Archivi categoria: Territorio

Insieme ai pendolari di Monza Brianza per un servizio ferroviario migliore

Il gruppo consiliare regionale del PD della Lombardia ha programmato per giovedì 16 novembre una giornata di mobilitazione nelle stazioni ferroviarie per promuovere un’azione di vicinanza ai problemi dei
pendolari, di protesta nei confronti di un servizio ferroviario regionale che riteniamo inadeguato e di proposte per una sua migliore organizzazione.

Per quanto riguarda la provincia di Monza, presidieremo le stazioni di Carnate, Monza, Varedo e Palazzolo Milanese dalle 7 alle 8,30.

Stazioni che si trovano sulle linee ferroviarie più problematiche della nostra regione, dove i disagi sono all’ordine del giorno e complicano ulteriormente la vita dei pendolari con ritardi, soppressioni, guasti di
ogni genere e sovraffollamenti.

Un’azione di protesta e di ascolto che auspichiamo ci permetterà di alzare ancora di più la voce e rendere più energiche le già innumerevoli richieste di intervento presentate alla giunta regionale ormai sorda che
fa solo promesse. Vogliamo treni più puntuali, più vivibili e soprattutto più sicuri, insomma, come dice lo slogan del nostro volantino, Treni per vivere e non da piangere!

43Z1EEP1

Pubblicato in Blog Dem, Mobilità, Territorio | Lascia un commento

Arrivano le risorse per la metrotranvia Milano Limbiate

Grazie alla politica per il trasporto pubblico locale voluta fortemente dal Governo nazionale, ma anche alle nostre battaglie, finalmente verrà realizzata la nuova metrotranvia Milano-Limbiate. Il progetto, che prevede la trasformazione dell’attuale impianto tranviario in una nuova metrotranvia, con rifacimento radicale dell’attuale infrastruttura e non una semplice riqualificazione o messa in sicurezza, nel 2015 era stato parzialmente definanziato, provocando le proteste del territorio.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio ha annunciato, invece, che è stata recentemente pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la delibera del Cipe che ripristina l’intero finanziamento statale di 58,9 milioni di euro, ovvero il 60 per cento del costo dell’opera.

Non possiamo che esprimere una viva soddisfazione per questo atteso intervento del Governo. Per la realizzazione del progetto, come Gruppo regionale del Pd, anche con interpellanze in Consiglio, ci siamo spesi per anni, raccogliendo le sollecitazioni che venivano direttamente dal territorio. Oggi l’obiettivo è di mantenere un collegamento efficace attraverso un trasporto rapido di massa tra la Brianza milanese e Milano.

Nel tempo ci siamo sempre assicurati che Regione Lombardia mantenesse a bilancio la sua quota di partecipazione all’opera, consistente in 31 milioni di euro. E adesso, per gli utenti della Milano-Limbiate è importante che quest’opera veda la realizzazione in tempi rapidissimi. Ma nel frattempo la linea deve assolutamente rimanere attiva, perché serve un bacino di 300mila abitanti appena a nord-ovest di Milano.

Ci aspettiamo che tutto proceda nel migliore dei modi. Non vorremmo che si seguisse l’esempio del progetto di metrotranvia Milano-Seregno, la cui linea è stata interrotta una decina di anni fa per la realizzazione della nuova infrastruttura. In realtà, solo ora stanno iniziando i primi lavori preparatori.

Mappa_tranvia_Milano-Limbiate_2011

Pubblicato in Blog Dem, Mobilità, Territorio | Lascia un commento

Per l’ambiente: scarsa attenzione, poche risorse

La Lombardia è la regione più popolata d’Italia (10.002.615 abitanti), con più Imprese ( 886.532 ) e con più Imprese a Rischio di Incidente Rilevante (286 ).

Ha 5 siti contaminati di interesse nazionale (SIN), pari a 5.830 ettari, ha 840 siti contaminati, oltre 800 siti potenzialmente contaminati, ha il più alto numero di Comuni d’Italia con livello di attenzione per il rischio idrogeologico “molto elevato” ( 279 ) ed “elevato” ( 687 ), ha specifiche aree con pressioni ambientali estremamente accentuate e, da sempre, problemi di inquinamento atmosferico.

Caratteristiche uniche in Italia che nei decenni precedenti l’entrata in vigore della legislazione ambientale hanno generato grossi problemi ambientali, tant’è che l’epidemiologia evidenzia per la Lombardia una maggiore mortalità per malattie evitabili rispetto alle altre regioni italiane.

Il Governo regionale avrebbe l’onere di porre rimedio agli errori del passato e progettare un futuro eco-sostenibile e con una qualità della vita proporzionale all’importanza della nostra Regione, ma per ora non sembra essere così, o, quantomeno, mettendola in positivo, occorrerebbe che questa Giunta si impegni maggiormente per il benessere dei propri cittadini sotto il profilo della tutela ambientale.

È necessario più che mai investire in risorse. Risorse intellettuali, intese come piani d’intervento e programmi, e risorse economiche.

Invece, a giudicare dai programmi regionali degli ultimi anni e dai risultati, il decisore politico regionale sembra essere semi-paralizzato e stenta a riconoscere e ad attuare persino le politiche nazionali ed europee volte ad affrontare il tema ambientale. Così per la qualità dell’aria e delle acque, così per la difesa del suolo, così per le bonifiche, in particolar modo per la rimozione dell’amianto killer.

Quanto alle risorse economiche messe a disposizione per l’ambiente da questo governo regionale , basterebbe una cifra a dare il senso di un impegno mancato: l’ 1,8% ( 410 milioni di euro ) è quanto Regione Lombardia dedica all’ambiente sull’ammontare complessivo della spesa di bilancio!

In occasione della manovra di assestamento al bilancio abbiamo presentato emendamenti e ordini del giorno per migliorare la situazione, ma questi suggerimenti, per la gran parte, non sono stati accolti.

Evidentemente, per il settore dell’ambiente non c’è interesse!

energia_ambiente_ufsqlik-kobe-1280x960produzione.630x360

Pubblicato in Ambiente e agricoltura, Blog Dem, Territorio | Lascia un commento

Nessuna garanzia sulle opere complementari di Pedemontana

Regione Lombardia ha bocciato la mozione del Pd che chiedeva adeguate compensazioni per le comunità che insistono sulla tratta di Pedemontana della Brianza Ovest. Il documento era stato presentato martedì 5 maggio 2015, in seduta di Consiglio regionale. La maggioranza ha votato contro.

La richiesta era quella di avere rassicurazioni sul fatto che le opere di compensazione e di viabilità complementare legate alla tratta B2 venissero realizzate prima dell’apertura, a Lentate sul Seveso, della tratta B1, apertura prevista per la prossima estate. Avevamo bisogno di questa certezza. Diversamente, siamo del parere che la tratta B1 non si deve connettere alla Milano-Meda.

I comuni interessati, infatti, ovvero Meda, Seveso, Lentate, Barlassina, Cesano  Maderno, devono poter avere le strade sistemate prima di trovarsi addosso questo traffico aggiuntivo che arriva su una superstrada già ampiamente congestionata, in qualsiasi ora del giorno, soprattutto la mattina.

Ma in fase di discussione, non è andata così, anzi ci è sembrato che questa necessità non sia stata neppure capita da chi rappresentava in quel momento la Giunta in Aula, preoccupato com’era a difendere l’intera realizzazione dell’opera, senza entrare nel vero problema che era stato presentato, cioè che le compensazioni venissero realizzate prima della connessione.

Ancora una volta i sindaci, che portano la preoccupazione loro e delle loro comunità, non vengono ascoltati dalla Regione. Perché se l’autostrada venisse aperta, come previsto, alla fine di luglio, queste amministrazioni dovrebbero gestire, senza avere gli strumenti adatti e le infrastrutture necessarie, un forte impatto veicolare sui loro territori. E ancora una volta Maroni e la sua Giunta voltano le spalle ai cittadini della Brianza Ovest.

traffico

 

Pubblicato in Blog Dem, Mobilità, Territorio | Lascia un commento

Risposte concrete alle emergenze della Brianza Ovest

È stata approvata all’unanimità dal Consiglio la mozione che invita la Giunta regionale a prendere in considerazione le richieste e le aspettative di cittadini e amministratori della Brianza Ovest, raccolte nell’ambito dell’iniziativa “100 tappe in Lombardia” del
novembre scorso.

Accanto al tema caldo della tutela del lavoro e del sostegno alle imprese, sono stati sollecitati, in particolar modo, interventi per la manutenzione degli edifici scolastici esistenti, per una migliore mobilità ferroviaria, per l’attuazione delle metrotranvie, per l’emergenza abitativa del territorio, per la realizzazione delle misure necessarie a ridurre il rischio delle esondazioni, per favorire l’aumento e la gestione delle aree protette…

Ma non può fermarsi tutto qui: ora la Brianza attende le risposte.

A questa lodevole operazione di ascolto dei territori, la Giunta deve dare seguito all’insegna della concretezza e le sollecitazioni devono essere tradotte subito in azioni adeguate. Pena la completa inutilità dell’iniziativa.

TRENORD-ATR125_008-Oggiono-2011-12-28-Rovatti-wwwduegieditriceit-WEB-e1330103514662

Pubblicato in Blog Dem, Territorio | Lascia un commento

Le vie d’acqua di Expo: una vicenda travagliata

Il progetto delle vie d’acqua era parte integrante del dossier di candidatura di Expo 2015 e, probabilmente, è stato uno dei motivi che hanno fatto prevalere Milano sulle altre città. In se’ era una buona idea.

Attraverso la realizzazione di un canale che si dipartiva dal Canale Villoresi, si alimentava il bacino di Expo e si faceva infine defluire l’acqua nel Naviglio Grande e nella Darsena.

Si prevedeva così di ricucire il legame storico di Milano con l’acqua, di rilanciare il ruolo strategico dell’agricoltura milanese e di potenziare e valorizzare il sistema parchi: Parco di Trenno, Boscoincitta’, Parco delle Cave …

Com’è andata a finire, ormai è risaputo. Difficoltà, incertezze, contestazioni di una parte dell’ambientalismo e di alcuni comitati cittadini. Tant’è che il progetto è stato largamente modificato ( si prevede l’interramento di buona parte del canale ) e quasi sicuramente non sarà completato in tempo per l’esposizione. Si troverà una soluzione provvisoria per il deflusso dell’acqua dal bacino di Expo.

Tardiva è sembrata anche la mozione presentata in Consiglio regionale dal Movimento 5 stelle che chiedeva la completa cancellazione delle vie d’acqua e, quindi, non meritevole di essere presa in considerazione.

In questa travagliata vicenda si è persa un’occasione, quella di mantenere in essere la soluzione originaria del canale a cielo aperto, perché l’acqua è un elemento arricchente dell’ambiente e del paesaggio. Naturalmente, a patto che sia perseguita la sua qualità e
curata la manutenzione dei canali.

C’è infine una lezione da imparare una volta per tutte: che non si possono più realizzare opere pubbliche senza il coinvolgimento e la condivisione dei portatori di interesse, sia nella fase dell’ideazione che in quella della progettazione. È ormai troppo alto il rischio dello spreco di tempo, di energie e di risorse.

 

Pubblicato in Ambiente e agricoltura, Blog Dem, Territorio | Lascia un commento

Pedemontana, la polpa e gli ossi

I Sindaci delle Brianza adesso si sono arrabbiati sul serio e, attraverso una diffida, hanno chiesto al presidente Maroni di smetterla di giocare a nascondino con la vicenda Pedemontana.

Dopo undici anni, l’opera, che avrebbe dovuto risolvere i problemi di mobilità dei Lombardi e sostenere la crescita dell’economia brianzola, è in pesante ritardo di esecuzione, ha creato ferite laceranti nel territorio, ha allarmato tutti per i temi ambientali ad essa connessi (diossina) ed è in completa asfissia di risorse per la sua realizzazione.

L’autostrada avrebbe dovuto essere finanziata solo in parte con i soldi pubblici (su una spesa complessiva di 4,11 miliardi, il contributo statale del Piano Economico ammontava a 1,25 miliardi di euro), per tutto il resto ci avrebbero pensato i privati. Peccato non si sia mai visto il becco di un quattrino!

I gruppi bancari presenti in Pedemontana, disattendendo l’impegno contrattuale assunto, si sono guardati bene dal versare la loro parte e i soldi finora spesi sono stati solo quelli dello Stato.

Infatti, a fronte del mancato rispetto da parte dei soci privati degli obblighi di partecipazione nel capitale, la concedente pubblica CAL spa ha dovuto intervenire aumentando dal 35% all’80% l’intensità del contributo alla tratta in corso di realizzazione, sottraendo di fatto centinaia di milioni di euro alle risorse pubbliche destinate, secondo convenzione, alle tratte B1, B2, C e D.

Questo fatto mette in forse il completamento dell’intera autostrada, ma, soprattutto, l’esecuzione degli interventi complementari, delle compensazioni e mitigazioni ambientali.

L’aggiuntiva richiesta di defiscalizzazione dell’opera per 450 milioni, infine, non farebbe altro che sottrarre ancora denaro pubblico (di tutti noi!), regalandolo a chi, in questo momento, sta disattendendo gli impegni assunti.

A chi “la polpa”, dunque? Naturalmente, ai privati che si ritroverebbero gratis Pedemontana finita, in tutto o in parte, pronti a riscuotere i pedaggi.

A chi “gli ossi”? Ai cittadini che rimedierebbero, ad un prezzo salato, una soluzione impattante con livelli inaccettabili di traffico e inquinamento, i territori devastati e costosi pedaggi.

Maroni, se ci sei, batti un colpo.

pedemontana

Pubblicato in Blog Dem, Mobilità, Territorio | Lascia un commento

Distribuzione del gas: i Comuni possono cedere la proprietà delle infrastrutture

Nell’immenso calderone della legge regionale di semplificazione è finito anche un provvedimento in tema di dotazioni strutturali destinate alla distribuzione del gas, di ragguardevole portata per i Comuni.

Si tratta della possibilità per gli enti proprietari delle infrastrutture di cedere la relativa proprietà secondo la disciplina statale vigente in materia di regime giuridico della proprietà pubblica.

L’argomento è di assoluta attualità, perché sono moltissimi i Comuni impegnati nel passaggio dell’espletamento delle gare.

Tutto prende avvio con il decreto legislativo 164/2000, il cosiddetto decreto Letta, che aveva come obiettivo la liberalizzazione e l’efficientamento della gestione delle reti del gas. Un percorso che non si è ancora concluso con la gran parte degli attuali gestori che continuano a gestire le reti in forza di una concessione assegnata in via diretta e, quindi, senza gara.

Con il decreto del 2011 è stata disposta la costituzione degli ATEM (ambiti minimi territoriali) che avranno il compito, soprattutto, di svolgere le gare per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas.

E’ un’operazione estremamente complessa che vedrà impegnati 17 ATEM ad indire le gare entro il 2014 e 11 ATEM entro il 2015.

In una fase congiunturale come quella attuale, in cui i Comuni sono sempre più impossibilitati a fare nuovi investimenti, per la necessità di rispettare i vincoli derivanti dal patto di stabilità, la possibilità di alienare parti del proprio patrimonio costituisce una risorsa fondamentale che regala ossigeno a bilanci ormai asfittici.

Questo provvedimento ha ricevuto il nostro contributo alla sua elaborazione in fase preparatoria, ma, come tutti gli altri articoli della legge semplificazione ha avuto il voto contrario del PD.

Il modo di operare della maggioranza, che decide di modificare con un solo provvedimento ben 26 leggi e che ha generato oltre 400 emendamenti, non risponde ai criteri dell’organicità e della chiarezza, vanifica l’obiettivo stesso della semplificazione e porta a confusione normativa.

Ancora di più per materie come quella dei servizi pubblici locali che, per la loro complessità, necessiterebbero di testi unici dedicati.

 11244_metano_fiamma_1

Pubblicato in Ambiente e agricoltura, Blog Dem, Territorio | Lascia un commento

Ritardi ingiustificati per le compensazioni ambientali di Pedemontana

Quello che più impressiona dell’enorme ferita che i lavori di Pedemontana hanno aperto nei territori dell’ovest lombardo è la completa scomparsa del bosco della Moronera. Il principale elemento di naturalità della piana agricola comasca con permanenze secolari è stato letteralmente squarciato da uno svincolo a quadrifoglio
dell’infrastruttura. Prima c’erano rilevanti presenze di olmi, querce, lecci, castagni …
Ora, asfalto.

Sulla necessità di realizzare Pedemontana e di squassare ulteriormente questo territorio, già fortemente urbanizzato, per fare passare nuove strade abbiamo da tempo compreso l’esistenza delle più svariate convinzioni e dei diversi punti di vista. Ma sull’inflessibilità di pretendere le compensazioni ambientali che, innestandosi sugli interventi di mitigazione da disporre lungo il tracciato, ricostruiscano il più possibile le aree consumate, non ci devono essere tentennamenti.

L’obiettivo deve essere quello di riprodurre il disegno tipico del territorio agrario lombardo, fatto di appezzamenti di terreno coltivato inframmezzati da aree boschive, filari e strade sterrate… Questo progetto, dal costo di 100 milioni di euro, deve essere realizzato pari passo con l’infrastruttura principale. Con questo intento sono stati chiamati in audizione nella VI Commissione Ambiente i dirigenti della Società Pedemontana che hanno confermato nei loro interventi il sostanziale blocco dei lavori scaricando le colpe sui Comuni, incapaci, a loro avviso, di collaborare con puntualità.

Sappiamo benissimo che non è così e che i ritardi non possono che essere attribuiti a chi gestisce le opere. Fatto sta che la ferita, per ora, rimane e le popolazioni, presenti anche in audizione con i comitati e le associazioni ambientaliste, siano giustamente preoccupate.

E sono ancora più preoccupate per la mancata attuazione di quanto prescritto dal Cipe circa la tratta B2 interessata da inquinamento da diossina, in particolare per il piano di caratterizzazione che dovrebbe essere fatto in contraddittorio con Arpa.

L’opera procede a fatica tra ritardi, incertezze, mancanza cronica di risorse e tentativi di modifica dei progetti e degli impegni iniziali. Il modello assomiglia sempre di più a quello della Salerno – Reggio Calabria.

Una cosa è certa: non è più possibile permettere l’avvio di opere pubbliche a queste condizioni.

1010874_10201711714462516_826616904834301816_n

Pubblicato in Ambiente e agricoltura, Blog Dem, Mobilità, Territorio | Lascia un commento

Sindaci

Sono stata nella terra delle acque, dove tanti fiumi affluiscono quasi insieme nel grande Po, dove il reticolo dei canali che solcano le campagne è imponente e dove l’orizzonte, da qualunque parte lo si guardi, è sempre verde.

E’ un territorio suggestivo, quest’ultima propaggine di Lombardia tra il Veneto e l’Emilia, abituato a vivere in simbiosi con il Fiume, a goderne le risorse, a temerne le piene devastanti. Le case sotto l’argine, ultimo baluardo di difesa.

E’ una terra di Sindaci forti e genuini, veri rappresentanti di una comunità che parla attraverso la loro voce. C’erano tutti nella sala civica di Pieve di Coriano e il tema, inutile dirlo, era la sicurezza idraulica del Po. La mancata manutenzione degli argini, le nutrie e le volpi che scavano le tane compromettendo la tenuta degli stessi, gli sfalci male eseguiti dal gestore, il controllo che non c’è, le difficoltà a relazionarsi con le autorità (quali?),  le carte di rischio e i fontanazzi…

E mentre parlano e si accalorano, i Sindaci trasmettono la competenza, la padronanza della materia maturata con l’esperienza e le notti passate a controllare gli argini, la passione per i problemi dei loro cittadini, il desiderio di trovare presto una soluzione definitiva al tema della sicurezza.

Cercheremo di aiutarli e faremo da tramite con gli enti preposti. Ci daremo da fare a cercare di districare i mille gomitoli della burocrazia, a trovare i finanziamenti, enormi, per quel metro in altezza di argine in più che rappresenta la sicurezza necessaria anche in caso di eventi eccezionali.

Si meritano davvero tutta l’attenzione questi Sindaci, che hanno scelto l’impegno più bello e difficile del mondo e che, senza inutile retorica, rappresentano una delle poche certezze del nostro bellissimo Paese.

image- (1)

Pubblicato in Ambiente e agricoltura, Blog Dem, Idee e politica, Territorio | Lascia un commento