Emergenza neve

Insieme alla prima neve eccola inesorabile la polemica sulla gestione “dell’emergenza”.

Un plauso all’Amministrazione! L’organizzazione ha funzionato bene. Il Piano progettato dagli uffici, visionato in una Commissione Consiliare partecipata e ricca di utili consigli, è stato efficace. Si è agito con la sufficiente prontezza nel rispetto dell’equilibrio tra le risorse pubbliche spese e la qualità del servizio offerto.

Ieri mattina le strade erano agibili, i mezzi pubblici presenti, il traffico, tenuto conto della situazione, normale.

Considerato questo, le scuole potevano essere aperte? Forse sì, ma è facile dirlo ora. C’è poi da aggiungere che il traffico scorrevole e poco intenso potrebbe essere il risultato dell’efficace sistema di avvisi incrociati studiato per la comunicazione ai cittadini. Non si può dire sia stato altrettanto chiaro ed efficiente quello della provincia.

Va infatti chiarito che la Legge regionale LOMBARDIA 6 agosto 2007 n. 19 “Norme sul sistema educativo di istruzione e formazione della Regione Lombardia”, all’ Art. 6 – Ruolo delle province e dei comuni dice al comma 1 precisa che “Spettano alle province, in materia di istruzione secondaria superiore, e ai comuni, in relazione agli altri gradi inferiori dell’istruzione scolastica” e alla lettera d. sottolina che anche la “sospensione delle lezioni in casi gravi e urgenti” spetta alla Provincia e non al Comune dove sono ubicate.

Se ieri mattina i marciapiedi ricoperti da un soffice manto di neve che imponeva un paio di scarpe adeguato non erano però scivolosi, oggi il ghiaccio rischia di farla da padrone rendendo i percorsi pedonali punto debole del piano.

A questo proposito bisogna però sottolineare che:

  1. i marciapiedi non si puliscono e “salano” con gli appositi camioncini, inoltre ci vuole tempo per la pulizia di tutti i marciapiedi della Città
  2. Le regole e il buon senso attribuiscono ai frontisti l’onere di ripulire e mantenere agibile il “loro” pezzo di marciapiede.

Per il primo punto ritengo doveroso valutare l’azione del Comune, nel caso in cui si dovessero presentare significative ed evidenti lacune il mio Gruppo si prenderà le responsabilità dovute.

Per il secondo, il discorso è un po’ più complesso e riguarda da un lato la cultura e il civismo che una comunità sa esprimere, dall’altra la capacità degli strumenti di partecipazione (in primis i CTP) sui quali bisogna lavorare per rendere possibile, coordinato ed efficace l’intervento diretto dei cittadini nel migliorare la qualità della vita in Città. Perché non pensare attraverso i CTP alla formazione di comitati civici di quartiere che – come una piccola squadra di protezione civile – organizzino e gestiscano la pulizia dei marciapiedi e dei percorsi pedonali e ciclabili in collaborazione con l’Amministrazione?

In fine occorre ricordare che sono stati previsti nel bilancio più di 200.000 € per lo sgombero neve. Tenuto conto che salvo casi eccezionali la permanenza della neve in città e i disagi ad essa connessi sono di breve durata, bisogna decidere se spendere (e a mio avviso sperperare) tutte le risorse per due giorni di neve, oppure attrezzarsi con un paio di scarpe pesanti per camminare, una pala per pulire il marciapiede avanti casa, utilizzare pneumatici invernali (se proprio non si può fare a meno dell’auto), risparmiando così diverse decine di migliaia di euro pubblici da destinare  ad attività e servizi più utili e duraturi.

Ufficio Stampa PD Lecco

Articolo scritto in Mobilità.



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