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Un serio impegno per la Brianza

Non solo infrastrutture e impresa, ma anche e soprattutto cultura, istruzione e turismo: è questo il contenuto della mozione riferita alla  provincia di Monza e Brianza, votata  nell’ultima seduta di Consiglio Regionale, nell’ambito degli impegni presi dall’istituzione durante l’iniziativa “100 tappe in Lombardia”.

Da quel tour nelle province lombarde il Consiglio ha raccolto istanze e priorità che intende trasferire, attraverso le mozioni, direttamente alla Giunta Maroni.

Nel documento sono state raccolte tutte le sollecitazioni dei portatori di interesse che sono stati incontrati. La prima istanza, certamente la più tradizionale, chiede un occhio di riguardo per le imprese, in particolare per il Distretto Green e high tech che coinvolge più di 100 realtà, la sostanziale sburocratizzazione e la riduzione della pressione fiscale.
Il secondo filone di intervento riguarda le infrastrutture e il trasporto su ferro che vede la Brianza in ritardo. La realizzazione delle metrotravie Milano Seregno e Milano Limbiate, il prolungamento della M2 da Cologno Monzese a Vimercate, la fermata ferroviaria di Monza Est sono opere indispensabili per risolvere una mobilità difficile, mentre Pedemontana presenta ancora numerose criticità e non può essere attuata con l’approccio messo in atto finora da Regione Lombardia.
Ma gli interventi più interessanti ed auspicati sono quelli che valorizzano le iniziative per il patrimonio culturale e il turismo, inteso come volano di sviluppo.
La Villa Reale, il Parco, l’Autodromo, il Duomo e il suo tesoro, le ville storiche e di delizia  sono ambiti che devono diventare oggetto di attenzione, attraverso un circuito strutturato ed integrato per creare valore ed occupazione.
Si tratterebbe di far compiere un passo alla Brianza, oltre al classico turismo del bussines e farla partecipare al circuito di promozione turistica che rappresenta un asset fondamentale per il rilancio dell’economia.
Da ultimo, c’è la richiesta di mettere in sicurezza il patrimonio scolastico, in particolare, di prevedere il recupero dell’Istituto Superiore d’Arte, inserito all’interno della Villa Reale.
Queste istanze sono state consegnate alla Giunta con la consapevolezza che esse  rappresentano obiettivi fondamentali per la Brianza e per ciò richiedono un serio impegno da parte della Regione.

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Capitani coraggiosi

La maggioranza che governa Regione Lombardia ha bocciato senza possibilità di appello, che in questo caso significava una discussione democratica in Consiglio Regionale, una petizione sottoscritta da quasi 14mila cittadini.

La petizione pubblica riguardava l’abolizione del buono scuola, il sostegno che la Regione dà alle famiglie degli studenti che frequentano le scuole paritarie.

I nostri capitani coraggiosi, votando contro il provvedimento in Commissione Cultura ed Istruzione, hanno rifiutato il confronto richiesto da un così grande numero di Lombardi mettendo in atto un chiaro comportamento antidemocratico.

Ci rendiamo conto delle loro difficoltà : per questa maggioranza di centrodestra diventa difficile giustificare il diverso trattamento riservato agli studenti delle scuole statali rispetto a quello dedicato agli studenti delle scuole paritarie.

Ai primi hanno deciso di tagliare ulteriormente le risorse mettendo a bilancio 5 milioni di euro contro i 10 milioni dello scorso anno, per gli alunni delle paritarie il buono scuola e’ rimasto pressoché invariato ( 30 milioni di euro ).

Da questi contributi, inoltre, rimangono esclusi totalmente gli studenti statali delle primarie e del triennio delle superiori, mentre aumenta addirittura il valore del buono scuola destinato agli studenti delle fasce più alte che frequentano scuole medie e superiori paritarie, anche in presenza di redditi elevati.

Noi non siamo contrari ad ogni sostegno per le scuole paritarie, ma non possiamo accettare questa palese disparità di trattamento e che si diminuiscano le risorse già scarse per chi ha i redditi più bassi,  solo perché frequenta scuole statali.

Sono dunque numerosi i motivi di perplessità per la delibera della Giunta Maroni, ma di fronte alla richiesta di far proseguire l’iter all’iniziativa popolare e di avviare una discussione aperta e democratica su un tema sollecitato da così tanti cittadini, la maggioranza ha chiuso la porta votando compatta per l’archiviazione.

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Patrimonio edilizio disastrato e gli strumenti per intervenire non funzionano.

Delle drammatiche condizioni dell’edilizia scolastica lombarda abbiamo parlato più e più volte. Anche con le risorse previste dal “Decreto del Fare”, quest’anno la Regione riuscirà a finanziare solo un decimo delle richieste più urgenti avanzate dai Comuni ( 150 milioni di euro ) e meno di un centesimo delle vere necessità ( circa 2000 milioni di euro).

Si tratta di una situazione di vera emergenza.

A tutto questo si deve aggiungere la mancanza cronica di una anagrafe dell’edilizia scolastica che è uno strumento indispensabile per una corretta ed efficace azione di programmazione degli interventi relativi al patrimonio scolastico regionale.

Infatti lo strumento che potrebbe servire a monitorare la situazione e a metterla direttamente sotto gli occhi del Ministero della Pubblica Istruzione non è aggiornato, i dati risalgono al 2008, e non è in collegamento con il livello nazionale.

L’ha riconosciuto anche l’assessore regionale all’Istruzione, rispondendo in aula ad una interrogazione del PD che chiedeva di rendere immediatamente operativa e funzionante una nuova anagrafe.

Non possiamo che prendere atto dell’impegno dell’assessorato e augurarci che la soluzione del problema sia davvero veloce.

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Edilizia scolastica: dalla Regione risorse insufficienti

Tra i numerosi “no” di Pdl e Lega, in occasione dell’assestamento al bilancio, dobbiamo annoverare anche quello relativo al miglioramento dell’edilizia scolastica lombarda.

Il problema è molto serio e l’aspetto più importante è quello legato alla sicurezza delle strutture. Il patrimonio immobiliare scolastico è stato costruito per il 44% tra il 1961 e il 1980, ovvero in anni in cui le conoscenze e le sensibilità costruttive, soprattutto rispetto ai criteri antisismici e di efficienza energetica erano molto diversi da quelli attuali.

La situazione degli edifici scolastici nella nostra regione si diversifica molto a seconda dei territori, ma il 50% delle scuole non è a norma e, di queste, il 28% necessita di interventi urgenti di messa in sicurezza ( sono ancora molti, ad esempio, gli edifici scolastici che presentano amianto).

Con il nostro ordine del giorno chiedevamo alla Giunta di porre la questione come priorità nell’agenda politica, di intervenire con risorse significative, finanziando il capitolo inerente all’edilizia scolastica con almeno 13 milioni di euro e di rendere finalmente operativo nel corso del 2013 il Fondo per l’edilizia scolastica, istituito presso Finlombarda spa da un’apposita legge e mai attivato.

La risposta è stata negativa su tutti i fronti.

Peccato. La qualità degli edifici scolastici costituisce un indicatore importante dell’interesse istituzionale, in questo caso, della Regione, per l’istruzione e la cultura di un territorio.

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