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Nuovi treni: basta parole al vento, i pendolari meritano di più

NUOVI TRENI, SCANDELLA (PD): “BASTA PAROLE AL VENTO, I PENDOLARI MERITANO DI PIU’”

“Abbiamo chiesto a Sorte di presentare una volta per tutte i contenuti, le risorse e le tempistiche del piano di investimento straordinario che aveva preannunciato lo scorso 17 febbraio, promettendo il rinnovo del parco circolante con 100 nuovi treni – spiega il consigliere del PD Jacopo Scandella dopo il question time di questa mattina in Consiglio regionale sugli investimenti per il materiale rotabile della nostra regione -. La risposta è stata chiara: non c’è nulla. Nessun piano concreto, nessuna tempistica o priorità, mentre le segnalazioni continuano ad arrivare numerose e i disservizi, i ritardi e i guasti sono all’ordine del giorno nella vita dei nostri pendolari”.

“Basta parole al vento – conclude – i pendolari meritano un servizio migliore ed una comunicazione più onesta e concreta”.

 

Milano, 13 giugno 2017

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Semplificazione: bene lo stop all’aumento delle tariffe ferroviarie

SEMPLIFICAZIONE, SCANDELLA (PD): BENE LO STOP ALL’AUMENTO DELLE TARIFFE FERROVIARIE

“Bene lo stralcio dell’articolo che legava l’aumento delle tariffe ferroviarie agli investimenti sul materiale rotabile. La giunta aveva inserito un automatismo tra gli investimenti da parte del gestore del servizio e il costo di biglietti e abbonamenti. È chiaro che gli investimenti vanno fatti, ma la Regione non può scaricare i costi sui pendolari.”

Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella commentando lo stralcio da parte della giunta regionale dell’articolo 19 della legge di semplificazione 2017, in discussione oggi in Consiglio regionale. Lo stralcio è avvenuto con il voto all’unanimità di un subemendamento presentato dall’assessore al bilancio Massimo Garavaglia, identico ad emendamenti presentati sia dal PD che dalle altre forze di opposizione.

 

Milano, 16 maggio 2017

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Scandella: “Porteremo all’attenzione dell’assessore le proteste dei comitati pendolari”

TPL, Martedì in Aula approvazione del Piano regionale trasporti

Scandella(PD): “Porteremo all’attenzione dell’assessore le proteste dei comitati pendolari”

Ancora pesanti ritardi e cancellazioni si registrano sulla tratta ferroviaria lunga la direttrice bergamasca. I comitati pendolari sono sul piede di guerra per una situazione di disagio perenne ma senza che la Regione prenda i dovuti provvedimenti. “Riceviamo quotidianamente lettere di denuncia da parte dei rappresentanti dei pendolari - dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella - solo ieri sera un treno della linea Milano – Bergamo è stato bloccato per 103 minuti in attesa che si risolvesse un guasto a uno scambio. Questa mattina, invece, il treno S9 portava ben 37 minuti di ritardo, cosa che peraltro capita fin troppo spesso. C’è stato chi ha optato per un treno MM2, che nell’ orario di punta è sovraffollato, e all”arrivo a Romolo, alle 8,45, ha dovuto destreggiarsi con pullman di linea funzionanti a intermittenza che esponeva l’avviso ‘fuori servizio’. Tutto senza un preavviso o alcun tipo di informazione da parte dell’azienda. Proporremo nuovamente questo tema martedì in Aula, in occasione della discussione del Programma regionale della mobilità e dei trasporti, e richiameremo l’assessore alle sue responsabilità non solo per quanto concerne il sistema ferroviario ma anche sull’intermodalità ferro/gomma e il rapporto con il sistema metropolitano milanese. In Commissione trasporti invece chiederemo l’audizione dell’amministratore delegato Trenord Farisè per capire come l’azienda mira a risolvere questa situazione inaccettabile“, conclude.

 

Milano, 15 settembre 2016

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Programma Regionale Mobilità e Trasporti: la situazione

L’approvazione del Programma Regionale Mobilità e Trasporti è attualmente prevista per la ripresa dei lavori del Consiglio Regionale ed è attualmente programmata per il prossimo 20 settembre. In origine era previsto il termine dell’intero iter per la fine del 2015 ma alcuni prevedibili ritardi tecnici e l’accavallarsi di provvedimenti legislativi in V Commissione hanno portato alla chiusura della fase istruttoria in V Commissione ed al voto a fine giugno con l’impegno di votare il Piano il 19 luglio in aula. Martedì 5 luglio, senza alcun preavviso la maggioranza ha deciso di posticipare il voto, adducendo il fitto calendario della seduta ma più probabilmente per problemi nella chiusura del PRMT vista la debolezza della posizione dell’Assessore Sorte e le numerose sollecitazioni che provengono dai territori e dagli attori economici ed istituzionali.

Si tratta di un provvedimento molto atteso visto che la precedente programmazione regionale risale al 1982 e si innesta in un contesto di grandi cambiamenti sia nella governance del TPL con il ruolo duale di Trenitalia e Trenord (società al 50% Trenitalia e 50% Regione Lombardia) e i possibili cambiamenti che potrebbero portare a fusioni e incorporazioni, sia attraverso la rimodulazione dei servizi integrati e su gomma con la nascita delle Agenzie che faticosamente stanno avviando il proprio percorso che nella struttura stessa della mobilità con il deciso incremento degli utenti ferroviari e della mobilità dolce e la prospettiva di uno spostamento di una parte consistente del traffico merci dalla gomma al ferro in una logica intermodale avanzata.

Il PD ha da subito proposto emendamenti di sostanza al PRMT, documento complesso e molto articolato,  incentrati nella modifica strutturale di alcune delle ‘azioni’ previste e che sono la parte descrittiva della politica della mobilità regionale.  Troppo debole il segnale di cambiamento presente nel PRMT di fronte alla mutata situazione economica in Lombardia che ha comportato una modifica sostanziale delle necessità infrastrutturali regionali che vedono una drastica diminuzione delle risorse disponibili per interventi a grande impiego di capitali, il fallimento del project financing, l’incremento costante a tassi intorno al 5% degli spostamenti ferroviari di persone, nuovi flussi di merci su ferro con apertura del Gottardo e la conseguente necessità di intermodalità, la lenta ma progressiva avanzata della mobilità sostenibile sotto forma di elettrico o sharing mobility.

La stesura originaria del PRMT difatti fotografa una situazione proponendo scenari evolutivi sulla base di stime e previsioni che sono variate e che devono giocoforza trovare una declinazione nella programmazione. Le politiche attive sul trasporto da attuare in concorso con la pianificazione nazionale e lo scenario europeo risultano essere sbiadite restando sullo sfondo gestionale dell’esistente o poco più e rimangono irrisolti i nodi reali, politici, della pianificazione a medio e lungo termine: risorse, strategie, visione di sviluppo.

La posizione della maggioranza di centro destra rimane ferma sull’assunto che il Governo ha tagliato i fondi per il TPL, che la proporzione tra le risorse assegnate e il fabbisogno derivante dall’estesa rete di trasporti è penalizzante per la Lombardia e che i fondi per l’estensione della rete autostradale lombarda devono provenire dalla redistribuzione dei proventi fiscali centrali.

Il primo punto è palesemente falso e strumentale perché il Fondo Nazionale per il TPL non ha subito tagli negli ultimi anni e con i recenti atti governativi alla Lombardia dovrebbe essere riconosciuta parte della redistribuzione derivante della penalizzazione per le Regioni che non abbiano raggiunto standard di qualità prefissati. Sul punto della proporzione tra fabbisogno e assegnazione di risorse effettivamente appare necessaria una riflessione sull’introduzione dei costi standard per evitare il ripetersi di storture e inefficienze. Sulla vicenda delle risorse per le autostrade è da sottolineare il fallimento della logica lombarda del project financing e ricordare le defiscalizzazioni di cui hanno goduto alcune delle opere più esposte economicamente che gravano sul bilancio statale.

Per quanto riguarda l’attività consiliare, l’analisi e la successiva attività emendativa, frutto del confronto con il territorio e i portatori di interesse (si sono svolte decine di audizioni oltre al percorso obbligatorio della VAS con relative osservazioni e proposte) hanno portato il PD a seguire due percorsi paralleli di richiesta di modifica:

  • richiesta di stralcio delle opere giudicate insostenibili finanziariamente ed ambientalmente laddove i benefici sono largamente inferiori ai costi diretti ed indiretti e i finanziamenti appaiono impossibili da trovare la breve, medio e lungo termine per opere stratecigamente marginali
  • richiesta di modifica o di integrazione

Le principali richieste di stralcio riguardano le opere stradali autostradali quali la Lecco-Como-Varese, il lotto da Vimercate a Dalmine della Pedemontana, la Broni -Mortara e il raccordo con la A 26 di Stroppiana, la TOEM (unico accolto in fase preliminare) mentre modifiche e integrazioni (quasi tutte accettate) hanno riguardato la possibilità di interventi di raddoppio di linee ferroviarie o prolungamenti di metrotramvie e alcune connessioni stradali importanti per i territori.

Nel corso della seduta che vedrà l’approvazione del PRMT il PD presenterà, oltre agli emendamenti sopra ricordati che non sono stati assunti dalla Giunta, alcuni ordini del giorno che, in quanto atti di indirizzo politico, proveranno a dare alcune indicazioni per la Giunta Regionale per affrontare i nodi di sistema irrisolti sopra descritti oltre ad alcune proposte per migliorare localmente la situazione attuale.

DATI ECONOMICI (fonte Regione Lombardia dicembre 2015)

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Mobilità elettrica, Scandella: “Ora un piano strategico regionale”

Gruppo consiliare del Partito Democratico in regione Lombardia

COMUNICATO STAMPA

Mobilità elettrica, Scandella(PD): “Ora un piano strategico regionale” 

Il consiglio regionale questo pomeriggio ha approvato all’unanimità una mozione che chiede alla Giunta di promuovere lo sviluppo di un piano strategico a sostegno della mobilità elettrica che miri a risolvere i problemi del traffico e a salvaguardare l’ambiente. Soddisfatto il consigliere regionale del PD Jacopo Scandella che ricorda come “Da tre anni in Consiglio abbiamo proposto emendamenti alle sedute di bilancio per stanziare risorse dedicate alla mobilità elettrica, in modo particolare per l’infrastrutturazione di nuove colonnine elettriche e per avviare una sperimentazione sulle flotte della pubblica amministrazione. Gli emendamenti sono sempre stati respinti ma speriamo che questa nuova mozione, stavolta proposta dalla maggioranza stessa, possa portare ad un esito diverso”.

Per il Partito democratico tre sono le azioni ritenute più importanti: “sostenere il lavoro delle amministrazioni locali lombarde che già stanno sperimentando il car sharing elettrico – spiega Scandella -, avviare una sperimentazione per trasformare in elettriche alcune flotte comunali o della pubblica amministrazione, che possano essere da esempio per altre amministrazioni e per i cittadini, e continuare sulla strada dei bandi per le nuove colonnine di ricarica. A questo si aggiunge un indispensabile intervento statale per rendere detraibili parte delle spese per l’acquisto di auto elettriche (in quanto risparmio energetico) e consentire di accedere al superammortamento del 140% per le flotte aziendali”, conclude.

Milano, 6 settembre 2016

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Trasporto pubblico: da Regione le risorse necessarie

Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

Comunicato Stampa

TPL, Scandella(PD): “Da Regione Lombardia le risorse per assicurare il servizio per l’anno in corso”

Il Consiglio regionale ha votato all’unanimità, nel tardo pomeriggio di oggi, un ordine del giorno all’assestamento al bilancio 2016 – 2018 che impegna la Giunta a stabilire annualmente le quote dei trasferimenti alle agenzie di trasporto pubblico locale al fine di garantire i sevizi per l’anno successivo. Il Partito democratico aveva presentato un emendamento ad hoc poi ritirato, in accordo con l’assessore al Bilancio Massimo Garavaglia, in quanto recepito nel provvedimento approvato in Aula. Soddisfatto il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella: “Un’ottima notizia per le agenzie del trasporto pubblico locale con l’acqua alla gola e incapaci, in mancanza di liquidità, di assicurare il servizio nel proprio territorio di riferimento – dichiara -. Penso ad esempio a Monza e a Bergamo dove si correva il serio rischio di lasciare i pendolari del trasporto pubblico extraurbano a piedi. La Giunta regionale prende atto delle difficoltà economico finanziarie che vivono le diverse province e assicura per l’anno in corso il trasferimento delle risorse finanziate con il fondo del TPL e quindi la tempestiva copertura dei servizi”.

Milano, 27 luglio 2015

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Il piano mobilità nasce già vecchio

PIANO REGIONALE DELLA MOBILITA’: SCANDELLA (PD), DOPO LA CRISI E’ CAMBIATO TUTTO, ANCHE NEL SETTORE DEI TRASPORTI. IL PIANO NON NE TIENE CONTO E NASCE GIA’ VECCHIO

“Il Piano regionale della mobilità licenziato oggi dalla commissione territorio è un importante lavoro di mappatura delle opere infrastrutturali programmate per il territorio lombardo, ma conferma indirizzi che non sono più attuali. Le autostrade pianificate prima della crisi economica si basavano su previsioni di traffico e su capacità economica che oggi sono radicalmente cambiati. Inoltre, si calcolava che i cittadini fossero disposti a spendere fino a 20 centesimi di euro al chilometro di tariffe autostradali, ma anche questa previsione si è dimostrata sbagliata, come i flussi di traffico di Brebemi e Pedemontana dimostrano ampiamente. La Regione avrebbe quindi dovuto ripensare la programmazione di opere come la Varese Como Lecco, la Broni Mortara e rivedere il progetto di Pedemontana, ma ha invece deciso di confermare tutto. Si tratta di investimenti faraonici che stridono ancor di più in un momento nel quale il trasporto pubblico locale è sottoposto a continui tagli. Basterebbero dieci milioni di euro per metterlo in sicurezza ma la Regione ha altre priorità.”

Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella, capodelegazione democratico in commissione territorio del Pirellone, dopo l’approvazione, questo pomeriggio, del piano regionale della mobilità e dei trasporti per i prossimi cinque anni. Il piano dovrà ora essere approvato dal Consiglio regionale il prossimo 12 luglio.

Milano, 23 giugno 2016

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Treni: “Bene le guardie giurate. Ora serve investimento per la videosorveglianza”

Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

COMUNICATO STAMPA

Treni, Scandella: “Bene le guardie giurate. Ora serve investimento per la videosorveglianza”

“La Regione risponde alle istanze dei pendolari che da tempo chiedono più sicurezza sui treni, soprattutto nelle ore serali. Un passo avanti che va nella direzione giusta”. Così commenta il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella la nota di regione Lombardia che annuncia l’arrivo da oggi di guardie giurate sulle direttrici di Bergamo, Treviglio e Como. “Non dimentichiamo che il grosso del lavoro lo fa la polizia ferroviaria – aggiunge -, che lamenta un mancata attenzione in termini di videosorveglianza, fondamentale per la buona riuscita delle indagini da loro effettuate. La repressione da sola non basta, serve un investimento della Giunta nella qualità dei convogli e delle nostre stazioni, che devono essere sempre più illuminate e vivibili”.

Milano, 15 aprile 2016

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Pedemontana al veleno, sui fondi nuove scintille tra governo e Regione

Da L’Eco di Bergamo del 12 aprile 2016, un articolo di Fabio Florindi:

Pedemontana al veleno Sui fondi nuove scintille tra governo e Regione

Scoppia la polemica tra governo e Regione sulla Pedemontana. Ad accendere la miccia è una dichiarazione rilasciata ieri dal ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, all’assemblea con i sindaci di Monza e Brianza. «Lo Stato non può mettere sempre risorse su opere per le‎ quali sono state sbagliate le previsioni. Noi non siamo un bancomat», ha dichiarato Delrio. 

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Secondo il ministro «il privato si deve assumere il rischio, il rischio di impresa deve esistere, on è che se poi cala il traffico noi o i cittadini ci mettono i soldi». Delrio, dunque, ha chiuso la porta a ulteriori contributi pubblici, che comunque «già ci sono e sono molto robusti». Il ministro fa il conto di quanto versato dal governo: «Su 4,15 miliardi (il costo dell’opera, ndr), 1,2 miliardi più 800 milioni di defiscalizzazione sono tanti». L’esponente del governo sottolinea che «se bisogna fare un’autostrada che nessuno usa, allora meglio fare una strada a 4 corsie che usano tutti». Ma subito dopo chiarisce che la revisione che serve per avere un closing finanziario «è compito dei concessionari e non del governo». Dunque «sono loro a dover fare delle proposte e il governo le esaminerà con serenità».

La risposta dell’assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità, Alessandro Sorte, arriva a stretto giro. «È la Lombardia a essere stanca di fare da bancomat allo Stato – attacca Sorte – con le risorse che ogni anno vengono prelevate ai lombardi, ai cittadini e alle imprese, ce ne stanno cento di Pedemontana. Chiediamo che ci venga restituita almeno una parte delle ingenti risorse prosciugate dallo Stato alla Lombardia con le tasse». E tra l’altro, aggiunge l’assessore, «il ministro Delrio non ha ancora risposto al ventaglio di richieste fatte mesi fa dalla Lombardia per tutti gli interventi infrastrutturali messi in cantiere dalla Regione». 

Nella polemica sono intervenute anche le opposizioni in Regione. Il consigliere del Movimento 5 Stelle, Dario Violi, ha attaccato: «Prima si sparano stime di traffico del tutto irrealistiche, poi si progetta un mostro a 10 corsie promettendo mirabolanti compensazioni ambientali, che ancora oggi non ci sono nemmeno per le tratte già realizzate. Infine si spendono, tutti e subito, i soldi pubblici stanziati per l’intera opera solo per fare il primo pezzettino e alla fine ci si trova senza soldi, praticamente in braghe di tela. L’unica cosa sensata a questo punto è fermare l’opera la dove è arrivata, bisogna cambiare paradigma e puntare sul trasporto collettivo. Per rivedere il piano finanziario e la progettazione servono anni e Pedemontana, nello stato di crisi finanziaria in cui versa, non ha tutto questo tempo». Il consigliere regionale del Pd, Jacopo Scandella, ha sottolineato: «Ancora una volta Sorte attacca il governo in modo pretestuoso. I problemi di Pedemontana non nascono a Roma ma in Lombardia e se c’è qualcuno che non ha fatto la propria parte non è certo il governo. La Regione continua a presentare decine di progetti di autostrade che non hanno le gambe per camminare, per poi accusare altri se non vengono realizzate».‎

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Aggredita su treno, Alfieri e Scandella (PD): “Emergenza sicurezza non si affronti con provvedimenti spot”

Aggredita su treno, Alfieri e Scandella (PD): “Emergenza sicurezza non si affronti con provvedimenti spot”

Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

COMUNICATO STAMPA

Aggredita su treno, Alfieri e Scandella (PD): “Emergenza sicurezza non si affronti con provvedimenti spot”

“Quanto accaduto sabato sera sul treno della linea Treviglio – Milano dimostra ancora una volta che la sicurezza a bordo treno è un problema grave che non può essere risolto con provvedimenti spot. Esattamente un anno fa, il 7 aprile 2015, la Lega aveva presentato un progetto di legge finito su un binario morto perché farcito di slogan e demagogia. Avevano annunciato corsi di formazione per il personale e pistoleri armati sui convogli. Non servono espedienti tampone ma azioni serie e mirate: il personale preposto alla sicurezza deve avere il titolo abilitativo di pubblico ufficiale così da poter avere libertà di manovra sulle carrozze mentre le stazioni devono tornare ad essere presidiate e non abbandonate a se stesse come accade oggi. Chiediamo a Regione Lombardia di investire risorse per integrare il servizio di polizia nelle ore notturne, le più critiche, attraverso un accordo straordinario stipulato con la Polfer”.

Lo dichiarano il segretario del Pd lombardo Alessandro Alfieri e il consigliere regionale Jacopo Scandella in merito all’aggressione avvenuta sabato scorso a una ragazza sul treno partito da Treviglio per Milano.

Milano, 21 marzo 2016

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