Archivi del mese: maggio 2015

Le cose si possono fare, ci stiamo provando

Economia e Lavoro, Immigrazione, Giustizia e sicurezza, Scuola, Pubblica amministrazione: dalla Segreteria nazionale del Partito Democratico, cinque quaderni per conoscere quello che stiamo portando avanti alla guida del paese:

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“L’assuefazione e il silenzio”, la risposta del PD

Milano, 21 maggio 2015

Caro direttore,

ho letto il suo editoriale di ieri dal titolo “L’assuefazione e il silenzio” e vorrei rispondere alle domande che ci rivolge direttamente. Il tema del rapporto tra politica e nomine dei vertici della sanità è per noi cruciale: vi insistiamo da tempo, abbiamo presentato una proposta di legge nella scorsa legislatura e all’inizio di questa, abbiamo dato battaglia sulla legge poi votata dalla maggioranza e torneremo a farlo durante la discussione, ormai prossima, della riforma della sanità lombarda. Per noi il sistema va cambiato, l’invadenza della politica negli ospedali e nelle asl è soffocante e deleteria e il merito deve prevalere. Come? I futuri direttori generali in sanità, quando il Pd governerà la Regione, dovranno essere selezionati da una commissione esterna composta da soli esperti indicati dal mondo universitario, dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS). Questa commissione fornirà una rosa ristrettissima di nomi (per ogni direzione generale, due soli candidati tra cui scegliere) individuati sulla base di criteri di curriculum e di merito. I candidati non dovranno avere conti in sospeso con la giustizia. Rispondendo alla sua domanda: quando governerà il Pd le strutture sanitarie non saranno più terreno di pascolo dei partiti e delle correnti. È un impegno che abbiamo preso con i cittadini nelle scorse campagne elettorali e che fin d’ora assumiamo per la prossima.

Saluti cordiali

Enrico Brambilla, capogruppo del Pd in Regione Lombardia

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Funghi: si paga solo alle Comunità Montane

BARBONI E SCANDELLA (PD): “CONSIGLIO UNANIME: SI PAGA SOLO ALLE COMUNITA’ MONTANE”

È stato approvato all’unanimità oggi, martedì 19 maggio 2015, in Consiglio regionale, il progetto di legge sulle nuove regole per la raccolta dei funghi in Lombardia. Soddisfatti Mario Barboni e Jacopo Scandella, consiglieri regionali del Pd, che spiegano: “Se prima potevano essere anche i singoli Comuni a occuparsi di tutto, ora sono le Comunità montane a coordinare gli enti locali, decidere quindi insieme un regolamento, occuparsi della raccolta dei soldi per i tesserini”. Se in generale la raccolta funghi in Lombardia è ora considerata gratuita, in deroga una sorta di contributo a raccogliere verrà pagato alle Comunità montane. “E in questo il Consiglio regionale ha fatto fare retromarcia alla Giunta che voleva la totale gratuità della raccolta su tutto il territorio regionale”, aggiungono Barboni e Scandella. Una soluzione giudicata non possibile in quanto “alcune zone sono maggiormente soggette al prelievo e non possono non avere un ritorno di qualche genere – fanno presente i consiglieri Pd -. Così, invece, da un lato si riconoscono gli usi civici, come il fungatico, un valore per il territorio, dall’altro è molto importante che gli introiti fatti con i permessi di raccolta vadano destinati alla manutenzione e ai miglioramenti ambientali dello stesso territorio”.

Milano, 19 maggio 2015

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Piano cave: si pagano le scelte scellerate di sette anni fa

Piano cave
SCANDELLA (PD): “SI PAGANO LE SCELTE SCELLERATE DI SETTE ANNI FA”

Il Piano cave provinciale di Bergamo è stato approvato oggi, giovedì 14 maggio 2015, dalla VI Commissione Ambiente, contrario il Gruppo regionale del Pd.

Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd, spiega il perché: “Riconosciamo il lavoro che è stato fatto dalla struttura tecnica e sappiamo che l’obiettivo condiviso era di arrivare a un quadro normativo chiaro per gli enti locali e soprattutto per gli operatori del settore – premette -. Tuttavia, la Commissione è stata sostanzialmente commissariata, perché si è trovata ad avvallare il piano uscito dalla Vas (la Valutazione ambientale strategica) senza la possibilità concreta di modificarne i contenuti. Oggi i consiglieri commissari della sesta pagano le scelte scellerate fatte dal Consiglio regionale nel 2008 e che la maggioranza Pdl-Lega dell’epoca aveva portato avanti”. Ma per Scandella e il Pd “in questi anni il quadro normativo è cambiato moltissimo e la Lombardia è in ritardo con l’adozione di una nuova legge sulle cave. Quindi, non condividiamo una responsabilità politica che abbiamo sempre denunciato dai banchi del Consiglio”.

Milano, 14 maggio 2015

L’articolo pubblicato su l’Eco di Bergamo del 15 maggio 2015:

Bergamaschi contro sul Piano cave delle mille polemiche

Il voto in Regione Ok della commissione Ambiente ma si schierano compatte solo Lega e Lista Maroni

Anelli: «Non mi soddisfa per niente». Eppure vota sì.

Fabio Florindi

Via libera della commissione regionale Ambiente al piano cave della provincia di Bergamo. Ora, per l’approvazione definitiva, è previsto il passaggio in Consiglio regionale il prossimo 23 giugno. Ma la strada non è così lineare. Ieri in commissione, infatti, oltre al voto contrario delle opposizioni è stato registrato il non voto di Ncd, mentre Forza Italia si è spaccata. Insomma, compatti a favore hanno votato solo Lega Nord e Lista Maroni. Distinguo che rendono ballerina la maggioranza necessaria per l’approvazione del Piano cave in Consiglio. Ma c’è più di un mese di tempo e si vedrà. Di fatto, i consiglieri regionali non hanno potuto modificare il documento presentato dai commissari ad acta, nominati dal Tar dopo l’annullamento del piano cave precedente. E questa è stata la principale ragione del mal di pancia manifestato dai consiglieri lombardi, in particolare quelli eletti nella Bergamasca. Dopo l’approvazione, ad esempio, il consigliere della Lega Nord Roberto Anelli ha sottolineato: «È un piano cave che non mi soddisfa perché i consiglieri regionali non hanno potuto modificarlo né dire nulla: era già confezionato». Insomma, «non mi soddisfa in toto però ho ritenuto indispensabile dare il voto favorevole per salvaguardare le 40 richieste di escavazione che sono state approvate nel piano». Però, ha spiegato Anelli, «preparerò un lettera, che chiederò di firmare a tutti i consiglieri bergamaschi, e la invierò al presidente della Provincia perché si attivi per redigere un nuovo piano cave». Da parte sua, la vicepresidente della commissione Ambiente, Lara Magoni, sottolinea che al Pirellone ci si è trovati «di fronte a un provvedimento che ci è stato propinato dopo i danni fatti in precedenza». Dunque «abbiamo dovuto assumerci la responsabilità di votare a favore per non mettere in discussione gli ambiti considerati regolari». Secondo l’ex campionessa di sci «era più facile sfilarsi piuttosto che assumersi la responsabilità dell’approvazione». Poi l’aula del Consiglio «sarà il luogo dove porteremo interventi più politici». Anche Magoni condivide l’idea di «chiedere al presidente della Provincia di attivarsi per un nuovo piano cave». Il consigliere di Ncd Angelo Capelli ha invece scelto di non partecipare al voto: «La questione sta nell’evidente interferenza che va a toccare le funzioni democratiche: l’organo legislativo è stato svuotato da ogni possibilità di valutazione – spiega –. Questo piano in realtà è stato annullato dal Tar che ha nominato un commissario. In più, è stato sottoposto a Vas. Quando è stato chiesto quale spazio di manovra ci poteva essere per il Consiglio, è stato detto che ci si doveva attenere a quanto deciso dal commissario. E ora mi si chiede di approvarlo?» chiede con tono polemico Capelli che provoca chiudendo: «Questo piano poteva firmarselo il commissario: l’ha fatto lui». Sul fronte dell’opposizione, il consigliere del Pd Jacopo Scandella riconosce «il lavoro che è stato fatto dalla struttura tecnica» in modo da «arrivare a un quadro normativo chiaro per gli enti locali e soprattutto per gli operatori del settore». Tuttavia, «la commissione è stata sostanzialmente commissariata, perché si è trovata ad avvallare il piano uscito dalla Valutazione ambientale strategica, senza la possibilità concreta di modificarne i contenuti». Insomma, «i consiglieri commissari hanno pagato le scelte scellerate fatte dal Consiglio regionale nel 2008 e che la maggioranza Pdl-Lega dell’epoca aveva portato avanti».

Cosa prevede
Il nuovo piano, in sostanza, prevede i seguenti livelli estrattivi: 34,5 milioni di metri cubi per sabbia e ghiaia; 30 mila metri cubi per l’argilla; 945 mila metri cubi per pietre ornamentali; 26,3 milioni di metri cubi per calcari e dolomie. In quello del 2008, annullato dal Tar, invece venivano consentite estrazioni di sabbia e ghiaia per 51,2 milioni di metri cubi; 720 mila metri cubi di argilla; 909 mila metri cubi di pietre ornamentali; 28,2 milioni di metri cubi di calcari e dolomie.

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Edilizia scolastica – Bando mutui – Approvato Piano 2015 e ulteriore fabbisogno

Dal sito di Regione Lombardia:

In attuazione dell’art. 10 del D.L. n. 104/2013 e del bando per la rilevazione del fabbisogno di interventi di edilizia scolastica, approvato dalla Giunta regionale con DGR n. X/3293 del 16 marzo 2015, la Struttura regionale competente ha provveduto all’approvazione del Piano contenente i progetti realizzabili nell’anno 2015 e ammissibili a finanziamento e del restante fabbisogno da soddisfare negli anni 2106-2017.

Il Piano per l’anno 2015 si compone di due elenchi:

  •  “Comuni”, contenente la graduatoria delle domande presentate dai Comuni e ammesse a finanziamento per l’anno 2015, per un totale di contributi richiesti pari a euro 275.492.733,81 (Allegato “A”);
  • “Province e Città Metropolitana”, contenente la graduatoria delle domande presentate dalle Province e dalla Città Metropolitana di Milano e ammesse a finanziamento per l’anno 2015, per un totale di contributi richiesti pari a euro 28.637.118,00 (Allegato “B”).

Il restante fabbisogno di interventi di edilizia scolastica del territorio lombardo da soddisfare negli anni 2016-2017 ammonta ad un totale di contributi richiesti pari a euro 205.205.154,97 (Allegato “C”).

Gli allegati “A”, “B” e “C” sono stati trasmessi al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, come previsto dall’art. 2 del decreto interministeriale del 23 gennaio 2015, segnalando un fabbisogno complessivo pari a euro 509.335.006,78. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca provvederà a trasmettere la documentazione pervenuta da tutte le Regioni al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ad inserire il tutto in un’unica programmazione nazionale, che potrà trovare attuazione nei limiti delle risorse finanziarie che saranno rese disponibili. Si fa presente che è in corso la formalizzazione del decreto con cui i tre Ministeri competenti dispongono la proroga dei termini e modificano alcune determinazioni contenute nel decreto interministeriale del 23 gennaio 2015.

TIPOLOGIA: Bando

Allegati

Decreto numero 3788 del 12 maggio 2015 - Approvazione piano interventi Decreto n. 3788 del 12 maggio 2015 – Approvazione piano interventi (117 KB) PDF
Allegato A - Piano Annuale 2015 - Comuni Allegato A – Piano Annuale 2015 – Comuni (344 KB) PDF
Allegato B - Piano Annuale 2015 - Province Allegato B – Piano Annuale 2015 – Province (204 KB) PDF
Allegato C - Fabbisogno interventi 2016-2017 Allegato C – Fabbisogno interventi 2016-2017 (201 KB) PDF
Allegato D - Domande no ammissibilità Allegato D – Domande no ammissibilità (121 KB) PDF
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