Archivi del mese: aprile 2016

I rifiuti della Brianza e gli “esperti” a 5 stelle

Si intensificano le incursioni del Movimento 5 Stelle regionale nelle società briantee che si occupano di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani.

Dopo aver occupato pagine e pagine dei giornali locali facendo terrorismo sul termovalorizzatore di Desio, dopo aver portato a Roma ogni documentazione possibile ed immaginabile relativa alla società BEA spa, affinché l’Anticorruzione di Cantone la prendesse in esame, ora è la volta di CEM Ambiente spa.

Che non possiede un termovalozzatore, ma che ha in essere un progetto di fusione con BEA spa., un grande progetto pensato per il territorio brianteo dalle due società interamente partecipate dai Comuni.

La sfida è creare il ciclo integrato dei rifiuti della Brianza, un percorso da realizzare puntando sull’efficienza e sull’innovazione in una terra virtuosa che vanta percentuali di raccolta eccellenti.

Ebbene, probabilmente questo piano dà fastidio agli “esperti” a 5 stelle che hanno recentemente scritto ai Sindaci di Cem per convincerli a ripensare al progetto di fusione, perché, a loro avviso, avrebbero solo da perderci.

Tutto questo attivismo, questo accanimento, induce a sospetti.

Cui prodest? Si chiedevano a questo punto i latini. A chi giova?

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Pedemontana: i nodi al pettine

Esemplare la chiarezza del Ministro Del Rio, in Brianza per un incontro con  sindaci sui temi della mobilità.

Se i cantieri di pedemontana non ripartono perché mancano i fondi e non si intravede il closing finanziario dell’opera, la colpa non è dello Stato che ha già fatto  abbondantemente la sua parte mettendo a disposizione due miliardi di risorse (parte in soldi, parte in defiscalizzazione), sui 4,15 miliardi necessari. Soldi che sono già stati spesi per circa l’ 80% per finanziare i 22 chilometri dell’infrastruttura finora realizzata.

Mancano all’appello completamente invece i soldi che sarebbero dovuti arrivare dagli investimenti privati: evidentemente questi ultimi non credono nel successo  dell’iniziativa imprenditoriale, soprattutto dopo il sostanziale fallimento di Brebemi.
Lo Stato, che ha già fatto tanto, non può essere chiamato a fare da bancomat, cioè aggiungere altri contributi pubblici. In ogni caso, non c’è disponibilità, mentre è conveniente indirizzare maggiori contributi per metrotranvie, metropolitane e trasporto pubblico locale.

Tutti i nodi prima o poi vengono al pettine, anche per chi, per farsi eleggere, ha promesso la realizzazione di 200 chilometri di nuova autostrada in Lombardia.

Maroni e coloro che in passato hanno sbagliato clamorosamente a fare i conti, progettando una pedemontana inutile e faraonica, se ne assumano finalmente la responsabilità. Ora è necessario accantonare le manie di grandezza, ripensare all’opera, rivedere il progetto e con rapidità: i cittadini di Brianza non possono rimanere per molto con una Salerno Reggio Calabria sul loro territorio.

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