Archivi del mese: novembre 2013

Politiche ambientali senz’anima e con pochi fondi

Non abbiamo mai creduto più di tanto all’attenzione che questa maggioranza di centrodestra potesse riservare all’ambiente. Fin dall’esordio, la Giunta Maroni  si è dedicata al tema con interventi più ad effetto che concreti ed ha attuato la politica degli annunci, mai tradotta in azioni coerenti.
Invece, la Lombardia, per la sua conformazione fisica e per la forte antropizzazione di larga parte del territorio, necessita di una cura particolare e di interventi puntuali e continui. D’altra parte, le recenti vicende della Sardegna e le innumerevoli tragedie ambientali, che ogni anno colpiscono l’Italia, sollecitano  alle istituzioni un interesse costante per il territorio e piani organici di intervento per la tutela e la manutenzione straordinaria non più rinviabili.
Ma non è certamente con le risorse previste nel bilancio 2014 che Regione Lombardia affronterà decentemente il tema ambientale. Le cifre stanziate nella programmazione finanziaria sono, infatti, minimali e il tutto viene rinviato agli anni successivi, sapendo bene che nel 2015 e 2016 le poste verranno di nuovo ridotte e spostate e gli impegni ambientali verranno ancora posticipati.
Oltretutto non c’è la consapevolezza che l’ambiente potrebbe diventare un potente motore di sviluppo, atto a creare nuove occupazioni qualificate  e a ridare valore economico ad aree spesso strategiche nel tessuto urbano. In Commissione abbiamo votato contro i documenti finanziari, convinti che su questi argomenti manchi  tutt’ora un piano d’azione e, soprattutto, “l’anima”.

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Il musicista

Ieri mattina ha fatto capolino in Aula il Presidente Maroni. E’ stato un grande avvenimento: non veniva in Consiglio da settimane e l’occasione rivestiva per lui un carattere certamente eccezionale.

All’ordine del giorno c’era l’istituzione della Festa regionale lombarda. Sarà il 29 maggio, anniversario della battaglia di Legnano.

Il PD non ha partecipato al voto: “La Regione si occupi prima di cose concrete: del taglio del ticket, del tema del lavoro a partire dal sostegno ai contratti di solidarietà, che inizialmente doveva essere discusso proprio oggi – ha dichiarato inutilmente il capogruppo Alessandro Alfieri – Temi come la festa della Regione non sono certo prioritari per i Lombardi!”

Così come era apparso, il Presidente se n’è andato subito dopo la trattazione di questo punto. Con lui , anche i fotografi e le troupe televisive …

A chiusura di questa giornata storica, in serata il Presidente ha bocciato il testo dell’inno lombardo commissionato a Mogol e lo ha rimandato al mittente con alcuni suggerimenti. “Sono un musicista, capirà” ha detto orgoglioso alla stampa.

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Un tavolo per il Seveso

Quando piove, con un’intensità appena superiore alla norma, il Seveso esonda e allaga alcuni quartieri di Milano. Sono decenni che succede, a dimostrazione, se ancora ce n’era bisogno, che i fiumi non si possono costringere in stretti argini di cemento o, addirittura, incanalare nel sottosuolo: appena possono escono in “libera uscita”.

Puntualmente, ad ogni esondazione, oltre alle comprensibili polemiche di cittadini e stampa, si assiste allo spettacolo dello scarico delle colpe. Comune, Provincia di Milano, Regione Lombardia si palleggiano le responsabilità degli interventi non ancora attuati.

Ma, soprattutto,  continuano a non coinvolgere i Comuni a nord della metropoli sul territorio dei quali, necessariamente, dovranno essere realizzate le opere per la regimentazione delle acque.

E’ il caso di Senago, sul cui territorio è prevista la predisposizione di vasche di laminazione fortemente impattanti o di Paderno Dugnano, dove si realizzerà il raddoppio del canale scolmatore nord/ovest, opere dal costo totale di 114 milioni di euro.

La soluzione di un problema di Milano si realizzerebbe così con un sacrificio a livello di territorio da parte di altri comuni ed altre collettività.

Per questo motivo Regione Lombardia deve finalmente rompere gli indugi e farsi parte diligente per la convocazione di un tavolo con tutti i protagonisti, al fine di addivenire a una soluzione definitiva, la più condivisa possibile.

Ancora di più, dovrebbe riconsiderare in maniera organica tutte le problematiche del fiume Seveso e, dopo un approccio accurato e studi appropriati, ipotizzare una risoluzione.

Sappiamo bene che un tale percorso sarà pressoché impossibile: da queste parti si preferisce procedere a spot.

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Stop alle discariche!

Ancora in attesa di poter esaminare il Piano regionale di gestione dei rifiuti, predisposto dall’Assessorato all’Ambiente, la VI Commissione ha incontrato gli amministratori locali e le associazioni di cittadini del Comune di Montichiari, in provincia di Brescia.

La pesante situazione ambientale in cui si trova il territorio di questo Comune è stata illustrata in modo esaustivo dagli intervenuti: 82 chilometri quadrati di estensione, 25 mila abitanti, un numero infinito di cave, ora trasformate in altrettante discariche per 12.502.673 m3 di rifiuti!

La richiesta corale è stata di tradurre finalmente le tante parole ascoltate in questi anni in strumenti concreti, per mettere argine ad una situazione ambientale preoccupante per la salute e per evitare che si ripeta un caso Montichiari in altre province della Lombardia.

La Regione deve dire no a nuove discariche di rifiuti solidi urbani. Questo lo può fare, perché è di sua esclusiva competenza.

E allora, stop a nuovi insediamenti, basta discariche.

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