Archivi del mese: ottobre 2014

Coriandoli

Per alcuni l’attività politica è uno show senza fine. Complice una stampa di scarsa qualità, si danno da fare quotidianamente per carpire lo scatto di un fotografo e finire in ogni modo sulla sospirata pagina di un giornale.
Ieri, ad esempio, in piena aula consiliare, il capogruppo della Lega ha rovesciato un catino colmo di coriandoli sul capo del segretario regionale del PD per protestare, a suo dire, contro i tagli della legge di stabilità.
Innumerevoli gli scatti dei fotografi appostati ad arte, grandi risate da parte dei consiglieri di maggioranza.
Sono gli stessi che, alla bisogna, allestiscono grandi discorsi e promuovono mozioni e documenti a difesa “dell’insostituibile ruolo dell’istituzione Regione”.
Tuttavia, se l’istituzione non viene rispettata, ma ridotta ad una manciata di coriandoli lì, dove massimamente si rappresenta, ci domandiamo come si faccia poi a pretendere il rispetto da parte dei cittadini.
E questi ultimi perché dovrebbero essere felici di pagare tasse e ticket per permettere al Consigliere Romeo di divertirsi?

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Fiume Seveso: caro Maroni assumiti le tue responsabilità

In tempi di calamità ed esondazioni, anche i cittadini lombardi guardano con preoccupazione i loro fiumi che, ripetutamente negli scorsi mesi, hanno abbandonato l’alveo allagando abitazioni e fabbriche e
provocando ingenti danni.

In Lombardia c’è innanzitutto una emergenza “fiume Seveso” da affrontare. Si tratta di un intervento complesso, atteso da decenni, che chiama in causa numerosi protagonisti, cittadini, associazioni, amministratori locali e del capoluogo, la città metropolitana, le province, la regione, con interessi diversificati e molto spesso tra loro confliggenti.

Non è una questione di risorse, perché le opere previste possono già contare su un discreto tesoretto ( 10 milioni di euro dalla Regione, 20 milioni dal Comune di Milano, più di 50 milioni dallo Stato ), occorre
solo prendere decisioni concrete circa gli interventi da eseguire e condividere le scelte con tutti i portatori di interesse.

Gli obiettivi da raggiungere riguardano l’azzeramento del rischio idraulico lungo l’intero asse del fiume e il miglioramento della qualità delle acque.

Il Presidente Maroni, nominato per l’emergenza Seveso Commissario  straordinario del Governo, non può più permettersi di “fare il pesce in barile”, come ha fatto finora per non dispiacere ad alcune frange del suo partito.

Con estrema urgenza deve assumersi la responsabilità delle scelte da attuare e la responsabilità di guidare tutte le fasi di messa in sicurezza del fiume e degli interventi relativi al miglioramento della qualità delle acque.

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Città Metropolitana? Per la Regione non esiste

Finalmente è arrivata in VI Commissione Ambiente la proposta di revisione della legge 26/2003 relativa al Servizio Idrico Integrato. Il ritardo è imperdonabile.
Si tratta, infatti, di adeguare le norme che indirizzano la gestione dell’acqua con le “novità” introdotte ben tre ( 3!!! ) anni fa dal referendum sull’acqua pubblica e due anni fa dalla sentenza
della Corte costituzionale.
Abbiamo presentato le nostre osservazioni e gli emendamenti per rafforzare le ragioni di una efficace e corretta gestione che veda protagonisti i Comuni. Molti dei nostri emendamenti sono stati accolti, in particolare, uno che ci sta a cuore e che riguarda la possibilità di finanziare i progetti di cooperazione per i Paesi in via di sviluppo. Rimane tuttora aperta una questione fondamentale: il Decreto Sblocca Italia stabilisce che ci sia un unico ATO per la neonata Area Metropolitana, ma l’Assessore tentenna, mantenendo per adesso un ATO per Milano e uno per la sua provincia, in attesa di future determinazioni. Quali? Non si sa. Soprattutto se si considera che la gestione dell’acqua non può che essere affidata ad un ente di secondo livello e, in questo caso, alla città metropolitana. Se la Regione non cambia idea, ci impugneranno sicuramente la legge che non è conforme alle norme nazionali.

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La Regione sostenga i nostri tesori d’arte

Una delegazione della VII Commissione Cultura del Consiglio regionale ha visitato giovedì scorso il nuovo allestimento del museo del Tesoro del Duomo di Monza e la Cappella di Teodolinda. Il museo del Duomo, che è valorizzato da un sistema innovativo di illuminazione, sperimentato solo qui e garantisce effetti di luci dinamiche, espone veri e propri tesori d’arte di grande valore storico e simbolico.

Abbiamo avuto, inoltre, la possibilità di accedere al cantiere di restauro della Cappella di Teodolinda, dove è custodita la corona ferrea. Si tratta di un lavoro che copre quasi 500 metri quadrati di pittura murale e che vede impegnati, da oltre 5 anni, un gruppo di restauratori il cui impegno si concluderà entro la fine del 2014. Il progetto è stato promosso ed è coordinato e gestito dalla Fondazione Gaiani, che ha coinvolto, finanziariamente, il World Monuments Fund Europe, la Marignoli Foundation, Regione Lombardia e la Fondazione Cariplo”.

È davvero un tesoro artistico sorprendente che neppure monzesi e milanesi conoscono fino in fondo e che porta dritto a fare un viaggio dall’epoca longobarda fino ai giorni nostri. Ed è anche sicuramente uno dei tanti tesori dell’arte lombarda che andrebbe valorizzato e fatto conoscere, perché unico al mondo. In questo senso, c’è da augurarsi che in vista di Expo venga fatto il possibile affinché quella del duomo di Monza diventi una tappa importante per coloro che verranno a Milano.

La presenza della corona ferrea e di altri tesori di origine longobarda collocano a pieno titolo Monza tra le capitali longobarde che l’Associazione Longobardia ha l’intenzione e l’obiettivo di inserire in un percorso culturale riconosciuto a livello europeo, assieme ad altri luoghi di interesse longobardo in Italia. In questo progetto il Comune di Monza fa da capofila e dunque non possiamo che augurarci e invitare Regione Lombardia a dare presto il suo contributo, a livello istituzionale, che permetta di far andare a buon fine il cammino dell’associazione che entro fine 2015 intende far riconoscere la Longobardia come regione virtuale d’Europa.

Mettere a sistema queste e altre eccellenze lombarde è un imperativo categorico a cui la Regione non si può sottrarre.

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