Archivi del mese: marzo 2016

Verso un’economia circolare

Nella seduta di Consiglio regionale dedicata alla sessione europea è stata approvata una risoluzione sull’economia circolare.

Si tratta di una politica innovativa nella gestione delle risorse e dei sistemi di produzione dei beni che trae il massimo valore dal recupero delle risorse e dal risparmio di energia. Tra i vantaggi più immediati c’è la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra che contribuisce alla mitigazione dei cambiamenti climatici. L’economia circolare crea un anello chiuso tra produzione e consumo, dove i rifiuti non esistono, i prodotti durano a lungo e devono essere pensati per adattarsi a nuove esigenze e l’energia viene da fonti rinnovabili.

Sono numerosissime le buone pratiche che fin da ora possono essere attuate per promuovere concretamente il tema, dalla lotta agli sprechi, alla raccolta differenziata di alta qualità, al riciclaggio e al riuso dei prodotti …

Se vogliamo contribuire alla salvezza del pianeta, la strada è tracciata.

Si deve fondare il futuro dello sviluppo sulle pratiche virtuose dell’economia circolare.

Economia-circolare

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Bene l’invarianza idraulica. Ma come verrà attuata?

Ebbene sì: abbiamo votato contro ad un provvedimento di legge a cui, a prima vista, non si sarebbe potuto negare il consenso e l’abbiamo fatto dopo aver cercato di migliorarne il testo nelle commissioni con un lavoro lungo ed intenso.

Molti indizi indicano come la volontà di proporre la legge regionale in materia di difesa del suolo, di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico sia stata per la giunta Maroni una necessità, più che una convinzione.

La necessità di mettere fine a tanti anni di inerzia e di incuria, senza tuttavia decidere di affrontare seriamente il problema delle esondazioni che hanno arrecato, anche recentemente, danni rilevanti ai territori lombardi.

Pare non esserci, invece, la convinzione di intraprendere un percorso davvero rivoluzionario nell’approccio del tema: sul piatto sono stati posti i soliti finanziamenti già previsti in bilancio e largamente insufficienti alla bisogna (15 milioni di euro per gli interventi di difesa del suolo e 11 milioni di euro per il sistema dei Navigli) e altri 400 mila euro di risorse per i prossimi tre anni, per tutta la Lombardia.

Così diventa arduo perfino dare un giudizio a questo provvedimento che, al di là delle definizioni e delle finalità, sottrae ogni competenza al Consiglio e rimanda le vere scelte ai regolamenti e ai decreti attuativi (ben 18!) della giunta.

Viene introdotto l’importante principio dell’invarianza idraulica, cioè che l’acqua rilasciata da una determinata area deve essere uguale di quantità prima e dopo una eventuale costruzione, ciò per non provocare aumenti di volumi d’acqua nei fiumi, ma ancora non si sa come verrà applicato. E se questo principio verrà applicato solo alle nuove costruzioni, ad esempio, servirà a ben poco.

“Niente più case costruite vicino all’acqua”. Così è stata tradotta in modo mediatico la legge. Ma sappiamo che le misure dovranno essere necessariamente più complesse e sarebbe servita una strettissima correlazione con la legge sul consumo di suolo, che invece manca.

Sono davvero troppi i punti di domanda per poterci dichiarare soddisfatti…

CompatibilitàIdraulica-VarianzaIdraulica

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