Archivi del mese: settembre 2015

Politica commissariata. Ora una nuova legge sulle cave

Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

 

COMUNICATO STAMPA

 

Piano cave Bergamo
SCANDELLA (PD): “POLITICA COMMISSARIATA. ORA UNA NUOVA LEGGE SULLE CAVE”

 

Il Piano cave provinciale di Bergamo è stato approvato oggi, martedì 29 settembre 2015, dal Consiglio regionale, ma senza la partecipazione al voto del Gruppo del Pd. “Per colpa delle scelte scellerate compiute dal Consiglio regionale nel 2008, la politica è stata commissariata e il piano cave è stato redatto dalla struttura tecnica dell’assessorato a braccetto con l’autorità giudiziaria, senza possibilità di modifica”, ha commentato Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd.

“Ci troviamo a votare un piano già votato nel 2008, ma da allora il mondo è cambiato: nelle normative, sia comunitarie che nazionali, che rendono l’attuale legge che regolamenta i piani cave completamente inadeguata; nelle esigenze del mercato, con il 50 per cento delle aziende e degli addetti dell’edilizia a casa, con l’80%-90% in meno di oneri di urbanizzazione per i comuni; nella sensibilità ambientale e dell’uso del suolo – ha ricordato Scandella –. La politica regionale paga oggi le colpe di chi ha fatto prevalere gli interessi di pochi sull’interesse generale, quello di avere un piano cave operativo che a Bergamo manca dal 2000”.

Una non partecipazione al voto che però non esclude una proposta, reiterata dal Pd: “Se si vuole guardare avanti, serve approvare una nuova legge sulle cave che possa andare a dirimere le situazioni che ci hanno trascinato fino qui – ha concluso Scandella -. È urgente rivedere le modalità con cui costruire questi piani, per snellire i tempi e dare voce alle realtà del territorio”.

Milano, 29 settembre 2015

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Illuminazione pubblica: Regione Lombardia sostenga i Comuni che vogliono acquisire gli impianti

COMUNICATO STAMPA

 

Illuminazione pubblica
SCANDELLA (PD): “REGIONE LOMBARDIA SOSTENGA I COMUNI CHE VOGLIONO ACQUISIRE GLI IMPIANTI”

 

Un sostegno della Regione ai Comuni per acquisire gli impianti di illuminazione non di proprietà: è quanto chiedeva l’ordine del giorno del Gruppo regionale del Pd presentato oggi, martedì 22 settembre 2015, in Consiglio regionale, nell’ambito della discussione del progetto di legge sulle “Misure di efficientamento dei sistemi di illuminazione esterna con finalità di risparmio energetico e conseguente riduzione dell’inquinamento luminoso”, approvato all’unanimità.

“Il progetto di legge si prefigge importanti obiettivi di contenimento dell’inquinamento luminoso e di risparmio energetico, con conseguente risparmio luminoso – spiega Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd –. In molti Comuni lombardi i punti luce sono di proprietà di soggetti terzi e quindi l’amministrazione comunale è nella condizione di dover predisporre programmi per l’acquisizione degli impianti non di sua proprietà, proprio in un momento in cui gli enti locali vivono una situazione di difficoltà economica e finanziaria”.

Ecco perché l’ordine del giorno del Pd impegnava la Giunta regionale “a inserire nel prossimo bilancio di previsione, idonee risorse finanziarie da destinare ai Comuni per realizzare l’acquisizione degli impianti luce di proprietà di soggetti terzi e per gli interventi di mitigazione dell’inquinamento luminoso”.

Invece, la Giunta, per voce dell’assessore regionale all’Ambiente Terzi, ha preferito rinviare l’impegno: “Non ha escluso che in futuro si possano ipotizzare risorse in questo senso – prosegue Scandella –. E noi ci auguriamo che Regione Lombardia non faccia trascorrere molto tempo”.

Tra l’altro, per il consigliere Pd la soluzione potrebbe passare “anche attraverso bandi a favore delle amministrazioni comunali che vogliono mettersi al passo con i tempi. Sappiamo che le risorse sono poche, ma potrebbero bastare per fare da volano”.

Milano, 22 settembre 2015

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Autonomia regionale: il dibattito in direzione regionale

Ieri in direzione regionale a Milano abbiamo affrontato il tema dell’autonomia regionale, dal referendum di Maroni alla situazione degli enti locali. La penso così: la riforma costituzionale toglie effettivamente una serie di funzioni alle Regioni, tanto a quelle virtuose quanto a quelle non, ma rafforza al contempo la possibilità, attraverso l’art. 116 della Costituzione, di aprire una trattativa Stato-Regione per negoziare forme di autonomia differenziata. Se l’approdo finale sarà quello di togliere autonomia alle Regioni più “spendaccione” e lasciarla invece a chi ha i conti in ordine, allora si sarà fatto un buon lavoro. Su questo attendo il Governo alla prova dei fatti.

Allo stesso modo, però, credo si attribuiscano al Governo colpe non sue, dove invece è Regione Lombardia ad essere completamente inadempiente. Penso al tema province come a quello dell’immigrazione: Debora Serracchiani e Enrico Rossi ci raccontano di due esperienze, Friuli Venezia Giulia e Toscana, nelle quali la Regione mette sul tavolo il proprio peso politico, la propria autorevolezza, per risolvere i problemi dei Comuni. Si fa carico delle funzioni non più finanziate dallo Stato alle province per far sì che il superamento delle stesse sia fatto senza ripercussioni sui servizi, fa pressione sui prefetti e sui Sindaci perché l’accoglienza sia diffusa per ambiti omogenei. Insomma, fa la sua parte perché le cose funzionino.

In Lombardia questo non accade: la Lega deve fare opposizione a Renzi a tutti i costi, anche quello di mettere in difficoltà “i nostri”. E’ giusto ricordarlo.

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Contributi per i libri solo a fine settembre

COMUNICATO STAMPA

Dote scuola

SCANDELLA (PD): “CONTRIBUTI PER I LIBRI SOLO A FINE SETTEMBRE: L’ASSESSORE CONFERMA”

A differenza degli altri anni Dote scuola di Regione Lombardia è in ritardo e le famiglie dovranno anticipare i soldi per i libri, la voce che interessa di più e che pesa maggiormente sul bilancio famigliare. “Ma l’assessore regionale all’Istruzione Aprea ci ha assicurato che poi la Regione pagherà. E noi monitoreremo che ciò avvenga”, commenta Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd e componente della Commissione Istruzione del Consiglio regionale, che oggi, martedì 8 settembre 2015, ha chiesto delucidazioni all’assessore attraverso una question time durante la seduta d’Aula.

“Abbiamo ricevuto diverse lamentele da parte delle famiglie lombarde in attesa dei buoni, i quali non verranno erogati prima della fine di settembre – prosegue Scandella –. E questo ritardo per gli alunni significa cominciare l’anno scolastico senza la dotazione libraria e tecnologica sufficiente e necessaria. All’assessore abbiamo chiesto per quale ragione, nella tanto decantata efficiente Regione Lombardia, ci sia un ritardo del genere nell’erogazione del buono per l’acquisto di libri e dotazioni tecnologiche, poiché dalla chiusura del bando a fine luglio, c’è stato un mese di tempo per espletare la valutazione delle domande e per conoscere il numero delle richieste presentate”.

E prosegue: “Sapevamo già che l’erogazione del ‘Contributo per l’acquisto dei libri di testo e dotazioni tecnologiche’ sarebbe stato in ritardo perché era stato prorogato di due mesi il termine di presentazione delle domande, dalla fine di maggio alla fine di luglio, per il rilascio della nuova certificazione Isee da inserire obbligatoriamente all’interno della domanda di Dote Scuola da parte dei Caaf. Ma tutto questo non può andare a inficiare l’efficacia e l’importanza dell’intervento: le famiglie hanno davvero bisogno di quei contributi – aggiunge Scandella –. Tuttavia, all’assessore non è rimasto che confermare il ritardo. Ci auguriamo solo che non ci siano famiglie che non sono in grado di anticipare il denaro per i libri”.

Milano, 8 settembre 2015

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