Archivi del mese: gennaio 2016

La siccità, lo smog e la cultura dell’emergenza

Il bisestile nella credenza popolare e contadina è un anno horribilis.

Anche il 2016 non sembra promettere bene. Non piove, non nevica, la siccità ha raggiunto livelli preoccupanti e da qualche giorno le centraline hanno ripreso a superare i limiti per la salubrità dell’aria. Salute, ambiente ed agricoltura stanno soffrendo e, se le condizioni meteorologiche non dovessero cambiare repentinamente, la situazione potrebbe degenerare.

Solo allora, in piena emergenza, riscopriremmo per l’ennesima volta l’attivismo della giunta regionale, altrimenti latitante su questi temi.

Due i recenti esempi. La convocazione del tavolo dei sindaci solo lo scorso 28 dicembre, quando il limite di concentrazione degli inquinanti era stato superato da ben 35 giorni e di emergenza ormai parlavano tutti i giornali e la convocazione del tavolo regionale per le risorse idriche, riattivato la settimana scorsa per la pressione degli agricoltori.

Questo strumento, istituito nel 2007 con il Patto per l’acqua, grazie al coinvolgimento e alla partecipazione ai tavoli di tutti i portatori di interesse, potrebbe garantire l’uso sostenibile della risorsa acqua, il risparmio idrico e la prevenzione di situazioni di emergenza causate da carenza o abbondanza d’acqua.

Ma finora non era stato più convocato, anche se doveva rivestire il carattere della permanenza. La giunta per anni, anche qui, ha abdicato al suo ruolo di regia.

Maroni preferisce intervenire in emergenza, quando ormai rimane poco da fare e i buoi sono scappati.

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L’elogio della schiscetta

Tra le bizzarrie a cui capita di assistere durante le sedute del Consiglio regionale, non avremmo mai immaginato di annoverare anche l’elogio della schiscetta.

Martedì in aula è andata in onda una sorprendente (ma neanche più di tanto!) battaglia di retroguardia. Maggioranza e Movimento 5 stelle hanno approvato una curiosa mozione sulle mense scolastiche che, nel suggerire di lasciare libera scelta a coloro che il pranzo se lo vogliono portare da casa, disconosce la mensa scolastica come momento di crescita educativa.

La discussione riguardava il caso della mensa di Corsico preclusa dal sindaco ai bambini delle famiglie morose e il tema generale di come affrontare le morosità.

Di fronte alla proposta del PD di attivarsi per far pagare chi è realmente moroso, di sostenere le famiglie in difficoltà e di tutelare in ogni caso il diritto alla mensa, la Regione ha dato ragione al Comune, difeso a spada tratta l’operato del sindaco di Corsico, bocciato la mozione del Patto civico che chiedeva di non discriminare così platealmente i bambini di fronte agli altri compagni.

La Regione, che dovrebbe coordinare e diffondere le buone pratiche aiutando i Comuni nella soluzione di questo annoso problema, preferisce adottare la scorciatoia della finta libera scelta che non risolve il problema sociale delle famiglie più fragili. Ritorno alla schiscetta e al passato.

Riaffiora dal cassetto dei ricordi il cestino dell’asilo di nonna Mariuccia. Figlia di umili contadini, doveva dividere col fratello gemello per merenda una piccola mela degli stenti alberelli brianzoli. Ma “i ricchi” nel cestino avevano una banana tutta intera e a cinque anni aveva già capito le diverse opportunità. Così, la cattiva prassi dell’esclusione dei bambini dal servizio mensa, laddove i genitori non siano in regola con il pagamento trasforma il pasto da fattore di integrazione ad occasione di stigmatizzazione. Ciò amplifica la percezione dei divari sociali e il senso di esclusione dei bambini. Per fortuna lo sconsiderato ritorno alla schiscetta, nonostante l’approvazione del Consiglio, non sarà un provvedimento attuabile!

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La qualità dell’aria e la regia che manca

Alla fine, piovve e nevicò. Il cielo, impietosito, ha risolto in un solo giorno ciò che gli addetti non sono stati in grado di fare per mesi: ripulire l’aria che respiriamo e abbassare il livello delle polveri sottili, tanto pericolose per la salute.

In primis, la Regione a cui – diciamolo una volta per tutte – fanno capo le principali competenze e responsabilità in merito.

Nonostante il limite di concentrazione degli inquinanti fosse stato ormai superato da ben 35 giorni (da più di 100 da inizio anno), Maroni ha scoperto il problema solo il 28 dicembre, quando, in tutta fretta, ha convocato una riunione di sindaci, dopo il blocco del traffico da parte di Pisapia.

Solo in questa occasione e ad uso stampa, si è ricordato del PRIA (Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria), uno strumento di pianificazione che contiene 91 misure strutturali, predisposto nella precedente legislatura e approvato nel 2013.

Il Piano, come molti altri, era stato dimenticato in un cassetto: pochissime le misure finora attuate.

Temiamo che, una volta cessata l’emergenza, il documento venga di nuovo riposto nel cassetto. D’altra parte, nel bilancio regionale di previsione 2016, recentemente approvato, per la qualità dell’aria è stata prevista la cifra miserrima di 600 mila euro, decisamente insufficiente a far fronte anche alla più piccola eventualità, a dimostrazione che il tema non interessa.

La Regione dovrebbe invece assumere misure di lungo periodo e provvedimenti supplementari per le situazioni di emergenza, investire sul trasporto pubblico e sulla mobilità ferroviaria, sollecitare nei confronti dei cittadini comportamenti virtuosi e cambiamenti di stili di vita, coordinare gli interventi dei Comuni, operare in sintonia con le altre regioni interessate dall’inquinamento dell’aria.

Insomma, assumersi la responsabilità di “fare regia”. Troppo, per questa maggioranza! Più comodo incolpare solo e sempre il governo …

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