Archivi del mese: settembre 2016

Scandella: “Porteremo all’attenzione dell’assessore le proteste dei comitati pendolari”

TPL, Martedì in Aula approvazione del Piano regionale trasporti

Scandella(PD): “Porteremo all’attenzione dell’assessore le proteste dei comitati pendolari”

Ancora pesanti ritardi e cancellazioni si registrano sulla tratta ferroviaria lunga la direttrice bergamasca. I comitati pendolari sono sul piede di guerra per una situazione di disagio perenne ma senza che la Regione prenda i dovuti provvedimenti. “Riceviamo quotidianamente lettere di denuncia da parte dei rappresentanti dei pendolari - dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella - solo ieri sera un treno della linea Milano – Bergamo è stato bloccato per 103 minuti in attesa che si risolvesse un guasto a uno scambio. Questa mattina, invece, il treno S9 portava ben 37 minuti di ritardo, cosa che peraltro capita fin troppo spesso. C’è stato chi ha optato per un treno MM2, che nell’ orario di punta è sovraffollato, e all”arrivo a Romolo, alle 8,45, ha dovuto destreggiarsi con pullman di linea funzionanti a intermittenza che esponeva l’avviso ‘fuori servizio’. Tutto senza un preavviso o alcun tipo di informazione da parte dell’azienda. Proporremo nuovamente questo tema martedì in Aula, in occasione della discussione del Programma regionale della mobilità e dei trasporti, e richiameremo l’assessore alle sue responsabilità non solo per quanto concerne il sistema ferroviario ma anche sull’intermodalità ferro/gomma e il rapporto con il sistema metropolitano milanese. In Commissione trasporti invece chiederemo l’audizione dell’amministratore delegato Trenord Farisè per capire come l’azienda mira a risolvere questa situazione inaccettabile“, conclude.

 

Milano, 15 settembre 2016

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J-Mail n.9

Ciao,
una ventina d’anni fa, un noto esponente del centrosinistra italiano disse una cosa del genere: “Berlusconi si vanta di non essere un politico… ma è come se uno entrasse in sala operatoria e dicesse al paziente: “tranquillo, tranquillo, non sono un chirurgo!”.

Erano gli anni successivi a Tangentopoli, poco dopo sarebbero emersi gli sprechi de “La Casta”, poi ancora gli scandali sui rimborsi, la crisi economica e una serie di occasioni perse per riformare i partiti e le istituzioni. C’era (e c’è…) un sentimento popolare d’insofferenza verso la classe politica, a cui fece seguito il tentativo di trovare fuori da quest’ultima la soluzione ai problemi: tra chi non aveva frequentato i partiti, tra chi si presentava come estraneo a quel sistema. Da Berlusconi passando per la miriade di piccole o grandi personalità “prestate” alla politica, si arriva ai giorni nostri ed al mantra 5 stelle: non politici ma cittadini. Una cosa diversa.

Anche io, quando mi sono candidato in Consiglio regionale, l’ho fatto per essere diverso. Diverso dal mio coetaneo Renzo Bossi che mi aveva preceduto tra quei banchi; diverso da chi aveva usato la carica pubblica per il proprio tornaconto personale (www.jacoposcandella.it/trasparenza); diverso da chi si vedeva di rado sul territorio se non per una campagna elettorale di promesse, mai rendicontate.

Ho sempre pensato, però, che come non ci si improvvisa chirurghi, non ci si improvvisa nemmeno politici. E che se l’onestà va dimostrata sul campo, questa non è da sola sufficiente. Servono studio e approfondimento; serve la giusta dose di umiltà per riconoscere le ragioni dell’altro e il fatto che intorno a te non ci sono solo mele marce da denunciare, ma una quantità di brave persone che svolge il proprio ruolo con passione e onestà. Altrimenti, saremmo messi molto peggio di come siamo.

A questo proposito, e a partire dalle difficoltà della giunta M5S di Roma, Roberto Saviano ha scritto un pezzo che vi consiglio.


Da consiglio a Consiglio: al Pirellone mi sto occupando di giovani, montagna e trasporti.

Primo: ci sono ragazzi e ragazze in Lombardia che avrebbero diritto alla borsa di studio regionale per l’università, perché rientrano nei requisiti di merito e di reddito, ma che la borsa di studio non la prendono. Perché? La risposta più semplice, dopo tre anni di tentativi, è che questo non interessa. Non interessa che ci siano più giovani, soprattutto da famiglie meno ricche, che decidono di proseguire gli studi.
Potrebbe sembrare propaganda, per cui meglio affidarsi ai dati.

Per coprire tutte le richieste servono 56 milioni di euro; ben 38 li pagano gli studenti con le loro tasse; 15 milioni provengono dal fondo integrativo statale; ne mancano solo 3, lo 0,012% circa del bilancio regionale. Eppure, Regione Lombardia decide di stanziare la miseria di 687.000 euro, l’1,2% del totale richiesto. E questo sul 2016, perché la previsione sul 2017 ad oggi è ZERO.

I numeri parlano da soli. Ma dietro ad ogni numero c’è una persona a cui viene tolta la possibilità di studiare, una persona che non vede realizzato quel “rimuovere gli ostacoli di ordine economico che impediscono il pieno sviluppo della persona umana” che la nostra Costituzione assume come impegno. E’ semplicemente inaccettabile. Qualcosa a cui, in ogni caso, non ci si può rassegnare.

Secondo: in Alta Valle Seriana ci sono più o meno 40 mila abitanti distribuiti in 463 km quadrati. A Milano gli abitanti sono 1 milione e 200 mila, in 181 km. Due mondi diversi. Eppure le regole fissate dalla Regione sono spesso molto simili.
Sarebbe come se facessimo giocare una squadra di calcio a 5 su un campo da 11 giocatori. Potrebbe essere la più forte del mondo, ma non vincerebbe mai. Sono intervenuto in Consiglio regionale (prima parte sul diritto allo studio, seconda sulla montagna) per spiegare questa metafora e chiedere una cosa sola:fateci giocare alla pari, altrimenti in montagna non gioca più nessuno!

Terzo: il 20 settembre arriva in aula il Programma Regionale della Mobilità e deiTrasporti (PRMT). Un malloppo da mille e passa pagine a cui ho dedicato ore di “studio matto e disperatissimo”. Scherzi a parte, lì dentro c’è la visione delle infrastrutture e della mobilità lombarda per i prossimi dieci anni. E, ahimè, è una visione troppo ancorata al passato, che non tiene conto di quanto le cose siano cambiate negli ultimi anni.

Autostrade come la Broni-Mortara o la Varese-Como-Lecco (e molte altre ancora) sono state pensate quando si credeva che una grande massa di persone sarebbe stata disposta a pagare un pedaggio più caro per risparmiare un po’ di tempo. Il problema è che oggi non è più così: la crisi non ha modificato solo le disponibilità economiche degli enti pubblici, le cui risorse (più scarse) vanno utilizzate con grande cura, ma anche l’attitudine alla spesa dei cittadini. E di questo bisogna tenerne conto.

Vogliamo un Piano che abbia cura tanto della sostenibilità economica quanto di quella ambientale; meno autostrade ma più tangenziali e tranvie che possano risolvere gli ingorghi nei territori; un piano per i pendolari e la mobilità ferroviaria, per le piste ciclabili, per l’elettrico e le nuove tecnologie che possono migliorare il trasporto privato su gomma.
Ci proveremo martedì in aula.


C’è un appuntamento, nei prossimi mesi, che occuperà l’agenda politica del nostro paese, ed è il referendum costituzionale. Gli dedicherò la prossima newsletter: credo infatti sia nostro compito quello di fornire alle persone quante più occasioni di confronto su una riforma così importante, affinché la partecipazione al voto siaconsapevole e informata.
Dalla prossima settimana sarò impegnato in una fitta serie di dibattiti: si parte mercoledì 22 settembre a Casnigo e si prosegue martedì 27 a Lurano… mi auguro di poterti incontrare di persona!

Intanto,
un sorriso

Jacopo

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Programma Regionale Mobilità e Trasporti: la situazione

L’approvazione del Programma Regionale Mobilità e Trasporti è attualmente prevista per la ripresa dei lavori del Consiglio Regionale ed è attualmente programmata per il prossimo 20 settembre. In origine era previsto il termine dell’intero iter per la fine del 2015 ma alcuni prevedibili ritardi tecnici e l’accavallarsi di provvedimenti legislativi in V Commissione hanno portato alla chiusura della fase istruttoria in V Commissione ed al voto a fine giugno con l’impegno di votare il Piano il 19 luglio in aula. Martedì 5 luglio, senza alcun preavviso la maggioranza ha deciso di posticipare il voto, adducendo il fitto calendario della seduta ma più probabilmente per problemi nella chiusura del PRMT vista la debolezza della posizione dell’Assessore Sorte e le numerose sollecitazioni che provengono dai territori e dagli attori economici ed istituzionali.

Si tratta di un provvedimento molto atteso visto che la precedente programmazione regionale risale al 1982 e si innesta in un contesto di grandi cambiamenti sia nella governance del TPL con il ruolo duale di Trenitalia e Trenord (società al 50% Trenitalia e 50% Regione Lombardia) e i possibili cambiamenti che potrebbero portare a fusioni e incorporazioni, sia attraverso la rimodulazione dei servizi integrati e su gomma con la nascita delle Agenzie che faticosamente stanno avviando il proprio percorso che nella struttura stessa della mobilità con il deciso incremento degli utenti ferroviari e della mobilità dolce e la prospettiva di uno spostamento di una parte consistente del traffico merci dalla gomma al ferro in una logica intermodale avanzata.

Il PD ha da subito proposto emendamenti di sostanza al PRMT, documento complesso e molto articolato,  incentrati nella modifica strutturale di alcune delle ‘azioni’ previste e che sono la parte descrittiva della politica della mobilità regionale.  Troppo debole il segnale di cambiamento presente nel PRMT di fronte alla mutata situazione economica in Lombardia che ha comportato una modifica sostanziale delle necessità infrastrutturali regionali che vedono una drastica diminuzione delle risorse disponibili per interventi a grande impiego di capitali, il fallimento del project financing, l’incremento costante a tassi intorno al 5% degli spostamenti ferroviari di persone, nuovi flussi di merci su ferro con apertura del Gottardo e la conseguente necessità di intermodalità, la lenta ma progressiva avanzata della mobilità sostenibile sotto forma di elettrico o sharing mobility.

La stesura originaria del PRMT difatti fotografa una situazione proponendo scenari evolutivi sulla base di stime e previsioni che sono variate e che devono giocoforza trovare una declinazione nella programmazione. Le politiche attive sul trasporto da attuare in concorso con la pianificazione nazionale e lo scenario europeo risultano essere sbiadite restando sullo sfondo gestionale dell’esistente o poco più e rimangono irrisolti i nodi reali, politici, della pianificazione a medio e lungo termine: risorse, strategie, visione di sviluppo.

La posizione della maggioranza di centro destra rimane ferma sull’assunto che il Governo ha tagliato i fondi per il TPL, che la proporzione tra le risorse assegnate e il fabbisogno derivante dall’estesa rete di trasporti è penalizzante per la Lombardia e che i fondi per l’estensione della rete autostradale lombarda devono provenire dalla redistribuzione dei proventi fiscali centrali.

Il primo punto è palesemente falso e strumentale perché il Fondo Nazionale per il TPL non ha subito tagli negli ultimi anni e con i recenti atti governativi alla Lombardia dovrebbe essere riconosciuta parte della redistribuzione derivante della penalizzazione per le Regioni che non abbiano raggiunto standard di qualità prefissati. Sul punto della proporzione tra fabbisogno e assegnazione di risorse effettivamente appare necessaria una riflessione sull’introduzione dei costi standard per evitare il ripetersi di storture e inefficienze. Sulla vicenda delle risorse per le autostrade è da sottolineare il fallimento della logica lombarda del project financing e ricordare le defiscalizzazioni di cui hanno goduto alcune delle opere più esposte economicamente che gravano sul bilancio statale.

Per quanto riguarda l’attività consiliare, l’analisi e la successiva attività emendativa, frutto del confronto con il territorio e i portatori di interesse (si sono svolte decine di audizioni oltre al percorso obbligatorio della VAS con relative osservazioni e proposte) hanno portato il PD a seguire due percorsi paralleli di richiesta di modifica:

  • richiesta di stralcio delle opere giudicate insostenibili finanziariamente ed ambientalmente laddove i benefici sono largamente inferiori ai costi diretti ed indiretti e i finanziamenti appaiono impossibili da trovare la breve, medio e lungo termine per opere stratecigamente marginali
  • richiesta di modifica o di integrazione

Le principali richieste di stralcio riguardano le opere stradali autostradali quali la Lecco-Como-Varese, il lotto da Vimercate a Dalmine della Pedemontana, la Broni -Mortara e il raccordo con la A 26 di Stroppiana, la TOEM (unico accolto in fase preliminare) mentre modifiche e integrazioni (quasi tutte accettate) hanno riguardato la possibilità di interventi di raddoppio di linee ferroviarie o prolungamenti di metrotramvie e alcune connessioni stradali importanti per i territori.

Nel corso della seduta che vedrà l’approvazione del PRMT il PD presenterà, oltre agli emendamenti sopra ricordati che non sono stati assunti dalla Giunta, alcuni ordini del giorno che, in quanto atti di indirizzo politico, proveranno a dare alcune indicazioni per la Giunta Regionale per affrontare i nodi di sistema irrisolti sopra descritti oltre ad alcune proposte per migliorare localmente la situazione attuale.

DATI ECONOMICI (fonte Regione Lombardia dicembre 2015)

prmt_regione_lombardia_2016

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Call center antigender: si occupino dei problemi veri dei ragazzi!

Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

Comunicato Stampa

CALL CENTER ANTIGENDER, BRAMBILLA (PD): SI OCCUPINO DEI PROBLEMI VERI DEI RAGAZZI, COME IL BULLISMO

“Il call center antigender alla fine rimarrà solo una provocatoria boutade propagandistica, nello stile della giunta Maroni. Spero che gli operatori incaricati si occupino dei problemi veri dei ragazzi come il bullismo e il cyberbullismo, sui quali abbiamo presentato da tempo un progetto di legge che ancora non è stato calendarizzato, e magari i trentamila euro stanziati dalla Regione saranno serviti a qualcosa”.

Lo dichiara il capogruppo del Pd al Pirellone Enrico Brambilla in merito allo sportello famiglia della Regione, annunciato nei mesi scorsi come call center antigender ed entrato oggi in funzione.

Milano, 12 settembre 2016

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Mobilità elettrica, Scandella: “Ora un piano strategico regionale”

Gruppo consiliare del Partito Democratico in regione Lombardia

COMUNICATO STAMPA

Mobilità elettrica, Scandella(PD): “Ora un piano strategico regionale” 

Il consiglio regionale questo pomeriggio ha approvato all’unanimità una mozione che chiede alla Giunta di promuovere lo sviluppo di un piano strategico a sostegno della mobilità elettrica che miri a risolvere i problemi del traffico e a salvaguardare l’ambiente. Soddisfatto il consigliere regionale del PD Jacopo Scandella che ricorda come “Da tre anni in Consiglio abbiamo proposto emendamenti alle sedute di bilancio per stanziare risorse dedicate alla mobilità elettrica, in modo particolare per l’infrastrutturazione di nuove colonnine elettriche e per avviare una sperimentazione sulle flotte della pubblica amministrazione. Gli emendamenti sono sempre stati respinti ma speriamo che questa nuova mozione, stavolta proposta dalla maggioranza stessa, possa portare ad un esito diverso”.

Per il Partito democratico tre sono le azioni ritenute più importanti: “sostenere il lavoro delle amministrazioni locali lombarde che già stanno sperimentando il car sharing elettrico – spiega Scandella -, avviare una sperimentazione per trasformare in elettriche alcune flotte comunali o della pubblica amministrazione, che possano essere da esempio per altre amministrazioni e per i cittadini, e continuare sulla strada dei bandi per le nuove colonnine di ricarica. A questo si aggiunge un indispensabile intervento statale per rendere detraibili parte delle spese per l’acquisto di auto elettriche (in quanto risparmio energetico) e consentire di accedere al superammortamento del 140% per le flotte aziendali”, conclude.

Milano, 6 settembre 2016

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