Archivi del mese: ottobre 2012

RUSCONI: APPELLO PER BERSANI

Carissime Amiche,

Cari Amici,
avevo manifestato oltre un mese fa i miei dubbi sull’opportunità di queste primarie in un contesto economico difficilissimo, alla vigilia di elezioni dove affannosamente avevamo e abbiamo ancora di più oggi l’obbligo di una nuova legge elettorale che restituisca al cittadino la possibilità di scegliere i suoi eletti, all’interno di una coalizione ancora non definita proprio perché il concetto di coalizione presuppone un programma di Governo comune e la scelta del leader.
Ero favorevole invece sulle primarie per la scelta dei candidati del territorio, anche per gli uscenti, per far contare i territori ed evitare i fenomeni presenti pure nel Pd di parlamentari “piazzati” fuori dalla propria Regione.
Condividevo e condivido in questo l’analisi di Arturo Parisi: “Come a dire che la corsa è partita senza che si sappia se c’è un traguardo né dove esso sia. La sequenza logica che avrebbe dovuto prevedere prima la legge elettorale, dopo le regole per le primarie e infine i candidati, è stata esattamente invertita. Prima sono comparsi i candidati, poi le regole per le primarie e forse alla fine conosceremo la legge elettorale. E tuttavia, dopo essermi detto che la domanda vera non era per chi votare ma perché e se votare, ho deciso di prenderle sul serio…..”
Sta dunque a noi cercare, con i limiti che a mio parere sono evidenti, di trasformare le primarie in una straordinaria opportunità, in un fatto democratico, recuperare quella stanchezza, quel disagio nei confronti della politica che, inutile nasconderlo, è dentro anche tanti nostri sostenitori e simpatizzanti e far diventare questo dibattito un vero confronto politico sui grandi temi in discussione oggi: il lavoro, le opportunità per i giovani, il ruolo dell’Europa, il federalismo o il ridimensionamento del’Ente Regione, il sapere, il welfare, etc. Per fare questo occorre anzitutto scegliere i toni, gli accenti e un vocabolario del confronto che faccia capire agli italiani che gli avversari politici stanno dall’altra parte, che Bersani, Renzi, Tabacci, etc., sono comunque risorse del Centrosinistra, che deve crescere la stima per quello che potranno dare come contributo a questo Paese.
C’è un secondo malinteso che a mio parere va chiarito: sono le primarie per scegliere il leader del Pd, ovvero sono un Congresso del Pd, oppure è la scelta di chi, nella speranza di una legge elettorale “chiara”, abbia più capacità per guidare il prossimo Governo dopo le elezioni del 2013? La storia politica recente di Matteo Renzi ha molte affinità con la mia, alcuni degli amici che lo sostengono a Lecco sono persone a cui devo molto per il sostegno, l’amicizia e la passione con cui hanno fatto politica in questi anni, parecchi dei temi da lui trattati, come il rinnovamento della leadership a livello nazionale, la capacità di scelte politiche a favore dei giovani, toccano aspetti importanti su cui il Pd ha urgenza di confrontarsi. Però, iscritti, simpatizzanti, cittadini che vogliono liberamente riconoscersi nel progetto del Centrosinistra devono, il 25 novembre, attraverso lo strumento delle primarie, scegliere il “futuro Capo del Governo”. In questo quadro non si può non rilevare come il Segretario del partito possieda, con la sua esperienza e competenza, il profilo idoneo a garantire la costruzione di un processo di guida di forze di centrosinistra attraverso il quale sia possibile assicurare all’Italia il dato indispensabile della stabilità, insieme a una rinnovata moralità della politica, dove non si devono fare sconti neppure dentro il Pd e ritrovare un’immagine di essa che riscopra una prassi comune a tanti nostri amministratori di coerenza, sobrietà e decoro.
In questa logica un unico punto deve essere credibile: ribadire il chiaro impegno di Pierluigi Bersani all’Assemblea Nazionale del 6 ottobre 2012, quando ha voluto precisare che “la credibilità e il rigore di Monti sono un punto di non ritorno”. Tale impegno deve assumere un carattere vincolante e produrre, al tempo stesso, la formazione di un quadro di alleanze affidabile e coerente. Tutti i sacrifici affrontati in questi mesi potrebbero risultare vani se le elezioni della prossima primavera dovessero comportare l’abbandono della politica di responsabilità, il superamento dell’agenda Monti, delle grandi scelte comuni europee.
La lezione dell’ultimo Governo Prodi serva ancora ad ammonirci che il costruire affannosamente una coalizione che sui grandi temi non è omogenea non sarebbe più capita dagli italiani che difficilmente ci voterebbero.
È chiaro, alcuni provvedimenti del Governo Monti sono lacunosi e andranno modificati, ma oggi il Pd, di fronte alla più grande crisi economica dell’età moderna, deve dimostrare di poter garantire l’autorevolezza di un governo forte, capace di mettere il tema della ripresa del lavoro al primo posto, e poi perché regalare al Pdl i risultati positivi di questo Governo dopo averlo sostenuto noi in gran parte?
Penso che rispetto a questo, per coerenza, debba essere preclusa ogni alleanza con l’Italia dei Valori, anche per far comprendere lo straordinario valore istituzionale del ruolo del Presidente Napolitano.
L’immagine di un Partito Democratico solido e che, attraverso le primarie elabora uno strumento democratico di dibattito alto, è ancora più necessario in un momento di crisi assoluta del Centrodestra, con le “uscite di scena” a livello di protagonismo di Berlusconi e Formigoni. Non basterà essere CONTRO. Soprattutto per la Lombardia serve, oltre a un candidato, un progetto di governo.
Il Pd deve stare attento: se il quadro politico si muove, gli equilibri che lo vedono favorito possono cambiare. Nel 2008 andò così. Non dimentichiamo quei dieci milioni di elettori che tuttora non rispondono ai sondaggi: se torneranno a esprimersi, magari apprezzando le novità a destra, le percentuali cambieranno. L’esigenza per il Pd di aprirsi agli italiani con le primarie, e non chiudersi, vale oggi molto più di ieri.

La mia è una scelta di voto personale: non farò comitati perché questo contraddice il significato delle primarie che invita ad aprire a più cittadini possibile un grande confronto democratico, il che non esclude che amici o compagni di vecchie o nuove avventure condividano questo mio appello.
Mi auguro, soprattutto a Lecco, che si rassereni il clima del dibattito, per la mia storia personale di amministratore locale con la stessa stima profonda che nutro per la scelta diversa che amici con cui ho condiviso non solo vicende della politica hanno fatto in questa occasione e che sono sicuro, il giorno dopo, torneranno a lavorare insieme sui vari problemi. Questo per il bene di un territorio, di un Paese, deve avvenire in ogni comunità, per dare speranza e credibilità al Centrosinistra.
Non si tratta di assecondare la corrente e di inseguire la cosa più facile, che dubito sia sempre la cosa più giusta, che ritengo sia ripristinare un clima da parte di tutti di stima vera nel Pd nazionale e locale.
Anche la questione del rinnovamento, insieme a quella morale, fondamentale nel Pd, se evolve in maniera incontrollata e come metafora di vendetta non parla al cuore del Paese ma alla sua pancia. Si deve invece tornare alle risposte fondamentali alla crisi che non è solo italiana e che il filosofo Severino, in questi giorni a Lecco, ha definito come “abbandono di valori”.
Bersani può rappresentare il leader del Pd come guida nel futuro Governo di centrosinistra per dare risposte giuste nel rispetto degli impegni europei che il Governo Monti ha assunto.

Antonio Rusconi

 

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Lecco sono anch’io

Il Comitato cittadino Vi invita all’incontro “Lecco sono anch’io” in programma venerdì 26 ottobre alle ore 21.00 presso la Sala della Banca Popolare di Lecco.
I temi dell’integrazione e della cittadinanza sono da sempre oggetto di interesse, riflessione ed azione del PD. Il Comitato Cittadino intende approfondirli confrontandosi con il laboratorio che Padre Cupini anima da anni con validi volontari e professionisti, una buona pratica di formazione e dialogo interculturale che fa della Comunità di Via Gaggio un luogo importante della nostra Città.
Durante la serata verrà dato spazio all’impegno dell’Amministrazione Comunale a favore dell’integrazione e dell’intercultura con l’intervento del Sindaco Virginio Brivio.
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Costituito l’ufficio elettorale per le primarie

 
Ieri martedì 17 ottobre, presso la sede della Federazione PD di Lecco, è stato costituito l’Ufficio elettorale provinciale per le primarie di coalizione che dovranno indicare il candidato Premier per il Centrosinistra. L’Ufficio è composto da tre persone in rappresentanza dei tre partiti che compongono la coalizione: PD, SeL, PSI. Il PD sarà rappresentato dalla Responsabile dell’Organizzazione, Chiara Bonfanti. Sarà integrato da un rappresentante per ciascun Candidato ed avrà il compito di gestire le primarie garantendo pari condizioni a tutti i Candidati.

Dovrà provvedere, innanzitutto, a costituire Uffici elettorali territoriali i quali, a partire dal 4 novembre prossimo, avranno il compito di raccogliere le iscrizioni all’Albo degli elettori da parte di coloro che vorranno partecipare al voto delle primarie. Sarà data comunicazione, in tempo utile, in ordine a luoghi, date e orari di apertura di ciascun Ufficio elettorale.Per favorire un’ampia e consapevole partecipazione, il PD lecchese, oltre a quanto, autonomamente, l’Ufficio elettorale provinciale deciderà di organizzare, ha messo in calendario due appuntamenti: un’Assemblea provinciale dedicata alle primarie, con la presenza di Matteo Mauri della Segretaria nazionale PD, in data 24 ottobre, e un confronto tra i Rappresentanti di tutti i Candidati in data da concordare tra il 12 o il 16 novembre.
La macchina organizzativa, quindi, è partita.Chiedo a tutti, Dirigenti e Iscritti, di collaborare per la buona riuscita dell’iniziativa non dimenticando che, parallelamente, saremo tutti impegnati anche per le elezioni regionali. Ci attendono sette mesi di grande impegno che potranno portare a radicali cambiamenti, sicuramente in meglio se noi saremo capaci di far valere concretamente le nostre buone ragioni.
Ercole Redaelli
Segretario provinciale

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Commento di Redaelli sul Piano Cave

Commento di Ercole Redaelli | Segretario Federazione Provinciale PD Lecco

La vicenda del piano cave provinciale, così come viene condotta dal Presidente Nava e dalla maggioranza PdL-Lega che lo sostiene, contribuisce a portare discredito, non solo a Nava e alla sua maggioranza, ma alla politica in generale e – cosa ancora più grave – alle Istituzioni: credo che di questa Provincia, così come è governata, si potrebbe fare volentieri a meno.
Di fronte ad una lettera firmata dal Presidente della Provincia insieme ai soli due Capigruppo PdL e Lega, e – fatto sconcertante – insieme ai due Segretari provinciali di PdL e Lega, mi chiedo se Nava sia Presidente di tutti i Lecchesi o solo di una parte di essi. Immagino, infatti, che tutti coloro che non si riconoscono nel PdL o nella Lega provino qualche fastidio nel vedere il Presidente della propria Provincia esercitare un ruolo istituzionale insieme ad esponenti di un solo schieramento politico.
Possiamo chiedere almeno un po’ più di pudore?
Se questa è la premessa, quale credibilità pensa, il Presidente Nava, che possano avere i suoi proclami con i quali vorrebbe accreditare assoluto equilibrio nella definizione del Piano Cave?
Inoltre Nava, Presidente di una Istituzione pubblica, discrimina non solo in base all’appartenenza politica, ma anche in base all’appartenenza territoriale.
Esponenti della sua maggioranza, Sindaci e Amministratori del Meratese e del Casatese e Assessori provin-ciali che risiedono nel Meratese e che conoscono bene il territorio, si sono schierati contro le ipotesi predi-sposte dalla Provincia, ma la loro opinione non viene sufficientemente considerata e con Nava si schierano Malighetti di Monte Marenzo, Arrigoni di Calolziocorte, Piazza di Lecco e Ceresa di Oggiono.
Non parliamo, poi, delle penose acrobazie interne alla Lega dove Robbiani, Sindaco di Merate, esprime pa-reri opposti a quelli del suo Segretario provinciale Ceresa, ma ottiene da Salvini, suo Segretario regionale, uno scritto a sostegno (sembra) della propria tesi, salvo poi leggere l’interpretazione data da Ceresa che di-ce che l’opinione di Salvini non è contraria alla propria.
La Brianza è stata considerata da Nava prima, durante la campagna elettorale del 2009, terra di conquista e, immediatamente dopo, terra di confine meritevole di nessuna considerazione.
Che fine hanno fatto i piani lasciatigli in eredità da Virginio Brivio, che ponevano al centro, per questo territorio, la viabilità di raccordo con la Pedemontana?
Anche questa ipotesi del Piano Cave dimostra, oltre alla assoluta insensibilità di Nava nei confronti dell’am-biente, totale improvvisazione e assenza di qualsiasi strategia.
E chi paga per le scelte sbagliate sono sempre i Cittadini.
Da parte nostra, il Partito Democratico condivide, sostiene e promuove – in modo coerente, unitario e convinto – la posizione che il Gruppo del PD in Provincia sta esprimendo sul Piano Cave in ogni sede e sin dalle prime discussioni: questo Piano è fuori tempo, fuori luogo e, cosa che si manifesta ogni giorno che passa in maniera più che evidente, non dettato da una linea politico-amministrativa chiara, approfondita e responsabile.

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