Archivi del mese: aprile 2016

Rosso di sera, la puntata del 18 aprile 2016

Nuova ed ultima puntata di Rosso di Sera, per quanto concerne il ciclo 2015-2016. In studio con Jacopo Scandella anche Lucio Imberti, la coppia affronta il tema della puntata, ovvero la riforma costituzionale, vista non in toni propagandistici ma concreti. Superamento del bicameralismo perfetto, la revisione del riparto delle competenze tra Stato e Regioni, l’eliminazione delle Province dalla Costituzione e la soppressione del CNEL.

Il filmato della puntata:

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Treni: “Bene le guardie giurate. Ora serve investimento per la videosorveglianza”

Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

COMUNICATO STAMPA

Treni, Scandella: “Bene le guardie giurate. Ora serve investimento per la videosorveglianza”

“La Regione risponde alle istanze dei pendolari che da tempo chiedono più sicurezza sui treni, soprattutto nelle ore serali. Un passo avanti che va nella direzione giusta”. Così commenta il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella la nota di regione Lombardia che annuncia l’arrivo da oggi di guardie giurate sulle direttrici di Bergamo, Treviglio e Como. “Non dimentichiamo che il grosso del lavoro lo fa la polizia ferroviaria – aggiunge -, che lamenta un mancata attenzione in termini di videosorveglianza, fondamentale per la buona riuscita delle indagini da loro effettuate. La repressione da sola non basta, serve un investimento della Giunta nella qualità dei convogli e delle nostre stazioni, che devono essere sempre più illuminate e vivibili”.

Milano, 15 aprile 2016

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Zone Omogenee: è scontro Lega-PD

Da L’Eco di Bergamo del 12 aprile 2016, un articolo di Fausta Morandi:

Zone omogenee, è scontro Lega-Pd Terzi: inattuabili. Gori: dibattito aperto

Si scalda il dibattito attorno alle «zone omogenee» individuate dalla Provincia per raccogliere i Comuni bergamaschi. Ieri se ne è parlato in modo interlocutorio al primo incontro del tavolo istituzionale delle riforme, voluto dalla Regione per confrontarsi col territorio. Ma se già nei giorni scorsi la Lega aveva manifestato dubbi sulle «zone», ritenute «premature», ieri a bocciarle, con una nota a margine, è stata l’assessore Claudia Terzi, parlando di «una proposta risultata inattuabile sia da parte del governo che di Anci e dalla Regione». Fuoco alle polveri: dal fronte Pd bergamasco, che da tempo lavora a una sperimentazione in questa direzione, replicano a stretto giro il presidente della Provincia Matteo Rossi («Probabilmente la Terzi si è confusa con un’altra riunione, visto che dopo 10 minuti è scappata. Se non vogliamo che ogni processo ci piova sulla testa impoverendoci, c’è bisogno che il territorio agisca in modo unitario»), il sindaco Giorgio Gori («La costruzione spontanea di collaborazioni tra Comuni ha senso a prescindere: abbiamo chiesto a Regione di approfondire il tema») e il consigliere regionale Jacopo Scandella («Dall’incontro è emerso che la Regione non ha idea di cosa fare. Se in più spara sulle proposte del territorio…»).

Il sottosegretario regionale Daniele Nava (Ncd), che sta seguendo il processo, conferma però di ritenere «prematuro configurare compiti concreti per queste zone. Se il tema emergerà dai tavoli (ne ha parlato anche Brescia, ndr) discuteremo, va bene fare la mappatura, ma credo che si debba partire dallo schema istituzionale a tre: Regione, cantoni e Comuni». La discussione si annuncia vivace.

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Pedemontana al veleno, sui fondi nuove scintille tra governo e Regione

Da L’Eco di Bergamo del 12 aprile 2016, un articolo di Fabio Florindi:

Pedemontana al veleno Sui fondi nuove scintille tra governo e Regione

Scoppia la polemica tra governo e Regione sulla Pedemontana. Ad accendere la miccia è una dichiarazione rilasciata ieri dal ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, all’assemblea con i sindaci di Monza e Brianza. «Lo Stato non può mettere sempre risorse su opere per le‎ quali sono state sbagliate le previsioni. Noi non siamo un bancomat», ha dichiarato Delrio. 

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Secondo il ministro «il privato si deve assumere il rischio, il rischio di impresa deve esistere, on è che se poi cala il traffico noi o i cittadini ci mettono i soldi». Delrio, dunque, ha chiuso la porta a ulteriori contributi pubblici, che comunque «già ci sono e sono molto robusti». Il ministro fa il conto di quanto versato dal governo: «Su 4,15 miliardi (il costo dell’opera, ndr), 1,2 miliardi più 800 milioni di defiscalizzazione sono tanti». L’esponente del governo sottolinea che «se bisogna fare un’autostrada che nessuno usa, allora meglio fare una strada a 4 corsie che usano tutti». Ma subito dopo chiarisce che la revisione che serve per avere un closing finanziario «è compito dei concessionari e non del governo». Dunque «sono loro a dover fare delle proposte e il governo le esaminerà con serenità».

La risposta dell’assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità, Alessandro Sorte, arriva a stretto giro. «È la Lombardia a essere stanca di fare da bancomat allo Stato – attacca Sorte – con le risorse che ogni anno vengono prelevate ai lombardi, ai cittadini e alle imprese, ce ne stanno cento di Pedemontana. Chiediamo che ci venga restituita almeno una parte delle ingenti risorse prosciugate dallo Stato alla Lombardia con le tasse». E tra l’altro, aggiunge l’assessore, «il ministro Delrio non ha ancora risposto al ventaglio di richieste fatte mesi fa dalla Lombardia per tutti gli interventi infrastrutturali messi in cantiere dalla Regione». 

Nella polemica sono intervenute anche le opposizioni in Regione. Il consigliere del Movimento 5 Stelle, Dario Violi, ha attaccato: «Prima si sparano stime di traffico del tutto irrealistiche, poi si progetta un mostro a 10 corsie promettendo mirabolanti compensazioni ambientali, che ancora oggi non ci sono nemmeno per le tratte già realizzate. Infine si spendono, tutti e subito, i soldi pubblici stanziati per l’intera opera solo per fare il primo pezzettino e alla fine ci si trova senza soldi, praticamente in braghe di tela. L’unica cosa sensata a questo punto è fermare l’opera la dove è arrivata, bisogna cambiare paradigma e puntare sul trasporto collettivo. Per rivedere il piano finanziario e la progettazione servono anni e Pedemontana, nello stato di crisi finanziaria in cui versa, non ha tutto questo tempo». Il consigliere regionale del Pd, Jacopo Scandella, ha sottolineato: «Ancora una volta Sorte attacca il governo in modo pretestuoso. I problemi di Pedemontana non nascono a Roma ma in Lombardia e se c’è qualcuno che non ha fatto la propria parte non è certo il governo. La Regione continua a presentare decine di progetti di autostrade che non hanno le gambe per camminare, per poi accusare altri se non vengono realizzate».‎

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Rosso di sera, la puntata del 4 aprile 2016

Nuova puntata di “Rosso di Sera”, trasmissione a cura del Partito Democratico della Valle Seriana. Temi della puntata di “Rosso di sera”, a cura del Partito Democratico della Valle Seriana: i servizi sociali, volontariato, terzo settore. Ospite della puntata Giancarlo Bertoli, assessore ai servizi alla persona del Comune di Pradalunga. C’è anche spazio per occuparsi della Riforma del Terzo Settore.

Il filmato della puntata:

Bono Morstabilini della “Idem Onlus” è ospite di Lucio Imberti nella rubrica “Lucius in fabula”. Ulteriori informazioni presso www.idem.it, qui il video della rubrica:

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Jacopo in diretta su Facebook

Primi esperimenti con la diretta web di Facebook: il link della diretta del 7 aprile 2016

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Moschee: referendum non c’è più, la consulta lo ha cassato

Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

 

Comunicato Stampa

 

MOSCHEE, SCANDELLA (PD) RISPONDE A MARONI: REFERENDUM NON C’È PIÙ, LA CONSULTA LO HA CASSATO

 

“Maroni dimostra ancora una volta di non aver letto la sentenza della Consulta sulla sua legge sui luoghi di culto. Il referendum popolare era previsto nel comma 4 dell’articolo 72, che è stato cassato. Certo, nulla vieta ai comuni di indire comunque delle consultazioni, ma queste non possono incidere su diritti costituzionalmente garantiti come il diritto di culto, che comprende l’avere un luogo in cui pregare. Sul tema ha ragione Beppe Sala, ogni grande città europea, Roma compresa, ha una moschea e i pericoli per la sicurezza non vengono da lì, semmai dagli scantinati dove i predicatori radicali agiscono nell’ombra. Dare ai fedeli islamici un’alternativa legale, dignitosa e ufficiale non è solo civiltà, è anche prevenzione”.

Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella in merito alle dichiarazioni del presidente Maroni sulla bocciatura della legge regionale sui luoghi di culto da parte della Corte costituzionale.

Il testo integrale della sentenza: http://www.pdregionelombardia.it/documenti/Sentenza-Corte-costituzionale-moschee.pdf

Gli articoli di legge modificati dalla Corte Costituzionale: http://www.pdregionelombardia.it/documenti/Articoli_legge_urbanistica_modificati_legge_antimoschee_consulta.pdf

 

Milano, 5 aprile 2016

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