Archivi del mese: marzo 2015

Con la circolare interpretativa la Giunta getta la maschera e svela le sue vere intenzioni

“Con la circolare interpretativa la Giunta getta la maschera e svela le sue vere intenzioni”. Questo il commento del capogruppo del Pd in regione Enrico Brambilla e del consigliere regionale Jacopo Scandella in merito alla circolare interpretativa emanata martedì dalla Direzione generale Territorio Urbanistica e difesa del suolo che fornisce chiarimenti interpretativi e applicativi relativamente ad alcune disposizioni della legge regionale di contrasto al consumo di suolo approvata in Consiglio regionale lo scorso 28 novembre. “Se prima rimaneva qualche dubbio sulla possibilità per i Comuni di adottare varianti per ridurre l’edificabilità, ora è chiaro che tale facoltà è esclusa – spiegano -. Gli annunci buonisti di questa maggioranza lasciano il posto ad un provvedimento che è una vera e propria contraddizione in termini. Si precisa infatti che i comuni possono approvare “varianti in riduzione”, cioè sottrarre alla cementificazione aree destinate ad essere urbanizzate, purché però non riducano le previsioni edificatorie del documento di piano: in pratica, se tolgono un’area da una parte ne devono aggiungere una uguale da un’altra parte. Ciò significa che si legano le mani a quei comuni virtuosi, e sono tanti, che devono aspettare ancora trenta mesi per approvare varianti in riduzione. La situazione diventa ancora più paradossale se si pensa che la Giunta modifica di fatto il contenuto di una legge con una circolare. Questo articolato era giù un pasticcio legislativo di per sé ma adesso diventa pericoloso e inadeguato. Annunciamo sin da ora la presentazione di progetto di legge per correggere in corsa questo mostro legislativo”.

Milano, 27 marzo 2015

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Orio: la società mantenga le risorse e gli impegni del vecchio piano

Orio al Serio

Si è tenuta stamattina, in VI Commissione Ambiente del Consiglio regionale, l’audizione con la società Sacbo Spa sulle problematiche ambientali connesse all’aeroporto di Orio al Serio. Al termine dell’incontro Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd, ha commentato quanto sentito dal funzionario della società: “Il vecchio piano di zonizzazione bocciato dal Tar prevedeva interventi di mitigazione per circa 22 milioni di euro, di cui soltanto 2 già spesi. In attesa dell’approvazione del nuovo piano, chiediamo che la società si impegni comunque a mantenere le risorse per gli interventi, come i doppi vetri, per lenire l’impatto acustico, e operi assieme al Comune di Bergamo per far sì che tutti i quartieri coinvolti rimangano sotto i 60 decibel”.

Milano, 26 marzo 2015

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Moschee: “Questa legge lede così tanti principi costituzionali che impugnarla è stata un atto dovuto”

Moschee: “Questa legge lede così tanti principi costituzionali che impugnarla è stata un atto dovuto”

“Questa legge lede così tanti principi costituzionali che impugnarla è stata un atto dovuto. Il problema non è il Governo che non sa leggere, ma la Lega che non sa scrivere”. Questo il commento del consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella in risposta alla presentazione della Lega Nord di “contro deduzioni” in merito all’impugnativa del Governo della legge regionale sui luoghi di culto.

Milano, 19 marzo 2015

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Expo: ipotesi della Giunta di tagliare il servizio ferroviario

Dal sito welfarenetwork.it:

“L’ASSESSORE SORTE VENGA A SPIEGARCI COSA SIGNIFICA CHE NEI SEI MESI DI EXPO CI SARÀ UNA RIDUZIONE DEL SERVIZIO FERROVIARIO DI UN MILIONE DI CHILOMETRI”. LO DICHIARA IL CONSIGLIERE REGIONALE DEL PD JACOPO SCANDELLA PRIMO FIRMATARIO DI UNA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE TRASPORTI CON LA QUALE SI CHIEDE ALLA GIUNTA QUALI SIANO I TERMINI DELLA RIORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO FERROVIARIO REGIONALE PER IL PERIODO DELLA MANIFESTAZIONE UNIVERSALE. “SOLO POCHE SETTIMANE FA L’ASSESSORE PRIMA E L’AMMINISTRATORE DELEGATO FARISÈ POI CI AVEVANO ASSICURATO CHE IL SERVIZIO SAREBBE STATO POTENZIATO VERSO IL SITO ESPOSITIVO SENZA PERÒ INTACCARE ALTRE DIRETTRICI FERROVIARIE – SPIEGA SCANDELLA -. OGGI SCOPRIAMO DALLA STAMPA CHE NELLA CONFERENZA REGIONALE DEL TRASPORTO PUBBLICO TENUTASI GIOVEDÌ SCORSO A PALAZZO LOMBARDIA CON IL COMITATO PENDOLARI, L’ASSESSORE SORTE HA ANNUNCIATO CHE SAREBBE AL VAGLIO DELLA GIUNTA UN PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE TEMPORANEA DEL SERVIZIO FERROVIARIO PARI A UN MILIONE DI CHILOMETRI PER INCREMENTARE LE CORSE DESTINATE AL SITO EXPO E LO SPOSTAMENTO DI MATERIALE ROTABILE, ALTRIMENTI INSUFFICIENTE, PER GARANTIRE IL SERVIZIO VERSO IL POLO ESPOSITIVO. UNA NOVITÀ CHE QUANTOMENO LA REGIONE DOVREBBE VENIRCI A SPIEGARE IN TEMPI BREVI VISTO E CONSIDERATO CHE LA RIDUZIONE DOVREBBE ENTRARE IN VIGORE CON IL NUOVO ORARIO ESTIVO IL PROSSIMO 26 APRILE”.
GIOVEDÌ 19 MARZO 2015

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PTRA Valli Alpine

“Siete quattro gatti…” è una battuta che mi sono sentito dire spesso, parlando di montagna. Una battuta che non è una battuta, perché racconta di un modello di sviluppo che tiene conto soltanto dei numeri. Quando la montagna non è soltanto un numero. E’ un patrimonio di tradizioni, culture, paesaggi e tanto capitale umano. E’ o non è un valore quello di abitare e presidiare questi territori enormi? Interessa a qualcuno difenderli dalla povertà e dallo spopolamento? Valle Brembana, valle Seriana e di Scalve nel mio intervento in Consiglio Regionale sul Piano Territoriale delle Valli Alpine: un primo segnale di attenzione che non deve rimanere sulla carta.

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Sulla riforma delle province

La riforma Delrio ha tolto alle province una serie di funzioni, la legge di stabilità ha tagliato le risorse e tre letture della riforma costituzionale (in attesa della quarta) hanno sancito l’abolizione dell’ente.

Che ci piaccia o meno, la volontà del legislatore nazionale è piuttosto chiara: superare le province, eliminare un livello decisionale e suddividere le competenze tra Regioni e Comuni. Ma a chi tocca questo compito?

Nel dibattito di queste settimane, ho l’impressione che si continui a mirare un obiettivo solo, il Governo, reo innanzitutto di aver voluto questo riordino istituzionale in un momento di risorse decrescenti rendendolo ancora più difficile da praticare, mentre non si dice una parola sulla Giunta di Regione Lombardia, che da mesi decide di non decidere con l’obiettivo dichiarato di veder fallire tutto il percorso.

Di certo si poteva fare meglio (e qualche soldo in più da Roma è indispensabile), ma questo non accade solo quando non si fa nulla.
Prendete la Toscana: lì si è deciso che le province, finché ci sono, gestiscono la manutenzione delle strade e l’edilizia scolastica. Stop. Tutto il resto va in capo alla Regione (autorizzazioni ambientali, costruzione di infrastrutture, formazione professionale, ecc.) che assorbe e mantiene le strutture decentrate sul territorio, o alle Unioni di Comuni.

Se in Lombardia si vuole immaginare un ente intermedio di coordinamento tra Sindaci, che si chiami area omogenea, ben venga! Ma deve essere la Regione a prevederla per legge, per via di una specificità (tantissimi Comuni, tantissimi abitanti) che esiste qui e non altrove. Non il Parlamento, che dentro la Delrio e la riforma costituzionale prevede che questi spazi di manovra se li prendano proprio le Regioni. Altrimenti si invoca l’autonomia ma non si fa nulla per esercitarla, nemmeno quando c’è.

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Un patto per rilanciare la montagna

Scandella (PD): “Un patto per rilanciare la montagna”

Votato all’unanimità questo pomeriggio dal Consiglio regionale il Piano Territoriale Regionale d’Area “Valli Alpine: le Orobie bergamasche e l’altopiano Valsassina”. “E’ un segnale di attenzione per i territori alpini, che però non deve rimanere sulla carta – spiega il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella. Nel piano si parla di agricoltura di montagna, valorizzazione dei borghi antichi, degli alpeggi e delle baite, manutenzione dei sentieri e nuove piste ciclabili; interventi positivi che però seguono l’approvazione di una legge sul consumo di suolo, che rinvia di tre anni lo stop alla costruzione selvaggia, e un accordo di programma sullo Skydome di Selvino per l’edificazione a fini turistici di un ecomostro ad alta quota. Entrambi questi provvedimenti – precisa Scandella – si pongono in netta contrapposizione con quanto prevede il piano territoriale votato oggi. Da parte nostra lanciamo un patto per la montagna che riconosca una specificità per le Valli Alpine così come fatto per Sondrio, che non è l’unica realtà montana della Regione”.

Milano, 10 marzo 2015

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