Archivi del mese: luglio 2014

Europrogettazione: come si fa

Quando si parla di Europa, il pensiero corre subito all’austerity, alle tasse e alle difficoltà di immaginarsi “europei” a tutti gli effetti. Ma Europa significa anche grandi opportunità: sono molti infatti i finanziamenti europei a cui è possibile accedere proponendo progetti, idee e sinergie di forze tra pubblico, privato e associazioni e che, in modo diretto o indiretto, mettono a servizio dei cittadini e degli attori dei singoli stati europei importanti fondi di possibile intervento. Un esempio? I 3 miliardi di euro per la regione Lombardia di fondi europei per le regioni (FESR, FSE) per il 2014-2020, che hanno subito un incremento pari al 31,4% di risorse rispetto al precedente settennio.

Si tratta quindi di bandi e finanziamenti relativi a ambiti diversi (cultura, scuola, servizi sociali, lavoro, ambiente, energia, ecc) e che, proprio per la loro articolazione, possono costituire una “giungla” per chi ci si addentra per la prima volta: per questo motivo occorre chiarezza e soprattutto formazione a riguardo. Continua a leggere

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Il centrosinistra e la riforma del Senato

Sulla riforma del Senato vedo attribuire a Renzi e alla Boschi le accuse più disparate, da quella di “autoritarismo illiberale” alla semplice “stupidità”. Premesso che è sacrosanto discutere di tutto, e a me piace farlo in qualsiasi occasione, mi pare che il progetto di riforma stia a pieno titolo nel solco di quanto il centrosinistra sostiene da vent’anni, ben prima di Renzi, e che oggi, con grave ritardo, ha finalmente la forza di realizzare.

Qualche esempio, per capirci.

Il primo, dal programma dell’Ulivo 1996 targato Romano Prodi:

“Il Senato dovrà essere trasformato in una Camera delle Regioni, composta da esponenti delle istituzioni regionali che conservino le cariche locali e possano quindi esprimere il punto di vista e le esigenze della regione di provenienza.

Il numero dei Senatori (che devono essere e restare esponenti delle istituzioni regionali) dipenderà dalla popolazione delle Regioni stesse, con correttivi idonei a garantire le Regioni più piccole. […]

I poteri della Camera delle Regioni saranno diversi da quelli dell’attuale Senato, che oggi semplicemente duplica quelli della Camera dei Deputati. Alla Camera dei Deputati sarà riservato il voto di fiducia al Governo. Il potere legislativo verrà esercitato dalla Camera delle Regioni per la deliberazione delle sole leggi che interessano le Regioni, oltre alle leggi costituzionali.”

Tutti “piduisti” anche allora?

Cinque anni dopo, elezioni 2001:

“Intendiamo garantire la trasformazione del Senato in una Camera federale coerente con la legge sul federalismo e corrispondente alle tradizioni del nostro paese. A un parlamento riformato, autorevole nel suo ruolo di indirizzo e di controllo, numericamente ridotto nel numero (la Camera federale non deve superare i 100 componenti), deve corrispondere un governo con maggiore responsabilità e autonomia con al centro il Primo ministro, capace di svolgere un ruolo di coordinamento e di raccordo fra Stato centrale, Unione europea e sistema delle Regioni e delle autonomie.”

Unione, 2006, ancora Romano Prodi:

“Noi intendiamo realizzare un efficace bicameralismo differenziato, attraverso un Senato che sia luogo di effettiva rappresentanza delle autonomie territoriali, titolare di competenze legislative differenziate rispetto alla Camera dei Deputati. Crediamo che i senatori debbano essere effettivi rappresentanti degli interessi del proprio territorio. Il numero dei senatori sarà ridotto a 150.”

In ultimo, il primo programma elettorale del Partito Democratico per le politiche 2008:

“E’ inaccettabile ritenere gli elettori italiani, solo sul piano nazionale, dei minorenni incapaci di scelte chiare e dirette. Per questo, appare necessaria la scelta diretta di soli 470 deputati in collegi uninominali maggioritari a doppio turno. […] Il Senato rinnovato di 100 membri scelti dalle autonomie regionali e locali è la sede della collaborazione tra lo Stato e tali autonomie. L’opportuna revisione dell’elenco di materie del Titolo V con una clausola di supremazia, trasversale alle materie, per il livello federale, col consenso del Senato, consentirebbe di superare la conflittualità permanente.”

In tutti i programmi, la legge elettorale proposta era maggioritaria, con un rafforzamento dei poteri del Premier quali la possibilità di nominare e revocare i Ministri o il legare la durata della legislatura alla sua figura. E, per inciso, non si accennava nemmeno alla revoca dell’immunità.

Non mi pare ci si stracciasse le vesti, allora, di fronte a quelle proposte. Che infatti sono state ripetute per 20 anni. E non dico, oggi, che il “pacchetto” delle riforme non sia migliorabile, tutt’altro: potremmo fare collegi ancora più piccoli per l’Italicum, oppure introdurre le preferenze, la parità di genere, oppure ancora le primarie obbligatorie per legge. Tutte cose, peraltro, che stavano già scritte dal ’96.

Ma è davvero stucchevole assistere al coro sdegnato di costituzionalisti e politici, perfino di quelli che quei programmi (e quel Senato) li hanno sottoscritti e sponsorizzati. Perché un conto sono i piccoli aggiustamenti, un conto è gridare costantemente all’“attacco alla Costituzione” o al “rischio per la democrazia”. Viene il sospetto che recitino una parte, spacciandola per critica “nel merito”. Una parte che più diventa volgare e sguaiata, più miete consensi tra quanti hanno sempre e comunque bisogno di un nemico, a prescindere dal merito.

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Maroni, le vicende giudiziarie e l’inconsistenza politica

Secondo l’accusa, il Presidente Maroni avrebbe fatto pressioni per far assumere due persone all’interno di Expo2015 Spa ed Eupolis, società partecipate dalla Regione. Si tratterebbe di due contratti, il primo da 5.417 Euro al mese per due anni e il secondo da 29.500 Euro all’anno.

Non so, sinceramente, se Maroni sia colpevole di “concussione per induzione indebita a dare o promettere utilità”. Dispiace però che i riflettori si accendano su di lui, e su Regione Lombardia, per una vicenda giudiziaria e non per l’inconsistenza della sua azione politica.

Perché sulle cose concrete, sulle leggi da votare, la realtà è che oggi la maggioranza non ha i numeri per sostenere nemmeno le proprie proposte.

Da mesi si annuncia la presentazione di un testo di riforma della sanità lombarda, e tutto quello che arriva è un “libro bianco” di buone intenzioni. La legge sul consumo di suolo doveva essere discussa in Consiglio l’8 luglio, poi il 15, ancora il 30 per essere infine rinviata a settembre, dal momento che la maggioranza non trova l’accordo su una proposta di legge.

Tradotto, siamo al nulla. A cui è anche complicato opporsi…

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Carcere di Bergamo, Regione confermi lo stanziamento per i progetti di inserimento lavorativo di fronte a risultati evidenti

I consiglieri regionali hanno visitato ieri, nell’ambito del progetto di ricognizione sulla situazione carceraria in Lombardia, la casa circondariale di Bergamo. Numeri alla mano, nel 2013 sono stati spesi fondi per 189mila euro a scopo riabilitativo in iniziative di vario genere, che vanno dall’inserimento lavorativo, al sostegno psicologico sino a quello abitativo. In particolare ad aver dato grandi risultati sono stati i progetti di reinserimento sociale attraverso lavori socialmente utili, come panetteria e lavori agricoli.

“I dati che ci sono stati presentati dimostrano come la recidività cali ogni volta che ci troviamo di fronte a detenuti che lavorano. Investire in queste iniziative è importante, dunque, non solo in funzione della riabilitazione del singolo, ma anche come investimento nella sicurezza di tutta la comunità – spiega il consigliere Pd Jacopo Scandella – . E’ fondamentale che vengano mantenuti questi progetti e anzi potenziati. Per questo Regione Lombardia non riduca le risorse come ha in programma di fare“.

Se per il 2013 si sono investiti 189mila euro, per il biennio 2014-2015 sono stati, invece, stanziati solo 274mila, ovvero 50mila euro in meno all’anno. “Porteremo avanti questa richiesta nella prossima seduta di assestamento di bilancio”.

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