Il ridimensionamento dell’ospedale di Desio e la riforma sanitaria che non va

La notizia che da fine agosto probabilmente sarà a rischio anche il servizio della risonanza magnetica, perché il proprietario, un privato, per mancanza di accordi con la dirigenza porterà via questo macchinario, ha destato sconcerto nell’ambiente ospedaliero desiano. Questa notizia si va a sommare ad altre raccolte in questi mesi piuttosto preoccupanti per quanto riguarda il presidio ospedaliero di Desio, perché sembra essere in atto un vero e proprio ridimensionamento della struttura, punto di
riferimento ben preciso per tutto il territorio.

Il ridimensionamento che sta avvenendo dopo la riforma sanitaria regionale e l’accorpamento con l’ex Azienda ospedaliera di Monza, riguarda sia i servizi, ad esempio, radiologia o alcuni ambulatori chiusi parzialmente, sia le professionalità presenti, perché molti primari vengono dirottati su altri ospedali, sia le competenze.
Il “caso Desio” non è tuttavia un episodio isolato.

Le segnalazioni arrivano da più parti e riguardano i disservizi che si stanno creando anche in altre ASST. È quanto paventavamo come opposizioni in occasione della discussione in aula e della approvazione di ciò che pomposamente Maroni aveva chiamato “Evoluzione del sistema socio sanitario lombardo”. Questa riforma, a un anno giusto dalla sua approvazione, mostra la corda e ha bisogno di essere rivista. È necessario fare cioè una profonda verifica dell’attuazione della legge. Siamo convinti che ha portato solo grande confusione all’interno del settore sanitario lombardo e, finora, nessun effetto positivo. Perciò, a settembre ci faremo promotori, nelle sedi adeguate, di alcune iniziative per giungere ad una rivisitazione della riforma che, dopo solo un anno, mostra tutte le sue incongruenze.

NUOVA RISONANZA_001

Articolo scritto in Blog Dem, Sanità e welfare.



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