Archivi del mese: maggio 2014

Scorie radioattive a Montello? Interrogazione in Regione

Il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella annuncia un’interrogazione in Regione sulla vicenda della possibile discarica di materiali radioattivi provenienti dall’Europa dell’Est nel comune di Montello. La notizia, diffusa dal Fatto Quotidiano e relativa ad atti del Sismi di recente declassificati, merita di essere approfondita nel modo più rigoroso, insieme all’Agenzia regionale per l’ambiente e di concerto con la provincia di Bergamo e il Comune di Montello.

“Ci troviamo di fronte ad un caso che non può essere sottovalutato – dichiara Scandella – soprattutto per la rilevanza della fonte da cui proviene. La Regione deve predisporre carotaggi ed analisi nel più breve tempo possibile, per appurare se ci siano effettivamente rifiuti pericolosi nascosti nel terreno; solo con risposte rapide potremo rassicurare i cittadini che vivono e lavorano nella zona”.

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Centrosinistra in Regione: Maroni segni la discontinuità o mozione di sfiducia

PD e Patto Civico danno al presidente della Regione Roberto Maroni una settimana di tempo per compiere alcuni atti di forte discontinuità con il sistema di potere dell’ex PDL e della Lega che governa la Lombardia da vent’anni. In caso contrario, sono pronti a presentare in Consiglio regionale una mozione di sfiducia al presidente.

Ecco le richieste:

1- Ci sono direttori generali indagati perché, secondo la Procura della Repubblica di Milano, avrebbero dato la disponibilità a truccare alcune gare per l’affidamento di servizi di grande rilevanza economica. Queste persone, nominate con un sistema fortemente improntato alla lottizzazione politica, non possono agire per conto della Regione fino a quando ogni ombra non sarà fugata. Per questa ragione, Maroni deve revocare i loro incarichi.

2- Le nomine del sistema sanitario regionale sono regolate da una legge che anche nella sua versione, approvata pochi mesi fa, consegna tutto il potere al decisore politico, quindi alla giunta regionale. Occorre fermare l’invadenza della politica dalle nomine dei vertici di Asl e Aziende ospedaliere, approvando una nuova norma che spezzi i legami con i partiti politici e che tolga i dirigenti dal ricatto relativo alla riconferma e alla progressione di carriera.

3- L’assessore Mantovani ha avuto più di un anno per dare la svolta in un sistema, quello sanitario, che per anni è stato flagellato da gravi scandali, come quello del Santa Rita prima e della corruzione poi. In questo periodo nulla è stato fatto. Non sono stati aumentati i controlli, non è stata cancellata la legge Daccò, non sono state modificate veramente le funzioni non tariffarie. Sulla riforma della Sanità lombarda non c’è un progetto, o meglio, forse la stessa giunta ne ha in mente più di uno. È evidente che l’assessore Mantovani non ha saputo fare fronte al compito straordinario a cui era stato chiamato dal presidente della Regione, e per questo motivo chiediamo a Maroni di revocargli la delega.

4- Per quel che riguarda Expo, valgono analoghe considerazioni. Maroni aveva promesso di illustrare al Consiglio un’attività di revisione (Due Diligence) di tutti gli appalti, ora gli chiediamo di farlo. Maroni deve anche valutare seriamente l’attività delle persone interne alla Giunta chiamate a occuparsi dell’esposizione del 2015.

Maroni ha tempo una settimana per difendere il buon nome della Regione e per imprimere la necessaria svolta. Se così non sarà, Pd e Patto Civico riterranno necessario chiederne le dimissioni per aver fallito nel compito più importante.

Chiediamo le dimissioni del Presidente Maroni – spiega il coordinatore del centrosinistra in Regione Umberto Ambrosoli – perché lo riteniamo colpevole di un immobilismo che sta paralizzando la Regione e perché non ha posto in essere alcuna azione concreta per fermare una situazione che, come ci dimostrano le inchieste, è fuori controllo. Ovviamente ci aspettiamo che si manifesti una vera volontà di discontinuità la cui utilità Maroni ha fino ad ora pubblicamente negato, una discontinuità necessaria anche nell’ambito in cui si sono alimentati i predatori in relazione agli appalti Expo 2015. In una settimana il Presidente può prendere decisioni molto importanti, come far dimettere per opportunità i direttori generali indagati; rendere atto quello che in realtà è già un fatto, cioè togliere le deleghe della sanità a Mantovani che ha dimostrato di non essere in grado di controllare un mondo così complesso e infine presentare un provvedimento che recida alla radice ogni rapporto fra le nomine in sanità e la politica. E’ ovvio se non prenderà neppure questi semplici, e quasi scontati, provvedimenti l’opposizione di centro sinistra presenterà per il primo consiglio utile una mozione di sfiducia che investirà questa volta direttamente Maroni”.

“Da un anno – aggiunge il segretario regionale del PD Alessandro Alfieri – chiediamo a Maroni di smantellare il sistema di potere costruito da Formigoni con il sostegno della Lega in vent’anni. Abbiamo pronta per lui la mozione di sfiducia se non fa alcune cose di buon senso nei prossimi giorni: rimuova i direttori generali indagati, cambi il sistema delle nomine dei vertici di Asl e ospedali e rimuova l’assessore Mantovani che lui stesso ha già provveduto a commissariare con le ultime dichiarazioni.”

Milano, 15 maggio 2014

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Il Pd difende l’Europa e regala mille bandiere

Mille bandiere a dodici stelle da appendere ai balconi orobici: nel giorno della festa dell’Europa (ieri) il Pd lancia il suo segnale per un’Unione che mai come oggi è messa in discussione e che invece, dice il responsabile regionale per la comunicazione del partito, Jacopo Scandella, «è tutta da rilanciare. Siamo i primi a dire che l’Europa va cambiata.  Non dimentichiamo però che dalle urne del 2009 sono usciti organismi comunitari a maggioranza di centrodestra. Ora, come Pd in Italia e come Pse a livello comunitario, vogliamo portare un’inversione di tendenza».

Messaggio «in blu». Così, da «unico partito autenticamente europeista», il Pd lancia il suo messaggio «in blu», colore di sfondo del vessillo europeo.  In questo fine settimana e nel prossimo (il clou sarà dal 16 al 18 maggio, con 500 banchetti a livello regionale e 70-80 in Bergamasca), si distribuiranno 3.500 bandiere in tutta la Lombardia, di cui mille nella nostra provincia. I numeri mostrano come a far la parte del leone («Grazie a una dozzina di circoli che sono stati molto attivi sull’iniziativa») sarà proprio quella Bergamasca che, sul versante «avversario», ospita anche Pontida e una Lega che invece sta puntando la sua campagna contro la moneta unica. «La nostra iniziativa era stata studiata già da prima, ma proprio sabato Matteo Salvini, dal pratone del raduno  leghista, ha parlato di Europa delle banche e dei tecnocrati, invitando i sindaci a togliere la bandiera europea dai Comuni – ricorda Scandella –. La prima cosa che mi viene da chiedergli è dov’era  lui, in quest’Europa, visto che è un eurodeputato. Questo modo di fare politica ci scredita tutti».

Il Pd, invece, ora punta ad aggiungerne, di bandiere in giro, e a parlare di un’Europa che ha bisogno sì di cambiamento, ma che è stata e resta garanzia «di pace, un fatto che viene troppo spesso sottovalutato, e l’unica opzione per evitare la marginalità anche alla pur ricca Lombardia: tra superpotenze come la Cina e gli Stati Uniti, la via da percorrere è un’Europa unita».

L’invito, per chi espone la bandiera europea fuori dalla finestra, sarà anche di scattare una foto e condividerla sui social network, attraverso il profilo del Pd Lombardia o con l’hashtag del Pse #knockthevote. E se il rischio, con oltre 170 Comuni orobici al voto, è che l’attesa per i rinnovi di sindaci e Consigli comunali oscuri un po’ il voto continentale, Nicola Peroni lancia anche l’idea di munire i candidati Pd per Palafrizzoni di bandiere europee, da utilizzare durante questo ultimo scorcio di campagna elettorale. Proposta subito raccolta dal segretario provinciale Gabriele Riva: «Amministrative ed Europee sono due facce della stessa medaglia, c’è un forte collegamento – dice –. E pensare di trasformare questo voto in un referendum pro o contro l’Europa è profondamente sbagliato: la cura per i problemi di oggi non è uscire dall’Europa, ma anzi più Europa. Situazioni come quella dell’Ucraina, o gli sbarchi di migranti, mostrano per esempio come una politica estera europea più forte sia una necessità».

[Fausta Morandi, L'Eco di Bergamo, 10 maggio 2014]

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Scandella su Dote Scuola: “Non c’è libertà di scelta tagliando gli aiuti ai redditi più bassi”

“Se davvero la Giunta volesse incentivare la ‘libertà di scelta’ per le scuole paritarie, dovrebbe concentrare i finanziamenti su quelle fasce di reddito che da sole non possono permettersi questa libertà”. E’ categorico Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd, commentando il voto contrario di oggi, martedì 6 maggio 2014, in Consiglio regionale, alla mozione sul sistema della Dote scuola di Regione Lombardia.

“Dispiace che nemmeno dentro al Consiglio regionale si riesca ad entrare seriamente nel merito delle questioni” aggiunge e specifica specificando “le fasce sotto i 15mila euro di Isee vedono tagliate le risorse, quelle fino a 38mila le vedono aumentare. Si trovano poi i soldi per raddoppiare il contributo alle famiglie con un reddito da 70-80mila euro e contemporaneamente si annulla ogni risorsa per acquisto libri, trasporto e mensa per le scuole statali. E’ un principio che non possiamo tollerare, soprattutto in un momento come questo”, conclude Scandella.

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Montagna, Scandella: “Valorizziamo le risorse proprie per creare lavoro e ricchezza”

Una seduta del Consiglio regionale interamente dedicata al contrasto della crisi economica, nella quale è stato approvato all’unanimità un documento bipartisan con punti ben precisi per affrontare l’emergenza lavoro. Ma per Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd, il dibattito, in Aula, non si è fermato solo a questi temi: “Ho chiesto una specifica attenzione per i territori montani, che in questi anni stanno vivendo il combinato di povertà e spopolamento“, fa sapere Scandella dopo l’approvazione del documento.

“È stata recentemente pubblicata una mappa molto interessante sulla distribuzione del reddito in Lombardia, dalla quale si evince come i territori periferici, le valli, siano decisamente più poveri e con una popolazione più anziana rispetto al resto della regione – spiega il consigliere Pd -. Bisogna perciò ripartire dalle risorse proprie della montagna, il suolo innanzitutto, con un piano decennale sul dissesto idrogeologico, la tutela del paesaggio per promuovere una politica turistica efficace, ma anche l’acqua, come risorsa energetica che possa incentivare le aziende a rimanere sul territorio e dare fiato ai bilanci dei Comuni”.

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