Archivi del mese: settembre 2012

Prima di tutto il lavoro

Commento di Ercole Redaelli, Segretario Provinciale PD Lecco

Il lavoro e lo sviluppo sostenibile sono in cima all’agenda del nostro Partito.
La nostra Provincia manifatturiera è particolarmente colpita dalla crisi che è causa di una elevata disoccupazione alla quale noi non siamo abituati.
Dall’inizio della crisi (giugno 2008) a tutto il 2011, in provincia di Lecco i posti di lavoro dipendenti si sono ridotti di quasi il 10%. Nel corso del 2012 si prevede che subiscano un’ulteriore “limatura” di circa l’1,5 / 2,0%. Ciò significa che la nostra provincia, che aveva circa 82.200 dipendenti nel giugno 2008, nel dicembre 2012 ne avrà, se tutto va bene, solamente 73.000, con un calo di oltre di 9.000 posti.
La scarsità di lavoro impone comportamenti più solidali, equi, giusti.
Non si esce dalla crisi se chi ha di più non è chiamato a dare di più.
L’Italia è divenuta negli anni uno dei Paesi più diseguali del mondo occidentale.
Esiste dunque un problema enorme di redistribuzione che investe il rapporto tra rendita e lavoro, e mette a rischio i fondamenti del welfare.
Sono necessarie politiche specifiche di contrasto alla povertà, un fenomeno che sta assumendo, anche nella nostra provincia, caratteri nuovi e dimensioni impreviste.
Oggi più che mai il Partito Democratico è impegnato, in Parlamento, a migliorare provvedimenti come la riforma delle pensioni e del mercato del lavoro, chiedendo con forza al governo un cambio di passo nel sostegno al lavoro e al reddito e una più incisiva e decisa azione a favore dello sviluppo.
Il Partito Democratico ha anche approvato le linee d’azione per il prossimo Governo, contenute nella “Carta d’intenti”, che proporrà agli alleati che vorranno concorrere con il PD a conquistare la maggioranza alle elezioni di primavera.

Per conoscere e discutere le nostre proposte invitiamo la cittadinanza a partecipare all’incontro con Cesare Damiano.

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Il Ministro Profumo alla Festa Democratica

venerdì 7 settembre (ore 21.00) il Ministro dell’Istruzione e dell’Università Francesco Profumo interverrà alla Festa Democratica di Osnago.

La serata, intitolata “Università e ripresa economica”, sarà introdotta da Maurizio Martina, Segretario regionale del PD.

Sul palco, per la discussione insieme al Ministro, insieme al Sen. Antonio Rusconi ci sarà il Prof. Giovanni Azzone, Rettore Politecnico Milano e dunque riferimento autorevolissimo anche per le prospettive della nuova sede di Lecco.

Si tratta di un appuntamento estremamente importante anche perché posto alla vigilia dell’inaugurazione della nuova sede del Politecnico di Lecco e con la consapevolezza che, come accaduto recentemente in Germania, la ripresa economica non può prescindere da un investimento forte sul sapere e sulla ricerca. Infatti, non è secondaria la considerazione che il Ministro Profumo, prima di rivestire questo ruolo, è stato Rettore del Politecnico di Torino e Presidente del CNR.

 

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Festa Democratica:Incontro con On. Enrico Letta

Grande affluenza di persone ieri sera ad Osnago per l’incontro con l’On. Enrico Letta, Vicesegretario del Partito Democratico. Oltre trecento persone – tra i presenti diversi gli amministratori locali e politici del PD – hanno ascoltato i commenti del Parlamentare che, in un clima totalemente informale, ha detto che il PD deve smetterla di vedersi come un partito in crisi, “io nelle Feste Democratiche che sto girando per il Paese” ha precisato “vedo un grande ottimismo, un’energia che ci caratterizza e che fa bene a tutta l’Italia. Questa grande partecipazione a questo incontro dimostra che c’è la voglia di andare avanti”. Tanti i temi che Letta ha toccato durante la serata. La critica alla politica-propaganda di Grillo non ha visto oggetto i militanti del Movimento 5 Stelle molti dei quali per l’Onorevole hanno a cuore il territorio e il Paese e non si rendono conto di essere strumentalizzati da un personaggio che fa pubblicità e non ha proposte serie per esempio sul risanamento del debito pubblico. Sul rinnovo della classe dirigente Letta ha detto che “il PD è un partito che crede nel rinnovo e che prevede nei propri regolamenti il turnover in parte già attuato in quanto siamo il partito più giovane alle Camere, certo si può fare di più e lo faremo. Nelle prossime elezioni un terzo degli attuali politici non verrà ripresentato inoltre se vincerà Bersani alle primarie mi farò promotore di una squadra di giovani al Governo come ha fatto l’attuale Presidente francese che ha promosso anche la parità tra i due generi”. Per Letta la dimensione generazionale del Partito è fondamentale ma non bisogna farla diventare l’unico cavallo di battaglia come fa Renzi che sembra sia interessato solo alla componente giovanile. “Se l’Italia vorrà sempre avere un ruolo strategico nel Paese” ha sottolineato il Vicesegretario “dovrà incentivare il settore manifatturiero che oggi, rappresentando la grandezza dell’Italia e la nostra creatività, ci mette solo al secondo posto rispetto alla Germania, ma molto prima di Francia, Spagna e Inghilterra, siamo indietro nei servizi a differenza di quello che pensano molti italiani. Siamo stati ingannati dal pensiero un tempo diffuso che la finanza potesse aiutare a fare i soldi in modo facile – non è stato così –, ma oggi occorre ribadire che solo le industrie potranno riportare l’Italia leader a livello internazionale. Per questo è importante creare gli Stati Uniti d’Europa perché solo stando in Europa possiamo essere forti e competitivi. Certo servono le politiche industriali ed eliminare le disugulianze nelle retribuzioni”. Alla domanda Stato e mafia Letta non ha esistato nel rispondere in questo modo: “se non ci fosse stato Napolitano l’Italia sarebbe fallita. Questo non possiamo dire di non saperlo. L’idea del Presidente di promuovere la festa per il 150 anni dell’Unità d’Italia si è rivelata una grande occasione di coesione della gente, tutti ci siamo riconosciuti italiani e questo per me è una cosa bellissima ed importantissa soprattutto se pensiamo che molti non volevano questa Festa perché si voleva dividere il Paese…”. Letta ha concluso parlando del tema intercettazioni che non debbono in alcun modo riguardare il Presidente della Repubblica – qualunque sia – ma che non per questo debbano essere viste come uno strumento non utilizzabile. Grazie alle intercettazioni sono stati risolti casi importanti a favore della democrazia.

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