Archivi del mese: ottobre 2013

Facite Ammuina

A quasi otto mesi dall’inizio della legislatura abbiamo maturato ormai la convinzione che questa maggioranza di centrodestra non sia in grado, o non voglia, affrontare in modo organico, compiuto e risolutivo i grandi temi della Lombardia. Procede per spot, con strumenti che non sono propri e senza una visione complessiva che dia, anche, il segno di un cambiamento.

Sulle vere riforme, quelle che servirebbero davvero in momenti così difficili, la maggioranza non c’è. Finora sono state rinviate le emergenze con lo strumento della moratoria e sono ancora in attesa di essere affrontati argomenti come la gestione del territorio, il Piano regionale dei rifiuti ( inceneritori, discariche, amianto, raccolta differenziata …), l’apertura di nuovi centri commerciali, le riforme dell’Aler e della Sanità.

Nulla si vede all’orizzonte. In aula passano provvedimenti dalla portata modesta su sollecitazione di questo o quel consigliere, per accontentare questo o quel territorio o per attuare qualche “manutenzione” legislativa.

E’ un’attività scomposta, un movimento senza un progetto, senza un percorso definito. “Facite ammuina” dicono  a Napoli a coloro che si agitano a vuoto e fanno confusione per attrarre la benevola attenzione di qualcuno.

Come nel linguaggio marinaro, all’ordine “facite ammuina” tutti coloro che sono a prua vadano a poppa e quelli che sono a poppa vadano a prua; quelli che sono a dritta vadano a babordo e quelli che sono a babordo vadano a dritta; tutti quelli che sono sottocoperta salgano sul ponte e quelli che sono sul ponte scendano sottocoperta; chi non ha nulla da fare, si agiti di qua e di là.

Così in Regione Lombardia: un movimento senza capo, né coda.

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1544 ( millecinquecentoquarantaquattro )

Millecinquecentoquarantaquattro sono i Comuni lombardi, ma il Presidente della Regione Lombardia non lo sa. In una recente intervista televisiva ( TG 3 ) Maroni ha dichiarato che i Comuni lombardi sono 1400.

E non è un caso.

Nel suo elenco mancano certamente Bigarello e San Giorgio di Mantova, che la Giunta regionale ha consapevolmente “dimenticato” di inserire nella delibera dedicata ai Comuni che andranno a referendum per la fusione. Solo un provvedimento presentato dal Gruppo PD e approvato da una parte del Consiglio ha evitato questa ingiustizia a danno dei cittadini delle due comunità.

Manca anche Montichiari, dove il pattume strabocca da mille e mille discariche a cielo aperto.

L’elenco non contempla Bianzone in Valtellina, dove sarà permessa l’escavazione di un’ enorme quantità di ghiaia in un’area agricola e paesaggistica di pregio.

Non c’è sicuramente Arconate con il Vice Presidente della Regione, Mario Mantovani, che, in barba alle leggi dello Stato e dell’incompatibilità, continua a restare attaccato alla poltrona di Sindaco.

Mancano Seveso, Cesano Maderno, Meda, Bovisio Masciago, Desio lasciati soli a combattere contro il progetto di una Pedemontana che risveglierà l’incubo diossina.

Manca la stessa Milano che vede questo Presidente sempre più assente e impegnato in altre partite.

Manca…

Insomma, mancano i Comuni che rappresentano pienamente le istanze delle popolazioni e che, nonostante i tagli, continuano ad assicurare servizi di qualità e un vero modello di civiltà e buongoverno.

E una Regione, che non riparte dai territori e che non si confronta con i Comuni, non serve ai cittadini.

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Patrimonio edilizio disastrato e gli strumenti per intervenire non funzionano.

Delle drammatiche condizioni dell’edilizia scolastica lombarda abbiamo parlato più e più volte. Anche con le risorse previste dal “Decreto del Fare”, quest’anno la Regione riuscirà a finanziare solo un decimo delle richieste più urgenti avanzate dai Comuni ( 150 milioni di euro ) e meno di un centesimo delle vere necessità ( circa 2000 milioni di euro).

Si tratta di una situazione di vera emergenza.

A tutto questo si deve aggiungere la mancanza cronica di una anagrafe dell’edilizia scolastica che è uno strumento indispensabile per una corretta ed efficace azione di programmazione degli interventi relativi al patrimonio scolastico regionale.

Infatti lo strumento che potrebbe servire a monitorare la situazione e a metterla direttamente sotto gli occhi del Ministero della Pubblica Istruzione non è aggiornato, i dati risalgono al 2008, e non è in collegamento con il livello nazionale.

L’ha riconosciuto anche l’assessore regionale all’Istruzione, rispondendo in aula ad una interrogazione del PD che chiedeva di rendere immediatamente operativa e funzionante una nuova anagrafe.

Non possiamo che prendere atto dell’impegno dell’assessorato e augurarci che la soluzione del problema sia davvero veloce.

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Una legge “macedonia” che non aiuta l’ambiente

Dall’inizio della X legislatura il centrodestra di Maroni ha portato all’approvazione del Consiglio Regionale solo quattro leggi, oltre all’assestamento di bilancio e al rendiconto finanziario, tre delle quali di rimando ad altre future determinazioni. Una performance decisamente modesta per chi voleva cambiare da subito il mondo…

In pesante ritardo, dunque, con la proposizione di norme regionali veramente significative e sostanziali per la vita dei Lombardi, la maggioranza Lega-PDL ha presentato questa settimana alla Commissione Ambiente una sorta di collegato ordinamentale di modifica a tre leggi vigenti che toccano argomenti importanti come l’acqua, i rifiuti, la gestione del sottosuolo e gli osservatori ambientali.

Si tratta di una “macedonia” che non permette la visione organica di materie così fondamentali, da discutere, oltretutto, in assenza dei dati necessari per un approfondimento dei temi.

Siamo rimasti delusi soprattutto sulla parte della legge che riguarda il deflusso minimo vitale, cioè il quantitativo minimo di acqua che deve essere rilasciato, dopo ogni captazione, per assicurare la sopravvivenza della vita acquatica nei fiumi.

Ci aspettavamo che le norme proposte fossero più risolutive, invece rappresentano una risposta timida ai grandi problemi dello sfruttamento dei corsi d’acqua.

Sui monitor della Commissione Ambiente, intanto, continuano a scorrere le immagini degli alvei di torrenti e fiumi lombardi che, per colpa di un uso esasperato delle acque, rimangono perennemente in secca compromettendo la tutela della vita acquatica.

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