Archivi del mese: aprile 2015

Un Parco più grande per un territorio più tutelato

Il Consiglio ha approvato la modifica dei confini del Parco Regionale dell’Adda Nord, incrementando l’entità del territorio tutelato del 30%. Il parco, che si estende nelle Province di Lecco, Bergamo, Monza e Milano, raggiunge così l’attuale dimensione di quasi 9000 ettari. Tra gli altri, due sono i Comuni della Brianza interessati: Busnago che aderisce per la prima volta al parco con un patrimonio ambientale di 289 ettari e Cornate d’Adda che amplia notevolmente la sua dote.

È un provvedimento che abbiamo salutato con soddisfazione perché risponde alla finalità di assicurare una più efficace ed unitaria tutela ad un territorio antropizzato, ma ancora fortemente connotato dalla presenza di valori naturali, culturali e paesistici.

Si tratta di un salto di qualità dei Comuni che hanno voluto aderire o affidare ulteriori aree al parco, consapevoli della debolezza degli strumenti a loro disposizione per un’adeguata protezione del territorio.

Occorre che anche la Regione insista sui processi per rafforzare i livelli di tutela degli spazi aperti, soprattutto per quanto riguarda i 96 Parchi Locali di Interesse Sovracomunale lombardi (PLIS), enti di istituzione volontaria che usufruiscono di minori protezioni e salvaguardie. Per poi passare, finalmente, da una politica di tutela passiva ad una politica di tutela attiva, con gli obiettivi della sicurezza idraulica e pubblica, della qualità del territorio e del benessere della popolazione.

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Pedemontana: un’altra opera inutile?

Volevamo sapere quali provvedimenti ha in mente Regione Lombardia per evitare il peggioramento oltremodo gravoso sulla viabilità comunale dei centri gravitanti sulla tratta B2 della Pedemontana, già particolarmente congestionati dal traffico, in previsione di crescita dopo l’annunciato collegamento a Lentate sul Seveso della B1 con la Milano-Meda per la fine di luglio. Per questo motivo ho presentato un’interrogazione durante la seduta dell’ultimo Consiglio regionale.
L’Assessore alle Infrastrutture Sorte, ha risposto con informazioni già note e poco utili, come il fatto che Comuni e Provincia di Monza e Brianza hanno già definito le priorità di intervento ( loro sì, che hanno “fatto i compiti”! ) e che Pedemontana lombarda dovrà verificare la possibilità di erogare parte delle risorse per realizzarle, come imposto dal Cipe. Come pure che la società è in procinto di erogare alla Provincia una quota pari a 150mila euro per la progettazione preliminare.
Insomma, tutto sul vago.
Ma la risposta che ci ha lasciato più di stucco è stata quando l’assessore ha detto, in soldoni, che la tratta A di Pedemontana, già funzionante, è poco frequentata e quindi si può sperare che anche la seconda parte dell’autostrada lo sia. “I Sindaci dei Comuni attraversati dalla tratta B2 della Pedemontana possono stare tranquilli!” ha chiosato l’assessore.
E, quindi? Le opere complementari, di connessione e di mitigazione ambientale non servono da subito? Non verranno realizzate?
A parte il fatto che, dopo questa affermazione dell’Assessore, siamo tutti autorizzati a dichiarare che la Pedemontana è un’altra opera inutile, tale e quale alla Brebemi, rimane viva la preoccupazione dei Sindaci per i loro territori.
Noi non ci fermiamo qua e continueremo in Regione con le azioni di attivazione per evitare che il traffico veicolato dall’autostrada intasi ancora di più una già sovraccarica Milano-Meda.

Lentate pedemontana

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