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Scandella: “Porteremo all’attenzione dell’assessore le proteste dei comitati pendolari”

TPL, Martedì in Aula approvazione del Piano regionale trasporti

Scandella(PD): “Porteremo all’attenzione dell’assessore le proteste dei comitati pendolari”

Ancora pesanti ritardi e cancellazioni si registrano sulla tratta ferroviaria lunga la direttrice bergamasca. I comitati pendolari sono sul piede di guerra per una situazione di disagio perenne ma senza che la Regione prenda i dovuti provvedimenti. “Riceviamo quotidianamente lettere di denuncia da parte dei rappresentanti dei pendolari - dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella - solo ieri sera un treno della linea Milano – Bergamo è stato bloccato per 103 minuti in attesa che si risolvesse un guasto a uno scambio. Questa mattina, invece, il treno S9 portava ben 37 minuti di ritardo, cosa che peraltro capita fin troppo spesso. C’è stato chi ha optato per un treno MM2, che nell’ orario di punta è sovraffollato, e all”arrivo a Romolo, alle 8,45, ha dovuto destreggiarsi con pullman di linea funzionanti a intermittenza che esponeva l’avviso ‘fuori servizio’. Tutto senza un preavviso o alcun tipo di informazione da parte dell’azienda. Proporremo nuovamente questo tema martedì in Aula, in occasione della discussione del Programma regionale della mobilità e dei trasporti, e richiameremo l’assessore alle sue responsabilità non solo per quanto concerne il sistema ferroviario ma anche sull’intermodalità ferro/gomma e il rapporto con il sistema metropolitano milanese. In Commissione trasporti invece chiederemo l’audizione dell’amministratore delegato Trenord Farisè per capire come l’azienda mira a risolvere questa situazione inaccettabile“, conclude.

 

Milano, 15 settembre 2016

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Rosso di sera, la puntata dell’11 gennaio 2016

Il materiale relativo alla quinta puntata di “Rosso di Sera”, la prima del 2016, trasmissione del Pd Valle Seriana a cura del consigliere regionale Jacopo Scandella.

Il filmato della puntata:

Jacopo Scandella ospita l’on.Antonio Misiani che parla delle misure sociali inserite nella Legge di Stabilità (700 mln nel 2016), l’abolizione del Patto di Stabilità per i Comuni, le risorse per le Province e le Città Metropolitane, le risorse per le piccole medie imprese con la proroga del bonus per la ristrutturazione e per il risparmio energetico. ”Lucius in Fabula” di Lucio Imberti ospita, invece, Angelo Carrara, presidente di Confartigianato Bergamo. Si discute dell’artigianato e della ripresa del lavoro in Valle Seriana. Riqualificazione energetica, le opportunità della Legge di Stabilità 2016 con i relativi incentivi, le attività di Confartigianato per gli iscritti:

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Carcere di Bergamo, Regione confermi lo stanziamento per i progetti di inserimento lavorativo di fronte a risultati evidenti

I consiglieri regionali hanno visitato ieri, nell’ambito del progetto di ricognizione sulla situazione carceraria in Lombardia, la casa circondariale di Bergamo. Numeri alla mano, nel 2013 sono stati spesi fondi per 189mila euro a scopo riabilitativo in iniziative di vario genere, che vanno dall’inserimento lavorativo, al sostegno psicologico sino a quello abitativo. In particolare ad aver dato grandi risultati sono stati i progetti di reinserimento sociale attraverso lavori socialmente utili, come panetteria e lavori agricoli.

“I dati che ci sono stati presentati dimostrano come la recidività cali ogni volta che ci troviamo di fronte a detenuti che lavorano. Investire in queste iniziative è importante, dunque, non solo in funzione della riabilitazione del singolo, ma anche come investimento nella sicurezza di tutta la comunità – spiega il consigliere Pd Jacopo Scandella – . E’ fondamentale che vengano mantenuti questi progetti e anzi potenziati. Per questo Regione Lombardia non riduca le risorse come ha in programma di fare“.

Se per il 2013 si sono investiti 189mila euro, per il biennio 2014-2015 sono stati, invece, stanziati solo 274mila, ovvero 50mila euro in meno all’anno. “Porteremo avanti questa richiesta nella prossima seduta di assestamento di bilancio”.

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Un lavoro di squadra per il parcheggio dell’ospedale di Bergamo

Negli ultimi mesi ho ricevuto tante mail, tante segnalazioni sui temi più disparati. Tutte importanti, certo. Nessuna però mi ha colpito come quelle riguardanti il parcheggio presso il nuovo Ospedale di Bergamo.

Si tratta di persone costrette a pagare fino a 900 euro al mese per assistere i propri familiari; perché il parcheggio è molto caro e non esiste frazionamento orario della tariffa, perché non ci sono spazi gratuiti nelle vicinanze né una connessione ferroviaria, oltre ad un problema-sicurezza sollevato dagli utenti, soprattutto anziani.

È stato questo l’oggetto di una mozione che abbiamo approvato oggi in Consiglio Regionale. Un lavoro di squadra portato avanti dal gruppo Pd in consiglio comunale a Bergamo, dai parlamentari bergamaschi e, appunto, dai consiglieri regionali.

La società intende dotare a sue spese la struttura di un servizio di vigilanza e aumentare il numero di parcheggi gratuiti per auto e moto. Un primo passo, a cui vogliamo far seguire al più presto una revisione delle tariffe.

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Il comunicato stampa

Ospedale di Bergamo, Barboni e Scandella (PD): “Famiglie costrette a pagare sino a 900 euro al mese di parcheggio per assistere un parente. Situazione grave ed insostenibile. Si intervenga subito”

Approvata mozione in Aula

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la mozione relativa ai parcheggi del nuovo Ospedale di Bergamo Giovanni XXIII presentata dal consigliere regionale del Patto civico Roberto Bruni e sottoscritta dai due colleghi bergamaschi del Pd Mario Barboni e Jacopo Scandella.

“Il problema è serio e deve essere risolto al più presto – spiegano Barboni e Scandella – Riceviamo quotidianamente numerose segnalazioni da parte di famiglie che sono costrette a pagare fino a 900 euro al mese per assistere 24ore al giorno il proprio familiare malato. E’ sotto gli occhi di tutti – e la mozione approvata all’unanimità lo sottolinea – che la situazione non è più sostenibile. I parcheggi gratuiti sono praticamente inesistenti, non solo per i pazienti ma anche per i dipendenti della struttura ospedaliera, e le tariffe imposte non prevedono un frazionamento orario dopo lo scadere del sessantesimo minuto. Persino per raggiungere la camera mortuaria è previsto il parcheggio a pagamento. E’ incomprensibile, inoltre, che per un ospedale come quello di Bergamo, punto di riferimento non solo della provincia e della Lombardia ma dell’Italia intera, non sia stata ancora pensata un’alternativa valida al mezzo privato valorizzando l’opzione della ferrovia”.

Una mancanza su cui il consigliere Roberto Bruni esprime forti perplessità. “In prossimità dell’ospedale – spiega il consigliere del Patto civico – corre la linea ferroviaria che collega Bergamo con Lecco. Si pensi ad istituire una fermata ad hoc, sosta peraltro prevista nell’Accordo di programma. Mi auguro che Regione Lombardia costituisca un tavolo di confronto con Trenord, RFI e TEB per risolvere quanto prima questa situazione”.

Con la mozione si chiede alla Giunta di indire un Tavolo per far sì che Regione, Provincia e Comune di Bergamo e la società vincitrice della gara d’appalto trovino una soluzione condivisa e si riveda la convenzione in essere. “Apprendiamo favorevolmente dall’assessore Mantovani che la società si farà carico del servizio di vigilanza per assicurare un controllo costante all’interno del parcheggio. Confidiamo nella Giunta – concludono – affinché dia seguito alla mozione e si attivi nel breve tempo per riunire le parti”.

 

Milano, 7 gennaio 2014

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“Ma allora a cosa serve fare la tessera?” Il mio contributo per un congresso aperto

“Il primo che passa non può scegliere il mio Segretario!”, oppure “ma allora a cosa serve fare la tessera al Partito?”

Sono due delle domande più ricorrenti che mi trovo a fronteggiare durante le Feste Democratiche della provincia. Tra primarie aperte, ruolo degli iscritti, coincidenza tra segretario e candidato premier, provo a dare il mio contributo al dibattito che anima il nostro Partito alla vigilia dell’assemblea nazionale che dovrà stabilire le regole del prossimo congresso.

Prima di tutto, dobbiamo chiarirci una cosa: nel 2007, quando abbiamo dato vita al PD, ci siamo detti che sarebbe stato un Partito di “iscritti ed elettori” (Statuto Nazionale).

Perché lo abbiamo fatto? La prendo da lontano.

Nel 1977, il Partito Comunista Italiano contava 1 milione e 800 mila iscritti. Una platea vastissima, che rappresentava in maniera piuttosto fedele un elettorato composto da circa 10 milioni di persone. Una classe sociale omogenea, quella operaia, che si riconosceva nel Partito come tutelante dei propri interessi e delle proprie battaglie. Il PCI era un partito di sindacato, che nell’immaginare una società “diversa”, lottava nelle istituzioni per tutelare in primo luogo i bisogni dei propri iscritti. I quali “pesavano” nelle scelte, eccome. Proprio perché rappresentativi di tutti (o quasi) quelli che il Partito lo votavano.

Poi caddero gli steccati, vennero meno le differenze ideologiche enormi fra gli schieramenti, calarono gli iscritti ai Partiti (13% di elettori iscritti ad un Partito nel 1948, 2% nel 2012), i blocchi sociali si frammentarono in quella che viene chiamata “società liquida”.

E nel 2007, quando facciamo nascere il PD, si vive l’ambizione di completare la trasformazione definitiva del più grande soggetto del centrosinistra italiano da partito di sindacato a partito di governo. Un Partito che non nasce per tutelare gli interessi dei propri iscritti, ma per fare molto di più, ovvero governare il paese secondo i propri valori: in primo luogo perché si rende conto che la parte più debole della società non coincide più con i propri iscritti; in secondo luogo perché l’elettorato cambia spesso opinione, è disposto a votare una volta destra, un’altra centro, un’altra ancora sinistra, e lo zoccolo duro degli elettori “fedeli” si assottiglia; in ultimo, perché se gli iscritti non bastano più a rappresentare il tuo corpo elettorale, con le mille sfaccettature di cui è composto, allora devi trovare lo strumento per coinvolgere nelle decisioni quella fetta sempre più ampia di elettori “fluidi”, di capire i loro bisogni ed offrire loro una prospettiva credibile. Bernstein diceva “non un partito di classe, ma un partito di popolo”.

Si chiama vocazione maggioritaria. E per farla, mi ripeto, devi prima conoscere le esigenze di quegli elettori che, per mille motivi, non si iscrivono più ai Partiti e non partecipano attivamente alla vita di Partito. Magari fanno politica, nei comitati come a scuola, magari no. Ma votano, quello sì. O possono farlo.

E di cosa si compone la vocazione maggioritaria? In primo luogo delle primarie aperte, quelle che permettono a tutti di esprimersi. Per tornare ad essere in sintonia con la società, per capire quello che succede fuori dai nostri circoli, troppo spesso autoreferenziali. Poi della coincidenza tra segretario e candidato premier. Perché se il Partito ha l’ambizione di convincere a votarlo quelle persone che oggi non si sentono stabilmente rappresentate da nessuno, lo fa con un leader, con una faccia, che possa contare su un Partito che lo sostenga e che ne condivida in toto la linea politica. Altrimenti “fai la fine di Prodi”.

Queste intuizioni, avute nel 2007, sono paradossalmente molto più attuali oggi, nel 2013. Perché se allora il blocco berlusconismo-antiberlusconismo era abbastanza coeso, oggi l’elettorato è ancora più fluido. Cresce continuamente il campo dei delusi, degli indecisi, di quell’elettorato potenziale disposto a votare PD e che abbiamo il dovere di andare a prendere. Perché nessun altro “alleato” può farlo in maniera stabile, ed alle ultime elezioni ne abbiamo avuto la triste dimostrazione.

Smontare quel disegno, quelle intuizioni, un pezzetto per volta, significa non comprendere la realtà nella quale vogliamo incidere politicamente. Dopodiché sia chiaro, le Primarie non garantiscono la vittoria né risolvono tutti i problemi. Aiutano però a capire meglio i sentimenti e le idee dei cittadini, ad avere uno sguardo più ampio su una società sempre più frammentata e sempre meno decifrabile.

“Ma allora per forza che nessuno si tessera più!”

Credo sia sbagliato pensare che il tesseramento dipenda dal potere decisionale che comporta: altrimenti non si spiegherebbe perché, a parità di condizioni, gli iscritti al PCI siano calati dal milione e 800 mila del ’77, al milione e 200 mila del ‘90, così come per la DC dal milione e 800 mila del ’72 al milione e 200 mila del ’77; la realtà è che il tesseramento avviene innanzitutto per senso di appartenenza, per volontà di contribuire alla vita di una comunità nella quale ci si riconosce. Per consenso e prestigio. Più siamo capaci di generare entusiasmo, dibattito, più il Partito diventa davvero popolare, e più le persone si avvicineranno, anche tesserandosi.

E la tessera non può essere considerata un biglietto d’ingresso senza il quale non poter prendere parte alla vita ed alle decisioni del Partito, bensì magari il punto di arrivo di un percorso inclusivo di partecipazione.

Se sapremo proporre all’elettorato un progetto credibile guidato da facce credibili, cresceranno l’appetibilità del Partito e con esso il numero delle persone disposte a spendere tempo ed energie per un progetto condiviso. E, magari, a donare a questo progetto anche il loro 2xmille…

Ci lamentiamo spesso che nei momenti di crisi la tendenza delle persone sia quella di  chiudersi, di guardare con nostalgia al passato, di non riuscire a gestire i sentimenti di rabbia e sconcerto. Vale anche per le organizzazioni. In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, con quello che abbiamo passato negli ultimi mesi, è il momento di non commettere lo stesso errore. Non chiudiamoci, guardiamo invece con fiducia al futuro di un Partito che ha tutto per essere protagonista. Ne abbiamo bisogno noi, ne hanno bisogno i nostri vicini di casa, ne ha bisogno tutto il Paese.

 

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Prossimi appuntamenti

Si riparte:

Mercoledì 11 settembre, ore 20.30 – sede PD di Clusone – incontro con il circolo

Lunedì 16 settembre, ore 15.00 – sede PD di Bergamo – conferenza stampa sulla discarica Monte Castra di Strozza, in Valle Imagna

Martedì 17 settembre, ore 12.00 – dibattito su Italia 7 Gold

Mercoledì 18 settembre, ore 13.00 – dibattito su Telelombardia

Venerdì 20 settembre, ore 20.30 – Auditorium “Il Riccio” a Presezzo – “Ragionare di lavoro: falsi miti e vere opportunità”

Sabato 21 settembre, dalle ore 10.00 – Comune di Berzo san Fermo – “Sabato nel villaggio”, ricevimento per amministratori e cittadini

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Il video della diretta web

Grazie a Fabio Pizzul, la mia prima diretta sul canale di Blogdem.

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