Archivi del mese: aprile 2011

Attenti ai cannibali

Anzitutto pochi dati:in materia di rifugiati ( cioè fuggitivi da situazioni di guerra, persecuzione e rivolgimenti politici) la Germania ne accoglie  oggi più di  7 ogni 1000 abitanti, la Gran Bretagna ben oltre 4, e così pure Svezia ed Olanda, l’Italia 1.

Nel 2010 la Germania ha accolto più di 48.000 rifugiati, la Francia, con cui il nostro governo si sta scontrando, ne ha accolti 51.000.   Si potrebbe ipotizzare che se venisse accolta l’apertura delle frontiere alla circolazione dei rifugiati su cui tanto insiste il governo Berlusconi-Bossi, gli altri Paesi ne trarrebbero un potenziale vantaggio se non fosse che nessun rifugiato desidera trasferirsi nel nostro Paese.   Ultimo dato: la libertà di circolazione prevista dal Trattato di Schengen vale per i cittadini dei Paesi dell’Unione e non per gli immigrati.   Il nostro Governo invoca allora la direttiva 55 sulla protezione temporanea per gli afflussi massicci di persone in fuga, ma allora occorreva trovare un accordo con gli altri Stati dell’Unione prima e non dopo aver deciso la concessione dei permessi temporanei.   Insomma la grave questione dei flussi migratori non sembra essere discussa ed affrontata sulla base di dati dal governo Berlusconi Bossi, ma piuttosto sulla base di interpretazioni emotive da usare per fini interni, fomentando le paure dell’opinione pubblica.   Ed infatti non v’è casa , strada od ambiente di lavoro ove questo non sia divenuto argomento di quotidiana preoccupazione, e non dovrebbe.   Allora due considerazioni. La prima. Ciò che effettivamente manca da parte dell’Europa è un atteggiamento comune non solo sul caso singolo dell’Italia ma sul problema della migrazione emergenziale nel suo insieme. La prova sta nel caso della guerra civile libica: nel momento in cui gli Usa hanno deciso per una linea di relativo disimpegno non è subentrata una politica europea, ma l’iniziativa di alcuni singoli Stati ( Francia e Gran Bretagna) che ha reso ancor più palpabile l’impressione di una conflittualità di interessi fra Paesi Ue . Quindi, con sempre maggior forza sosteniamo l’ineluttabile necessità di una politica estera che tuteli gli interessi economici e demografici europei nel loro insieme, in un quadro di cooperazione e non di conflitto con il resto del Mondo.   La seconda. Va smascherata la condotta del Governo attuale, basata sulla prassi del cannibalismo politico. Prassi  per cui anche le istituzioni ed i valori politici di fondo degli ultimi sessant’anni vengono trascinati nella lotta politica per la propria sopravvivenza. L’attacco condotto in simultanea da Berlusconi e Maroni all’Europa fomenta le paure  per farsene scudo e scaricare le proprie responsabilità su un soggetto esterno, l’Europa appunto, e catalizzare il consenso dell’opinione pubblica più smarrita.   Conclusione. Il cannibalismo politico è contagioso perché può essere elettoralmente utile. Oggi Berlusconi e Bossi in Italia , Marie Le Pen in Francia, ma quante altre idre della xenofobia populista si aggirano per l’Europa? Allora la risposta non può essere lasciata alle forze slegate dei singoli Paesi,  alla marea montante  della paura si risponde con grandi strategie e non con piccoli muri di contenimento. Occorre unire in una proposta unitaria tutte le forze riformatrici e democratiche d’Europa, in un disegno comune di rilancio della nostra società e del progetto Europeo Federalista.

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Visita del Gruppo Regionale in provincia di Lecco

Sempre connessi con i lombardi – Fuori dal palazzo e dentro le piazze . Venerdì 15 aprile, il Gruppo regionale del Pd e’ stato nel lecchese, guidato dal ‘padrone di casa’, il consigliere Carlo Spreafico.

Ore 19 – Siamo alla fine del giro. Anche questo venerdì il Gruppo regionale del Pd ha attraversato in lungo e in largo una provincia di questa grande, complicata Lombardia. Si chiude in bellezza: l’incontro con gli amministratori, i giovani, gli iscritti e i simpatizzanti del Partito democratico per un confronto diretto – domande e curiosità, dice capogruppo Gaffuri – direttamente nella sede lecchese di via Parini. Poi un piccolo buffet.
Si chiude per modo di dire: ognuno dei consiglieri, ma persino il senatore Antonio Rusconi, ha un impegno per la sera in qualche comune della propria di provincia, in un lavoro che sembra non finire mai. Qualcuno diceva che la vera politica non esiste senza passione.
E mentre Lecco saluta il Gruppo, si pensa gia’ alla prossima tappa: fine aprile a Cremona.

Virginio Brivio

Ore 18 -La più bella notizia degli ultimi anni“. Così il capogruppo Luca Gaffuri ha definito la vittoria del Pd a Lecco, dove ora governa il Comune conVirginio Brivio, uomo di esperienza dentro le istituzioni lecchesi. E lui, con modestia, ha illustrato il lavoro che con la sua squadra sta facendo. Qualche esempio: lo sportello unico delle attività produttive senza attendere i passaggi della burocrazia regionale che ci sta pensando, sempre su sollecitazione del Pd; rapporti sempre più stretti con il Consiglio nazionale delle ricerche per favorire l’innovazione nel territorio; il via libera ad alcune opere ferme al palo, come il nuovo palazzo del tribunale; il Patto d’intesa con le Ferrovie dello Stato per incentivare l’interscambio ferro-gomma; il Piano anticrisi di oltre 360mila euro con azioni previste come borse lavoro, voucher, convenzioni e contributi.
Non mancano le difficoltà, come si sa. Prima fra tutte, ha ricordato Brivio, la borsa dai cordoni stretti del bilancio: i minori trasferimenti dai vari enti superiori superano i meno 5 milioni di euro. E, quel che forse e’ peggio, c’e’ un serio problema di pagamenti: il Comune di Lecco, suo malgrado, può evadere solo il 34% delle opere in programma, legato com’e’ a doppio giro al famigerato Patto di stabilita’. Eppure, “noi siamo positivamente proiettati in avanti”, assicura con pacatezza sindaco Brivio.
I consiglieri regionali prendono appunti. Da Lecco torneranno con un carnet ricco di impegni.

Ore 16.45 – Le ombre della sera di Giacometti si allungano su Lecco. I consiglieri regionali del Pd, cui si e’ aggiunto Fabio Pizzul, visitano curiosi l’originale mostra del maestro grigionese, a Villa Manzoni. Le sue figure allungate, litografie riportate su costosissime riviste francesi, ricordano vagamente lo strano momento storico che stiamo vivendo. Corpi umani appena abbozzati dalla matita, sfuggenti, forse solo intuibili. La femme debout del 1952 in bronzo guarda con indifferenza gli astanti. L’assessore alla Cultura del Comune di Lecco Michele Tavola sogna qualche “spicciolo” in più per la città e la sua Villa Manzoni.

Ore 14.30: Lo Ster, la sede territoriale di Regione Lombardia, a Lecco guarda di sghimbescio il lago. Piccole, medie e grandi imprese, sindacati, professionisti, Acli ed Enaip sono venuti al terzo piano del Pirellino per dire e ascoltare. L’economia: un tema che sta a cuore al Partito democratico, perché significa lavoro, sostegno primo delle famiglie, futuro per i giovani. La ruota che gira e che rischia di incepparsi sempre più, di questi tempi. Ma per Cgil, Cisl e Uil qualcosa sta cambiando: si riprende il manifatturiero, l’edilizia torna in crisi. Il punto vero e’ come sostenere i settori che riemergono dall’acqua, seppure a macchia di leopardo. E un polo di ricerca pare, per i sindacati, ormai imprescindibile.
Confindustria non può che sposare queste idee, assicura il suo rappresentante. In una provincia di eccellenza il capitale umano e’ tutto, dice. Si zoppica ancora, purtroppo, sulla ripresa dell’occupazione. Che e’ strategica, pero’. Certamente non sembra il sistema dotale la soluzione ideale, fa sapere l’Enaip. Intanto, gli istituti professionali a Lecco sono in difficoltà. Poi  gli ammortizzatori sociali in deroga non hanno dato i risultati sperati e ora sono pure giunti a conclusione. Che fara’ adesso Regione Lombardia?
Per l’ordine degli architetti e’ tutto un problema di gestione del territorio. C’e’ difficoltà a far decollare nuovi progetti, soprattutto quelli infrastrutturali che per il lecchese sono fondamentali.
Enrico Brambilla, il consigliere Pd che fa parte della commissione Attività produttive, ricorda i cardini su cui si basa la battaglia del partito dentro il Pirellone. Il sistema confidi, ad esempio, fuori dal controllo di qualsiasi longa manus e con parziale rifinanziamento di Federfidi. O la rilettura delle modalità dei bandi, attraverso i quali dare ossigeno alle imprese.
Il lago, in lontananza, rimane placido e indifferente al tribolare umano.

Ore 11.00: Il lavoro che fa “La nostra famiglia” in tutti i centri che ha in Italia – 11 solo in Lombardia – è di un’importanzasenza paragoni. Gli ospiti sono soprattutto ragazzi in et evolutiva e vengono trattate anche disabilita’ gravi. La sede di Bosisio Parini e’ enorme. C’e la ricerca, la riabilitazione, l’educazione e la formazione. Ci sono 233 letti, nel 2010 sono stati effettuati 31500 giornate di ricovero, 100mila esami clinici, 40mila interventi di riabilitazione, sono stati trattati mille minori e 600 adulti. Bastano i numeri a dire del ruolo che questa realtà ha nel panorama dell’assistenza e della sanità non solo provinciale.Luca Gaffuri, Carlo Spreafico, Mario Barboni e Angelo Costanzo, capogruppo e consiglieri regionali del Pd, assieme a Ercole Redaelli, segretario provinciale, non volevano mancare a questo appuntamento, pur conoscendo bene la struttura e le sue attività. Eppure i problemi non mancano, come hanno tenuto a far sapere i dirigenti del centro. Sembra strano, ma qualche ostacolo c’e, nonostante una crescita esponenziale in soli vent’anni. La dimostrazione e’ l’ultimo padiglione aperto, che pero’ sembra gia’ non essere sufficiente, vista la costante necessita’ di posti letto. E poi la questione Irccs, l’istituto di ricerca e cura a carattere scientifico, che sottende la stessa struttura della Nostra famiglia e che, in questo caso, e’ di diritto privato: dobbiamo essere considerati figli di un dio minore visto che la Regione riconosce come interlocutori solo le aziende ospedaliere pubbliche? Si chiedono i dirigenti dell’istituto. Mai come in questo caso l’utente dovrebbe venire prima di tutto.

Ore 9 - Prima tappa l’ospedale Mandic di Merate, un’azienda speciale che vuole essere un fiore all’occhiello per ilterritorio e dotata di una “rete salute” che si candida a portare avanti una parte del percorso sociosanitario che investirà le popolazioni locali. Anche in quest’ambito ci si aspetta la mannaia: il Distretto sociosanitario e’ consapevole che nei prossimi anni soffrirà di carenza di finanziamenti, qualche servizio verrà contratto e a pagarne le conseguenze sara’ la cittadinanza. Mario Barboni, il consigliere che è componente della III commissione Sanità del consiglio, conferma le difficoltà che si prospettano a sostenere come prima soprattutto il settore sociale. «Noi – dice Barboni – abbiamo fatto delle proposte e insistiamo per trovare risorse per riportare i servizi sociali dentro una dinamica sostenibile che non si basi, in prospettiva, solo sul volontariato». I dirigenti dell’ospedale e dei servizi meratesi ascoltano preoccupati le parole dei rappresentanti regionali del Pd. Nelle corsie, intanto il lavoro ferve. Dalle finestre entra l’aria fresca del mattino di questa giornata in collina.

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Cordoglio per la morte di Giovanni Arrigoni

Il Partito Democratico di Lecco ha appreso con dolore dell’inaudito assassinio del giovane Vittorio Arrigoni, giornalista pacifista,  da tempo impegnato per scopi umanitari nel vicino Oriente.Il ragazzo, figlio del Sindaco di Bulciago Egidia Beretta, che da anni coltivava “sul campo” ideali di pace e non violenza è stata sacrificato in nome  di una ideologia estremista e fanatica, l’esatto contrario di quelle speranze che Vittorio perseguiva. Allo sgomento e al dolore si aggiunge la considerazione che si è costretti a registrare ancora una volta tanta violenza, e a nulla valgono gli impegni seri, e ci sono, di gran parte della comunità Internazionale in quella martoriata area. Il PD di Lecco si inchina dinanzi a questo sacrificio che, si augura, non sia stato vano e porge alla collega Egidia e alla sua famiglia  le più sentite e partecipate condoglianze.

A seguito della tragica ed atroce morte di Vittorio Arrigoni, vi invitiamo a partecipare ad un momento di commemorazione e di preghiera, che si terrà questa sera alle ore 21.00 presso la Palestra della Scuola Primaria “Don Lorenzo Milani” in via Roma a Bulciago.

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Oggi il Pd regionale “in trasferta” a Lecco

Il mese scorso siamo andati a Lodi, stavolta il gruppo regionale del Pd verrà a Lecco.
I consiglieri regionali guidati da Carlo Spreafico saranno a Lecco venerdì 15 e sabato 16 aprile. Qui trovate il numero speciale del giornale dedicato proprio alla provincia lecchese: tour_delle_province_lecco
Il programma:
Venerdì 15 aprile
Ore 9.00-10.30:
Merate, Ospedale San Leopoldo Mandic, in Largo Mandic 1
Incontro con il direttore generale Mauro Lovisari e visita ai reparti
Ore 11.00-12.30:
Bosisio Parini, “Nostra Famiglia”, in via don Luigi Monza 20
Visita dei reparti
Ore 12.30-13.15:
Bosisio Parini, “Nostra Famiglia” in via don Luigi Monza 20
Conferenza stampa:
Energia rinnovabile dal lago
Pranzo nella mensa dell’Istituto
Ore 14.30-16.30:
Lecco, Ster, corso Promessi Sposi 132
Incontro con le parti sociali sui problemi economici, industriali locali
Ore 16.45- 17.45:
Lecco, Villa Manzoni, via Guanella 1
Mostra “Alberto Giacometti e l’Ombra della sera
Ore 18.00- 19.00
Comune di Lecco, piazza Diaz 1
Incontro con sindaco Virginio Brivio e giunta comunale
Ore 19.15:
Incontro con sindaci, amministratori, giovani, iscritti e simpatizzanti
A seguire buffet (luogo da definire)
Sabato 16 aprile
Ore 9, Sala consiliare, piazza Garibaldi 14, Oggiono
Convegno su “Pedemontana ferroviaria briantea: prospettiva di un territorio
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Quale futuro per l’energia italiana

Si terrà a Malgrate MERCOLEDÌ 13 APRILE 2011ore 21.00 nella Sala conferenze presso il Palazzetto dello sport in via Gaggio l’incontro organizzato dal Forum Ambiente del PD di Lecco “Quale futuro per l’energia italiana”.Fonti rinnovabili, efficienza e risparmio energetico,reti di distribuzione,
tutto quello che il Governo Italiano avrebbe dovuto programmare in un Piano Energetico
e che invece ha continuato a rimandare mascherandosi dietro l’illusione nucleare.
Introducono l’approfondimento ed il dibattito Giampietro Tentori, Coordinatore Forum Ambiente  Partito Democratico Lecco,Ing. Matteo Pini, esperto di energia
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GIOVANI PD:IL NOSTRO TEMPO E’ ADESSO

Il nostro tempo è adesso la vita non aspetta Non c’è più tempo per l’attesa. E’ il tempo per la nostra generazione di prendere spazi e alzare la voce. Per dire che questo paese non ci somiglia, ma non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarlo. Soprattutto nelle mani di chi lo umilia quotidianamente. Siamo la grande risorsa di questo paese. Eppure questo paese ci tiene ai margini. Senza di noi decine di migliaia di imprese ed enti pubblici, università e studi professionali non saprebbero più a chi chiedere braccia e cervello e su chi scaricare i costi della crisi. Così il nostro paese ci spreme e ci spreca allo stesso tempo. Siamo una generazione precaria: senza lavoro, sottopagati o costretti al lavoro invisibile e gratuito, condannati a una lunghissima dipendenza dai genitori. La precarietà per noi si fa vita, assenza quotidiana di diritti: dal diritto allo studio al diritto alla casa, dal reddito alla salute, alla possibilità di realizzare la propria felicità affettiva. Soprattutto per le giovani donne, su cui pesa il ricatto di una contrapposizione tra lavoro e vita. Non siamo più disposti a vivere in un paese così profondamente ingiusto. Lo spettacolo delle nostre vite inutilmente faticose, delle aspettative tradite, delle fughe all’estero per cercare opportunità e garanzie che in Italia non esistono, non è più tollerabile. Come non sono più tollerabili i privilegi e le disuguaglianze che rendono impossibile la liberazione delle tante potenzialità represse. Non è più tempo solo di resistere, ma di passare all’azione, un’azione comune, perché ormai si è infranta l’illusione della salvezza individuale. Per raccontare chi siamo e non essere raccontati, per vivere e non sopravvivere, per stare insieme e non da soli. Vogliamo tutto un altro paese. Non più schiavo di rendite, raccomandazioni e clientele. Pretendiamo un paese che permetta a tutti di studiare, di lavorare, di inventare. Che investa sulla ricerca, che valorizzi i nostri talenti e la nostra motivazione, che sostenga economicamente chi perde il lavoro, chi lo cerca e chi non lo trova, chi vuole scommettere su idee nuove e ambiziose, chi vuole formarsi in autonomia. Vogliamo un paese che entri davvero in Europa. Siamo stanchi di questa vita insostenibile, ma scegliamo di restare. Questo grido è un appello a tutti a scendere in piazza: a chi ha lavori precari o sottopagati, a chi non riesce a pagare l’affitto, a chi è stanco di chiedere soldi ai genitori, a chi chiede un mutuo e non glielo danno, a chi il lavoro non lo trova e a chi passa da uno stage all’altro, alle studentesse e agli studenti che hanno scosso l’Italia, a chi studia e a chi non lo può fare, a tutti coloro che la precarietà non la vivono in prima persona e a quelli che la “pagano” ai loro figli. Lo chiediamo a tutti quelli che hanno intenzione di riprendersi questo tempo, di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro, e che hanno intenzione di farlo adesso. vi aspettiamo tutti in piazza XX settembre a lecco il 9 aprile alle ore 15:00!!! Per sostenerci in questa battaglia di diritti e democrazia!!!
Gilardi Giacomo – Segretario provinciale Giovani Democratici

Il nostro tempo è adesso la vita non aspetta Non c’è più tempo per l’attesa. E’ il tempo per la nostra generazione di prendere spazi e alzare la voce. Per dire che questo paese non ci somiglia, ma non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarlo. Soprattutto nelle mani di chi lo umilia quotidianamente. Siamo la grande risorsa di questo paese. Eppure questo paese ci tiene ai margini. Senza di noi decine di migliaia di imprese ed enti pubblici, università e studi professionali non saprebbero più a chi chiedere braccia e cervello e su chi scaricare i costi della crisi. Così il nostro paese ci spreme e ci spreca allo stesso tempo. Siamo una generazione precaria: senza lavoro, sottopagati o costretti al lavoro invisibile e gratuito, condannati a una lunghissima dipendenza dai genitori. La precarietà per noi si fa vita, assenza quotidiana di diritti: dal diritto allo studio al diritto alla casa, dal reddito alla salute, alla possibilità di realizzare la propria felicità affettiva. Soprattutto per le giovani donne, su cui pesa il ricatto di una contrapposizione tra lavoro e vita. Non siamo più disposti a vivere in un paese così profondamente ingiusto. Lo spettacolo delle nostre vite inutilmente faticose, delle aspettative tradite, delle fughe all’estero per cercare opportunità e garanzie che in Italia non esistono, non è più tollerabile. Come non sono più tollerabili i privilegi e le disuguaglianze che rendono impossibile la liberazione delle tante potenzialità represse. Non è più tempo solo di resistere, ma di passare all’azione, un’azione comune, perché ormai si è infranta l’illusione della salvezza individuale. Per raccontare chi siamo e non essere raccontati, per vivere e non sopravvivere, per stare insieme e non da soli. Vogliamo tutto un altro paese. Non più schiavo di rendite, raccomandazioni e clientele. Pretendiamo un paese che permetta a tutti di studiare, di lavorare, di inventare. Che investa sulla ricerca, che valorizzi i nostri talenti e la nostra motivazione, che sostenga economicamente chi perde il lavoro, chi lo cerca e chi non lo trova, chi vuole scommettere su idee nuove e ambiziose, chi vuole formarsi in autonomia. Vogliamo un paese che entri davvero in Europa. Siamo stanchi di questa vita insostenibile, ma scegliamo di restare. Questo grido è un appello a tutti a scendere in piazza: a chi ha lavori precari o sottopagati, a chi non riesce a pagare l’affitto, a chi è stanco di chiedere soldi ai genitori, a chi chiede un mutuo e non glielo danno, a chi il lavoro non lo trova e a chi passa da uno stage all’altro, alle studentesse e agli studenti che hanno scosso l’Italia, a chi studia e a chi non lo può fare, a tutti coloro che la precarietà non la vivono in prima persona e a quelli che la “pagano” ai loro figli. Lo chiediamo a tutti quelli che hanno intenzione di riprendersi questo tempo, di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro, e che hanno intenzione di farlo adesso. vi aspettiamo tutti in piazza XX settembre a lecco il 9 aprile alle ore 15:00!!! Per sostenerci in questa battaglia di diritti e democrazia!!!Gilardi Giacomo – Segretario provinciale Giovani Democratici

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AMMINISTRATORI PD:IL NOSTRO RUOLO E’ INDISPENSABILE

Dopo le elezioni amministrative di maggio e dopo i referendum di giugno, il Partito Democratico nazionale porrà mano ad una miglior definizione dell’organizzazione e del funzionamento del partito e, probabilmente, a modifiche statutarie.

Il Circolo di Casatenovo ha affrontato, recentemente, la questione dei rapporti tra Circolo e Amministratori comunali che potrebbe essere uno degli argomenti di quella revisione.

Dall’incontro sono emerse considerazioni utili per una riflessione di carattere generale sul tema e, in una fase in cui si stanno definendo le liste per le prossime elezioni ammnistrative che coinvolgeranno, nella nostra provincia, 21 Comuni, sul ruolo delle cosiddette liste civiche.

In questo modo, si sostiene, è più facile avere il consenso da parte di coloro che rifuggono dalla politica. Addirittura ci sono candidati che desiderano non essere connotati dall’appartenenza a partiti.

I risultati ottenuti da queste liste e da questi candidati dimostrrebbero la bontà di queste tesi.

Per coloro che credono nel progetto del PD e sono impegnati per realizzarlo, mettendo gratuitamente a disposizione tempo e risorse, tutto questo provoca un senso di frustrazione, perchè essi non sono certi che i consensi ottenuti da questi candidati, anche grazie al sostegno del PD, si trasferiscano al partito.

In alcuni casi la conseguenza è la rinuncia ad ogni attività a favore del partito.

E’ un’ambiguità che va chiarita.

Al fondo di questi comportamenti ci sono due modi diversi di intendere il partito che, per intenderci, possono essere chiamati “la gioiosa macchina da guerra” oppure “il partito dei Sindaci”.

Forse anche questa volta la verità sta nel mezzo, ma è bene che se ne discuta per sfruttare le positività delle due concezioni e per evitarne le negatività.

I confini tra le due diverse sfere (politica e amministrativa) non sempre sono netti e quindi talvolta  è determinante, ai fini della definizione delle rispettive competenze, la capacità dei singoli di intervenire nelle specifiche situazioni concrete.

E’ tuttavia indubitabile che, anche al livello amministrativo locale, la dimensione politica non può essere assente; quella dimensione politica che permette di prendere posizione al di là del calcolo utilitaristico del momento e che rende possibili scelte coraggiose e innovative sostenute da un’etica, l’etica politica del confronto e della mediazione, che, per definizione, deve avere riferimenti ben più ampi dei confini propri dell’agire amministrativo.

Non è facile oggi sostenere l’indispensabilità della politica ed è necessario saper comprendere la posizione di quelli che, anche indotti da deliberate strategie messe in campo da coloro che puntano sul populismo, sul giustizialismo e sul particolarismo, rifiutano questa dimensione. Ma l’obiettivo deve essere chiaro e condiviso e il compito degli amministratori vicini al PD deve essere anche quello di riportare il consenso prima verso la politica e poi verso il partito.

Ercole Redaelli

Segretario provinciale

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