Archivi categoria: Sanità e welfare

Ospedali, impegno concreto per il potenziamento del presidio brembano

San Giovanni del Bianco
SCANDELLA-BARBONI (PD): “IMPEGNO CONCRETO PER IL POTENZIAMENTO DEL PRESIDIO BREMBANO”

Segnalare un’attenzione speciale sul presidio di San Giovanni Bianco affinché l’ospedale resti in vita e continui ad essere punto di riferimento per la comunità della Val Brembana. Lo chiede una mozione approvata oggi in Consiglio regionale, con il voto positivo del Pd. “La montagna ha bisogno di servizi – hanno ricordato i consiglieri Pd Jacopo Scandella e Mario Barboni in Aula – . Le scelte aziendali e politiche, non dimentichiamolo, influenzano le scelte di vita dei cittadini. In montagna, specialmente, la presenza o meno di servizi porta all’aumento della popolazione o viceversa allo spopolamento. In questo momento perciò c’è bisogno di chiarezza da parte dell’assessore al Welfare e dell’azienda sanitaria e di portare avanti gli impegni che già in passato erano stati presi. È importante però avere un piano strategico sostenibile che dia risposte nel breve termine ma che soprattutto abbia una visione di come si vuole gestire la struttura nei prossimi anni definendo le necessità più cogenti al territorio montano. I medici e tutta la struttura operativa dovranno avere la possibilità – e l’impegno – di diventare più attrattivi non solo per la popolazione residente.”.

Milano, 7 febbraio 2017

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La difesa del punto nascita di Piario è una priorita

PIARIO: SCANDELLA (PD), “DIFESA DEL PUNTO NASCITA È UNA PRIORITÀ CHE VA AL DI LÀ DELLO SCHIERAMENTO POLITICO

“Per la Valle Seriana la difesa del punto nascita e dell’ospedale di Piario è una priorità che va al di là dello schieramento politico. Qualcosa tra la Regione e il Ministero della Salute è andato per il verso sbagliato. Per fare chiarezza ho chiesto alla Regione, attraverso un accesso agli atti, di vedere la documentazione inviata a Roma al Comitato percorso nascite, intanto è importante che il ministero abbia chiarito che c’è ancora spazio per ottenere una deroga in virtù della particolare collocazione del nostro ospedale.”

Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella in merito alla possibile chiusura del punto nascita dell’ospedale di Piario.

Milano, 14 dicembre 2016

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Call center antigender: si occupino dei problemi veri dei ragazzi!

Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

Comunicato Stampa

CALL CENTER ANTIGENDER, BRAMBILLA (PD): SI OCCUPINO DEI PROBLEMI VERI DEI RAGAZZI, COME IL BULLISMO

“Il call center antigender alla fine rimarrà solo una provocatoria boutade propagandistica, nello stile della giunta Maroni. Spero che gli operatori incaricati si occupino dei problemi veri dei ragazzi come il bullismo e il cyberbullismo, sui quali abbiamo presentato da tempo un progetto di legge che ancora non è stato calendarizzato, e magari i trentamila euro stanziati dalla Regione saranno serviti a qualcosa”.

Lo dichiara il capogruppo del Pd al Pirellone Enrico Brambilla in merito allo sportello famiglia della Regione, annunciato nei mesi scorsi come call center antigender ed entrato oggi in funzione.

Milano, 12 settembre 2016

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Rosso di sera, la puntata del 4 aprile 2016

Nuova puntata di “Rosso di Sera”, trasmissione a cura del Partito Democratico della Valle Seriana. Temi della puntata di “Rosso di sera”, a cura del Partito Democratico della Valle Seriana: i servizi sociali, volontariato, terzo settore. Ospite della puntata Giancarlo Bertoli, assessore ai servizi alla persona del Comune di Pradalunga. C’è anche spazio per occuparsi della Riforma del Terzo Settore.

Il filmato della puntata:

Bono Morstabilini della “Idem Onlus” è ospite di Lucio Imberti nella rubrica “Lucius in fabula”. Ulteriori informazioni presso www.idem.it, qui il video della rubrica:

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Rosso di sera, la puntata dell’8 febbraio 2016

Il materiale relativo alla sesta puntata di “Rosso di Sera”, trasmissione del Pd Valle Seriana a cura del consigliere regionale Jacopo Scandella.

Il filmato della puntata:

La nuova puntata di “Rosso di Sera”, trasmissione a cura del consigliere regionale Jacopo Scandella del Partito Democratico. Tema della puntata: disabilità a case di riposo. Ne abbiamo parlato con Elena Carnevali, deputata del PD. Lucio Imberti intervista invece Walter Imberti e Tiziano Vedovati relativamente alle due case di riposo da loro gestite:

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Emendamenti per salvare le maggiori aziende ospedaliere

Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

Comunicato Stampa

PD PRESENTA IN REGIONE GLI EMENDAMENTI PER SALVARE LE MAGGIORI AZIENDE OSPEDALIERE

Il Partito Democratico ha formalizzato questa mattina, a chiusura del ciclo di audizioni con le rappresentanza territoriali, le proposte di modifica della riorganizzazione degli ospedali lombardi. Al centro dei documenti, in primis, il mantenimento delle maggiori aziende ospedaliere (Niguarda, Spedali Civili di Brescia, Papa Giovanni XIII di Bergamo, San Gerardo di Monza, Ospedale di Circolo di Varese), che secondo la riforma voluta da Maroni e approvata il 5 agosto scorso sono destinate a scomparire per essere integrate nelle più vaste Aziende socio sanitarie territoriali (ASST). Una delle condizioni che l’opposizione pose, in fase di approvazione della legge regionale, per togliere il macigno dell’ostruzionismo, fu proprio quella di definire un periodo di tre mesi per valutare una modifica del nuovo assetto. Le proposte del Pd saranno messe ai voti nella seduta di commissione di mercoledì mattina e se saranno accolte dovranno passare dal voto dell’Aula.

Oltre a mantenere in vita le aziende ospedaliere, un istituto che esiste in tutta Italia, il PD chiede di suddividere i poliambulatori ex ICP tra l’ASST Nord Milano, a cui la riforma li assegna in toto, e l’ASST Santi Paolo e Carlo (che comprende le attuali AO San Paolo e San Carlo Borromeo), di portare Paderno Dugnano dall’ASST Rhodense a quella Nord Milano, di mantenere Angera (VA) con il resto dell’ex distretto Asl a cui appartiene all’interno dell’ASST dei Sette Laghi.

Infine, tre sono le proposte alternative per il territorio della Brianza: in primis il mantenimento dell’AO del San Gerardo di Monza, con il resto del territorio brianzolo in un’unica ASST; qualora questo non fosse possibile, il Pd chiede di ridefinire l’ASST di Monza, che comprenderebbe solo i comuni limitrofi al capoluogo, e di riunire il resto del territorio nell’ASST di Desio e Vimercate, oppure di riunificare tutto il territorio provinciale in un’unica ASST.

Milano, 26 ottobre 2015

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“L’assuefazione e il silenzio”, la risposta del PD

Milano, 21 maggio 2015

Caro direttore,

ho letto il suo editoriale di ieri dal titolo “L’assuefazione e il silenzio” e vorrei rispondere alle domande che ci rivolge direttamente. Il tema del rapporto tra politica e nomine dei vertici della sanità è per noi cruciale: vi insistiamo da tempo, abbiamo presentato una proposta di legge nella scorsa legislatura e all’inizio di questa, abbiamo dato battaglia sulla legge poi votata dalla maggioranza e torneremo a farlo durante la discussione, ormai prossima, della riforma della sanità lombarda. Per noi il sistema va cambiato, l’invadenza della politica negli ospedali e nelle asl è soffocante e deleteria e il merito deve prevalere. Come? I futuri direttori generali in sanità, quando il Pd governerà la Regione, dovranno essere selezionati da una commissione esterna composta da soli esperti indicati dal mondo universitario, dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS). Questa commissione fornirà una rosa ristrettissima di nomi (per ogni direzione generale, due soli candidati tra cui scegliere) individuati sulla base di criteri di curriculum e di merito. I candidati non dovranno avere conti in sospeso con la giustizia. Rispondendo alla sua domanda: quando governerà il Pd le strutture sanitarie non saranno più terreno di pascolo dei partiti e delle correnti. È un impegno che abbiamo preso con i cittadini nelle scorse campagne elettorali e che fin d’ora assumiamo per la prossima.

Saluti cordiali

Enrico Brambilla, capogruppo del Pd in Regione Lombardia

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Centrosinistra in Regione: Maroni segni la discontinuità o mozione di sfiducia

PD e Patto Civico danno al presidente della Regione Roberto Maroni una settimana di tempo per compiere alcuni atti di forte discontinuità con il sistema di potere dell’ex PDL e della Lega che governa la Lombardia da vent’anni. In caso contrario, sono pronti a presentare in Consiglio regionale una mozione di sfiducia al presidente.

Ecco le richieste:

1- Ci sono direttori generali indagati perché, secondo la Procura della Repubblica di Milano, avrebbero dato la disponibilità a truccare alcune gare per l’affidamento di servizi di grande rilevanza economica. Queste persone, nominate con un sistema fortemente improntato alla lottizzazione politica, non possono agire per conto della Regione fino a quando ogni ombra non sarà fugata. Per questa ragione, Maroni deve revocare i loro incarichi.

2- Le nomine del sistema sanitario regionale sono regolate da una legge che anche nella sua versione, approvata pochi mesi fa, consegna tutto il potere al decisore politico, quindi alla giunta regionale. Occorre fermare l’invadenza della politica dalle nomine dei vertici di Asl e Aziende ospedaliere, approvando una nuova norma che spezzi i legami con i partiti politici e che tolga i dirigenti dal ricatto relativo alla riconferma e alla progressione di carriera.

3- L’assessore Mantovani ha avuto più di un anno per dare la svolta in un sistema, quello sanitario, che per anni è stato flagellato da gravi scandali, come quello del Santa Rita prima e della corruzione poi. In questo periodo nulla è stato fatto. Non sono stati aumentati i controlli, non è stata cancellata la legge Daccò, non sono state modificate veramente le funzioni non tariffarie. Sulla riforma della Sanità lombarda non c’è un progetto, o meglio, forse la stessa giunta ne ha in mente più di uno. È evidente che l’assessore Mantovani non ha saputo fare fronte al compito straordinario a cui era stato chiamato dal presidente della Regione, e per questo motivo chiediamo a Maroni di revocargli la delega.

4- Per quel che riguarda Expo, valgono analoghe considerazioni. Maroni aveva promesso di illustrare al Consiglio un’attività di revisione (Due Diligence) di tutti gli appalti, ora gli chiediamo di farlo. Maroni deve anche valutare seriamente l’attività delle persone interne alla Giunta chiamate a occuparsi dell’esposizione del 2015.

Maroni ha tempo una settimana per difendere il buon nome della Regione e per imprimere la necessaria svolta. Se così non sarà, Pd e Patto Civico riterranno necessario chiederne le dimissioni per aver fallito nel compito più importante.

Chiediamo le dimissioni del Presidente Maroni – spiega il coordinatore del centrosinistra in Regione Umberto Ambrosoli – perché lo riteniamo colpevole di un immobilismo che sta paralizzando la Regione e perché non ha posto in essere alcuna azione concreta per fermare una situazione che, come ci dimostrano le inchieste, è fuori controllo. Ovviamente ci aspettiamo che si manifesti una vera volontà di discontinuità la cui utilità Maroni ha fino ad ora pubblicamente negato, una discontinuità necessaria anche nell’ambito in cui si sono alimentati i predatori in relazione agli appalti Expo 2015. In una settimana il Presidente può prendere decisioni molto importanti, come far dimettere per opportunità i direttori generali indagati; rendere atto quello che in realtà è già un fatto, cioè togliere le deleghe della sanità a Mantovani che ha dimostrato di non essere in grado di controllare un mondo così complesso e infine presentare un provvedimento che recida alla radice ogni rapporto fra le nomine in sanità e la politica. E’ ovvio se non prenderà neppure questi semplici, e quasi scontati, provvedimenti l’opposizione di centro sinistra presenterà per il primo consiglio utile una mozione di sfiducia che investirà questa volta direttamente Maroni”.

“Da un anno – aggiunge il segretario regionale del PD Alessandro Alfieri – chiediamo a Maroni di smantellare il sistema di potere costruito da Formigoni con il sostegno della Lega in vent’anni. Abbiamo pronta per lui la mozione di sfiducia se non fa alcune cose di buon senso nei prossimi giorni: rimuova i direttori generali indagati, cambi il sistema delle nomine dei vertici di Asl e ospedali e rimuova l’assessore Mantovani che lui stesso ha già provveduto a commissariare con le ultime dichiarazioni.”

Milano, 15 maggio 2014

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Un lavoro di squadra per il parcheggio dell’ospedale di Bergamo

Negli ultimi mesi ho ricevuto tante mail, tante segnalazioni sui temi più disparati. Tutte importanti, certo. Nessuna però mi ha colpito come quelle riguardanti il parcheggio presso il nuovo Ospedale di Bergamo.

Si tratta di persone costrette a pagare fino a 900 euro al mese per assistere i propri familiari; perché il parcheggio è molto caro e non esiste frazionamento orario della tariffa, perché non ci sono spazi gratuiti nelle vicinanze né una connessione ferroviaria, oltre ad un problema-sicurezza sollevato dagli utenti, soprattutto anziani.

È stato questo l’oggetto di una mozione che abbiamo approvato oggi in Consiglio Regionale. Un lavoro di squadra portato avanti dal gruppo Pd in consiglio comunale a Bergamo, dai parlamentari bergamaschi e, appunto, dai consiglieri regionali.

La società intende dotare a sue spese la struttura di un servizio di vigilanza e aumentare il numero di parcheggi gratuiti per auto e moto. Un primo passo, a cui vogliamo far seguire al più presto una revisione delle tariffe.

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Il comunicato stampa

Ospedale di Bergamo, Barboni e Scandella (PD): “Famiglie costrette a pagare sino a 900 euro al mese di parcheggio per assistere un parente. Situazione grave ed insostenibile. Si intervenga subito”

Approvata mozione in Aula

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la mozione relativa ai parcheggi del nuovo Ospedale di Bergamo Giovanni XXIII presentata dal consigliere regionale del Patto civico Roberto Bruni e sottoscritta dai due colleghi bergamaschi del Pd Mario Barboni e Jacopo Scandella.

“Il problema è serio e deve essere risolto al più presto – spiegano Barboni e Scandella – Riceviamo quotidianamente numerose segnalazioni da parte di famiglie che sono costrette a pagare fino a 900 euro al mese per assistere 24ore al giorno il proprio familiare malato. E’ sotto gli occhi di tutti – e la mozione approvata all’unanimità lo sottolinea – che la situazione non è più sostenibile. I parcheggi gratuiti sono praticamente inesistenti, non solo per i pazienti ma anche per i dipendenti della struttura ospedaliera, e le tariffe imposte non prevedono un frazionamento orario dopo lo scadere del sessantesimo minuto. Persino per raggiungere la camera mortuaria è previsto il parcheggio a pagamento. E’ incomprensibile, inoltre, che per un ospedale come quello di Bergamo, punto di riferimento non solo della provincia e della Lombardia ma dell’Italia intera, non sia stata ancora pensata un’alternativa valida al mezzo privato valorizzando l’opzione della ferrovia”.

Una mancanza su cui il consigliere Roberto Bruni esprime forti perplessità. “In prossimità dell’ospedale – spiega il consigliere del Patto civico – corre la linea ferroviaria che collega Bergamo con Lecco. Si pensi ad istituire una fermata ad hoc, sosta peraltro prevista nell’Accordo di programma. Mi auguro che Regione Lombardia costituisca un tavolo di confronto con Trenord, RFI e TEB per risolvere quanto prima questa situazione”.

Con la mozione si chiede alla Giunta di indire un Tavolo per far sì che Regione, Provincia e Comune di Bergamo e la società vincitrice della gara d’appalto trovino una soluzione condivisa e si riveda la convenzione in essere. “Apprendiamo favorevolmente dall’assessore Mantovani che la società si farà carico del servizio di vigilanza per assicurare un controllo costante all’interno del parcheggio. Confidiamo nella Giunta – concludono – affinché dia seguito alla mozione e si attivi nel breve tempo per riunire le parti”.

 

Milano, 7 gennaio 2014

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