Archivi del mese: dicembre 2011

La posizione del PD sul Piano Cave

La Provincia di Lecco ha avviato la revisione del Piano Cave. Il Partito Democratico ha manifestato forti perplessità sull’opportunità di avviare questo iter quando ancora restano molti quantitativi di materiali da estrarre e in Regione è in atto la discussione della nuova legge che andrà a normare tutta la materia.

In prima analisi si evidenzia l’importanza che un serio Piano Cave Provinciale debba innanzitutto trovare riscontro dai reali fabbisogni che possono essere letti all’interno del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e dai Piani delle Opere Pubbliche, in considerazione anche della crisi economica che di fatto tende a far rivedere al ribasso le previsioni di espansione urbanistica e delle relative infrastrutture. I documenti sinora circolati, relativi all’avvio della VAS del nuovo piano cave, fanno semplicemente riferimento alle richieste dei cavatori. Tutto ciò potrebbe provocare un impatto ambientale delle attività estrattive non sufficientemente motivato e che in talune situazioni potrebbe essere non sopportabile. In particolare l’esistenza di luoghi di interesse artistico, storico, turistico, di importanza naturalistica o di pregio paesaggistico non consente l’apertura, nelle vicinanze, di nuovi ambiti estrattivi. Per quelle già esistenti occorrerà prevedere invece piani di coltivazione che si sviluppino sin dall’inizio in coerenza con  la forma finale.

Per quanto riguarda i reali fabbisogni di sviluppo edilizio e di infrastrutture è necessario considerare, secondo gli intenti di un modello di sviluppo più sostenibile, l’opportunità di ricorrere a tecniche costruttive con materiali riciclati o con materie prime rinnovabili.

Nella revisione in atto del Piano Cave, inoltre, non si tiene conto della quantità di materiale che rimane da attingere riferita al Piano Cave ancora in vigore, che nella maggioranza degli ambiti estrattivi non ha ancora esaurito i quantitativi autorizzati. Questa considerazione ci porta a ritenere non giustificata la “premura” di approvare un nuovo piano cave, quando tra l’altro è in discussione in Regione la nuova legge sulle attività estrattive.

Per tutte le cave che saranno aperte ex novo o che continueranno la propria attività estrattiva, dovrà essere previsto un severo piano di coltivazione e contestuale recupero ambientale. Il controllo del rispetto dei piani di coltivazione non può essere fatto dai Comuni, che spesso non dispongono di personale competente o in numero sufficiente. Il controllo dovrà essere operato da tecnici provinciali o regionali, che dovranno produrre documenti di analisi da sottoporre ai Sindaci, alla Consulta Provinciale Cave ed ai Consiglieri Provinciali. Restano infine inconsiderati, fino a questo momento, i giacimenti nei letti dei fiumi, dei laghi e nelle opere stradali.

Per quanto riguarda il nuovo fronte estrattivo sul Cornizzolo, richiesto dalla Holcim, il Partito Democratico esprime un netto parere contrario per i motivi sopra esposti e che risultano condivisi dalla popolazione e dalle Amministrazioni Locali. Dove oggi si chiede di aprire un nuovo fronte estrattivo siamo a poche centinaia di metri dalla Basilica di San Pietro al Monte, dal Sito di Interesse Comunitario (SIC) del Sasso Malascarpa e dalla Zona di Protezione Speciale(ZPS) del Triangolo Lariano. Il PD è comunque attento alle possibili conseguenze occupazionali, ma ritiene che il problema debba essere affrontato in presenza di un chiaro piano industriale dell’azienda che tenga conto dei vincoli esistenti e proponga anche possibili soluzioni di riconversione produttiva.

Per quanto riguarda le altre situazioni presenti nel nuovo piano cave il PD esprime parere contrario alla richiesta di ulteriori quantitativi da estrarre dalla Cava di Valle Oscura in quanto ci troviamo in un Parco Regionale ed in corrispondenza di un SIC. Qui esiste già, e chiediamo venga rispettato, un impegno che si limitava al rimodellamento (recupero) di un vecchio fronte di cava. L’intervento potrà avvenire in tempi che tengano conto della prevista diminuzione della domanda.

Infine, le richieste estrattive del Magnodeno, proposte da Fassa e Unicalce, dovranno essere analizzate attentamente, valutando in modo puntiglioso i piani di coltivazione e di recupero. Essendo attività presenti da troppi anni su queste pendici, l’analisi geologica legata al pericolo idraulico e di frana dovrà essere prioritaria rispetto a qualsiasi esigenza industriale.

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Rsi: unire le forze per salvare l’unità produttiva

 Nonostante due incontri tenutisi recentemente al Ministero per capire quali siano le possibili vie d’uscita dalla attuale situazione di empasse, non è stato possibile elaborare un percorso condiviso tra le parti. La Proprietà persiste nel non voler onorare gli impegni da tempo presi e che prevedevano il pagamento degli stipendi arretrati. I lavoratori aspettano ancora gli stipendi dal mese di maggio scorso. Il piano industriale presentato dalla Proprietà appare scarsamente credibile e, in questa situazione, non si può pensare che i dipendenti possano riprendere il lavoro. Non c’è più alcun ragionevole motivo per immaginare che la Proprietà cambi atteggiamento. E’ necessario fare chiarezza e sgombrare il campo da tutti gli elementi che inducano solamente a procrastinare qualsiasi decisione. Su questo punto il Partito Democratico invita la Provincia e tutte le altre forze istituzionali e sociali a unirsi e a far convergere i propri sforzi per preparare il terreno a possibili soluzioni alternative. La difficile congiuntura economica non lascia molti margini alla speranza che si possa salvare l’unità produttiva, ma l’incertezza e l’attesa possono solamente far decadere progressivamente la sua competitività e la professionalità dei suoi addetti. Ercole Redaelli Segretario provinciale PD

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I nuovi Italiani

Il FORUM IMMIGRAZIONE del PD Federazione Prov. Lecco - insieme a quello della Federazione di Como e della Regione Lombardia – organizza in data SABATO 17 Dicembre ore 14.45, presso la Banca Popolare di Sondrio, un importante incontro sul tema della cittadinanza per gli stranieri.
“E’ un’assurdità, una follia che dei bambini nati in Italia non diventino Italiani. Non viene riconosciuto a loro un diritto fondamentale”. Questo è il forte richiamo che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rivolto agli Italiani alcuni giorni fa. I Forum Immigrazione Provinciali della Lombardia hanno organizzato un Convegno sulla “cittadinanza” che si terrà  a Lecco il 17 dicembre. Crediamo che questa possa e debba essere un’occasione per il nostro partito per aprire un dibattito, sicuramente difficile, di fronte ad un problema che sta cambiando la società italiana  e a cui  la nostra parte politica e i nostri circoli non possono restare indifferenti. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza e a tutte le associazioni del territorio.

Tra i  relatori segnaliamo il Prof. VITTORIO ANGIOLINI, Ordinario di Diritto Costituzionale dell’Università degli Studi di Milano
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Noi l’Europa

Noi l’Europa.L’europa politica: il nostro futuro

la forza delle sue istituzioni, i suoi equilibri.

Ne parliamo con l’on. Lino Duilio e Eugenio Carnazza, responsabile Forum Europa in SalaCivica a Olgiate Molgora venerdì 2 dicembre alle ore 20,45

Durante il dibattito si affronteranno alcune questioni urgenti:

IL NOSTRO FUTURO:

Partiamo dall’Italia che rischia di essere l’architrave ( in negativo) di questa crisi:

Il futuro dell’Europa oggi si gioca sulle grandi questioni della stabilità (finanziaria) e della crescita.

la stagnazione è (unita all’inefficienza dello Stato a tutti i livelli) è la grande questione che ipoteca il nostro futuro.

-Quali sono le risorse immediatamente mobilitabili per un piano di crescita in Italia ? (risorse materiali e immateriali …. !!!!

-Monti chiede la sterilizzazione delle spese per investimenti nel computo del disavanzo, è da sostenere?

-Il ruolo della Bce  dovrebbe essere più attivo, ma l’Italia ha l’autorità per sostenere questa tesi?

GLI EQUILIBRI POLITICI IN ITALIA ED IN EUROPA

-Questione centrale è l’adeguamento delle Istituzioni europee

. per un Governo Europeo dell’Economia

. il rafforzamento della Bce e degli strumenti finanziari europei.

-Tale adeguamento non può trovare sostegno sufficiente nei Governi nazionali e tanto meno in un direttorio franco tedesco.

·Tre proposte per un Progetto

Proposta n. 1

In materia di Federalismo Europeo  è necessario avviare la battaglia per una ulteriore democratizzazione delle istituzioni Europee in ottica Federale:  il primo passo è quello per la formazione di partiti politici europei e sovranazionali: anzitutto per quanto riguarda il P.D. Esso può e deve proporsi come modello promotore di un’alleanza a livello europeo fra le forze Riformatrici sopra richiamate.

Proposta n. 2

Un punto di coesione per questa proposta può e dev’essere quello di una spinta dal basso per la Federazione Europea su base democratica e rappresentativa: la battaglia sia dunque quella per dare più incisività alla Commissione Europea (organo emanato dal Parlamento)a fianco del Consiglio Europeo ( organo emanato dai Governi):

il Presidente della Commissione sia allora eletto dal Parlamento Europeo sulla base di un Programma Politico e non sia più indicato dal Consiglio.

Abbia inoltre la facoltà di rappresentare la voce comune europea in seno al Consiglio medesimo.

Ciò indurrà i partiti a strutturarsi in alleanze programmatiche sovranazionali, indurrà un bipolarismo politico Europeo.

Proposta n.3

I Riformatori Europei adottino la proposta di un rafforzamento:

.del  Governo economico europeo attraverso la creazione di un Ministero delle Finanze Europeo

.dei poteri della Bce anche in materia di crescita e non solo di controllo dei prezzi

.della politica di sviluppo, attraverso l’adozione della proposta di Euro Union Bond (poposta Prodi Quadrio Curzio).

La Lombardia, regione europea avanzata, cerniera fra Nord e Sud Europa, è terreno ideale per proporre questa visione e queste proposte; può essere una grande opportunità per il Partito Democratico lombardo farsene promotore.

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