Archivi del mese: luglio 2015

Risorse per lo sviluppo del territorio montano

L’ordine del giorno (clicca qui per il PDF) presentato da Scandella in occasione degli assestamenti di bilancio:

ORDINE DEL GIORNO
Al PDL 261 – Assestamento al bilancio 2015/2017 – I° provvedimento di variazione con modifiche di leggi regionali

Oggetto: Risorse per lo sviluppo del territorio montano

Il Consiglio Regionale della Lombardia

Premesso che la situazione della montagna lombarda rivela un territorio ricco di risorse ed opportunità, ma fragile e dal delicato equilibrio, di cui grande priorità assume il mantenimento di adeguati livelli di servizi alla popolazione: la domanda e l’offerta di servizi così come la dotazione di infrastrutture, sono infatti strettamente correlate al mantenimento di un adeguato livello di qualità della vita e alla riduzione del grado di isolamento sofferto soprattutto dalle aree più disagiate;

Ricordato che:

. la montagna appare nel contesto normativo nazionale sin dalla Costituzione che all’art. 44 recita “Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali (…) la legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane”;

. le leggi in materia di montagna a partire dal secondo dopoguerra fino ad oggi hanno delineato un importante percorso sia di conoscenza che di crescita, sviluppo e salvaguardia del territorio montano;

. Regione Lombardia dal punto di vista normativo è intervenuta in tal senso con una serie di norme, tra le quali:

  • la L.R. 15 ottobre 2007, n. 25 “Interventi regionali in favore della popolazione dei territori montani”, che all’art. 1, comma 1, prevede:

“La Regione riconosce nei territori montani una risorsa prioritaria di interesse regionale, si impegna a tutelarne gli aspetti paesaggistici ed i valori identitari, morfologici, culturali ed etici nonché a promuovere lo sviluppo socio-economico delle comunità locali, nel rispetto della complessità degli equilibri ambientali e territoriali”;

e che all’art. 4 istituisce il “Fondo regionale per la montagna” per il finanziamento di progetti di sviluppo del territorio montano;

  • la recente L.R. 8 luglio 2015, n. 19 “Riforma del sistema delle autonomie della Regione e disposizioni per il riconoscimento della specificità dei territori montani in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni)” che ha riportato l’attenzione sulla specificità del territorio montano riconoscendo forme particolari di autonomia alla Provincia di Sondrio, che consentono la destinazione ai territori di importi equivalenti agli introiti dei canoni relativi alle derivazioni di acque pubbliche, e l’introduzione di indici premiali applicabili nella concessione di sovvenzioni, contributi e ausili finanziari alle persone fisiche, ai titolari di attività economiche e alle associazioni, per il restante territorio montano lombardo;

 Considerato che:

  • dall’analisi effettuata dal Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione nel giugno 2012 è possibile rilevare come i Comuni montani lombardi nella classificazione per aree di svantaggio rientrano per l’80% nelle categorie di svantaggio medio (43%) ed elevato (37%) e la rilevanza in termini di popolazione ed enti locali interessati è significativa non solo nella Provincia di Sondrio (che registra il coinvolgimento di 76 Comuni ed una popolazione di 147.843 abitanti) ma anche nelle restanti province montante come Brescia (82 Comuni – Popolazione 194.528 abitanti), Bergamo (115 Comuni – 205.545 abitanti), oltre a Como (78 Comuni – Popolazione 85.024) e alle Province di Lecco, Varese e Pavia;
  •  il Fondo regionale per la montagna, finalizzato a promuovere un complesso di interventi speciali che spaziano in vari campi, dalla viabilità alla mitigazione del rischio idrogeologico, agli interventi volti alla valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali, rappresenta una importante fonte di finanziamento e uno strumento consolidato a supporto delle realtà locali;

Vista la DGR 2538 del 17.10.2014 “Presa d’atto della comunicazione del Presidente Maroni di concerto con l’Assessore Garavaglia e il Sottosegretario Parolo avente oggetto: ‘Effetti delle misure di contenimento della spesa regionale sui programmi integrati di sviluppo locale per la montagna (PISL Montagna)’” che in relazione alle risorse del Fondo regionale per la montagna precisa quanto segue:

“[…] le risorse regionali del capitolo relativo al Fondo regionale per la montagna di cui alla L.R. 25/2007 – basate su mutuo – appaiono certe solo per l’esercizio finanziario 2015, e non anche per le annualità successive […]”

E conclude sottolineando che:

“Considerato che il territorio montano occupa oltre il 40% dell’intera superficie regionale, si dovranno assumere tutte le iniziative necessarie affinchè vengano individuati gli idonei mezzi di mantenimento del Fondo regionale per la montagna, di cui all’articolo 4 della L.R. 25/2007, al fine di poter garantire la prosecuzione degli interventi di finanziamento dei progetti di sviluppo del territorio montano”;

Preso atto infine che:

  • l’Italia è, nel settore idroelettrico, tra le prime nazioni europee per produzione e per potenza installata ed a livello nazionale è la Lombardia a detenere tale primato;
  • i grandi impianti ad uso idroelettrico in Lombardia (73 in totale) sono situati in prevalenza nel territorio montano;

Ritenuto quindi importante concepire i canoni per le grandi derivazioni ad uso idroelettrico come leve per lo sviluppo locale del territorio montano;

Impegna la Giunta Regionale

  • A dedicare priorità e urgenza all’individuazione dei mezzi idonei al mantenimento del Fondo regionale per la montagna a partire dal 2016;
  • A destinare agli enti locali delle province montane lombarde ed alle loro aggregazioni, un importo equivalente al 100% degli introiti dei canoni relativi alle concessioni di grandi derivazioni ad uso idroelettrico site nel territorio montano lombardo;
  • Ad assumere, in collaborazione con gli enti e le istituzioni locali, tutte le iniziative necessarie affinchè vengano attivate le procedure per accedere ad ulteriori risorse comunitarie a favore della montagna, a partire dalle opportunità offerte dal Programma Life che prevede le prossime scadenze nei mesi di settembre/ottobre 2015;
  • A monitorare periodicamente sugli sviluppi integrando la relazione di cui all’art. 9 (Clausola valutativa) della L.R. 25/2007 con quanto previsto dal presente ordine del giorno.

                                                                                        

Jacopo Scandella

Corrado Tomasi

                                                                                                              Marco Carra

                                                                                                              Agostino Alloni

                                                                                                              Giuseppe Villani

                                                                                                              Massimo D’Avolio

                                                                                                              Mario Barboni

                                                                                                              Laura Barzaghi

 

Milano, 28 luglio 2015

 

"Oltressenda Alta, (BG)" di Alberto Bigoni, da plus.google.com

“Oltressenda Alta, (BG)” di Alberto Bigoni, da plus.google.com

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Alloggi sociali: non sia solo un’arma elettorale

Da l’Eco di Bergamo del 29 luglio 2015, pagine 14 e 15:

Il Pd avverte: non sia solo un’arma elettorale

A seguire passo passo la Riforma della casa ci sono i due consiglieri orobici presenti nella V Commissione permanente «Territorio e infrastrutture» della Regione, Jacopo Scandella del Partito democratico e Roberto Anelli, della Lega Nord. Entrambi condividono la necessità, a fronte dell’emergenza abitativa in corso, di arrivare al più presto a un testo unico, ma ovviamente le posizioni politiche sono differenti, con il Carroccio intenzionato a portare avanti le «quote» e il Pd che punta il dito contro «Milanocentrismo» e mosse elettorali in vista delle amministrative del prossimo anno. Il Partito democratico, a fronte dei tre documenti al momento sul tavolo della Regione, la bozza del progetto di legge della Giunta, la proposta del Nuovo Centrodestra e quella della Lega Nord, fa sapere di aver l’intenzione di presentare degli emendamenti proprio per evitare ulteriori rallentamenti nel processo della riforma. «Negli anni scorsi – commenta il consigliere regionale Scandella – si è pensato che il problema della casa non fosse così rilevante, ora con la crisi economica è tornato ad essere importante, non solo per la fascia povera o poverissima, ma anche persone giovani, che non hanno possibilità di entrare nell’edilizia residenziale». Da qui la revisione della Legge 27 che per il Pd presenta ancora delle criticità: «Non è ancora chiaro come tenere finanziariamente in equilibrio il sistema. In particolare per quanto riguarda la gestione degli immobili, perché i soggetti del privato sociale si rendono disponibili a entrare nel sistema dell’edilizia sociale, però si presenteranno costi sia per il mantenimento degli edifici e del funzionamento». Il Partito democratico per questa ragione sostiene il mantenimento di figure quali i portieri sociali, «per far sì che quelle persone che andranno a inserirsi negli immobili siano coadiuvati nella gestione». L’altra criticità, sempre secondo il Pd, è «il Milanocentrismo, il rischio che si corre è di immaginare la riforma come l’occasione per mettere la bandiera su Milano, dove c’è il grosso del problema, ma come avviene anche in altre province, ad esempio a Bergamo. Non vogliamo una legge che sia un’arma elettorale, viste le amministrative a Milano dell’anno prossimo, ma una riforma vera e propria per un’emergenza oramai irrimandabile». La Lega Nord ha steso un proprio testo, come spiega il consigliere Roberto Anelli: «La nostra idea riguarda in particolar modo l’assegnazione delle case, attualmente il meccanismo prevede un unico bando dove entrano tutti i richiedenti, noi abbiamo proposto di suddividere in percentuali. Cioè il 35% degli immobili devono andare agli anziani, il 15% agli italiani, il 15% agli stranieri, il 15% a categorie disagiate e forze dell’ordine e il 20% alle giovani coppie». Requisito indispensabile per il Carroccio è che i richiedenti «abbiamo la residenza nella Regione Lombardia da almeno 10 anni, questo per evitare che continui quello che si sta verificando ora. Cioè una discriminazione inversa dove gli anziani, pur avendo un reddito basso, rispetto ad alcun parametri, non riescono a entrare nelle case popolari perché superati dagli extracomunitari. Da qui l’idea di sostituire il bando unico con più bandi che non escluderanno quindi gli anziani stranieri». Altro tema a cuore della Lega Nord è finanziario: «Per quanto riguarda gli immobili – conclude Anelli – prima di tutto bisogna trovare il privato che metta a disposizione appartamenti a canone moderato. Ma se si presume che subentri la Regione per il delta economico che manca, ho grandi dubbi che si possa fare, perché sta già mettendo a disposizione coperture per gli affitti onerosi».

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I disservizi colpa della mala gestione di Regione Lombardia

Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

Comunicato Stampa

Trenord, Alloni e Scandella (PD): “I disservizi colpa della mala gestione di Regione Lombardia”

“Se non funziona il sistema di refrigeramento delle carrozze la colpa sarà anche del troppo caldo che manda in tilt l’impianto ma soprattutto della mancata programmazione e manutenzione che solitamente qualsiasi azienda di trasporto che si rispetti fissa già nel mese di marzo. Evidentemente per Trenord questa non era una priorità”. Così i consiglieri regionali del Pd Agostino Alloni e Jacopo Scandella commentano la nota con cui Trenord giustifica la soppressione di alcune linee per guasti all’impianto di raffreddamento dovuto al caldo e alla vecchiaia del materiale rotabile. “Rimaniamo allibiti di fronte a questo continuo scarico di responsabilità da parte di Trenord ma soprattutto del presidente Maroni e dell’assessore Sorte – spiegano -: sono anni che denunciamo la mancanza di un piano industriale serio, ma chi di dovere fa orecchie da mercante e continua a rinnovare il contratto di servizio senza verificare i risultati e senza modificare di una virgola il contenuto dell’accordo. Il mancato funzionamento del sistema di raffreddamento delle carrozze è solo la punta di un iceberg – continuano -: il paradosso vero è che i treni vecchi, compresi quelli revampizzati sui quali non è possibile abbassare i finestrini, vengono soppressi per mancanza di aria condizionata. Gli unici a beneficiare di questa situazione sono i numeri relativi alla puntualità dei treni, con buona pace dei tanti pendolari infuriati. Condividiamo pienamente la petizione #firmapendolare lanciata qualche giorno dal comitato bergamasco, ci auguriamo che con i mea culpa arrivino presto anche le soluzioni”, concludono.

Milano, 20 luglio 2015

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Risultati lontani dai proclami di gennaio. Puntualità scesa dall’ 82 al 77%

Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

Comunicato Stampa

Trasporto ferroviario regionale, Bilancio PD sui primi sei mesi della gestione Sorte e Farisè

Scandella: “Risultati lontani dai proclami di gennaio. Puntualità scesa dall’ 82 al 77%”

“E’ il tempo di fare un bilancio del primo semestre della nuova gestione del trasporto ferroviario regionale”. Così il consigliere regionale del PD Jacopo Scandella ha esordito, questa mattina, in una conferenza stampa convocata al Pirellone dal gruppo regionale democratico per fare il punto della situazione e per verificare i risultati ottenuti in questi primi sei mesi da Trenord. “Sulla base dei dati raccolti riteniamo che il servizio ferroviario offerto sia ancora largamente insufficiente – dichiara Scandella – rispetto al 90% auspicato da Trenord ad inizio anno  ad oggi l’indice di puntualità nei giorni festivi nelle ore di punta è sceso in tre mesi dall’82 al 77% segnando un ribasso di ben cinque punti percentuali. Per non parlare del numero delle soppressioni, che tanto fanno infuriare i pendolari, che hanno subito sempre nello stesso periodo, un incremento di quasi 150 treni cancellati. Non si può andare avanti così -  aggiunge – senza un piano industriale serio e con una gestione da parte della Regione da dilettanti allo sbaraglio: ancora oggi non si conoscono con esattezza quanti treni nuovi circolano sulla rete ferroviaria regionale e quali linee servono – precisa -, per non parlare di quelli che ancora devono essere immessi sui quali a richiesta ufficiale all’assessore Sorte abbiamo avuto solo risposte vaghe”.

Ed è proprio sull’operato dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Sorte che il consigliere Scandella rivolge la sua critica. “L’assessore è un gran chiacchierone, abbiamo lasciato sei mesi di tempo a lui e all’amministratore delegato di Trenord di insediarsi e di operare per il bene dei pendolari lombardi. Tirando le prime somme possiamo dire con certezza che il piano puntualità decantato a gennaio è fallito. Una disfatta che diventa ancor più evidente se si paragonano i dati della Lombardia con il resto del nord Italia: la nostra regione è fanalino di coda – continua – segna uno scarto negativo che varia dai cinque ai dieci punti percentuali. Ad oggi, inoltre, ancora non è dato sapere come verrà riorganizzato il sistema ferroviario una volta concluso Expo. L’unica certezza è il piano di razionalizzazione annunciato per l’intero mese di agosto che svantaggia, e non poco, interi territori: penso ad esempio alla linea Cremona -Treviglio – Milano ed ai collegamenti da Milano verso Bergamo e Brescia”.

Milano, 9 luglio 2015

Materiale

  1. Nota di stampa tecnica
  2. Le slide della conferenza stampa
  3. Articolo pubblicato su l’Eco di Bergamo di giovedì 9 luglio
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