Vanno salvaguardate – è la chiusura della nota – le professionalità inviate dall’Italia, rivisto e riformato il loro ruolo e quello degli enti gestori in un sistema misto e in un contesto di complementarietà e recuperati i fondi per continuare i corsi, in larga parte tenuti dagli enti. In questa direzione il Partito Democratico è disponibile con le proprie proposte a trovare le soluzioni nell’ambito della spendig review, senza creare scontri tra categorie di lavoratori, ma in un contesto di concertazione, valorizzando i ruoli di tutti e migliorando i servizi a beneficio della comunità e dell’immagine dell’Italia nel mondo”.

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