Archivi del mese: febbraio 2014

Pedemontana: fermiamola a Lomazzo

I cittadini della Brianza possono continuare a non avere risposte circa la realizzazione o meno dell’autostrada Pedemontana? Possono continuare a convivere con la preoccupazione che gli eventuali cantieri potrebbero “rispolverare” l’incubo diossina? Possono i Sindaci chiedere, più e più volte, di incontrare l’Assessore alle Infrastrutture e il Presidente Maroni senza essere mai ricevuti? È questo il piglio con cui la Regione affronta i problemi dei territori? È questo il rispetto nei confronti dei rappresentanti dei cittadini?

Eppure, è così. Il manovratore non vuole essere disturbato, anche perché è in evidente difficoltà.

Dopo decenni di dibattiti infruttuosi, trent’anni di gestazione e un solo tratto realizzato, Pedemontana è ferma a Lomazzo.

Vorrebbero avviare subito l’esecuzione della tratta B1, da Lomazzo a Lentate sul Seveso, ma mancano le risorse e sicuramente saranno stralciate le opere complementari e quelle di compensazione.

Da quando è stata pensata questa infrastruttura, sono cambiate moltissime condizioni: il territorio interessato dal tracciato si è progressivamente deindustrializzato,  l’inquinamento atmosferico è aumentato, il suolo è stato rapidamente urbanizzato. La strada rischia ora di rappresentare solo una grande “ferita ambientale” in un territorio già pesantemente compromesso, senza avere più le caratteristiche della necessità.

In ogni caso, non ha alcun senso la realizzazione della tratta B1, senza le opere complementari e la certezza che il tracciato prosegua in futuro, con il conseguente incremento di traffico sulla Milano-Meda, superstrada già ora ampiamente congestionata.

Non è forse il caso di mettere un punto fermo all’annosa vicenda? Proprio lì, dove è arrivata a fatica: a Lomazzo.

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Sedia vuota in Consiglio: prima il Milan!

“Il Presidente Maroni oggi non sarà in aula per motivi istituzionali” , questa e’ la litania con cui inizia ogni seduta di Consiglio regionale.

Sono, infatti, rarissime le volte che possono annoverare la sua partecipazione ai lavori.

D’altra parte, devono essere ben seri i motivi per tenere lontano Maroni da quello che lui stesso ha definito il luogo in cui si decide il futuro della Lombardia.

Ma ieri, di fronte all’annuncio dell’ennesima assenza, abbiamo voluto approfondirne le motivazioni.

In mattinata era prevista la visita del Presidente ad un allevamento di pesci (anguille e storioni).

Lo abbiamo saputo grazie al comunicato stampa che si occupa di magnificare l’attività di questa azienda, in grado anche di affumicare salmoni norvegesi e scozzesi, trote, tonno e pesce spada!

Più tardi il Presidente era impegnato nel taglio del nastro per l’inaugurazione del Milan Club a palazzo Pirelli, con Franco Baresi e il solito codazzo di assessori, anche loro assenti dal Consiglio regionale.

Sono motivazioni sufficientemente istituzionali? Più di un Consiglio? Non era meglio spostare gli appuntamenti ad altra data, considerato che ogni martedì è convocato il Consiglio?

“Siamo già diventati uno dei Milan Club più numerosi della Lombardia” ha dichiarato orgoglioso il Presidente.

Non riuscendo ad occuparsi adeguatamente dei destini della Regione, hanno forse deciso di occuparsi dei destini … del campionato.

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Capitani coraggiosi

La maggioranza che governa Regione Lombardia ha bocciato senza possibilità di appello, che in questo caso significava una discussione democratica in Consiglio Regionale, una petizione sottoscritta da quasi 14mila cittadini.

La petizione pubblica riguardava l’abolizione del buono scuola, il sostegno che la Regione dà alle famiglie degli studenti che frequentano le scuole paritarie.

I nostri capitani coraggiosi, votando contro il provvedimento in Commissione Cultura ed Istruzione, hanno rifiutato il confronto richiesto da un così grande numero di Lombardi mettendo in atto un chiaro comportamento antidemocratico.

Ci rendiamo conto delle loro difficoltà : per questa maggioranza di centrodestra diventa difficile giustificare il diverso trattamento riservato agli studenti delle scuole statali rispetto a quello dedicato agli studenti delle scuole paritarie.

Ai primi hanno deciso di tagliare ulteriormente le risorse mettendo a bilancio 5 milioni di euro contro i 10 milioni dello scorso anno, per gli alunni delle paritarie il buono scuola e’ rimasto pressoché invariato ( 30 milioni di euro ).

Da questi contributi, inoltre, rimangono esclusi totalmente gli studenti statali delle primarie e del triennio delle superiori, mentre aumenta addirittura il valore del buono scuola destinato agli studenti delle fasce più alte che frequentano scuole medie e superiori paritarie, anche in presenza di redditi elevati.

Noi non siamo contrari ad ogni sostegno per le scuole paritarie, ma non possiamo accettare questa palese disparità di trattamento e che si diminuiscano le risorse già scarse per chi ha i redditi più bassi,  solo perché frequenta scuole statali.

Sono dunque numerosi i motivi di perplessità per la delibera della Giunta Maroni, ma di fronte alla richiesta di far proseguire l’iter all’iniziativa popolare e di avviare una discussione aperta e democratica su un tema sollecitato da così tanti cittadini, la maggioranza ha chiuso la porta votando compatta per l’archiviazione.

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