Invarianza idraulica: fuori dal cassetto il regolamento!

Molte leggi regionali, si sa, sono vuoti a perdere. Approvate sull’onda di una moda passeggera, vengono poi accantonate e dimenticate. Alcune invece potrebbero arrecare benefici importanti alla comunità, ma non vengono fornite del materiale necessario alla loro attuazione, i decreti o i regolamenti.

Molto spesso occorre riesumare dal fondo di un cassetto le leggi che attendono un regolamento che definisca gli ambiti di applicazione.

È il caso della legge 4/2016 sulla revisione della normativa regionale in materia di difesa del suolo, di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico.

La legge è stata approvata più di un anno e mezzo fa ed è finita nel cassetto in attesa dei 18 regolamenti attuativi, in particolare, del regolamento per il rispetto dell’invarianza idraulica. In base a questo principio almeno tutte le nuove costruzioni dovranno trattenere sul loro sedime l’acqua piovana affinché non finisca nei fiumi, rischiando di moltiplicare così gli episodi di dissesto.

Anche nella nostra regione, infatti, la gestione delle esondazioni fluviali continua a non essere adeguata e le opere di laminazione sui fiumi non possono essere l’unica risposta al fenomeno.

Al nostro nuovo sollecito nell’ultima seduta del Consiglio regionale, l’assessore, recuperando la pratica, ha risposto che la giunta approverà il regolamento entro la fine del mese. Speriamo!

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Abroghiamo le leggi inutili

C’è in Regione Lombardia un organismo che controlla se e come le leggi regionali sono state applicate, se l’attuazione ne ha modificato il disegno originario e valuta gli effetti prodotti dalle politiche regionali, verificando se gli interventi promossi hanno risolto o
migliorato i problemi dei cittadini che intendevano risolvere.

Si tratta del Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione ed è un organismo no partisan composto da quattro consiglieri di maggioranza e quattro di minoranza.

Al centro delle attività di controllo stanno, da un lato i problemi dei cittadini che chiedono adeguata soluzione e dall’altro le informazioni raccolte con rigore metodologico e imparziali perché svincolate dalla dialettica contingente tra le diverse forze politiche.

È un lavoro intenso e continuo di analisi dei vari provvedimenti legislativi. Un lavoro che è stato presentato recentemente nell’ultima relazione della legislatura del Comitato e che dovrebbe essere utile al Consiglio per comprendere se gli interventi attuati vanno nella direzione attesa oppure se occorrono correttivi, fino a cancellare le leggi che hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza.

La cancellazione delle leggi inutili è un evento rarissimo, eppure di leggi inutili, che hanno esaurito il loro scopo o che lo hanno fallito ce ne sono tantissime, anche in Regione Lombardia. Bisognerebbe fare le pulizie di primavera: occorre solo un po’ di coraggio!

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La finta abolizione del cda di ARPA

Non poteva che andare così: alla maggioranza di centrodestra che governa Regione Lombardia è mancato il coraggio di abolire completamente il consiglio di amministrazione di Arpa e si è tenuta almeno la costosa e “politica” figura del presidente.

Nell’ambito della discussione della legge di semplificazione, il Gruppo regionale del Pd aveva presentato un emendamento per la totale abolizione del consiglio di amministrazione di Arpa che è un organo che non risulta essere presente in nessuna delle altre agenzie regionali per l’ambiente italiane, è privo di una reale utilità e genera notevoli costi. Per questo noi chiedevamo che tutte le funzioni, finora delegate a questo organo, venissero riassegnate al direttore generale.

Non c’è stato nulla da fare, la maggioranza ha voluto mantenere il presidente, che svolge solo funzioni residuali nell’organizzazione dell’agenzia ed è la figura sicuramente più costosa: basti pensare che il suo emolumento si aggira sui 70mila euro l’anno, ai quali vanno aggiunti l’auto a disposizione e una struttura di 7 addetti, tra cui un portavoce e l’autista. Non solo: poiché questa nuova definizione andrà in vigore solo alla scadenza dell’attuale cda, cioè a fine giugno 2018, per ora continueremo a mantenere i 4 membri in carica, più il presidente, che, con il collegio dei revisori, costano circa 150mila euro l’anno, cui va aggiunto il costo della struttura dedicata.

Insistiamo su questo punto perché abbiamo a cuore la situazione di Arpa che rischia di non riuscire a ottemperare ai suoi compiti istituzionali poiché ha poco personale a causa delle scarse risorse. L’agenzia, invece, deve poter rispondere alla sua funzione di tutela dell’ambiente e verifica dei reati ambientali e non può rappresentare solo un ulteriore poltronificio a disposizione della politica regionale.

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Arrivano le risorse per la metrotranvia Milano Limbiate

Grazie alla politica per il trasporto pubblico locale voluta fortemente dal Governo nazionale, ma anche alle nostre battaglie, finalmente verrà realizzata la nuova metrotranvia Milano-Limbiate. Il progetto, che prevede la trasformazione dell’attuale impianto tranviario in una nuova metrotranvia, con rifacimento radicale dell’attuale infrastruttura e non una semplice riqualificazione o messa in sicurezza, nel 2015 era stato parzialmente definanziato, provocando le proteste del territorio.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio ha annunciato, invece, che è stata recentemente pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la delibera del Cipe che ripristina l’intero finanziamento statale di 58,9 milioni di euro, ovvero il 60 per cento del costo dell’opera.

Non possiamo che esprimere una viva soddisfazione per questo atteso intervento del Governo. Per la realizzazione del progetto, come Gruppo regionale del Pd, anche con interpellanze in Consiglio, ci siamo spesi per anni, raccogliendo le sollecitazioni che venivano direttamente dal territorio. Oggi l’obiettivo è di mantenere un collegamento efficace attraverso un trasporto rapido di massa tra la Brianza milanese e Milano.

Nel tempo ci siamo sempre assicurati che Regione Lombardia mantenesse a bilancio la sua quota di partecipazione all’opera, consistente in 31 milioni di euro. E adesso, per gli utenti della Milano-Limbiate è importante che quest’opera veda la realizzazione in tempi rapidissimi. Ma nel frattempo la linea deve assolutamente rimanere attiva, perché serve un bacino di 300mila abitanti appena a nord-ovest di Milano.

Ci aspettiamo che tutto proceda nel migliore dei modi. Non vorremmo che si seguisse l’esempio del progetto di metrotranvia Milano-Seregno, la cui linea è stata interrotta una decina di anni fa per la realizzazione della nuova infrastruttura. In realtà, solo ora stanno iniziando i primi lavori preparatori.

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Centri dialisi di Carate Brianza e Seregno: prima i bisogni dei pazienti

Infatti adesso vengono purtroppo al pettine i nodi che noi avevamo evidenziato in occasione dell’approvazione della legge di riforma 23/2015 quando la Brianza fu spezzettata in due ASST, Desio con Monza e Giussano; Seregno, Carate con Vimercate. Avevamo detto a suo tempo che questa modalità organizzativa non sarebbe stata efficace: sarebbe bastato prendere una cartina stradale per capirlo. Non è possibile che pazienti (in molti casi con gravi problemi di salute) di Lentate, Lazzate, o Giussano debbano percorrere oltre 45 chilometri, attraversando tutta la Brianza, per essere assistiti. Questa è davvero una politica che complica la vita al paziente, più che agevolarla.

L’assessore alla sanità, Gallera si è impegnato a portare avanti un approfondimento puntuale considerata la complessità dei bisogni di questo target di pazienti e ha promesso un momento di confronto e incontro tra la ASST e i pazienti e le loro famiglie, al fine di migliorare il servizio. Speriamo dunque che le decisioni che saranno assunte d’ora in avanti siano orientate a non creare disagio alcuno ai dializzati.

Gallera ha dichiarato che la legge 23 è una legge che ha come obiettivo proprio di collegare l’ospedale al territorio: il caso specifico è l’esempio emblematico del fallimento degli obiettivi. La riforma deve migliorare i servizi ai cittadini e non certo peggiorarli, come abbiamo detto, monitoreremo nei prossimi mesi affinché questa diventi una certezza.

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Bene la legge, ma scarse le risorse per i Vigili del Fuoco volontari.

E’ stata votata all’unanimità in Consiglio regionale la legge sul sostegno e la valorizzazione dei distaccamenti volontari del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.

Si tratta di un provvedimento necessario che riconosce il concorso operativo di questo corpo che costituisce un elemento fortemente qualificante in termini di efficacia e di efficienza nell’azione di contrasto del rischio, assicurando la continua presenza sul territorio di personale altamente qualificato e specializzato.

La legge intende valorizzare l’impegno di tanti volontari, circa 1600 in Lombardia suddivisi in 70 distaccamenti, migliorandone anche la condizione lavorativa, attraverso la dotazione di mezzi e la formazione.

Proprio sulla formazione è stata approvata una integrazione migliorativa proposta dal PD. Lamentiamo tuttavia la scarsità delle risorse dedicate al progetto.

Ci rammarica, infatti, l’esiguità delle cifre stanziate: per un solo voto non è passato il nostro emendamento che avrebbe aumentato la dotazione finanziaria di 250mila euro. Auspichiamo che in futuro ci sia maggiore attenzione su questo capitolo di spesa, anche sull’esempio di altre regioni che hanno già fatto molto di più.

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Una legge per vivere negli scantinati

Con 37 voti a favore, la maggioranza, e 32 contro, le opposizioni e qualche franco tiratore che ha sfruttato il voto segreto, il Consiglio regionale lombardo ha approvato uno sciagurato progetto di legge per il recupero dei vani e locali seminterrati.

Una legge platealmente suggerita dai costruttori che permette, non solo per i fabbricati esistenti, ma anche per le future costruzioni, la possibilità di recuperare volumetrie e realizzare seminterrati abitabili. Un condono preventivo, insomma, per chi costruisce adesso, ma che fra cinque anni  potrà “recuperare” ad abitazione, spazio commerciale o produttivo tutto il seminterrato.

Penso che in tutta la storia della Regione non si siano mai raggiunti questi livelli di deregulation. Oltretutto le norme non guardano alla qualità degli interventi, nell’ambiente e alla salute delle persone, ma hanno un obiettivo solo squisitamente economico.

“Io non ci andrei mai a vivere in un seminterrato” ha dichiarato nel bel mezzo della discussione lo stesso relatore del provvedimento e qualcun altro consigliere di maggioranza ha sostenuto che l’approvazione della legge “rappresenta un passo coerente con la nostra impostazione culturale e politica”.

Di certo noi sappiamo chi andrà ad abitare nei seminterrati: gli immigrati e le persone più fragili dal punto di vista economico. Magari con figli.

Magari in ambienti insalubri e con la presenza di radon, un gas cancerogeno che abbonda nelle cantine lombarde.

Deja vu durante l’immigrazione dal sud degli anni ’60. Con l’aggravante che adesso la Regione ci mette il sigillo della legittimità.

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Per il Servizio idrico non sono più rinviabili gli interventi infrastrutturali

Via libera del Consiglio regionale all’unanimità alla risoluzione in tema di servizio idrico integrato, di cui sono stata relatrice.

La discussione in Aula del documento è stata l’occasione per condividere con tutti i consiglieri lo stato di avanzamento di un settore che, dopo molte fatiche, inizia a ottenere risultati con la programmazione di importanti interventi infrastrutturali.

Dalla proposta del Ptua, il programma di tutela e uso delle acque, emerge che gli Ato, gli ambiti territoriali ottimali, hanno finalmente avviato una importante stagione di ammodernamento e adeguamento del patrimonio infrastrutturale del servizio idrico integrato che avrà un impatto verificabile nei diversi sottobacini fluviali per la fine di questo ciclo di pianificazione. Ma nonostante il forte impegno agli investimenti previsto nel quadriennio 2016/19 da parte degli enti di governo d’ambito, per un valore totale di più di un miliardo e mezzo di euro – per il settore acquedotto sono previsti, infatti, investimenti per un valore complessivo di 565 milioni di euro, mentre per le reti e gli impianti di depurazione il valore degli investimenti per i quattro anni ammonta a circa 990 milioni di euro –, risulta evidente la necessità di una ulteriore accelerazione nella realizzazione degli interventi e nell’attivazione di nuove e ulteriori forme di finanziamento per il settore per superare le situazioni di non conformità che verrebbero pesantemente sanzionate dall’Europa.

L’atto impegna, tra l’altro, la Giunta a proseguire nell’azione di supporto agli Uffici d’Ambito affinché pervengano al più presto al completamento della revisione o approvazione dei Piani d’Ambito, quale condizione imprescindibile per il più efficace governo del servizio idrico integrato; implementino l’attività di controllo in merito alle autorizzazioni rilasciate per lo scarico di acque reflue industriali in fognatura; accertino e verifichino eventuali criticità che permangono in quei 371 Comuni che ancora gestiscono il Servizio idrico integrato in economia. Vanno poi approfonditi lo stato di avanzamento degli interventi negli agglomerati oggetto delle procedure dell’infrazione comunitaria. E, al fine di non incorrere in sanzioni pecuniarie, serve accelerare il percorso intrapreso con Finlombarda per favorire un incremento dell’accesso al credito.

Il Pd ha anche chiesto un aggiornamento sul processo avviato per favorire l’accesso ai finanziamenti della Bei, la Banca europea per gli investimenti.

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Aree protette: serve una vera regia regionale

Per la legge regionale 28 sulla riorganizzazione del sistema delle aree protette, approvata nel novembre scorso, fra poco più di due mesi, esattamente entro il 18 aprile, gli enti gestori dei parchi regionali dovranno trasmettere alla Giunta una proposta di unificazione di questi ambiti territoriali ecosistemici, sulla base delle nove macroaree nelle quali è stata divisa la Lombardia. Ma la sensazione è che sui territori si stiano definendo singole e isolate proposte e questo non va nella direzione prevista dalla legge.

A nostro parere si rende indispensabile che fin da ora l’assessorato si attivi in un’intensa attività di coordinamento. Chiediamo per questo azioni e iniziative urgenti per garantire una regia regionale a livello di macroarea, che consenta di formulare una proposta omogenea ed unitaria di ambiti territoriali ecosistemici, che assicuri il coinvolgimento di tutti gli enti interessati.

Alla nostra interrogazione, ha risposto l’assessore all’Ambiente Terzi elencando tutti gli incontri e i tavoli tecnici con i vari interlocutori che Regione sta facendo. E si è lamentata perché, a suo dire, alcuni dei soggetti interessati stanno, in qualche modo, remando contro. A nostro parere non bastano delle riunioni che si limitano a spiegare la legge: Regione Lombardia deve avere una funzione di accompagnamento in questo processo di attuazione di una legge che era perfettibile, tant’è che in occasione della sua approvazione il PD aveva chiesto modifiche e, alla fine votato contro. Ma l’obiettivo del provvedimento, l’integrazione del sistema parchi, è condivisibile. Ci è parso importante, allora, proporre una proroga dei termini e chiedere alla Regione di fare da regia. Non dobbiamo sprecare l’occasione e, ancora una volta, non vorremmo che si rivelasse tutto inutile.

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Un sostegno concreto per il trasporto pubblico

La vicenda delle linee z 225 e z 227 che, transitando da Muggio’ e Cinisello, collegano Nova e Lissone con la metropolitana a Sesto S. Giovanni continua a tenere banco nelle cronache brianzole.

Sulla questione si sono mossi tutti con tempismo, Provincia e Comuni, per cercare di scongiurare l’incredibile cancellazione di un servizio che riguarda almeno 9000 pendolari al giorno.

Martedì scorso in un’assemblea pubblica affollatissima e animata, ma allo stesso tempo composta, sono stati chiariti i termini del problema e le eventuali possibilità di soluzione che passano soprattutto da un intervento concreto della Regione. Proprio alla Regione infatti è affidato il compito di ripartire il contributo annuo erogato dallo Stato per il trasporto pubblico che per la Lombardia vale 854 milioni di euro.

Le risorse statali tuttavia non bastano a garantire tutti i servizi e per il nostro bacino, che comprende i territori di Monza Brianza, Milano, Lodi e Pavia, necessiterebbero ulteriori 5 milioni di euro.

Soldi che dovrebbe integrare la Regione, come ha fatto negli ultimi due anni, in attesa che l’Agenzia dei trasporti, appena costituita per il bacino MB MI LO PV, possa avviare la propria attività predisponendo un nuovo piano dei trasporti e bandendo gli appalti.

Se davvero si vuole aggredire il problema dell’inquinamento atmosferico, non solo a parole, la strada passa necessariamente per il sostegno e l’incentivazione del trasporto pubblico.

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