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Consorzi Forestali: bocciata la richiesta di rifinanziamento

Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

COMUNICATO STAMPA

Consorzi forestali
SCANDELLA (PD): “VENTI GIORNI FA APPROVATA LA RISOLUZIONE PER RIPRISTINARE LE RISORSE. OGGI BOCCIATA LA NOSTRA RICHIESTA DI RIFINANZIAMENTO”

 Il Consiglio regionale della Lombardia ha respinto, a maggioranza, durante la seduta d’Aula di questo pomeriggio sull’assestamento di bilancio, l’emendamento che ripristinava le risorse di bilancio per gli interventi di gestione forestale che avrebbero salvato il posto di lavoro a circa 300 persone e sarebbero serviti agli importanti interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico. Lo fa sapere Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd, firmatario dell’emendamento, che è basito dalla decisione di Giunta e maggioranza:

Dopo aver approvato in Aula, solo 20 giorni fa, con 53 voti favorevoli, una risoluzione concernente lo sviluppo e il sostegno alla montagna, che nei primi punti del dispositivo invitava la Giunta ‘a ripristinare con urgenza le risorse di bilancio finalizzate agli interventi di gestione forestale e di prevenzione dei dissesti idrogeologici, riportando il valore dello stanziamento all’importo previsto nel 2014’, oggi il nostro emendamento che, appunto, ripristinava quei fondi è stato bocciato.

A Scandella non rimane che ricordare l’importanza delle risorse e la gravità della scelta fatta dalla Giunta Maroni e dalla maggioranza di centrodestra, che pure avevano approvato in linea di principio il rifinanziamento: “Quelle risorse finanziano, attraverso bandi emanati dalle Comunità montane, opere che assicurano la gestione forestale e la difesa del territorio montano dal dissesto idrogeologico. Ora non ci sono, dunque, più soldi per i tagli di utilizzazione, gli sfolli, i diradamenti, le cure colturali, la difesa fitosanitaria, gli interventi di realizzazione, la manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità agro-silvo-pastorale vietata al transito ordinario, le opere di sistemazione idraulico-forestale, i rimboschimenti e gli imboschimenti. E soprattutto si mettono così a rischio 300 posti di lavoro”.

Non solo: “La Lega si dimostra anche incapace di gestire i fondi europei, tenendo di fatto completamente congelate dal 2014 le risorse dedicate dal nuovo Piano di sviluppo rurale agli interventi forestali in territori montani. Il Psr prevede una dotazione finanziaria di 103 milioni di euro sulla misura rivolta alle aree forestali: l’unico bando emesso a oggi ha destinato 3 milioni di  euro ai pioppeti di pianura – prosegue Scandella –. Intanto l’assessore regionale all’Agricoltura Fava, in una lettera di soli due giorni fa, in risposta a una nostra interrogazione, dichiara ancora una volta che è in programmazione per il secondo semestre 2016 l’apertura delle operazioni a sostegno del settore forestale, senza dare ancora una volta tempi certi a un comparto in gravissime difficoltà, anche a causa dei ritardi accumulati nella gestione del Psr, su cui si sono persi ormai quasi 3 anni di attività”.

Scandella fa un ultimo appello: “Chiediamo al presidente Maroni e alla maggioranza di centrodestra una presa di coscienza e un’assunzione di responsabilità per i territori che a parole dichiarano di difendere”.

Milano, 27 luglio 2016

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Salvaguardare un’area di pregio come la Val Vertova

SCANDELLA (PD): “SALVAGUARDARE UN’AREA DI PREGIO COME LA VAL VERTOVA”

È stata approvata, questa sera, dal Consiglio regionale della Lombardia, la mozione sulla moratoria delle concessioni di derivazione nel bacino del fiume Serio. Favorevole anche il Gruppo regionale del Pd. “La Val Vertova deve essere salvaguardata da progetti di sfruttamento che non si addicono a un’area di pregio come questa – ha commentato Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd –. L’uso della risorsa acqua a fini energetici è importante per la montagna, ma, come in tutte le cose, non bisogna esagerare”.

Milano, 5 luglio 2016

 

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Montagna: ok alla risoluzione, ma servono 11 milioni

Montagna: SCANDELLA (PD): “OK ALLA RISOLUZIONE. MA SERVONO 11 MILIONI DI RISORSE”

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato, questo pomeriggio, la risoluzione per lo sviluppo e il sostegno della montagna. Favorevole anche il Gruppo del Pd che, però, ha tenuto a puntualizzare alcuni aspetti.

Al consigliere Mario Barboni il compito di fare il punto della situazione: “Ci sono montagne dove il turismo funziona e che riescono benissimo a sopravvivere, ma altre dove questo settore non decolla. Perciò, se vogliamo che la popolazione locale rimanga a vivere sul territorio, dobbiamo fare in modo di darle gli strumenti. Ed è importante che la gente del posto non se ne vada, se non vogliamo una montagna completamente inselvatichita, perché i residenti sono i primi a fare gli interventi di manutenzione del territorio. Questo significa preservare non solo le alte quote, ma anche la pianura che è la prima a pagare le conseguenze di una montagna trascurata”.

Come primo passo, per Barboni, “è importante dare risorse alle piccole imprese agricole montane, magari attraverso il Piano di sviluppo rurale, proprio per fare le manutenzioni: si aiuta chi vuole rimanere a vivere e lavorare in montagna e si preserva il territorio, appunto”.

Ma Barboni ha ricordato anche che la Regione ha istituito un “Comitato della montagna che non viene mai convocato, mentre potrebbe produrre valide idee da mettere sul tavolo della Giunta. Inoltre, è importante che si lavori a livello interassessorile, magari coordinati dal Sottosegretario alla montagna. E studiando delle strategie si può provare a dare una spinta in più a questo territorio e a queste genti”.

Il collega Jacopo Scandella ha calcato, poi, la mano sullo spopolamento delle terre alte, spiegando che “il nostro voto favorevole è condizionato a quattro punti: l’autogoverno della montagna, attraverso comunità montane o aree vaste, almeno per quanto di competenza; velocità nel fare i bandi sul Per: ci sono 103 milioni di euro a disposizione per le attività forestali e ancora nessun bando dedicato alle foreste di montagna; va rifinanziata la legge 31 con la dotazione del 2011, quindi non i 3 milioni di quest’anno, ma gli 11 milioni di allora, per mantenere in vita i consorzi forestali; i canoni idrici fanno introitare alla Regione 64milioni di euro, di cui 20 vanno alla provincia di Sondrio e pochi spiccioli vengono distribuiti alle altre province: serve un accordo quadro di sviluppo territoriale che li faccia diventare per tutti una risorsa stabile come per Sondrio”.

Senza questi 4 punti la risoluzione è “carta straccia”, per Scandella, che ha annunciato il voto positivo del Pd: “Se non procederete in questa direzione, racconteremo a tutti che a Regione Lombardia non interessa nulla della sua montagna”, ha chiuso Scandella.

Milano, 5 luglio 2016

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500mila Euro in più alle Comunità Montane solo grazie al PD

COMUNICATO STAMPA

Comunità montane
SCANDELLA (PD): “500MILA EURO IN PIÙ SOLO GRAZIE AI VOTI DEL PD”

Altri 500mila euro per le Comunità montane che vanno ad aggiungersi ai 10 milioni già previsti. “Non molto, ma è sempre un aiuto in più per la montagna, che è passato solo grazie ai voti del Pd”, lo fa sapere Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd, raccontando quanto avvenuto questo pomeriggio, nell’Aula del Consiglio regionale, durante la discussione sul bilancio.

“Il consigliere Bianchi, della Lega, ha presentato un emendamento che chiedeva di stanziare un ulteriore mezzo milione per le Comunità montane – aggiunge Scandella -. Ma quando è stato il momento di discuterlo e votarlo, si è scontrato con la contrarietà del suo assessore all’Economia Garavaglia che gliel’avrebbe volentieri bocciato. Solo grazie alla nostra insistenza e al nostro voto favorevole, questo emendamento è stato approvato dall’Aula e siamo riusciti a far aggiungere risorse a quell’importante capitolo. Non è stato lo stesso per larga parte della maggioranza di centrodestra: su 35 voti favorevoli soltanto 8 venivano dalla maggioranza. Mancavano all’appello anche molti consiglieri che provengono dai territori montani. La maggior parte della Lega, la totalità di Forza Italia e di Ncd hanno dimostrato ancora una volta di non avere alcun interesse per il destino della montagna”.

Milano, 23 dicembre 2015

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Risorse per lo sviluppo del territorio montano

L’ordine del giorno (clicca qui per il PDF) presentato da Scandella in occasione degli assestamenti di bilancio:

ORDINE DEL GIORNO
Al PDL 261 – Assestamento al bilancio 2015/2017 – I° provvedimento di variazione con modifiche di leggi regionali

Oggetto: Risorse per lo sviluppo del territorio montano

Il Consiglio Regionale della Lombardia

Premesso che la situazione della montagna lombarda rivela un territorio ricco di risorse ed opportunità, ma fragile e dal delicato equilibrio, di cui grande priorità assume il mantenimento di adeguati livelli di servizi alla popolazione: la domanda e l’offerta di servizi così come la dotazione di infrastrutture, sono infatti strettamente correlate al mantenimento di un adeguato livello di qualità della vita e alla riduzione del grado di isolamento sofferto soprattutto dalle aree più disagiate;

Ricordato che:

. la montagna appare nel contesto normativo nazionale sin dalla Costituzione che all’art. 44 recita “Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali (…) la legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane”;

. le leggi in materia di montagna a partire dal secondo dopoguerra fino ad oggi hanno delineato un importante percorso sia di conoscenza che di crescita, sviluppo e salvaguardia del territorio montano;

. Regione Lombardia dal punto di vista normativo è intervenuta in tal senso con una serie di norme, tra le quali:

  • la L.R. 15 ottobre 2007, n. 25 “Interventi regionali in favore della popolazione dei territori montani”, che all’art. 1, comma 1, prevede:

“La Regione riconosce nei territori montani una risorsa prioritaria di interesse regionale, si impegna a tutelarne gli aspetti paesaggistici ed i valori identitari, morfologici, culturali ed etici nonché a promuovere lo sviluppo socio-economico delle comunità locali, nel rispetto della complessità degli equilibri ambientali e territoriali”;

e che all’art. 4 istituisce il “Fondo regionale per la montagna” per il finanziamento di progetti di sviluppo del territorio montano;

  • la recente L.R. 8 luglio 2015, n. 19 “Riforma del sistema delle autonomie della Regione e disposizioni per il riconoscimento della specificità dei territori montani in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni)” che ha riportato l’attenzione sulla specificità del territorio montano riconoscendo forme particolari di autonomia alla Provincia di Sondrio, che consentono la destinazione ai territori di importi equivalenti agli introiti dei canoni relativi alle derivazioni di acque pubbliche, e l’introduzione di indici premiali applicabili nella concessione di sovvenzioni, contributi e ausili finanziari alle persone fisiche, ai titolari di attività economiche e alle associazioni, per il restante territorio montano lombardo;

 Considerato che:

  • dall’analisi effettuata dal Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione nel giugno 2012 è possibile rilevare come i Comuni montani lombardi nella classificazione per aree di svantaggio rientrano per l’80% nelle categorie di svantaggio medio (43%) ed elevato (37%) e la rilevanza in termini di popolazione ed enti locali interessati è significativa non solo nella Provincia di Sondrio (che registra il coinvolgimento di 76 Comuni ed una popolazione di 147.843 abitanti) ma anche nelle restanti province montante come Brescia (82 Comuni – Popolazione 194.528 abitanti), Bergamo (115 Comuni – 205.545 abitanti), oltre a Como (78 Comuni – Popolazione 85.024) e alle Province di Lecco, Varese e Pavia;
  •  il Fondo regionale per la montagna, finalizzato a promuovere un complesso di interventi speciali che spaziano in vari campi, dalla viabilità alla mitigazione del rischio idrogeologico, agli interventi volti alla valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali, rappresenta una importante fonte di finanziamento e uno strumento consolidato a supporto delle realtà locali;

Vista la DGR 2538 del 17.10.2014 “Presa d’atto della comunicazione del Presidente Maroni di concerto con l’Assessore Garavaglia e il Sottosegretario Parolo avente oggetto: ‘Effetti delle misure di contenimento della spesa regionale sui programmi integrati di sviluppo locale per la montagna (PISL Montagna)’” che in relazione alle risorse del Fondo regionale per la montagna precisa quanto segue:

“[…] le risorse regionali del capitolo relativo al Fondo regionale per la montagna di cui alla L.R. 25/2007 – basate su mutuo – appaiono certe solo per l’esercizio finanziario 2015, e non anche per le annualità successive […]”

E conclude sottolineando che:

“Considerato che il territorio montano occupa oltre il 40% dell’intera superficie regionale, si dovranno assumere tutte le iniziative necessarie affinchè vengano individuati gli idonei mezzi di mantenimento del Fondo regionale per la montagna, di cui all’articolo 4 della L.R. 25/2007, al fine di poter garantire la prosecuzione degli interventi di finanziamento dei progetti di sviluppo del territorio montano”;

Preso atto infine che:

  • l’Italia è, nel settore idroelettrico, tra le prime nazioni europee per produzione e per potenza installata ed a livello nazionale è la Lombardia a detenere tale primato;
  • i grandi impianti ad uso idroelettrico in Lombardia (73 in totale) sono situati in prevalenza nel territorio montano;

Ritenuto quindi importante concepire i canoni per le grandi derivazioni ad uso idroelettrico come leve per lo sviluppo locale del territorio montano;

Impegna la Giunta Regionale

  • A dedicare priorità e urgenza all’individuazione dei mezzi idonei al mantenimento del Fondo regionale per la montagna a partire dal 2016;
  • A destinare agli enti locali delle province montane lombarde ed alle loro aggregazioni, un importo equivalente al 100% degli introiti dei canoni relativi alle concessioni di grandi derivazioni ad uso idroelettrico site nel territorio montano lombardo;
  • Ad assumere, in collaborazione con gli enti e le istituzioni locali, tutte le iniziative necessarie affinchè vengano attivate le procedure per accedere ad ulteriori risorse comunitarie a favore della montagna, a partire dalle opportunità offerte dal Programma Life che prevede le prossime scadenze nei mesi di settembre/ottobre 2015;
  • A monitorare periodicamente sugli sviluppi integrando la relazione di cui all’art. 9 (Clausola valutativa) della L.R. 25/2007 con quanto previsto dal presente ordine del giorno.

                                                                                        

Jacopo Scandella

Corrado Tomasi

                                                                                                              Marco Carra

                                                                                                              Agostino Alloni

                                                                                                              Giuseppe Villani

                                                                                                              Massimo D’Avolio

                                                                                                              Mario Barboni

                                                                                                              Laura Barzaghi

 

Milano, 28 luglio 2015

 

"Oltressenda Alta, (BG)" di Alberto Bigoni, da plus.google.com

“Oltressenda Alta, (BG)” di Alberto Bigoni, da plus.google.com

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Alla montagna lombarda nemmeno le briciole

Comunicato Stampa

Autonomie locali, Scandella(PD): “Alla montagna lombarda nemmeno le briciole

Il Consiglio regionale ha approvato questo pomeriggio il provvedimento relativo alla Riforma del sistema delle autonomie di Regione Lombardia in attuazione della legge Delrio. Il Partito democratico ha espresso voto di astensione in polemica con l’atteggiamento tenuto dalla Giunta regionale sia per i finanziamenti sia per quel che concerne il tema dell’ autonomia montana.

Maroni lascia più di duecento tra funzioni e competenze alle province ma non dà i soldi a sufficienza per svolgerle - dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella -. L’anno scorso per le funzioni delegate quali formazione, lavoro, trasporto pubblico, ambiente e agricoltura, la Regione metteva a disposizione complessivamente 214 milioni di euro a cui si aggiungevano 50 milioni finanziati dalle province. Adesso la Giunta assicura solo 195 milioni di euro ai quali bisogna togliere circa 12 milioni destinati all’ agricoltura, alla caccia e alla pesca che rimangono in capo alla Regione. Su questi presupposti si aprono grossi interrogativi sul modo in cui gli amministratori locali potranno assicurare questi servizi essenziali ai cittadini - continua - in particolare la Regione non è stata in grado di chiarire ancora in che modo si riuscirà ad assicurare le risorse per l’assistenza e per il trasporto degli alunni disabili“.

Per quanto concerne invece il tema dell’autonomia montana è netto il giudizio di Scandella. “Maroni discrimina i cittadini della stessa regione: è scandaloso che gli abitanti dei territori montani non ricevano alcun beneficio da un provvedimento che invece garantisce maggiori autonomie e maggiori risorse alla sola provincia di Sondrio. Esempi sono il 30% delle aliquote Irpef e ulteriori compartecipazioni alle tasse regionali, ma soprattutto la questione dei canoni del demanio idrico che vedrà Sondrio riavere il 100% della quota regionale, 19 milioni di euro annui, mentre a Bergamo nemmeno le briciole.

Il Partito democratico ha presentato un emendamento ad hoc mirato a correggere questa stortura ma per un solo voto è stato bocciato. “Ci sono un milione di persone a cui la Giunta dice “arrangiatevi” – attacca Scandella – 600 mila delle quali vivono in comuni classificati con classe di svantaggio medio o elevato. La montagna non deve avere un complesso di inferiorità, può garantire ancora ai propri abitanti la possibilità di vivere e lavorare, a patto di poter contare sulle risorse proprie del territorio. Purtroppo per la Lega la montagna esiste solo in campagna elettorale.

Milano, 30 giugno 2015

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Una firma per la montagna

NO ad una montagna di serie A e di serie B. Le risorse dei canoni idrici restino sul territorio

Con il progetto di legge 233, relativo al riordino degli enti locali, in Aula per l’approvazione definitiva il prossimo 30 giugno, verranno assegnate a Sondrio una serie di autonomie aggiuntive ed, in misura minore, agli altri territori montani della Regione. Tra queste vi è quella che riguarda i canoni regionali del demanio idrico: la provincia di Sondrio, con il nuovo provvedimento, potrà beneficiare del 100% dei ricavi relativi al 2014, le altre realtà montane di Bergamo, Brescia, Varese, Lecco e Como riceveranno meno del 10% del totale della quota. “Una sperequazione ingiusta che affossa ancora di più ampie fasce di territorio lombardo sempre più dimenticate dalla Giunta” secondo Jacopo Scandella.
“Stiamo parlando di risorse fondamentali per la sussistenza di un territorio già fortemente in sofferenza – continua l’esponente del Pd – .Se guardiamo i dati riferiti ai canoni idrici delle grandi derivazioni del 2015, con la nuova legge Sondrio percepirà circa 18.650 mila, quindi il 100% del totale, le altre solo il 10% della cifra. La legge Delrio ha dato alle Regioni la possibilità di affidare alle province interamente montane ulteriori funzioni e risorse. E’ sacrosanto che Sondrio benefici di questa possibilità ma non si può però dimenticare tutto il resto della montagna lombarda che vive il combinato di impoverimento e spopolamento. Ci saremmo aspettati che la Giunta declinasse sul territorio la normativa nazionale con maggiore buon senso ed invece con disinteresse abdica al ruolo di regia e si limita a recepire la norma come un semplice notaio lasciando a piedi tutti i territori montani di Bergamo, Brescia, Varese, Lecco, Como fino all’Oltrepò pavese. Ad inizio legislatura è stato creato un comitato per la montagna che in questa occasione non è stato nemmeno riunito. Ciò dimostra – precisa – che bisogna fare ancora molta strada per far sì che la voce dei territori di montagna venga ascoltata dal Consiglio regionale”.
Su questi presupposti il Gruppo regionale del Pd ha lanciato in questi giorni una petizione dal titolo “Una legge per la montagna”: una serie di proposte volte a salvaguardare la montagna lombarda nella sua totalità puntando sulle risorse proprie del territorio quali acqua, crediti forestali, servizi per la specificità montana, semplificazione amministrativa, imprese locali, e prodotti tipici. “Diciamo No ad una montagna di serie A e una di serie B”, conclude Scandella, promotore dell’iniziativa: “la Giunta ragioni in maniera unitaria su questa realtà in grande sofferenza dimostrando una sensibilità diversa rispetto a quanto avvenuto negli ultimi anni”.

La scheda sui canoni idrici riferiti al 2015 distinti per provincia

Qui invece maggiori informazioni sulla petizione “Una legge per la montagna”

Il video della diretta su BlogDem:

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Montagna, Scandella: “Valorizziamo le risorse proprie per creare lavoro e ricchezza”

Una seduta del Consiglio regionale interamente dedicata al contrasto della crisi economica, nella quale è stato approvato all’unanimità un documento bipartisan con punti ben precisi per affrontare l’emergenza lavoro. Ma per Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd, il dibattito, in Aula, non si è fermato solo a questi temi: “Ho chiesto una specifica attenzione per i territori montani, che in questi anni stanno vivendo il combinato di povertà e spopolamento“, fa sapere Scandella dopo l’approvazione del documento.

“È stata recentemente pubblicata una mappa molto interessante sulla distribuzione del reddito in Lombardia, dalla quale si evince come i territori periferici, le valli, siano decisamente più poveri e con una popolazione più anziana rispetto al resto della regione – spiega il consigliere Pd -. Bisogna perciò ripartire dalle risorse proprie della montagna, il suolo innanzitutto, con un piano decennale sul dissesto idrogeologico, la tutela del paesaggio per promuovere una politica turistica efficace, ma anche l’acqua, come risorsa energetica che possa incentivare le aziende a rimanere sul territorio e dare fiato ai bilanci dei Comuni”.

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