Archivi del mese: gennaio 2015

Risposte concrete alle emergenze della Brianza Ovest

È stata approvata all’unanimità dal Consiglio la mozione che invita la Giunta regionale a prendere in considerazione le richieste e le aspettative di cittadini e amministratori della Brianza Ovest, raccolte nell’ambito dell’iniziativa “100 tappe in Lombardia” del
novembre scorso.

Accanto al tema caldo della tutela del lavoro e del sostegno alle imprese, sono stati sollecitati, in particolar modo, interventi per la manutenzione degli edifici scolastici esistenti, per una migliore mobilità ferroviaria, per l’attuazione delle metrotranvie, per l’emergenza abitativa del territorio, per la realizzazione delle misure necessarie a ridurre il rischio delle esondazioni, per favorire l’aumento e la gestione delle aree protette…

Ma non può fermarsi tutto qui: ora la Brianza attende le risposte.

A questa lodevole operazione di ascolto dei territori, la Giunta deve dare seguito all’insegna della concretezza e le sollecitazioni devono essere tradotte subito in azioni adeguate. Pena la completa inutilità dell’iniziativa.

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Nebbia fitta per Pedemontana

In questi giorni sono stati inaugurati in pompa magna i primi due pezzettini di Pedemontana: uno svincolo di 4,5 km vicino a Varese e i 15 km della tratta A, fra Cassano Magnago (VA) e Lomazzo (CO). Maroni canta vittoria (per così poco?), ma intanto sposta la conclusione dell’(intera?) opera al 2020.
Il ritardo finora accumulato è di 24 mesi e il famoso tratto B, da Lomazzo a Lentate sul Seveso, non verrà inaugurato prima di Expo, come era stato promesso.
Le comunità locali, che hanno già pagato e stanno continuando a pagare un prezzo altissimo anche in termini ambientali, ancora non sanno se verranno attuate le compensazioni e continuano a correre il rischio di forti ripercussioni sulla viabilità ordinaria.
Tante le domande aperte. Quando verranno realizzate le opere complementari?
Come saranno finanziati i lotti rimanenti dell’opera? Come si interverrà sulle aree interessate dai lavori del tratto B2, dove è ancora presente la diossina? Chi pagherà per i pedaggi che non saranno
corrisposti dagli utenti nel 2015? Nessuno lo sa.
Su Pedemontana la nebbia è fitta e non si dirada mai!
L’unica notizia certa è che mancano le risorse dei privati per completare l’opera. Soldi non ce ne sono più: bisogna trovarli.
Intanto, finora sono stati spesi solo, e tutti, i soldi pubblici.

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Una risposta elusiva

Ad una interpellanza dell’ottobre scorso, sottoscritta da tutti i componenti PD della Commissione Ambiente, che, tra altre sollecitazioni, chiedeva al Presidente della Regione, in qualità di Commissario governativo di assumersi la responsabilità delle scelte e di guidare tutte le fasi di messa in sicurezza del fiume Seveso, il Presidente Maroni ha risposto solo qualche giorno fa.
In tono estremamente cortese, Maroni dichiara che “Il Presidente, nelle funzioni di Commissario, è sostanzialmente senza poteri, ma soprattutto senza dotazioni finanziarie”.
Non avevamo dubbi sulla qualità della risposta, ma avremmo sperato in qualcosa di diverso. In una presa di coscienza della gravità della situazione e in una piena assunzione di responsabilità, ad esempio.
La piovosità di questo periodo è assai modesta, tuttavia se non si interviene con decisione per realizzare opere di mitigazione del rischio idrogeologico sui problematici corsi d’acqua lombardi, il risultato non potrà che concretizzarsi in esondazioni ricorrenti con pesanti ricadute economiche e sociali. Il Governo farà la sua parte destinando le risorse necessarie, ora attendiamo un vero impegno di Regione Lombardia.
Non è utile per nulla e per nessuno, gentile Presidente, giocare allo scaricabarile!

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Con 5 anni di ritardo il via alla vasca di laminazione di Inzago

Si è parlato della vasca di laminazione sui torrenti delle Trobbie, oggi, in Consiglio regionale, un nodo idraulico particolarmente difficile su cui convergono diversi corsi d’acqua.

In località Villa Fornaci, tra i Comuni di Gessate e Bellinzago Lombardo, si sono infatti avute tre distruttive esondazioni e altre minori, dal 2002 ai giorni nostri, tutte fonte di problemi e disagi per la popolazione. L’ultimo devastante evento del 15 novembre scorso ci ha indotto a presentare una interrogazione all’Assessore competente.

Esiste, infatti, un Accordo di programma tra Ministero dell’Ambiente e Regione Lombardia che ha previsto la realizzazione di una delle tre vasche di laminazione sui Torrenti delle Trobbie, quella di Inzago, già nel 2010, ma solo nel giugno 2014 si è conclusa la Conferenza dei servizi e tuttora i lavori di realizzazione dell’opera non hanno ancora avuto inizio, nonostante il finanziamento di 2,8 milioni di euro sia lì fermo da allora. Ritardi che comportano una pesante percezione di insicurezza da parte dei cittadini in occasione di ogni evento meteorologico”.

L’assessore al Territorio Beccalossi ha risposto riconoscendo che quello che colpisce la Martesana è uno di maggiori problemi idrogeologici della regione.

Ma ha anche fatto sapere che il Consorzio di bonifica est Ticino Villoresi, a cui è stata affidata l’esecuzione dell’opera, ha previsto la consegna dei lavori entro il 31 marzo 2015 per una durata di 12 mesi, quindi la conclusione sarà entro la primavera del 2016.

Intanto sono passati 5 anni inutilmente. Questa vicenda dimostra una volta di più la necessità di un maggiore attivismo da parte della Regione su interventi così importanti, soprattutto quando anche gli enti locali sono d’accordo su una determinata soluzione.

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