Archivi del mese: giugno 2013

Violenza sulle donne: sì all’educazione, no alle arti marziali

Nell’ultima seduta del Consiglio Regionale di mercoledì 19 giugno, ha ottenuto il voto unanime la mozione “ Violenza sulle donne “ presentata dal PD e dalla Lista Ambrosoli, prima firmataria la Vicepresidente Sara Valmaggi.

Prendendo spunto dall’attuale situazione emergenziale e da un fenomeno in piena escalation, la mozione impegna la Giunta Regionale e gli Assessori competenti a dare piena attuazione a quanto contenuto nella legge 11 del 2012 e a prevederne  finalmente il finanziamento.

La legge, oltre a sostenere e tutelare le donne vittime di violenza, indica nelle linee di intervento anche la prevenzione, la formazione di operatori e forze dell’ordine e i percorsi educativi per le famiglie e nelle scuole.

E’ questo l’approccio giusto per un problema che è ormai arrivato a livelli non più tollerabili : l’educazione, innanzitutto, nelle famiglie e alle famiglie, l’educazione all’affettività nelle scuole per sconfiggere quella visione della società, prettamente maschile, che presidia la cultura e il linguaggio e che cerca di riaffermarsi in ogni dove, nei media, sui giornali, nella televisione.

Non altrettanto condivisibile è stata la successiva mozione,  presentata dalla Lista Maroni e votata da Lega e PDL, che chiedeva l’istituzione di corsi di difesa personale riservati al genere femminile, così da fornire alle donne uno strumento specifico adatto alla difesa attraverso la padronanza del proprio corpo.

Ridurre la soluzione di un problema così importante, che comporta, tra l’altro, implicazioni di carattere psicologico, legale e storico, a quattro mosse di arti marziali imparate in palestra, ci è parsa cosa banale e impropria.

La mozione non ha ottenuto il nostro voto, anche perché le statistiche dicono che solo il 30% di tutte le aggressioni   avvengono ad opera di sconosciuti. La realtà è che nel rimanente 70% dei casi le donne hanno problemi dai loro stessi mariti, compagni, parenti, datori o colleghi di lavoro.

 

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Metrotranvie della Brianza in pericolo ( Ancora?! )

Nei giorni scorsi le voci si erano fatte sempre più insistenti: le metrotranvie della Brianza sono in pericolo. C’è in atto il tentativo, neppure tanto mascherato, di “scippare” i fondi del finanziamento statale, a loro destinato fin dal lontano 2006, per chiudere il buco senza fondo di Expo.

Non è la prima volta che queste opere, indispensabili per un efficace collegamento tra i comuni della bassa Brianza e Milano, rischiano grandemente. La loro storia è costellata di difficoltà, ingiustificabili lentezze, retromarce, indecisioni, ripensamenti. Solo la tenacia di qualche amministratore locale, dei cittadini e dei comitati che credono fermamente nella “cura del ferro” ha impedito più volte la prematura archiviazione dei progetti.

Oggi la Milano Desio Seregno è ad un passo dall’avvio dei lavori, mentre per la Milano Limbiate si attende ancora l’approvazione del Ministero competente. Uno stop definitivo a questo punto sarebbe inconcepibile.

Nulla da dire sull’attività di Regione Lombardia che finora ha svolto il suo compito: ha approvato gli accordi in Consiglio e ha stanziato la cifra prevista, 30 milioni di euro.

Giovedì scorso a Monza, nell’ambito di un incontro con i rappresentanti degli enti locali, l’Assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità ha garantito che a settembre partiranno i lavori della metrotranvia Milano Desio Seregno.

E’ una bella notizia che attenua parzialmente le preoccupazioni sul futuro delle importanti opere infrastrutturali. Dopo vent’anni di attesa, ci auguriamo tutti che questo sia davvero il settembre giusto…

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Pochissimi i soldi per cultura e sport

Valorizzazione e promozione. Sono le parole maggiormente utilizzate nel Programma Regionale di Sviluppo della X Legislatura alle voci cultura e sport, di cui si è discusso nell’omonima Commissione.

Valorizzazione e promozione degli istituti e dei luoghi di cultura, delle ricorrenze storiche e celebrative, della cultura materiale ed immateriale, del patrimonio culturale, di eventi e manifestazioni, dello spettacolo, dell’arte contemporanea, del cinema, dello sport, delle manifestazioni sportive, della creatività e della partecipazione giovanile…

Parole ripetute rispettivamente ben 22 e 25 volte nella paginetta striminzita dedicata al settore.

Solo belle intenzioni, purtroppo. Peccato che poi il piatto pianga lacrime disperate: per cultura e sport si parla di poche centinaia di migliaia di euro. Neppure due milioni per la cultura e un milione e 500 mila euro per lo sport. Per tutti gli interventi, per tutta la Lombardia!

Quindi, i buoni propositi vengono necessariamente meno.

In questo modo non si possono certo programmare iniziative serie, durature, veramente interessanti, ma solo sostegni spot e alcune manifestazioni in settori dove invece sarebbe facile organizzare sostanziosi progetti.

“Nozze coi fichi secchi!” ha sentenziato qualcuno. Di certo un interesse così residuale per questi settori è sconcertante e mette perfino in discussione l’esistenza dei due Assessorati.

Se crediamo alla cultura come strumento di crescita sociale, occorre certamente investire di più.

Festa dello sport 2013

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