Archivi del mese: luglio 2012

Rusconi:no a tagli nel settore scuola

“Siamo d’accordo con gli obiettivi della spending review, che mirano a rendere la Pubblica amministrazione più efficiente, ma abbiamo presentato una serie di emendamenti che mirano a interrompere una continuità di tagli nel settore di scuola, università e ricerca.” Lo dichiara il capogruppo del Pd Antonio Rusconi in Commissione Istruzione del Senato. “Siamo disponibili – ha continuato Rusconi – a rivedere gli aspetti che non funzionano, ma siamo anche convinti che questi sono gli obiettivi più importanti da cui far ripartire la ripresa del Paese”. “In particolare – ha aggiunto Rusconi – prioritariamente chiediamo l’annullamento dei tagli alla ricerca, all’indomani di scoperte scientifiche che dimostrano come gli scienziati italiani siano preparatissimi e all’avanguardia. Chiediamo, soprattutto, che dopo che è stato istituito l’ANVUR – ovvero un Istituto di valutazione, votato all’unanimità nelle Commissioni di Camera e Senato, composto da persone di grandissima autorevolezza e competenza – non si possa procedere a tagli su istituti ed enti di grande prestigio senza che lo stesso ANVUR abbia ancora previsto una sua valutazione. Inoltre, dopo anni di sacrifici, imporre a tutte le università italiane un turn over del 20 per cento significherà che nessun giovane ricercatore entrerà nei prossimi anni nei nostri atenei, impoverendone di fatto la qualità della ricerca. La stessa qualità e la stessa competenza che chiediamo nella mobilità degli insegnanti in ruolo in esubero, che non possono essere spostati solo con il criterio del risparmio”. “Sono solo tre tra gli esempi più importanti – ha concluso Rusconi – per spiegare gli emendamenti presentati dal Gruppo Pd della Commissione Istruzione e per ribadire che siamo d’accordo con gli obiettivi della legge, ma riteniamo che il sapere e la ricerca rappresentino un investimento troppo importante per il futuro di questo Paese”.

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Festa di mezza estate

Abbiamo pensato come Circondario Meratese di organizzare una due giorni democratica con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente i 12 Circoli della zona e di far conoscere al territorio le idee e le proposte del PD” precisa Canzio Dusi del Circondario “se per anni ci siamo impegnati in modo attivo nella Festa Democratica di Osnago, quest’anno abbiamo pensato di provare anche a promuovere nel meresate un evento ed è così che è nata la “Festa di mezza Estate”. Si tratta di un’edizione zero, intensa perché concentrata in un weekend, ma decisamente interessante anche per i due incontri che verranno animati dal Cons. Regionale Fabio Pizzul e da Roberto Rampi, responsabile organizzativo regionale del PD”.

 

Festa di mezza Estate

la festa dei circoli PD del circondario meratese

Centro Polifunzionale via Buonarroti (di fianco al campo sportivo) Imbersago (Lecco)

Sabato 14 luglio

  • ore 18

inaugurazione: parteciperà il Segretario provinciale del PD Ercole Redaelli

  • dalle 20.30

spazio ai giovani: concerto di L’epidemia (alternative rock) e Petite Fabrique (Rock).

 

Domenica 15 luglio

  • ore 10

“risposte della politica ai bisogni dei cittadini in tempo di crisi” – incontro con il Consigliere Regionale Fabio Pizzul

  • ore 12.30

pranzo degli iscritti e dei simpatizzanti

  • ore 14.30

“’i Circoli sono il Partito, il Partito ascolta i Circoli’ – incontro con il Responsabile Organizzativo Regionale del PD Roberto Rampi

 

Saranno sempre attivi servizio BAR e servizio ristorazione.

Per info e prenotazioni: info@pdlecco.it oppure cell. 340 989252

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Rusconi: Dimensionamento scolastico.Le competenze alle Regioni

Abbiamo ottenuto un buon risultato rispettando le specificità regionali: lo Stato stabilirà un numero di dirigenti scolastici sulla base del numero degli alunni per ogni regione, ma toccherà poi alle regioni stabilire autonomamente i criteri per i diversi territori, a seconda delle caratteristiche e delle problematiche esistenti”. “Il parametro medio regionale – spiega ancora Rusconi – sarà comunque di un dirigente ogni 900 alunni, lasciando inalterata la situazione già decisa per il prossimo anno scolastico. Ci sembra un gesto di buon senso, in accordo con le autonomie regionali”.

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Autonomia? Enti Locali al collasso

Grande partecipazione ieri sera al convegno “Autonomia? Enti locali al collasso” tenutosi presso la sala conferenze della sede lecchese della Banca Popolare di Sondrio. Dopo l’introduzione del sen. Antonio Rusconi, hanno preso la parola Lorenzo Guerini (sindaco di Lodi), Daniele Bosone (presidente della provincia di Pavia) e Virginio Brivio (sindaco di Lecco). All’on. Giuseppe Fioroni il compito di chiudere la serata.

Tra i numerosi presenti molti i sindaci, gli amministratori del territorio e le personalità politiche.

Al centro dell’attenzione la situazione di grande difficoltà in cui si trovano le amministrazioni degli enti locali, strette tra l’esigenza di gestire sul territorio una situazione economica difficile e i rigidi vincoli di spesa cui sono sottoposte, in particolare dal patto si stabilità.

Antonio Rusconi ha sottolineato come l’incontro nascesse dall’esigenza di parlare di problemi concreti, affinché le necessarie misure di contenimento della spesa, dai vincoli imposti dal Patto di stabilità ai tagli previsti dal decreto relativo alla spending review, non calino dall’alto con logiche centralistiche, ma si misurino con le necessità e le indicazioni provenienti da chi la crisi la vive in prima linea, come per esempio i sindaci. Rusconi ha quindi sollevato il problema centrale, ossia l’assurdità di un patto di stabilità che, non solo impone a tutti i Comuni sanguinosi tagli nei servizi, ma impedisce anche a quelli virtuosi di poter spendere i soldi che hanno. Quanto ai tagli previsti dalla spending review, giusti e necessari in via di principio, vanno però pensati dentro una logica virtuosa, capace di discriminare tra i costi “buoni” e quelli “cattivi”. Bisogna accantonare i ragionamenti da tifosi – continua Rusconi – e porre al centro il tema dell’efficienza della pubblica amministrazione, rivendicare le differenze e saper distinguere restituendo responsabilità e spazio alle autonomie locali. Politicamente emerge la necessità di parlare con una voce sola, l’esigenza di fare fronte comune affinché la politica nazionale, il Governo, nel prendere le misure necessarie per consentire all’Italia di continuare sulla via del rigore, non prescinda più dalle necessità e dalle richieste che vengono dal basso – e questo, ovviamente, non certo per la difesa di prerogative o rendite di posizione: quanti soldi si potrebbero ricavare dall’abolizione dei tanti enti inutili, enti che spesso fanno tutti la stessa cosa?

Lorenzo Guerini, da un lato si è trovato d’accordo nel manifestare l’esigenza di fare fronte comune spingendo le amministrazioni locali a parlare con una voce sola, per esempio nel tentativo di modificare la logica punitiva che sembra animare il centralismo del patto di stabilità; dall’altro, ha denunciato il grave scandalo prodotto dal fatto che, mentre cresce il bisogno di sostegno alle famiglie e alle imprese, scompare dal dibattito il tema delle politiche sociali. È in questa direzione, secondo il sindaco di Lodi, che il PD dovrebbe procedere con più decisione.

Anche da Daniele Bosone si è levata la richiesta di fare fronte comune contro una logica centralistica che caratterizza non solo in Governo nazionale, ma anche quello regionale. L’effetto è quello di un pericoloso svuotamento politico dei territori.

Virginio Brivio ha denunciato quello che definisce come “neocentralismo” del Governo. Procedendo da un’autocritica, quella che sottolinea come la scure dei tagli colpisce in effetti spese eccessive che i Comuni per anni si sono troppo facilmente concesse, si è però poi associato alla critica al patto di stabilità, considerato troppo rigido e quindi punitivo. Il sindaco di Lecco ha sottolineato quindi il ruolo degli enti locali nello sviluppo economico del Paese e, attingendo allo spirito della Costituzione, ha spronato i parlamentari, anche in vista delle prossime elezioni, a non dimenticare il legame profondo tra le autonomie locali e le economie concrete del territorio.

A Giuseppe Fioroni è spettato il compito di chiudere la serata e, in quanto personalità di spicco nel PD, di illustrare quale secondo lui deve essere la posizione del Partito rispetto alle richieste provenienti dai territori. Il tema centrale è quello di procedere con attenzione e estrema lucidità nella direzione dei tagli: la spending review, se mal concepita, può rappresentare una pietra tombale per l’economia italiana. S’impone la necessità di chiarire innanzitutto qual è la concezione di ente locale che si ha in mente. Chiaro ormai a tutti il fallimento della visione leghista-bossiana del federalismo, sostiene Fioroni, quello a cui bisogna puntare è un federalismo dei Comuni capace di ribellarsi alla logica neocentralista impersonata non solo dal Governo centrale, ma anche dalle Regioni. I tagli vanno fatti, ma perché non barattare i tagli ai Comuni virtuosi con l’eliminazione di molte tra le inutili municipalizzate? Perché invece di chiudere le Province non si incide sulla pletora di enti inutili?

 

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