Archivi del mese: dicembre 2015

Piano acque: nozze con i fichi secchi

Nell’ultima seduta di Consiglio regionale si è discusso del Piano di tutela delle acque. Erano, infatti, al voto la proposta di atto amministrativo e la relativa risoluzione sull’Atto di indirizzi del Piano.

Si tratta di uno strumento importante perché parla della qualità delle acque lombarde e i due documenti che abbiamo votato, uno più tecnico, l’altro contenente una precisa linea politica, sono pieni di buoni propositi per raggiungere gli obiettivi di qualità, previsti dalla comunità europea. Per questo abbiamo votato a favore. Ma poi, di fatto, se andiamo a guardare il bilancio che verrà in aula solo tra pochi giorni, le voci riferite alle acque sono state massacrate dai tagli. Il rischio è di fare le nozze con i fichi secchi.

Si tende spesso a dimenticare l’importanza della gestione e della conservazione appropriata dell’elemento acqua, indispensabile per la vita e la Regione non è da meno. In questi due atti, partiamo dall’analisi dello stato di fatto che vede solo il 41% dei corsi d’acqua lombardi con un livello di qualità ambientale sufficiente e solo 4 corpi idrici sotterranei su 20 raggiungono l’obbiettivo di qualità.

Ebbene di fronte a queste emergenze, le politiche ambientali e territoriali di Regione Lombardia risentono dei vincoli e delle scelte fatte dalla Giunta per il 2016 che fanno passare l’intero capitolo di bilancio dedicato all’ambiente da 40,6 milioni del 2015 a 25 milioni e per quanto riguarda gli investimenti in conto capitale da 459 a 54 milioni.

Addirittura, la tutela delle risorse idriche per quanto riguarda gli investimenti scende da 88 a 5 milioni di euro. Dati frutto di precise scelte e che ci spaventano perché fanno cadere tutto il castello costruito con questi documenti relativi al Piano di tutela delle acque che rischiano di diventare carta straccia.

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Per la cultura dei Lombardi : il costo di un caffè!

È quanto Maroni ha messo a disposizione per la promozione culturale di ognuno dei 10 milioni di Lombardi. Nel bilancio di previsione 2016, infatti, la cifra prevista per la cultura è proprio di 9 milioni di euro e comprende il sostegno alle biblioteche (487 mila euro), ai musei (1,280 mila euro), i patrocini, gli spettacoli, le attività culturali in genere e la gestione della “lunga tradizione artistico culturale che nel corso dei secoli ha lasciato numerose tracce di prestigio nel territorio regionale”!

Non se la passa meglio il settore dello sport a cui è stata dedicata la stessa cifra di soli 9 milioni di euro. Sul versante dell’istruzione è stato dimezzato il contributo per le scuole dell’infanzia (- 4 milioni di euro) e per le sezioni primavera (- 500 mila euro).

Per la formazione professionale sono stati previsti 90 milioni di euro, ma la situazione dei Centri di formazione professionale delle province non è certamente allegra perché mancano i soldi.

Dopo la riforma di questi enti, non sono infatti pervenuti agli istituti gli stanziamenti previsti nel vecchio regime, prima che entrasse in vigore il sistema delle doti, con il finanziamento regionale assegnato attraverso “una dote” ad ogni singolo studente.

Mancano all’appello quasi 11 milioni. Il tema sollevato dal PD non ha trovato una adeguata risposta e la funzionalità dei Centri di formazione è a rischio già da quest’anno.

Vi diranno che la colpa di queste decisioni al ribasso è dei tagli del governo Renzi: non credeteci! Ancora una volta si tratta di una questione di scelte e la cultura e l’istruzione proprio non sono nelle corde della maggioranza di centrodestra che governa la Regione.

tazzina-caffè

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