Archivi del mese: luglio 2014

Il fiume Seveso, intanto, esonda

Che Regione Lombardia avesse abdicato al suo ruolo decisionale e di coordinamento degli interventi utili alla soluzione del “problema fiume Seveso”, l’avevamo capito da tempo.

 Alla maggioranza che la governa interessa solo la propaganda, non la sostanza.

 E così, ad ogni nuova esondazione, l’Assessore competente incolpa il Governo ed il Comune di Milano per la mancanza dei fondi necessari e il presidente Maroni, evidentemente all’oscuro di tutto, promette la soluzione del problema “entro Expo”.

 Nessuno ha il coraggio di spiegare che la questione è ancora più complicata di quanto si pensi, che la strada da percorrere sarà lunghissima, irta di difficoltà per le forti contrapposizioni presenti e non completamente risolutiva se non si programmano interventi appropriati anche nel tratto milanese del fiume.

 Nella noncuranza generale, abbiamo presentato in sede di bilancio quattro emendamenti e un ordine del giorno per richiamare la Regione a programmare una serie di azioni coordinate, sia per aggiornare ed integrare gli studi finora effettuati con gli interventi da prevedere sul territorio milanese, che per finanziare una nuova vasca di laminazione, ma, soprattutto, intervenire sulla qualità delle acque: l’acqua pulita non fa paura a nessuno.

 Chiedevamo, infine, a Regione Lombardia di rifondere i danni alle aziende e ai cittadini colpiti dalla grande esondazione dell’8 luglio scorso.

 Probabilmente preoccupata dalla propria dimenticanza per un tema così “di moda”, la maggioranza si è mostrata disposta ad approvare l’ordine del giorno PD, ma ha proposto modifiche stravolgenti e bocciato tutti gli emendamenti, quindi, i finanziamenti.

 Non abbiamo accettato le modifiche, preferendo votare la mozione così com’era con le altre opposizioni. La Regione continua a non capire e, innanzitutto, a non impegnarsi su questo tema.

 Il Seveso, in compenso, continua ad esondare …

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Pedemontana, la polpa e gli ossi

I Sindaci delle Brianza adesso si sono arrabbiati sul serio e, attraverso una diffida, hanno chiesto al presidente Maroni di smetterla di giocare a nascondino con la vicenda Pedemontana.

Dopo undici anni, l’opera, che avrebbe dovuto risolvere i problemi di mobilità dei Lombardi e sostenere la crescita dell’economia brianzola, è in pesante ritardo di esecuzione, ha creato ferite laceranti nel territorio, ha allarmato tutti per i temi ambientali ad essa connessi (diossina) ed è in completa asfissia di risorse per la sua realizzazione.

L’autostrada avrebbe dovuto essere finanziata solo in parte con i soldi pubblici (su una spesa complessiva di 4,11 miliardi, il contributo statale del Piano Economico ammontava a 1,25 miliardi di euro), per tutto il resto ci avrebbero pensato i privati. Peccato non si sia mai visto il becco di un quattrino!

I gruppi bancari presenti in Pedemontana, disattendendo l’impegno contrattuale assunto, si sono guardati bene dal versare la loro parte e i soldi finora spesi sono stati solo quelli dello Stato.

Infatti, a fronte del mancato rispetto da parte dei soci privati degli obblighi di partecipazione nel capitale, la concedente pubblica CAL spa ha dovuto intervenire aumentando dal 35% all’80% l’intensità del contributo alla tratta in corso di realizzazione, sottraendo di fatto centinaia di milioni di euro alle risorse pubbliche destinate, secondo convenzione, alle tratte B1, B2, C e D.

Questo fatto mette in forse il completamento dell’intera autostrada, ma, soprattutto, l’esecuzione degli interventi complementari, delle compensazioni e mitigazioni ambientali.

L’aggiuntiva richiesta di defiscalizzazione dell’opera per 450 milioni, infine, non farebbe altro che sottrarre ancora denaro pubblico (di tutti noi!), regalandolo a chi, in questo momento, sta disattendendo gli impegni assunti.

A chi “la polpa”, dunque? Naturalmente, ai privati che si ritroverebbero gratis Pedemontana finita, in tutto o in parte, pronti a riscuotere i pedaggi.

A chi “gli ossi”? Ai cittadini che rimedierebbero, ad un prezzo salato, una soluzione impattante con livelli inaccettabili di traffico e inquinamento, i territori devastati e costosi pedaggi.

Maroni, se ci sei, batti un colpo.

pedemontana

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Politiche abitative: verso il fallimento

L’emergenza casa è ancora di rilevante attualità, purtroppo, ma i risultati delle politiche di sostegno della Regione Lombardia alla domanda abitativa espressa dai soggetti a basso reddito sono tutt’altro che esaltanti.

Lo conferma l’esito di una missione valutativa che ha verificato l’efficacia delle misure in atto dal 2000, il Fondo Sostegno Affitto e il Contributo Mutuo Prima Casa.

Oltre ad una sensibile diminuzione delle risorse ( dagli 85 milioni di euro originari, ai 13 milioni disponibili nel 2013 per il FSA e dai 66 milioni di euro, ai 5 milioni per il CMPC ), occorre fare i conti con l’efficacia delle misure che cala nel corso degli anni, mettendo in evidenza numerose criticità.

Lo studio ha permesso di riscontrare che esiste un consistente problema di equità della misura, infatti la sua efficacia si è rivelata maggiore per i beneficiari con bisogno basso, rispetto a quella per i beneficiari con bisogno alto e la disparità distributiva si esprime anche a livello territoriale, con aree non toccate dal contributo.

Per il Contributo Mutuo Prima Casa bisogna registrare, inoltre, il drastico calo delle domande ( solo 79 nel 2013! ) per le difficoltà delle giovani coppie ad accedere al credito in mancanza di garanzie finanziarie.

È necessario intervenire subito, riesaminando criticamente le finalità di questi provvedimenti pubblici, ridisegnando le misure, ripensando ai requisiti di accesso.

Le leggi, progettate molto tempo fa, in contesti socio-economici diversi dall’attuale, hanno bisogno di un’attenta revisione globale.

Condominio-amministratore-Recupero-del-credito-verso-i-condomini-coi-verbali-assemblea

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Se questo è un Vicegovernatore …

Il ben noto caso dell’insediamento di un allevamento di 320mila galline ovaiole in un Parco di interesse sovraccomunale a Busto Garolfo ha trovato conclusione, dopo 500 giorni, con l’ok della Regione all’impianto.

E ciò, nonostante la sollevazione popolare, l’opposizione al progetto a tutti i livelli di enti locali, Provincia, ente Parco, WWF, Legambiente ed associazioni varie. Nonostante il pronunciamento del Consiglio regionale che ha approvato un’ultima mozione contraria all’insediamento a gennaio scorso, dopo altri atti in questo senso negli anni passati.

A margine dell’annosa vicenda, è spuntata una curiosa registrazione che riprende il Vicegovernatore di Regione Lombardia, Mario Mantovani in una delle sue performance elettorali.

E’ lì che certamente dà il meglio di sè: un mese fa, l’Assessore è stato il destinatario di una mozione di sfiducia, proprio per un video di carattere elettorale in cui proponeva ai giovani di trovare lavoro, grazie alle sue raccomandazioni.

In questa occasione fa ancora di più. Dimostra di essere in grado di convincere un imprenditore a non realizzare un progetto milionario solo e se vincerà la lista da lui sostenuta.

https://www.youtube.com/watch?v=zuRNtAZ_qEY

L’episodio ci sembra gravissimo. Al di là del tentativo di condizionare il voto dei cittadini alle elezioni comunali, il fatto getta più di un’ombra sulla correttezza dell’iter regionale.

In ogni caso, un uomo delle istituzioni non dovrebbe prestarsi a simili esibizioni.
Se questo è il Vicegovernatore della Regione più importante d’Italia …

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