Archivi del mese: maggio 2013

Festa Democratica di Lecco

Come tutti gli anni a giugno parte la Festa Democratica di Rancio. Quest’anno, in accordo con il Circolo Libero Pensiero, abbiamo voluto dare alla Festa una dimensione più cittadina. Sarà quindi la Festa del PD della Città di Lecco.
All’interno del programma, molto ricco, troverete serate politiche, con la partecipazione di rappresentanti locali, regionali e nazionali, serate di cultura e di approfondimento, concerti di ogni genere musicale e spettacoli teatrali.
La Festa, per i suoi contenuti e la sua tradizione, sarà un sicuro riferimento anche per il territorio provinciale con particolare riferimento al circondario lecchese.

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Un contributo per la ripartenza

Non so quanto l’innaturale alleanza che sostiene il Governo Letta, decisamente patrocinata dal Presidente Napolitano, potrà durare. Mi auguro che possa durare per il tempo sufficiente ad assicurare stabilità ai conti pubblici, incentivi alla crescita e all’occupazione, regole più democratiche alla politica.

La “pacificazione”, ossessivamente proclamata dal P.d.L. per un brevissimo periodo, è stato un chiaro tentativo di tacitare coloro che sono contro l’abolizione dell’IMU anche sugli immobili di lusso e delle pluriproprietà o che sono favorevoli alla riforma della giustizia, ad una legge sul conflitto di interessi, all’applicazione della norma sulla ineleggibilità di coloro che hanno particolari rapporti di natura economica con lo Stato.
Oggi la parola pacificazione è scomparsa dai media e dai discorsi dei politici di centrodestra ed è iniziata la stagione delle contrapposizioni che mette a dura prova la tenuta del Governo.
Il Partito Democratico sta giocando una partita rischiosa dovendo, da una parte, difendere il Presidente del Consiglio in quanto proprio esponente di punta, ma, dall’altra parte, deve contrastare l’azione degli alleati quando tentano di forzare il Governo a proprio favore e deve, a sua volta, cercare di far passare le prorie proposte più qualificanti facendo valere la golden share di cui dispone in parlamento.
In questa partita, oltretutto, il PD si presenta non esattamente al top della propria efficienza a causa di una situazione interna frammentata e che potrà essere risolta solamente attraverso la celebrazione del Congresso.
E’ il momento di tornare alla base, alle ragioni comuni che hanno fatto nascere il PD, alla cancellazione, anche attraverso un salto generazionale, delle residue diversificazioni interne motivate dalle provenienze, alla elaborazione profonda di una nostra specificità che ci fa diversi rispetto a chi considera lo Stato uno strumento per agevolare il perseguimento degli interessi privati o rispetto a chi considera le precise regole della convivenza civile come un orpello facilmente superabile attraverso l’assemblearismo o attraverso la rete.
Le ragioni che ci avevano convinto a fondare il PD ci sono ancora tutte e c’è lo spazio per un partito unito e plurale: dobbiamo avere il coraggio del confronto aperto e della lealtà recoproca.
Proviamo a ripartire dal Manifesto dei Valori a quattro anni dalla sua approvazione e avendo lasciato sul campo, nel frattempo, molte delle scorie del passato.
La nostra Assemblea provinciale ci ha indicato quattro temi su cui riflettere:
• Il partito, il ruolo dei circoli e delle strutture provinciali.
Aggiungo una domanda provocatoria: fino a che punto siamo disposti a fare in modo che il partito sia permeabile?
• Le politiche per lo sviluppo.
Alcuni sostituirebbero la parola sviluppo con la parola benessere. Certamente è necessario elaborare un nuovo modello di sviluppo e di convivenza.
• La lotta alla povertà.
Si lega strettamente al modello di sviluppo e di convivenza da tradursi concretamente in atti legislativi e amministrativi.
• Il rapporto con la destra.
Non è facile depurare la destra dal berlusconismo, ma l’obiettivo dell’alternanza passa attraverso questo stretto sentiero.

Ercole Redaelli
Segretario provinciale

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Straniero (Pd): “I vertici di Anas vengano a riferire sui lavori nella galleria Monte Piazzo”

“In seguito agli ingenti ed insostenibili disagi causati dalla chiusura della Superstrada 36 per i gravi problemi strutturali rilevati nella galleria Monte Piazzo ho chiesto al presidente Sala della Commissione Infrastrutture e Trasporti di calendarizzare un’audizione urgente dei vertici di Anas, dei Presidenti delle Province, degli Enti locali e delle Parti Sociali ed Economiche interessate di Lecco e Sondrio, per conoscere nel dettaglio la situazione e conoscere il crono programma dei lavori”. Lo dichiara il consigliere regionale Raffaele Straniero, membro della Commissione Infrastrutture, preoccupato per quanto sta accadendo lungo la SS36.

“La situazione viaria che si è venuta a creare nei primi due giorni di chiusura è stata insostenibile – aggiunge Straniero – per percorrere un breve tratto si impiega a causa dei forti rallentamenti creando inevitabilmente code chilometriche. Vorremmo capire se siano state valutate soluzioni alternative alla deviazione del traffico pesante e non sulla Strada Provinciale 72 in grado di reggere questi carichi di traffico: vorrei ricordare che una simile chiusura del 2011 comportò un transito giornaliero di quasi 15.000 mezzi”.

“E’ impensabile che questa condizione si protragga ancora per molto tempo sia da un punto di vista viabile sia per il turismo – conclude l’esponente del Pd – con l’inizio della stagione estiva si corre il serio rischio di avere ripercussioni sull’economia lariana e valtellinese”.

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Riforma Aler, Straniero creazione Alpe è contro i territori e non va a vantaggio degli inquilini

“L’istituzione di un’unica grande Aler lombarda è un modo per accentrare in Regione tutte le decisioni che interessano direttamente i territori e le loro amministrazioni, ed è cosa ben diversa da una razionale riduzione del numero degli enti. È una decisione che va contro il territorio e che rischia di creare un nuovo carrozzone regionale. Insomma, si utilizza strumentalmente la polemica sui costi della politica per assumere nuovamente una decisione neocentralista”. Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Raffaele Straniero dopo le comunicazioni della Giunta in merito alla volontà di riformare le Aler costituendo in loro sostituzione un’unica grande agenzia regionale denominata Alpe.

“La riforma che serve alle Aler lombarde e ai loro inquilini non è questa – conclude Straniero – e ci auguriamo che il Consiglio regionale la corregga sostanzialmente. Ricordo che la mozione condivisa, approvata in Aula settimana scorsa, chiedeva di arrivare ad una riforma che razionalizzi il numero delle agenzie attraverso possibili accorpamenti, rispetto alle attuali 13, e non ad un accentramento in un’unica agenzia in virtù delle specificità territoriali e del crescente fabbisogno abitativo. Anche la Lega, del resto, nel suo progetto di legge riconosceva quattro macroaeree diverse proprio per rispettare questo criterio. Come gruppo Pd lavoreremo in tal senso. Tengo a precisare, infine, che questa decisione è in netto contrasto con la promessa fatta da Maroni nel discorso di insediamento di valorizzare il sistema delle autonomie locali”.

 

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Dichiarazione dell’on. Tentori su Governo Letta

Non senza inquietudini e preoccupazioni per la difficoltà di dialogo e sintesi tra linee politiche fortemente diverse, accorderò la fiducia al nuovo governo con l’obiettivo di individuare soluzioni ai problemi urgenti dell’Italia e con spirito di collaborazione costruttiva anche con le forze che hanno deciso di restare all’opposizione. Ritengo che, nella situazione data, la soluzione trovata da Enrico Letta possieda elementi che pongono le basi per cominciare a lavorare con impegno per dare risposte e migliorare la vita dei cittadini. Del nuovo esecutivo accolgo positivamente il ricambio generazionale, la presenza femminile e le personalità di rilievo in settori che abbiamo a cuore come cultura, istruzione e integrazione. Credo che in questo governo il Partito Democratico, con presenza attiva e di guida, dovrà impegnarsi per mantenere l’impegno preso con gli elettori, con lo scopo di ricucire lo strappo tra cittadini e politica. Un governo dunque con obiettivi precisi e concreti, da raggiungere nel più breve tempo possibile: dai temi economici, sociali e del lavoro, indubbiamente prioritari, alle riforme divenute ormai improrogabili, a partire da quella della legge elettorale. Come annunciato dal Presidente del Consiglio nel suo discorso di oggi, le politiche per la ripresa non possono più attendere. E’ necessario intervenire per una nuova politica europea volta alla crescita, ridurre le tasse sul lavoro stabile e per i giovani neoassunti, una politica fiscale della casa che possa dare respiro alle famiglie, incentivi per le ristrutturazioni ecologiche, allentamento del patto di stabilità interno, rinuncia all’inasprimento dell’IVA, trovare soluzione al problema degli esodati, finanziare la cassa integrazione etc. etc. Ma non basta: parallelamente è fondamentale condurre una ferrea lotta all’evasione e alla corruzione mantenendo le parole d’ordine di trasparenza e legalità. Il tema della sobrietà e del taglio ai costi della politica sarà anch’esso prioritario ed il primo atto simbolico del governo sarà quello di eliminare i compensi aggiuntivi dei Ministri. In tutto ciò noi giovani deputati dovremo ricoprire un ruolo importante e liberare le energie positive dell’Italia: la strada del cambiamento, anche se molto in salita, non l’abbiamo abbandonata, anzi inizia qui la vera sfida. Noi nuove generazioni abbiamo il compito di perseguire questa strada allontanando la rassegnazione e l’appiattimento, a partire dal nostro stesso partito. A questo proposito credo che nel Partito Democratico non sia più rimandabile una discussione franca, per la quale il congresso sarà l’occasione, volta a sciogliere quei nodi che da troppo tempo sono stati ignorati o messi in sordina.

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