Archivi del mese: febbraio 2016

Maroni, la Brianza e il sistema malato

La rincorsa di Maroni per rifarsi una credibilità dopo i recenti episodi di cronaca è quasi commovente. Martedì porterà in aula un progetto di legge per la costituzione di una Autorità anti corruzione sul modello di quella nazionale guidata da Raffaele Cantone.

Ecco spuntare, dunque, un’altra sigla: l’ARAC (Agenzia Regionale Anti Corruzione) che avrà il compito di controllare tutte le strutture lombarde.

Esprimiamo perplessità: questa nuova autorità si aggiunge, infatti, a numerosi organismi già in essere, come il Comitato di Controllo sulla legalità degli appalti, l’Agenzia dei controlli in sanità, il sottosegretario alla trasparenza, che finora non sono serviti a granché, se la Lombardia è di nuovo finita su tutti i giornali per il fenomeno
corruttivo.

E c’è anche una fetta di Brianza, purtroppo, in questa brutta storia salita agli onori delle cronache. Cambiano le inchieste ed il contesto, ma sorprendentemente i nomi al centro degli scandali regionali sono sempre gli stessi. Nomi noti che ritornano con puntualità. Persone che, dopo le inchieste, per un po’ scompaiono, poi le ritrovi, magari promosse, da altre parti.

Questa è la principale riprova della malattia del sistema lombardo della sanità. C’è bisogno di fare piazza pulita, perché gli enti di controllo non possono supplire alle responsabilità di certa politica e la cattiva gestione pubblica è terreno fertile per la corruzione. L’obiettivo si raggiunge, invece, cambiando il sistema politico di protezione e intensificando a tutti i livelli l’educazione alla legalità. Anche da noi, in Brianza.

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Servizio idrico: rischio multe europee, ma la Regione continua a rinviare.

Alla fine i nodi vengono sempre al pettine. L’Unione Europea ci boccia per le gravi lacune della depurazione. Per adeguare impianti e reti di depurazione bisogna intervenire con urgenza per scongiurare le multe comunitarie che peserebbero sui cittadini per oltre 250 milioni di euro.

Anche per la Lombardia sono state aperte un centinaio di infrazioni comunitarie che, se non adeguatamente risolte in tempi brevi, diventeranno multe salatissime a carico dei cittadini.

Ma con l’emergenza che incombe sui Comuni lombardi, Regione Lombardia usa ancora i verbi troppo al futuro quando parla di interventi per il servizio idrico integrato.

È quanto si evidenzia dalla risposta ricevuta alla question time sul tema, durante l’ultima seduta del Consiglio regionale.

Portando l’esempio degli effetti tangibili ottenuti dalla Regione Veneto, dal 2014 a oggi, grazie all’operazione della finanziaria regionale Veneto Sviluppo e chiamata ‘Hydroboond’, chiedevamo a che punto sono gli studi di Finlombarda che dovrebbero favorire l’accesso, anche per i gestori lombardi del servizio idrico integrato, ai finanziamenti messi a disposizione dalla Banca europea degli investimenti, la Bei, per il
settore idrico.

Poiché gli interventi erano stati sollecitati da noi già nel 2014, volevamo sapere entro quale termine saranno portati finalmente a conclusione con risultati equiparabili.

La risposta dell’assessore regionale all’Ambiente Terzi non è stata quella che ci aspettavamo. È tutto declinato al futuro, quindi non si tratta di interventi immediati, mentre c’è urgenza di dotare gli Ato di risorse, che, nel complesso, ammontano a circa 3 miliardi di euro.

Molte infrastrutture sono al collasso, le acque superficiali e sotterranee a rischio, le infrazioni europee incombono. E in questo caso il Governo non c’entra nulla: dobbiamo ‘cucinare’ tutto in Regione Lombardia.

Velocemente.

 Per redazione Avellino. Avellino 01-07-09 scarico fognario

 

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