Archivi del mese: settembre 2015

Partiti per suonare …

Nell’ambito delle iniziative pensate in forma antigovernativa o per diffondere un brutto clima tra la popolazione speculando sulle paure della gente, la Lega organizza spesso visite nei centri di accoglienza, riportando all’esterno tutta la limitatezza di queste strutture e cavalcando la preoccupazione dei cittadini davanti alle telecamere o sui giornali. L’obiettivo è chiudere subito tutti i centri.

Il Centro di accoglienza di Limbiate è stato citato recentemente in Consiglio regionale  in una interrogazione relativa ad un caso di tubercolosi tra i profughi accolti presentata dal capogruppo del Carroccio, come esempio di “importanti violazioni e carenze regolamentari”.

Alla visita programmata la scorsa settimana presso l’hub limbiatese dall’Assessore regionale alla Sicurezza e Immigrazione, Simona Bordonali e da alcuni consiglieri comunali leghisti della Brianza, c’ero anch’io.

Il centro è inserito in una struttura di proprietà della Provincia di Monza e Brianza che la mette gratuitamente a disposizione e ospita una sessantina di rifugiati richiedenti asilo. È dignitosa, confortevole, ordinata e ben organizzata. Professionale e splendido è il lavoro degli operatori e dei mediatori culturali assegnati che fanno capo a due cooperative sociali brianzole.

All’interno della struttura non c’è mai stato alcun problema di violenza, ne’ sanitario, nonostante le false voci fatte circolare dai leghisti. Nessun caso di tubercolosi, insomma.

Nelle sue dichiarazioni alla stampa all’Assessore non è rimasto altro che convenire sulla bontà del progetto Limbiate e aggrapparsi allo scontato armamentario leghista del “prima i nostri”, “si lamentano del cibo” e “sono liberi di uscire!”.

Partiti per suonare, i leghisti son tornati tutti suonati.

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Non si trasferisce così un servizio socio sanitario

L’Unita’ Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UONPIA), ospitata a Muggio’ nello stesso stabile della Pediatria di famiglia, del Consultorio familiare, dei Servizi sociali e del Dipartimento di medicina preventiva, ha permesso per decenni di fornire alla popolazione un servizio integrato di eccellenza, unico in Lombardia, con la presa in carico globale del paziente, realizzando così da tempo l’integrazione dei servizi che viene auspicata nei diversi settori della sanità. Questa realtà che si rivolge a più di 200 bambini e ragazzi e alle rispettive famiglie è in corso di trasferimento all’Ospedale di Desio. La decisione dello spostamento è stata presa dalla direzione ospedaliera nei mesi estivi senza nessuna comunicazione, confronto e  condivisione con le Amministrazioni comunali interessate, con le famiglie dei pazienti e con i loro pediatri, un grave vulnus per queste famiglie fragili e per questi ragazzi problematici che andrebbero adeguatamente preparati ai cambiamenti.

La delocalizzazione comporterà disagi notevoli alle famiglie e ai percorsi didattici degli utenti che attualmente raggiungono con i propri mezzi gli ambulatori UONPIA di Muggio’ per le terapie riabilitative, ma ciò che più desta preoccupazione è il fatto che, a trasferimento avvenuto, i bambini si troveranno in un ambiente a loro non familiare, senza una opportuna preparazione che limiti gli effetti di cambiamenti così traumatici.

Insomma, siamo di fronte ad un caso emblematico di come non dovrebbe essere gestito un servizio socio sanitario e il suo trasferimento in altra sede.

Ho presentato un’interrogazione in Consiglio regionale auspicando la convocazione di un tavolo di confronto per rivedere l’ipotesi riorganizzativa e per renderla funzionale ai bisogni dei cittadini e del territorio.

Il presidente Maroni nella risposta ha garantito interessamento e il coinvolgimento immediato di Sindaci e famiglie.

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